Operacion Puerto

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Maglia Amarillo
13 Gennaio 2005
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Colnago C60
Senza via d'uscita

Basso, il Coni, una squallida farsa


Per piacere nessuno parli di coraggio. I coraggiosi sono altri, e invece Ivan Basso è solo un figlio del suo tempo e del suo mondo. E come tale non va nemmeno condannato, il 98% delle persone che si fossero trovate nella sua condizione si sarebbero comportate esattamente come lui. Per non piegarsi bisognava essere Marco Pantani, ma Marco Pantani è finito male, e nessuno potrebbe umanamente augurare a Ivan un percorso simile a quello del Pirata. Il Pirata, vittima di un ideale (esattamente sì, vittima di un ideale, l'ultimo Giordano Bruno del nostro disgraziato paese), è irripetibile in un ciclismo che si è mitridatizzato proprio in seguito alla vicenda del più grande corridore dei tempi moderni.
Questi qui di grande hanno il conto in banca, di sicuro, e sicuramente mille altre doti, che gli abbiamo sempre riconosciuto. Non la grandezza. Sono esserini fallibili, ricattabili da chiunque un giorno si alzi e decida che la campana sta suonando per loro. Basso come chiunque altro si fosse trovato nella sua condizione. Ma non parliamo di coraggio, per piacere. Citiamo per la millesima volta Steinbeck? "Non ci vuole coraggio per fare ciò a cui si è obbligati". Punto.
Basso ci ha provato in tutti i modi, a scamparla. Ha dapprima fatto il vago, poi ha negato fino all'inverosimile, poi (tramite il suo avvocato) ha cavillato cercando appigli giuridici per invalidare le indagini del Coni, e solo alla fine della fiera, quando era ormai palese il suo coinvolgimento (ma soprattutto era palese che non ne sarebbe venuto fuori con le sue gambe), solo alla fine ha ammesso. Si è recato dai suoi inquisitori, ha vuotato il sacco e si è tolto finalmente un peso dalla coscienza. Applausi.

