Sull’allenamento

LIUL

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bo
Da quel che so allenamenti tipo hiit nell’atletica sono stati ispirati dai lavori di Billat. Se non ricordo male nello studio che ha portato alle luci della ribalta il 30/30 gli atleti erano runners: nel podismo ci sono infinitamente meno variabili da controllare rispetto al ciclismo e risulta più semplice l’applicazione. Detto ciò, direi che i cambi di ritmo non sono totalmente inutili nell’atletica (vedi un 1500 o un 5000 in pista), poi cosa si faccia per essere pronti è un altro discorso :-)xxxx
quello che volevo dire è che anche se aspecifici rispetto alla gara, sono ottimi per stimolare una componente fondamentale in quella disciplina
 
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canserbero

los tigres no andan en manada
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Ho una domanda. Ma disquisire di allenamento è esso stesso allenamento?
Vi sta aumentando l'FTP a scrivere tutti questi post sull'allenamento?

In caso positivo magari mi aggiungo anche io...!
L’idea è anche incentivare il documentarsi. Se uno è pigro o sceglie di rimanere in superficie può dirottare la propria attenzione sui social, attività amene o altre attività che ritiene più utili :-)xxxx
 

canserbero

los tigres no andan en manada
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il succo del discorso però è giusto secondo me, inutile prendere una percentuale di ftp, molto meglio conoscere la propria cp sui 6 7 minuti e lavorare su quei valori magari testandosi di tanto in tanto
Che andare a un tanto al kg di ftp non sia la cosa migliore ormai è assodato, la mia perplessità era sul calcolo della potenza target per gli intervalli
 

LIUL

Apprendista Scalatore
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bo
Che andare a un tanto al kg di ftp non sia la cosa migliore ormai è assodato, la mia perplessità era sul calcolo della potenza target per gli intervalli
anche perchè con una ftp reale di 250 watt fare ripetute di 3' 4' a 360 watt mi sembra inverosimile, magari per atleti fortemente glicolitici.
cmq per rimanere in tema vo2max secondo me gli intervalli tipo 4x3' sono sopravvalutati, mentalmente devastanti e il lavoro effettivo non è altissimo, il gioco non vale la candela
 
22 Marzo 2007
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Comunque, parlando di vo2max, sono trasalito al sentire come in questo video si sia calcolata la potenza a vo2max, almeno questo ho capito mentre ero sul rullo con temperatura corporea piuttosto elevata, partendo dal vo2max senza un riferimento alla durata
In realtà non calcola una potenza A VO2max, perché come tale non è definibile (tanto meno associabile a una durata).
Anche perché non lo vedi direttamente con la potenza (informazione meccanica) quanto ossigeno stai consumando (informazione metabolica).
Utilizza solo la solita formuletta che lega potenza, efficienza lorda e consumo di ossigeno (oppure massimo consumo di ossigeno e utilizzo frazionario).
 
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In realtà non calcola una potenza A VO2max, perché come tale non è definibile (o associabile a una durata).
Utilizza solo la solita formuletta che lega potenza, efficienza lorda e consumo di ossigeno (oppure massimo consumo di ossigeno e utilizzo frazionario).
Parto dall’assunto che se l’intensità (potenza) è sufficientemente elevata si arriverà in un determinato tempo (durata) al punto in cui si raggiungerà il massimo volume di ossigeno processabile (in senso lato). Quindi era più corretto dire UNA potenza che porterà allo stato descritto sopra perché dovrebbe essere solo una questione di tempo, corretto?
Tra le risposte che si trovano sotto il video c’è il calcolo effettivo della potenza suggerita e questo risulta indipendente dalla durata dell’intervallo. A patto che il calcolo sia corretto, mi perplime che non entri in gioco la durata. Al momento sto cercando di colmare la mia ignoranza leggendo questo articolo (ha 30 anni, considera la corsa, ma da qualche parte bisogna partire :-))
 
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Gregario
19 Dicembre 2020
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cancello a pedali
Comunque, parlando di vo2max, sono trasalito al sentire come in questo video si sia calcolata la potenza a vo2max, almeno questo ho capito mentre ero sul rullo con temperatura corporea piuttosto elevata, partendo dal vo2max senza un riferimento alla durata


Dice praticamente quello che ho sempre detto pure io, cioè che le formule per calcolare le zone non hanno senso. Ogni zona è specifica e non c'entra necessariamente con le altre, se non a livello puramente statistico.

