Power Meter, oggi l'ho ritenuto proprio indispensabile....

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frenk

Pedivella
28 Marzo 2006
493
0
Lugano
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Mi spiegate perchè mai un allenamento basato sulla potenza, ad esempio potenza costante, o ripetute su certi valori di potenza, dovrebbe essere meglio di un allenamento basato sul cardio?Cioè alla fine, allenandovi così, andate più forte?

rileggi un po' i vari topics sull'argomento, e' gia' stato spiegato varie volte in lungo e in largo.
Ti riassumo: la frequenza cardiaca e' la somma di tantissimi fattori non per forza legati all'allenamento (stanchezza, idratazione, ecc). In piu' la frequenza cardiaca e' la risposta del tuo corpo al carico di lavoro. La potenza invece e' il carico di lavoro. E' una misura oggettiva.
Se cerchi di tenere la frequenza cardiaca costante in genere parti piu' forte del voluto, poi pian piano diminuisci il carico e vai sotto quello che volevi perche' le pulsazioni salgono in risposta allo stimolo.
 

GiAnFrA

Scalatore
18 Maggio 2004
7.254
51
Torino
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Bici
Giant TCR Advanced
Mi spiegate perchè mai un allenamento basato sulla potenza, ad esempio potenza costante, o ripetute su certi valori di potenza, dovrebbe essere meglio di un allenamento basato sul cardio?Cioè alla fine, allenandovi così, andate più forte?

E' un modo per ottimizzare i tempi e fare esercizi mirati. Il battito cardiaco è un dato che dipende da molti fattori: stato di affaticamento, stress, dormito bene o male, ecc e così ci sono giorni in cui i battiti non salgono e se uno vuole fare ripetute al veloce si troverà a lavorare con impegni muscolari più elevati di quanto dica il solo battito cardiaco.. La potenza è un dato oggettivo e non risente di fattori esterni: definisce in modo chiaro il lavoro della tua muscolatura.

Negli esercizi di breve durata ed alta intensità inoltre si verifica una cosa classica (se non si guarda la potenza): inizialmente il battito è basso, si inizia a spingere sui pedali e piano piano il battito sale. Se poi uno si guarda i dati a casa il 90% delle volte nota che: nella prima parte dell'esercizio ha spinto con potenze elevate per poi calare durante l'intervallo: è un po' come se uno andasse in palestra e partisse col sollevare 200kg e andasse avanti riducendo i pesi all'interno dello stesso esercizio.

Pedalando tenendo sott'occhio il misuratore in modo da tenere una potenza il più possibile costante i battiti salgono lentamente e ad un ceto punto si ha una stabilizzazione della frequenza cardiaca: a quel punto c'è una certa corrispondenza tra potenza e battiti. Ma basta poco: una variazione di pendenza improvvisa, ad esempio, per far "sballare" nuovamente i due valori.

Risultato: alla fine della fiera si riesce ad avere un effetto allenante maggiore (ovviamente se si ha ben chiaro in mente un piano d'allenamento e l'obiettivo che si vuol raggiungere) rispetto ai metodi tradizionali.

Inoltre software come cyclingpeaks contengono strumenti per definire l'intensità dell'allenamento svolto tenedo sotto controllo il pericolo di sovrallenamento, aiutano a programmare i picchi di forma durante la stagione, e un sacco di altre cosette utili
 

ciclettico

Apprendista Scalatore
23 Aprile 2004
2.475
464
Ravenna
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Bici
BMC Team Machine SLR01
Sono d'accordo sul fatto che, usando il cardio, si tende a effettuare esercizi a potenza decrescente, in quanto si tende a esagerare all'inizio per far salire il cuore, per poi inevitabilmente calare.

Ma chi dice che il modo più efficace per allenare le capacità aerobiche sia andare a potenza costante? e non a frequenza cardiaca costante?
Cioè, è possibile che il modo più efficace di produrre potenza (es. in una crono) sia a watt costanti. Ma visto che lo scopo dell'allenamento è stressare l'organismo e costringerlo ad adattarsi, esiste qualche studio che afferma che si debba (in parte) prescindere dalla risposta cardiaca, concentrandosi principalmente sull'output meccanico?

In fin dei conti quello che dobbiamo allenare è un sistema complesso, che "sente" stimoli meccanici, ma che come misura dello stress cui è sottoposto restituisce principalmente la frequenza cardiaca (oltre al mal di gambe!)
 

frenk

Pedivella
28 Marzo 2006
493
0
Lugano
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Beh se vuoi causare un adattamento al tuo corpo devi "obbligarlo" a uscire dalla "zona di comfort".

Se cerchi di tenere le pulsazioni costanti e vai in decrescendo e' come dire al corpo "stai facendo fatica? Allora vado piu' piano". E cosi' non andra' mai oltre quello che e' abituato a fare. E dunque non avra' bisogno di adattarsi. E dunque non avrai un grande beneficio dall'allenamento.