Applausi, sì, ma non quelli spontanei; qui gli applausi sono televisivi, sono quelli chiamati da un segnale al neon, a cui l'addomesticato pubblico in sala risponde con tutto l'entusiasmo possibile. Quel pubblico in sala che, assistendo live a uno show catodico, ne carpisce i segreti, i misteri, i dietro le quinte, e quindi le miserie, le mistificazioni, le scenette e la loro architettura, e capisce finalmente che quel che in tv sembra vero non lo è, è solo costruito, artefatto, finto, verosimile ma terribilmente finto. E poi, però, quando torna a casa, davanti alla tv ci si mette ancora, a guardare cose che già sa essere finte, ma con lo spirito di sempre, fingendo siano vere.
Esattamente quello che avviene in queste ore. Basso ha confessato, e il Coni finge di credere che l'errore del corridore sia solo e soltanto un "tentato doping", figlio del più classico momento di debolezza. Anzi, il buon Petrucci stabilisce che se Ivan continua così, sarà veramente il paladino della lotta al doping. E la farsetta continuerà, Basso avrà capito il suo errore, si sarà reso conto che il suo esempio è importante per i giovani, e che non cadrà più in tentazione. Potremmo metterci la firma, questo è quel che sentiremo prossimamente. Un copione scontato che pare venire direttamente dai film di Bruckheimer, quelli di cui minuto per minuto anticipi le battute, sempre quelle, sempre malinconicamente rarefatte di significati.
Basso si dopava, o forse no, forse ci ha solo pensato. L'importante è che ora abbia capito che così non si fa, ma soprattutto l'importante è che ora non sgarri più. No, che andate a pensare: il "non sgarri più" non si riferisce al non doparsi, ma al non uscire più dal ruolo, da oggi in avanti. Buoni sentimenti a piene mani, miele che colerà a chili, tanta comprensione per il ragazzo dalla faccia pulita. E in effetti la sua faccia è pulita; sono i giochi che si stanno giocando intorno alla sua figura ad essere enormemente sporchi.
"Quella voglia di tendergli la mano" noi non ce l'abbiamo. Gliel'abbiamo tesa in tutti questi mesi, la mano, mentre altri si nascondevano; ora che questi altri sorgono dal loro letto di ipocrisia per tendergliela, noi ci facciamo da parte e lasciamo il proscenio (oddio, la voglia sarebbe di tendere la mano verso chi scrive certe cose, tendergliela anche con una certa violenza) ai Fanini e ai Cannavò, ovvero ai campioni dell'antidoping.
Ci facciamo da parte e lasciamo che chi non ha voluto capire fino a oggi, continui a illudersi nella certezza di un Eden che mai è stato e mai sarà. Contenti loro, contenti tutti.
Quel che sappiamo, è che ancora una volta hanno avuto ragione "loro". Loro, quelli che fanno sì che ancora una volta, qui e ora, a 4 giorni dal Giro, noi tutti si stia parlando di tutt'altro che del Giro. Si parla di doping, come sempre, come da 10 anni abbondanti. Si parla di "lotta al doping", e invece siamo sempre punto e daccapo, contro il doping non si lotta se non a parole, le centrali del doping non vengono sfiorate se non dopo che si muove la magistratura; e intanto gli struzzi trovano sempre spazio nella calda sabbia quasi-estiva, per infilarci le proprie teste, per continuare a fingere che tutto vada come deve andare, che si pongano degli argini al doping, che gli altri sport non siano nemmeno parzialmente toccati dal problema, che noi, noi del ciclismo siamo sempre quelli che devono stare un passo avanti agli altri.
È questo quello che volete? Lo avrete. In generale, visti i chiari di luna, lo avrete. Non da noi, però. Continuiamo a fare gli aventiniani, a non crederci, a sottolineare tre volte in rosso le storture di tutto ciò. Basso tornerà a correre, bene, buon per lui; ma il ciclismo oggi ha perso un altro pezzetto di credibilità. I dirigenti se ne accorgeranno mai? Dubbio profondo. Siamo qui, senza via d'uscita, come quel maledetto cane che si morde sempre la coda. Siamo qui a celebrare l'ennesimo funerale del ciclismo, che risorge da se stesso ma sempre più povero. Finché non rimarrà altro che polvere.

Marco Grassi



da cicloweb.it
 

Fignon

Apprendista Scalatore
4 Settembre 2005
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Bici
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Se si va di questo passo Basso il "paladino della lotta al doping" sarà invitato come opinionista al prossimo giro d'italia !!!!!!
 

adblues

Cronoman
2 Maggio 2007
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Prato
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Il problema sta proprio nel fatto che la casa farmaceutica, ideato un certo medicinale, deve poi venderne una quantità per ammortare costi di ricerca e produzione.

Le case farmaceutiche non iniziano nemmeno la ricerca e sviluppo di farmaci che poi non renderebbero (a parte rarissimi casi), quindi non è corretto dire che il loro ragionamento sia "l'ho inventato ed adesso a chi lo vendo?"
Inoltre è anche scorretto dire "ho speso un tot per la ricerca adesso ne devo vendere tanto per ammortizzare i costi" perchè i costi di R&D del farmaco "A" vengono coperti dai ricavi delle vendite di tutti i prodotti nel portfolio della stessa ditta, e maggiormente da quelli da "banco" (non immaginate nemmeno quanti miliardi fa la Bayer con l'Aspirina, prodotto ormai fuori brevetto e vecchio di 40 anni, prodotto praticamente a costo zero, tutto guadagno) o dai parafarmaci (i dentifrici o le cremine contro la cellulite), tutta roba prodotta con poco costo ed il cui prezzo non è calmierato dai vari governi ma stabilito liberamente dal produttore.

L'ormone della crescita a quanti serve, veri pazienti? Costerebbe come la pietra filosofale se non ci fosse il doping...