Anche il concetto stesso di FTP ha poco senso, definirlo su 1 ora è soltanto una convenzione, e tra l'altro è una convenzione scomoda perché il test massimale sull'ora è difficile e non lo fa praticamente nessuno.

Se uno impara a riconoscere le zone a sensazione non farà mai l'errore descritto nel video, dove l'atleta pensa di allenare il vo2max ma in realtà non ci arriva. La sensazione di essere in zona vo2max è abbastanza evidente.
 
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Parto dall’assunto che se l’intensità (potenza) è sufficientemente elevata si arriverà in un determinato tempo (durata) al punto in cui si raggiungerà il massimo volume di ossigeno processabile (in senso lato). Quindi era più corretto dire UNA potenza che porterà allo stato descritto sopra perché dovrebbe essere solo una questione di tempo, corretto?
Vedi qui:
In termini pratici (sforzi effettivi) non esiste una potenza corrispondente al massimo consumo di ossigeno: ogni potenza in ambito severo porta (teoricamente), ad esaurimento, al massimo consumo di ossigeno.
Puoi eventualmente individuare una "potenza al VO2max" solo durante un test incrementale (definibile come minima potenza a cui raggiungi il massimo consumo di ossigeno), ma non è direttamente traducibile in sforzi continui (anche perché dipende dal protocollo incrementale, per esempio). Talvolta si indica come MAP la potenza (in W) in corrispondenza della quale, durante un test incrementale standard (CPET), si raggiunge il consumo di ossigeno di picco (in L/min o mL/min*kg).
Vedi l'allegato 445541
Grafico da: Keir, Paterson, Kowalchuk, Murias (2018)

Tra le risposte che si trovano sotto il video c’è il calcolo effettivo della potenza suggerita e questo risulta indipendente dalla durata dell’intervallo. A patto che il calcolo sia corretto, mi perplime che non entri in gioco la durata. Al momento sto cercando di colmare la mia ignoranza leggendo questo articolo (ha 30 anni, considera la corsa, ma da qualche parte bisogna partire :-))
La durata non esce esplicitamente proprio perché il ragionamento è metabolico e non meccanico: se ci fai caso le aree che tratteggia sono consumi di ossigeno, non potenze. Senza informazioni metaboliche effettive misurate usi le potenze (meccaniche), che in questo caso non sono adatte a vedere direttamente quelle cose, quindi fai di necessità virtù (non che disponendo delle informazioni metaboliche sia tutto perfetto, visti gli elementi che introducono variabilità e le caratteristiche proprie di ciò che si sta analizzando).
 
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Dice praticamente quello che ho sempre detto pure io, cioè che le formule per calcolare le zone non hanno senso. Ogni zona è specifica e non c'entra necessariamente con le altre, se non a livello puramente statistico.
Le "zone", in particolare quelle attualmente maggiormente diffuse, sono solo dei riferimenti di comodo; non serve necessariamente che siano ancorate a informazioni fisiologiche individuali (anche se personalmente preferisco riferimenti che abbiano qualche ancoraggio). Però, più che cercare le zone "perfette", è importante soprattutto essere consapevoli di tale limite e non associargli informazioni fisiologiche individuali che non hanno.
 

canserbero

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La durata non esce esplicitamente proprio perché il ragionamento è metabolico e non meccanico: se ci fai caso le aree che tratteggia sono consumi di ossigeno, non potenze. Senza informazioni metaboliche effettive misurate usi le potenze (meccaniche), che in questo caso non sono adatte a vedere direttamente quelle cose, quindi fai di necessità virtù (non che disponendo delle informazioni metaboliche sia tutto perfetto, visti gli elementi che introducono variabilità e le caratteristiche proprie di ciò che si sta analizzando).
Sul piano concettuale ci sono, sopratutto con quanto avevi scritto nel precedente messaggio ovvero che il vo2max lo misuri dal punto di vista metabolico. Quel che è fuorviante nel video è che l’area è, ovviamente, raffigurata in un intervallo e questo ha un limite superiore ben specifico. Comunque ho raggiunto la pace dei sensi, grazie :)
 
