Due considerazioni finali sui mondiali.
Il percorso non era molto tecnico, ma con qualche trappola qua e là, come la 'S' in discesa dove pochi riuscivano a passare senza piantarsi, o l'ultimo dentello che è costato caro a Lucinda Brand.
Però era duro, con i tratti chiave in due rettilinei: quello del traguardo, in salita (ho sentito al 6%) e quello lungo su sterrato dopo il discesino carogna, anche quello in leggera salita. Lì chi aveva tanti watt faceva la differenza, chi ne aveva di meno si sfiniva per chiudere.
Un percorso che ha perdonato qualche errore, ma che alla fine ha premiato gli atleti più potenti, con più watt e la capacità di 'spenderli' meglio nel corso della gara. Chi è partito 'alla garibaldina' (Orts Lloret, Elisa Ferri, Fouquenet, Bisiaux) oppure ha dovuto recuperare (Pellizotti: senza il volo dopo meno di un minuto forse poteva lottare per il terzo gradino del podio.) l'ha poi pagata nel finale.
In più di metà delle gare hanno dominato i favoriti della vigilia: MVDP, Tibor Del Grosso e Zoe Backstedt, ed anche nella gara femminile il duo van Empel / Brand hanno staccato nettamente la concorrenza, che pure era di livello (Pieterse ci ha provato all'inizio, ma presto ha capito che non ce n'era).
Le due gare più belle da seguire sono state quelle degli U19, forse complice il fatto che si sono svolte la mattina col terreno ancora gelato.
Tra le ragazze bello scontro tra la francese Revol e la ceca Bukovska, con la seconda che forse aveva qualcosina in più ma ha toppato clamorosamente col contagiri, facendo a tutta quello che lei credeva fosse l'ultima tornata, ma in realtà era la penultima. La terza, Carrier (vincitrice di Coppa), è arrivata con un ritardo abissale di 1'43", a conferma di quanto dicevo sopra.
Ancora più combattuta la gara dei ragazzi, con fuga iniziale dell'austriaco Hofer, che si è schiantato malamente in discesa (poi ritirato) e proseguita con un'alternanza in testa tra Agostinacchio, Bruyere-Joumard, Amey, Noval Suarez e Vanden Eynde, tra errori, cadute, allunghi e rimonte. Agostinacchio è caduto tre volte, finendo addirittura col busto in mezzo al pubblico oltre le transenne, ha rotto una scarpa e forse ha anche forato, ma alla fine è quello che si è gestito meglio ed ha scelto le traiettorie migliori. Dietro grande rimonta di Grigolini, terzo, che ad un certo punto era arrivato ad appaiare il compagno di squadra al secondo posto. Sul palco il ragazzo non sembrava granché contento, non ho capito il motivo, dato che ha colto la sua miglior prestazione in carriera in campo internazionale.
Buona prestazione collettiva della squadra azzurra, impreziosita dal secondo posto nella staffetta (ma perché non è stata convocata Valentina Corvi tra le U23? Con lei poteva esserci la vittoria), Belgio con zero tituli per il secondo anno consecutivo (e fuori dal podio tra gli U19), Olanda dominante ma con problemi di ricambio generazionale tra le ragazze (tra le U23 dietro Bentveld, che ha sfruttato il percorso favorevole per le sue caratteristiche, c'è il vuoto).