Il GH costa già quanto la pietra filosofale...
Comunque i produttori modulano la produzione sulle richieste che arrivano dal mercato (grossisti e farmacie) non fanno certo delle statistiche su quanti casi vengono segnalati dai medici, anche perchè questo sarebbe difficile da fare...
Quindi più c'è richiesta da parte del mercato e più ne viene prodotto.
Difficilmente i produttori hanno un ruolo nell'alimentare il mercato nero del GH visto che questi prodotti almeno in europa ed in USA sono considerati al pari degli stupefacenti e sottoposti a controlli (procedurali e d'inventario) severissimi.
Molta parte invece hanno i grossisti ed i farmacisti compiacenti che usano molti trucchi (il più famoso è quello di simulare i furti nei magazzini o ai camion che li trasportano).
 

albertop

Apprendista Scalatore
20 Aprile 2004
2.550
17
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Per non piegarsi bisognava essere Marco Pantani, ma Marco Pantani è finito male, e nessuno potrebbe umanamente augurare a Ivan un percorso simile a quello del Pirata. Il Pirata, vittima di un ideale (esattamente sì, vittima di un ideale, l'ultimo Giordano Bruno del nostro disgraziato paese), è irripetibile in un ciclismo che si è mitridatizzato proprio in seguito alla vicenda del più grande corridore dei tempi moderni.


Siamo qui a celebrare l'ennesimo funerale del ciclismo, che risorge da se stesso ma sempre più povero. Finché non rimarrà altro che polvere.


la parte su pantani è discutibile, ma non voglio discuterla, mi domando piuttosto: perchè un sacco di gente deve sempre tirare in ballo chi non c'è più?

quanto al finale, è una vita che lo dico: il ciclismo agonistico sta morendo, ormai è agli sgoccioli
sparito fra qualche anno, per motivi di età, bettini, chi rimarrà?
quattro pirletti di nessuna importanza, che non lasceranno nessuna traccia nella storia del ciclismo


a distanza di decenni, tutti parleranno di coppi, bartali, merckx, gimondi, moser, saronni, bugno, indurain, pantani, armstrong
ma di questi di adesso, chi si ricorderà?
e di quelli che verranno dopo?
 
Ieri, prima della famigerata conferenza stampa, ho scritto che condividevo l'editoriale di Cannavò sulla gazzetta. Mi ero illuso, ancora.

Col senno di poi sono costretto a dire che il mio pensiero coincide largamente con quanto scrive Massimo Gramellini su La Stampa di oggi:


Il livello è Basso


Sembrava che Ivan Basso avesse aperto una crepa nel sistema più omertoso del mondo, che non è la mafia ma lo sport. Invece il ciclista lombardo si è affrettato a convocare una conferenza stampa per pigolare la sua retromarcia: non mi sono mai dopato, ho solo pensato di farlo e comunque non ho spifferato i nomi di altri atleti. Come in bici, gli è mancato lo spunto, il colpo di reni finale. Ma se avesse sgarrato, la Piovra dei Muscoli lo avrebbe condannato allo status di reietto, isolato ed espulso da quel sistema che anche in futuro dovrà garantirgli lo stipendio.

Il doping mi indigna meno della mafiosità di quelli che ne fanno uso, della reticenza di chi li circonda e dell’ottusità di chi li segue dal vivo o in tv. I tifosi ancora si scandalizzano, quando alla roulette russa dei controlli qualcuno viene beccato con il sangue marcio. Eppure continuano imperterriti ad appassionarsi al Tour e alle Grandi Classiche, malgrado sia ormai evidente che i corridori prendono tutti le stesse cose, altrimenti non si spiegherebbe perchè il vincitore «pulito» di una corsa realizzi l’identica media oraria del vincitore «sporco» dell’anno prima.

Basso ci ha tolto l’ultima illusione che la mafia dello sport potesse franare dall’interno. L’unico modo di abbatterla è azzerare la sua ragione sociale, il denaro garantito dall’audience. E’ con dolore che smetterò di guardare il ciclismo, uno dei miei sport preferiti, fino a quando un atleta, o almeno un ex, avrà il coraggio di dire che ha usato il doping e che il doping lo usano tutti. Mica solo nel ciclismo.
Massimo Gramellini

da http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41
 

albertop

Apprendista Scalatore
20 Aprile 2004
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Il livello è Basso
Sembrava che Ivan Basso avesse aperto una crepa nel sistema più omertoso del mondo, che non è la mafia ma lo sport. Invece il ciclista lombardo si è affrettato a convocare una conferenza stampa per pigolare la sua retromarcia: non mi sono mai dopato, ho solo pensato di farlo e comunque non ho spifferato i nomi di altri atleti. Come in bici, gli è mancato lo spunto, il colpo di reni finale. Ma se avesse sgarrato, la Piovra dei Muscoli lo avrebbe condannato allo status di reietto, isolato ed espulso da quel sistema che anche in futuro dovrà garantirgli lo stipendio.

