Quasi.. l'aereo sta su perche ha portanza, in pratica il flusso di aria che percorre l'ala, opportunamente sagomata, "risucchia" l'ala stessa.
La vela invece si "riempie" d'aria e in pratica si ha un azione di spinta.
Ma a parte ciò sono curioso di capire quali sarebbero le manovre che non ti vengono spontanee.
E di bolina a 30 gradi apparenti le vele "si riempiono" d'aria?
Oppure la depressione contrapposta alla maggior pressione dei diversi lati della vela agiscono esattamente come un'ala?
Le vele si "riempiono d'aria" solo alle andature portanti...
Al netto della velocità superiore dell'aria sull'estradosso...
Per la seconda parte, abituarsi all'idea che in circuito per rallentare occorre cabrare e non agire sulla manetta e che in secondo regime per avere minore velocità occorre piu' potenza è decisamente controintuitivo, ad esempio.
In linea generale il controllo sui tre assi non è semplice per nulla. Certo che in VRO la cosa non è neppure difficile, ma quando, ad esempio, ti trovi in circuito, tra il sottovento ed il finale ti trovi a dover compiere azioni con una certa velocità e con una dose di emotività nn indifferente visto anche che vedi il terreno avvicinarsi.
In virata stretta (45 e 60) gestire il bank e la quota non è semplicissimo perchè tendi a perdere i riferimenti di assetto e gli strumenti ti aiutano fino ad un certo punto vista la naturale isteresi.
In piu' devi gestire le comunicazioni.
All'inizio non è neppure semplice gestire le traiettorie a terra utilizzando i piedi dopo decenni che, in macchina, usi le mani.
Ecco, anche l'utilizzo dei piedi per coordinare le virate ed altro puo' risultare spiazzante.
Non escludo che se avessi iniziato a vent'anni le cose sarebbero state piu' semplici.
Poi, per carità, qualcuno lo trova semplice fin dall'inizio cosi' come qualcuno trova semplice fin da subito leggere e comprendere linguaggi musicali complessi, ad esempio. Ma quello è talento che, probabilmente, nel volo, non possiedo.
Pero' mi piace e mi diverto ed il mio istruttore è soddisfatto.