Questo in parole mooolto povere.
 

frenk

Pedivella
28 Marzo 2006
493
0
Lugano
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comunque aggiungo che la tua non e' un'osservazione banale, quello che ho scritto e' la conclusione a cui sono giunto dopo parecchie riflessioni, pero' niente mi da la certezza che sia la giusta conclusione.
 

ede

Apprendista Velocista
10 Febbraio 2006
1.632
0
copenhagen
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1) le sensazioni
2) i watt
3) le pulsazioni

le pulsazioni variano anche solo dal mattino alla sera, dall'affaticamento, da inizio a fine giro. I watt sono sempre quelli ma le nostre gambe no. Le sensazioni sono la cosa migliore ma sta bene visualizzarle in watt, peró secondo me devono comandare loro.
Allenandomi cosí vado molto piú forte, ho perfino vinto una tappa al tour.
 

ede

Apprendista Velocista
10 Febbraio 2006
1.632
0
copenhagen
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L'allenamento comunque é una cosa molto molto diffcile... o si é seguiti bene al 100%(impossibile a livello amatoriale) o altrimenti conoscere se stessi molto bene fa molto di piú di avere tabelle supersoniche... sempre secondo me, infatti quelli che vanno forte, anche qui dentro, si conoscono talmente bene che sanno quanto spingere, quando fare forza, quando fare ossigeno, quando forza dinamica etc. Per noi schiappe comunque tocca de lavorá molto su tutto cercando di non sovraccaricare l'organismo
 

lemma

Cronoman
27 Marzo 2007
732
2
Cuneo
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Sono d'accordo sul fatto che, usando il cardio, si tende a effettuare esercizi a potenza decrescente, in quanto si tende a esagerare all'inizio per far salire il cuore, per poi inevitabilmente calare.

Ma chi dice che il modo più efficace per allenare le capacità aerobiche sia andare a potenza costante? e non a frequenza cardiaca costante?
Cioè, è possibile che il modo più efficace di produrre potenza (es. in una crono) sia a watt costanti. Ma visto che lo scopo dell'allenamento è stressare l'organismo e costringerlo ad adattarsi, esiste qualche studio che afferma che si debba (in parte) prescindere dalla risposta cardiaca, concentrandosi principalmente sull'output meccanico?

In fin dei conti quello che dobbiamo allenare è un sistema complesso, che "sente" stimoli meccanici, ma che come misura dello stress cui è sottoposto restituisce principalmente la frequenza cardiaca (oltre al mal di gambe!)

Appunto, volevo dire una cosa del genere. Siamo sicuri che allenandoci con il sensore di potenza si vada poi veramente più forte in gara?
 

ede

Apprendista Velocista
10 Febbraio 2006
1.632
0
copenhagen
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E' nato prima il cardio perché la tecnologia si é sviluppata cosí cioé é molto piú semplice da misurare, ma in teoria in bici la prestazione la fai se spingi di piú sui pedali non se sai usare meglio il cuore, il cuore é una delle componenti che si adatta alla forza impressa sui pedali. Noi oggi ci sappiamo allenare meglio con i battiti perché gli allenamenti basati sulle pulsazioni sono nati prima, per lo sci di fondo anzichenó..
 

gioanto

Novellino
19 Aprile 2007
15
0
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Errato, sono nati prima con l'atletica.....dopo le metodologie finlandesi che prevedevano allenamenti mirati alle fascie energetiche: fondo lento, fondo veloce ect. Poi al campo scuola di ferrara un gruppo di amici, appassionati e ricercatori tra cui il piu' famoso e' il professor Conconi, ma non dimentichiamo il prof. Arcelli e per ultimo, ma non meno famoso Ferrari hanno sviluppato il famigerato test, che ci ha permesso di impostare la nuova metodologia di lavoro, che tutt'ora si usa.
 
Io sono dell'idea che i sistemi sono due, centrale (cardiovascolare) e periferico (muscoli delle gambe)
Il cardio monitorizza il lavoro del sistema centrale e il PT quello del sistema periferico.
E, sempre secondo me, dipende da quello che si deve fare, cosa si deve allenare.
Certo è che compilando un data base lavorando anche solo sul sistema centrale si può avere un idea del risultato del lavoro nel tempo che si traduce con un aumento dei watt.
Concordo, anche se devo ancora iniziare, per lo specifico, l'utilizzo del wattaggio come primo riferimento; ma il cuore non deve essere trascurato, in quanto manifesta comunque che tipo di stress il sistema periferico sta comportando al centrale.
Manca ancora un tassello, importante, su questa monitorizzazione estesa: lo stato di affaticamento del cuore.
Questo a mio avviso, può indurre in errori grossolani, se si parte con l'idea di allenarsi seguendo esclusivamente il wattaggio, partendo dal presupposto che il cuore ogni giorno è diverso; in quanto può essere affaticato.
Dico inoltre che con questi strumenti a disposizione, viene forse un po' più difficile interpretare correttamente le sensazioni; o meglio possono sorgere nuovi dubbi.
 