Il doping mi indigna meno della mafiosità di quelli che ne fanno uso, della reticenza di chi li circonda e dell’ottusità di chi li segue dal vivo o in tv. I tifosi ancora si scandalizzano, quando alla roulette russa dei controlli qualcuno viene beccato con il sangue marcio. Eppure continuano imperterriti ad appassionarsi al Tour e alle Grandi Classiche, malgrado sia ormai evidente che i corridori prendono tutti le stesse cose, altrimenti non si spiegherebbe perchè il vincitore «pulito» di una corsa realizzi l’identica media oraria del vincitore «sporco» dell’anno prima.

Basso ci ha tolto l’ultima illusione che la mafia dello sport potesse franare dall’interno. L’unico modo di abbatterla è azzerare la sua ragione sociale, il denaro garantito dall’audience. E’ con dolore che smetterò di guardare il ciclismo, uno dei miei sport preferiti, fino a quando un atleta, o almeno un ex, avrà il coraggio di dire che ha usato il doping e che il doping lo usano tutti. Mica solo nel ciclismo.
Massimo Gramellini


PERFETTO o-o o-o o-o

l'ho detto, lo ripeto, lo straripeto: QUESTO CICLISMO E' MORTO

voi continuate pure a guardaare il giro dei simoni e cunego, il tour dei vinokourov e dei valverde
cosa credete di guardare? gente come basso
siccome sono tutti dopati, ma non tutti nello stesso modo, di ogni vittoria ci domanderemo sempre: quanto ha inciso il doping?
A ME NON ME NE SBATTE PIU' NIENTE, TRANNE CHE DI UNA COSA: ANDARE IN BICICLETTA
 

Magoo

Apprendista Passista
29 Giugno 2005
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Bolzano, Dolomites
www.white-duck.com
PERFETTO o-o o-o o-o

l'ho detto, lo ripeto, lo straripeto: QUESTO CICLISMO E' MORTO

voi continuate pure a guardaare il giro dei simoni e cunego, il tour dei vinokourov e dei valverde
cosa credete di guardare? gente come basso
siccome sono tutti dopati, ma non tutti nello stesso modo, di ogni vittoria ci domanderemo sempre: quanto ha inciso il doping?
A ME NON ME NE SBATTE PIU' NIENTE, TRANNE CHE DI UNA COSA: ANDARE IN BICICLETTA

riporto te ma mi riferisco a parecchi messaggi letti finora o-o ...
ripeto ... forse sono cinico io ... o forse siete caduti dal Pero voi ... tutta questa storia di OP e di Basso non mi ha stupito per niente (come il fatto che non esiste babbo natale :mrgreen:) ... non ho mai avuto idoli o campioni e non ne ho bisogno ... guardo il ciclismo prof. in televisione con lo stesso spirito con cui guardo il wrestling ... ho abbastanza sale in zucca per capire che certe prestazioni (esempio: landis al tour dopo la cotta del giorno prima) non sono naturali ... in amicizia o-o
 

Magoo

Apprendista Passista
29 Giugno 2005
953
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Bolzano, Dolomites
www.white-duck.com
bettini nn andra' certo a pane ed acqua ma secondo me prendono molto di piu' chi punta a una corsa a tappe....(dove il recupero e' fondamentale)....nelle gare in linea di sicuro conta meno!cm dice manzano nell'intervista su As e cicloweb.

Converrai con me che se prendesse meno roba non sarebbe comunque una scusante ... comunque dopato sarebbe ... oppure c'è un limite ... una fiala va bene ... due sacche di sangue no ... non capisco il filo del discorso o-o
 

SimonRussi

Apprendista Scalatore
11 Agosto 2005
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Laives (BZ)
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Ieri, prima della famigerata conferenza stampa, ho scritto che condividevo l'editoriale di Cannavò sulla gazzetta. Mi ero illuso, ancora.

Col senno di poi sono costretto a dire che il mio pensiero coincide largamente con quanto scrive Massimo Gramellini su La Stampa di oggi:


Il livello è Basso

Sembrava che Ivan Basso avesse aperto una crepa nel sistema più omertoso del mondo, che non è la mafia ma lo sport. Invece il ciclista lombardo si è affrettato a convocare una conferenza stampa per pigolare la sua retromarcia: non mi sono mai dopato, ho solo pensato di farlo e comunque non ho spifferato i nomi di altri atleti. Come in bici, gli è mancato lo spunto, il colpo di reni finale. Ma se avesse sgarrato, la Piovra dei Muscoli lo avrebbe condannato allo status di reietto, isolato ed espulso da quel sistema che anche in futuro dovrà garantirgli lo stipendio.

Il doping mi indigna meno della mafiosità di quelli che ne fanno uso, della reticenza di chi li circonda e dell’ottusità di chi li segue dal vivo o in tv. I tifosi ancora si scandalizzano, quando alla roulette russa dei controlli qualcuno viene beccato con il sangue marcio. Eppure continuano imperterriti ad appassionarsi al Tour e alle Grandi Classiche, malgrado sia ormai evidente che i corridori prendono tutti le stesse cose, altrimenti non si spiegherebbe perchè il vincitore «pulito» di una corsa realizzi l’identica media oraria del vincitore «sporco» dell’anno prima.

Basso ci ha tolto l’ultima illusione che la mafia dello sport potesse franare dall’interno. L’unico modo di abbatterla è azzerare la sua ragione sociale, il denaro garantito dall’audience. E’ con dolore che smetterò di guardare il ciclismo, uno dei miei sport preferiti, fino a quando un atleta, o almeno un ex, avrà il coraggio di dire che ha usato il doping e che il doping lo usano tutti. Mica solo nel ciclismo.
Massimo Gramellini

da http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41

coincide abbastanza con il mio pensiero che ho già espresso in post precedenti. Al momento, gli unici capaci di far crollare il mondo del doping, siamo noi. Vorrei vedere (e mi piangerebbe il cuore comunque), un arrivo alle tre cime di lavaredo senza tifosi, e uno share della tappa all'1%, questo si che sarebbe una rivoluzione. Invece io ci sarò, e insieme a me migliaia di altri.

E tutto sarà come prima. Non ci sarà Basso, ma ci sarà qualcun altro, e saremo sempre li a chiederci "chissà, sarà vero......."
 

W LA RAZA!!!

Pignone
12 Aprile 2007
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Questa è la scheda riportata dal sito della gazzetta dello sport questa mattina su Alessandro Donati in occasione di un suo intervento sul caso Basso.

"Alessandro Donati è nato a Monteporzio Catone, in provincia di Roma, il 14 giugno 1947. È stato responsabile delle squadre nazionali di atletica leggera dal 1977 al 1987. Fu esonerato dopo le denunce del doping e del salto truccato di Evangelisti ai Mondiali di Roma del 1987. Autore di diversi libri sulle metodologie del doping, è stato responsabile della divisione Ricerca e Sperimentazione del Coni dal 1990 al 2006. Nel 1993 pubblicò un dossier sull'uso di Epo nel ciclismo. Questo documento portò all'apertura dell'inchiesta sul professor Conconi. Donati svolse un ruolo attivo anche nell'inchiesta sul doping nel calcio che portò alla scoperta delle irregolarità commesse dal laboratorio antidoping di Roma. Attualmente è consulente della Wada (l'agenzia mondiale dell'antidoping), consigliere del ministro della Solidarietà sociale e collabora con l'associazione Libera nell'attività antimafia".

Anche se si parla di esonero dal mondo dell'atletica, ma avete capito che ci denuncia un sistema corrotto e fatto di inganni viene radiato????!!!!
Basso ha deluso molto, ma se nemmeno uno come Donati riesce a muovere il "sistema" come può farlo un singolo corridore?
 