ede

Apprendista Velocista
10 Febbraio 2006
1.632
0
copenhagen
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Errato, sono nati prima con l'atletica.....dopo le metodologie finlandesi che prevedevano allenamenti mirati alle fascie energetiche: fondo lento, fondo veloce ect. Poi al campo scuola di ferrara un gruppo di amici, appassionati e ricercatori tra cui il piu' famoso e' il professor Conconi, ma non dimentichiamo il prof. Arcelli e per ultimo, ma non meno famoso Ferrari hanno sviluppato il famigerato test, che ci ha permesso di impostare la nuova metodologia di lavoro, che tutt'ora si usa.
Errato. Veramente il primo cardiofrequenzimetro senza fili lo ha inventato la Polar in Finlandia per la squadra di sci di fondo ne 1977. Se ti riferivi alle metodologie di allenamento magari hai ragione.
 

gioanto

Novellino
19 Aprile 2007
15
0
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Si, io intendevo allenamenti con l'uso delle pulsazioni.
Molto interessante la tua notizia.
Negli anni 70 e soprattutto alla fine i finlandesi dominavano le corse di fondo e mezzofondo in atletica.
La rivoluzione è stata enorme in tema di metodiche di allenamento e mi è sempre sembrato strano che tutto questo sia nato dal niente.
Sicuramente tutto è stato possibile attingendo anche alla tradizione del fondo con gli sci. Se la Polar ha cominciato con lo sci, significa che c'era gia in atto una ricerca avanzata in quel settore.
Tempi pioneristici.
Pensa che per controllare le pulsazioni, io in quel periodo mi fermavo e mi mettevo una mano alla gola per contare i battiti .....
 

labboro

Apprendista Scalatore
15 Novembre 2005
2.240
1.522
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Io sono dell'idea che i sistemi sono due, centrale (cardiovascolare) e periferico (muscoli delle gambe)
Il cardio monitorizza il lavoro del sistema centrale e il PT quello del sistema periferico.
E, sempre secondo me, dipende da quello che si deve fare, cosa si deve allenare.
Certo è che compilando un data base lavorando anche solo sul sistema centrale si può avere un idea del risultato del lavoro nel tempo che si traduce con un aumento dei watt.
Concordo, anche se devo ancora iniziare, per lo specifico, l'utilizzo del wattaggio come primo riferimento; ma il cuore non deve essere trascurato, in quanto manifesta comunque che tipo di stress il sistema periferico sta comportando al centrale.
Manca ancora un tassello, importante, su questa monitorizzazione estesa: lo stato di affaticamento del cuore.
Questo a mio avviso, può indurre in errori grossolani, se si parte con l'idea di allenarsi seguendo esclusivamente il wattaggio, partendo dal presupposto che il cuore ogni giorno è diverso; in quanto può essere affaticato.
Dico inoltre che con questi strumenti a disposizione, viene forse un po' più difficile interpretare correttamente le sensazioni; o meglio possono sorgere nuovi dubbi.

C'è da dire che ogni individuo è diverso e ogni cuore pure, io mi sono allenato per anni con il cardio (diventandone in certi periodi un po schiavo!) poi ho preso il PT devo dire che monitorando la potenza mi sono trovato subito meglio, questo perchè il mio cuore è strano (forse non solo il mio!) se mi alleno qualche giorno di fila pur senza forzare al massimo i battiti fanno più fatica a salire ,( questo nonostante i battiti a riposo dicano che è tutto normale) quindi quando prima uscivo le sensazioni mi dicevano "ok stai bene" mentre il cardio faticava a salire mi prendeva anche un certo sconforto.
Ora nelle stesse condizioni se devo fare del Medio pur rimanendo i battiti bassi ma la potenza è al medio sono più tranquillo e mi alleno meglio:mrgreen:
 

FABIANO

Apprendista Cronoman
30 Giugno 2006
3.423
81
47
Nave (bs)
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Sono d'accordo sul fatto che, usando il cardio, si tende a effettuare esercizi a potenza decrescente, in quanto si tende a esagerare all'inizio per far salire il cuore, per poi inevitabilmente calare.

Ma chi dice che il modo più efficace per allenare le capacità aerobiche sia andare a potenza costante? e non a frequenza cardiaca costante?
Cioè, è possibile che il modo più efficace di produrre potenza (es. in una crono) sia a watt costanti. Ma visto che lo scopo dell'allenamento è stressare l'organismo e costringerlo ad adattarsi, esiste qualche studio che afferma che si debba (in parte) prescindere dalla risposta cardiaca, concentrandosi principalmente sull'output meccanico?

In fin dei conti quello che dobbiamo allenare è un sistema complesso, che "sente" stimoli meccanici, ma che come misura dello stress cui è sottoposto restituisce principalmente la frequenza cardiaca (oltre al mal di gambe!)


Questo mi sembra un ottimo ragionamento...
In effetti nn sarà meglio stimolare il cuore sempre alla stessa intensità cercando quindi di mantenere gli stessi watt a parità di freq cardiaca nel tempo(resistenza)??
Cmq il discorso è complesso scusate l'intrusioneo-o o-o