JackSawyer

Pedivella
21 Dicembre 2006
362
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Saltara (PU)
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Ieri, prima della famigerata conferenza stampa, ho scritto che condividevo l'editoriale di Cannavò sulla gazzetta. Mi ero illuso, ancora.

Col senno di poi sono costretto a dire che il mio pensiero coincide largamente con quanto scrive Massimo Gramellini su La Stampa di oggi:


Il livello è Basso


Sembrava che Ivan Basso avesse aperto una crepa nel sistema più omertoso del mondo, che non è la mafia ma lo sport. Invece il ciclista lombardo si è affrettato a convocare una conferenza stampa per pigolare la sua retromarcia: non mi sono mai dopato, ho solo pensato di farlo e comunque non ho spifferato i nomi di altri atleti. Come in bici, gli è mancato lo spunto, il colpo di reni finale. Ma se avesse sgarrato, la Piovra dei Muscoli lo avrebbe condannato allo status di reietto, isolato ed espulso da quel sistema che anche in futuro dovrà garantirgli lo stipendio.

Il doping mi indigna meno della mafiosità di quelli che ne fanno uso, della reticenza di chi li circonda e dell’ottusità di chi li segue dal vivo o in tv. I tifosi ancora si scandalizzano, quando alla roulette russa dei controlli qualcuno viene beccato con il sangue marcio. Eppure continuano imperterriti ad appassionarsi al Tour e alle Grandi Classiche, malgrado sia ormai evidente che i corridori prendono tutti le stesse cose, altrimenti non si spiegherebbe perchè il vincitore «pulito» di una corsa realizzi l’identica media oraria del vincitore «sporco» dell’anno prima.

Basso ci ha tolto l’ultima illusione che la mafia dello sport potesse franare dall’interno. L’unico modo di abbatterla è azzerare la sua ragione sociale, il denaro garantito dall’audience. E’ con dolore che smetterò di guardare il ciclismo, uno dei miei sport preferiti, fino a quando un atleta, o almeno un ex, avrà il coraggio di dire che ha usato il doping e che il doping lo usano tutti. Mica solo nel ciclismo.
Massimo Gramellini

da http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41


QUOTO
PERFETTO o-o o-o o-o

l'ho detto, lo ripeto, lo straripeto: QUESTO CICLISMO E' MORTO

voi continuate pure a guardaare il giro dei simoni e cunego, il tour dei vinokourov e dei valverde
cosa credete di guardare? gente come basso
siccome sono tutti dopati, ma non tutti nello stesso modo, di ogni vittoria ci domanderemo sempre: quanto ha inciso il doping?
A ME NON ME NE SBATTE PIU' NIENTE, TRANNE CHE DI UNA COSA: ANDARE IN BICICLETTA


STRAQUOTO
 

Ale MN

Apprendista Passista
5 Maggio 2004
819
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Bici
FM069 (TT) - HCP020 (bdc disc) - FM268 (CX disc)
Basso si è dopato. Basso ci ha solo provato.
Per la giustizia sportiva le due cose sono esattamente uguali.
Attenzione... Nella giustizia sportiva... Nella giustizia ordinaria la cosa cambia... E non di poco... C'è un abisso...
Ammettere l'uso effettivo comporterebbe un processo anche da parte della giustizia ordinaria...
Come ho letto precedentemente... Non chiediamogli il suicidio...
Non so in quanti di quelli che scrivono indignati o scandalizzati dal comportamento di Basso abbiano visto la conferenza stampa INTEGRALE...
Lui ha ammesso le sue colpe. Ha detto per primo che sa benissimo che per la giustizia sportiva "l'averci provato" o "l'averlo fatto" è la stessa cosa. Lui per primo ha detto che pagherà per questo.
Ha detto che dopo aver vinto il Giro 2007 (ricordiamoci l'anno prima cosa è successo sullo Stelvio... Giro in mano e poi crisi nera... Giro perso...) ha avuto un momento di debolezza... Era il primo anno in cui andava al Tour da strafavorito. Non c'era più LA e il suo successore sul gradino più alto ai Campi Elisi era già scritto fosse lui... Già scritto da noi ciclisti appassionati, già scritto dai giornali, già scritto da TUTTI...
L'ha ammesso. Ha avuto un "momento" di debolezza... E ci è cascato...
E' un essere umano. E ha sbagliato. L'ha detto lui. Lo dicono le prove contro di lui. E per questo pagherà...
Non mi interessa se abbia confessato ed accettato di collaborare per avere sconti di pena o meno... O perchè tanto cmq ormai era con le spalle al muro... L'ha fatto.
E, come ha detto lui per primo in conferenza stampa, e come ha ribadito anche il procuratore Torri successivamente, ha collaborato.
Come? Dando indicazioni su come, dove, quando... Ha dato indicazioni sul sistema, ha spiegato le dinamiche e le metodiche...
Non ha fatto nomi. Certo. E lo capisco. Sapete perchè? Perchè Basso, pur essendo un ciclista di alto livello (qualcuno adesso penserà che invece è un poverino che si dopa... certo... Basso era una schiappa e ha fatto quello che ha fatto "SOLO" con le sostanze illecite... ma non diciamo fesserie, per favore...) non può permettersi di fare nomi di altri ciclisti. Ma non come qualcuno crede, e scrive, per il fatto che poi sarebbe escluso dal gruppo, non potrebbe più tornare a correre...
Proviamo un attimo a pensare a cosa vorrebbe dire fare nomi e cognomi di altri corridori... Coinvolgere altre squadre... Milioni di euro al vento... Investimenti degli sponsor letteralmente bruciati... Credete che qualcuno di questi "signori" non gliela farebbe pagare? (ricordiamo la storia delle scommesse che uscì dietro allo stop del Pirata a Campiglio...)
E' una persona, prima che un ciclista. Ha una famiglia con 2 bambini piccoli.
Ripeto... Non chiediamogli il suicidio...
Ha sbagliato. E spero che per questo paghi.
Ma allo stesso tempo spero che torni. E che possa dare dimostrazione che è stato davvero uno sbaglio, un momento di debolezza.
Un ladro che ruba, finisce in prigione. Sconta la sua pena. Esce. La vita di certo non gli sorriderà, ma la sua pena l'ha scontata.
Se il furto (o come nel nostro caso, che sia vero o meno poco importa, il tentato "furto") è stato commesso in un momento di debolezza, la persona non credo sia da buttare...
Gli si dia un'altra possibilità...
E i fatti che, spero, farà gli possano dare ragione...
In bocca al lupo, Ivan!!
 

JackSawyer

Pedivella
21 Dicembre 2006
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Basso si è dopato. Basso ci ha solo provato.
Per la giustizia sportiva le due cose sono esattamente uguali.
Attenzione... Nella giustizia sportiva... Nella giustizia ordinaria la cosa cambia... E non di poco... C'è un abisso...
Ammettere l'uso effettivo comporterebbe un processo anche da parte della giustizia ordinaria...
Come ho letto precedentemente... Non chiediamogli il suicidio...
Non so in quanti di quelli che scrivono indignati o scandalizzati dal comportamento di Basso abbiano visto la conferenza stampa INTEGRALE...
Lui ha ammesso le sue colpe. Ha detto per primo che sa benissimo che per la giustizia sportiva "l'averci provato" o "l'averlo fatto" è la stessa cosa. Lui per primo ha detto che pagherà per questo.
Ha detto che dopo aver vinto il Giro 2007 (ricordiamoci l'anno prima cosa è successo sullo Stelvio... Giro in mano e poi crisi nera... Giro perso...) ha avuto un momento di debolezza... Era il primo anno in cui andava al Tour da strafavorito. Non c'era più LA e il suo successore sul gradino più alto ai Campi Elisi era già scritto fosse lui... Già scritto da noi ciclisti appassionati, già scritto dai giornali, già scritto da TUTTI...
L'ha ammesso. Ha avuto un "momento" di debolezza... E ci è cascato...
E' un essere umano. E ha sbagliato. L'ha detto lui. Lo dicono le prove contro di lui. E per questo pagherà...
Non mi interessa se abbia confessato ed accettato di collaborare per avere sconti di pena o meno... O perchè tanto cmq ormai era con le spalle al muro... L'ha fatto.
E, come ha detto lui per primo in conferenza stampa, e come ha ribadito anche il procuratore Torri successivamente, ha collaborato.
Come? Dando indicazioni su come, dove, quando... Ha dato indicazioni sul sistema, ha spiegato le dinamiche e le metodiche...
Non ha fatto nomi. Certo. E lo capisco. Sapete perchè? Perchè Basso, pur essendo un ciclista di alto livello (qualcuno adesso penserà che invece è un poverino che si dopa... certo... Basso era una schiappa e ha fatto quello che ha fatto "SOLO" con le sostanze illecite... ma non diciamo fesserie, per favore...) non può permettersi di fare nomi di altri ciclisti. Ma non come qualcuno crede, e scrive, per il fatto che poi sarebbe escluso dal gruppo, non potrebbe più tornare a correre...
Proviamo un attimo a pensare a cosa vorrebbe dire fare nomi e cognomi di altri corridori... Coinvolgere altre squadre... Milioni di euro al vento... Investimenti degli sponsor letteralmente bruciati... Credete che qualcuno di questi "signori" non gliela farebbe pagare? (ricordiamo la storia delle scommesse che uscì dietro allo stop del Pirata a Campiglio...)
E' una persona, prima che un ciclista. Ha una famiglia con 2 bambini piccoli.
Ripeto... Non chiediamogli il suicidio...
Ha sbagliato. E spero che per questo paghi.
Ma allo stesso tempo spero che torni. E che possa dare dimostrazione che è stato davvero uno sbaglio, un momento di debolezza.
Un ladro che ruba, finisce in prigione. Sconta la sua pena. Esce. La vita di certo non gli sorriderà, ma la sua pena l'ha scontata.
Se il furto (o come nel nostro caso, che sia vero o meno poco importa, il tentato "furto") è stato commesso in un momento di debolezza, la persona non credo sia da buttare...
Gli si dia un'altra possibilità...
E i fatti che, spero, farà gli possano dare ragione...
In bocca al lupo, Ivan!!

NO! fino a che crediamo nello sport NO!

Vada a fare il muratore o l'impiegato o l'imprenditore,insomma qualsiasi lavoro che non sia il ciclista o lo sportivo professionista in generale.
Uno sport pulito lo si fa eliminando dallo sport (non dalla vita comune) chi è stato trovato sporco.
 

Volatino

Apprendista Scalatore
22 Febbraio 2005
2.013
2
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finalmente... AP!!!
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Basso si è dopato. Basso ci ha solo provato.
Per la giustizia s

hai ragione, alemn. però.....avrebbe almeno potuto dire, sì mi sono dopato in passato, a parte le sacche di sangue, invece ha voluto fare il santarellino....si è mangiato la sua dignità....certo ha famiglia e capisco pure quello, ma un bel pò di soldini da parte ce li avrà già....avrebbe potuto evitare di dire non ho mai preso nulla, ricominci e ti metti a fare l'onesto gregario, che ti devo dì, vincendo meno ma salvando la propria dignità personale....sarà difficile "riconquistare" i suoi tifosi IMHO, per usare le sue stesse parole....
 

VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
19.765
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Bici
Tecnotrat
hai ragione, alemn. però.....avrebbe almeno potuto dire, sì mi sono dopato in passato, a parte le sacche di sangue, invece ha voluto fare il santarellino....si è mangiato la sua dignità....certo ha famiglia e capisco pure quello, ma un bel pò di soldini da parte ce li avrà già....avrebbe potuto evitare di dire non ho mai preso nulla, ricominci e ti metti a fare l'onesto gregario, che ti devo dì, vincendo meno ma salvando la propria dignità personale....sarà difficile "riconquistare" i suoi tifosi IMHO, per usare le sue stesse parole....
Giusto. o-o
Io non sono mai stato un suo tifoso e credo che ne abbia persi parecchi....