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Sul piano concettuale ci sono, sopratutto con quanto avevi scritto nel precedente messaggio ovvero che il vo2max lo misuri dal punto di vista metabolico. Quel che è fuorviante nel video è che l’area è, ovviamente, raffigurata in un intervallo e questo ha un limite superiore ben specifico
Calcola una potenza PO = EfficienzaLorda · Energia(1L di O2) · VO2max, che però non è direttamente individuabile come punto sul diagramma potenza-durata su cui di solito ragioniamo. E' più un contributo massimo disponibile teorico.
Comunque ho raggiunto la pace dei sensi, grazie :)
Beato te :D
 
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Calcola una potenza PO = EfficienzaLorda · Energia(1L di O2) · VO2max, che però non è direttamente individuabile come punto sul diagramma potenza-durata su cui di solito ragioniamo. E' più un contributo massimo disponibile teorico.
Chiarissimo, grazie. Analizzando il flusso logico alla base di quel che ho scritto, son arrivato a formalizzare che stavo alludendo alla componente lenta del vo2 :)
L’ignoranza aiuta in questo senso :D
 

canserbero

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Riesumo questa discussione in cui l’obiettivo era parlare dell’allenamento in generale, più che altro per esporre l’ultimo grillo che mi gira per la testa. In buona sostanza, in un tempo e discussione indefiniti qualcuno (direi @all_i_need_is_bike ) aveva postato una semplice rappresentazione grafica in cui si rendeva chiaro il concetto che un professionista o amatore molto allenato ha LT1 ad una percentuale di CP abbastanza elevata e questo poi di fatto porta ad avere delle zone, se facciamo riferimento al modello a tre zone, sopra LT1 abbastanza schiacciate (intendi ovviamente nel momento in cui si ancorano le potenze alle due soglie principali, ovvero LT1 ed LT2).

Quello che ho sempre dato per scontato è che nell’evoluzione dell’atleta e una volta “arrivato”, a livello cardiaco le zone rimanessero abbastanza stabili; per non essere troppo astratti, ma nemmeno troppo terreni, è l’intensità assoluta che continua ad aumentare a parità di zona cardiaca. Quel che mi chiedevo invece è se, entro certi limiti, una volta che si ancorano due valori di frequenza cardiaca ad LT1 ed LT2 non si noti di fatto lo stesso schiacciamento una volta superata la frequenza cardiaca corrispondente a LT1. Ovviamente da tener presente tutti i limiti e raccomandazioni del caso nel momento in cui si fanno gli ancoraggi Potenza/LT1/FC e Potenza/LT2/FC.

Allo stato attuale a me pare abbastanza ragionevole (di fatto mi pare che basti abbandonare la concezione diel modello di frequenza cardiaca a 5 zone)
 
22 Marzo 2007
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Ok, faccio mea culpa e mi assumo le mie responsabilità :)
Quello che ho sempre dato per scontato è che nell’evoluzione dell’atleta e una volta “arrivato”, a livello cardiaco le zone rimanessero abbastanza stabili; per non essere troppo astratti, ma nemmeno troppo terreni, è l’intensità assoluta che continua ad aumentare a parità di zona cardiaca. Quel che mi chiedevo invece è se, entro certi limiti, una volta che si ancorano due valori di frequenza cardiaca ad LT1 ed LT2 non si noti di fatto lo stesso schiacciamento una volta superata la frequenza cardiaca corrispondente a LT1. Ovviamente da tener presente tutti i limiti e raccomandazioni del caso nel momento in cui si fanno gli ancoraggi Potenza/LT1/FC e Potenza/LT2/FC.

Allo stato attuale a me pare abbastanza ragionevole (di fatto mi pare che basti abbandonare la concezione diel modello di frequenza cardiaca a 5 zone)
Nelle pochissime fonti che ho visto (ma non escludo che mi sia perso dei riferimenti) in cui si riporta esplicitamente una suddivisione in zone che utilizza la frequenza cardiaca e che sia volutamente differenziata fra "non allenati" e "allenati", pur senza introdurre una qualche individualizzazione (che per l'uso delle zone potrebbe anche non essere realmente necessaria, visto che in generale sono tipicamente più descrittive che prescrittive) le zone cardiache a bassa intensità hanno stessa ampiezza ma sono collocate un po' più in alto (probabile idea: è più agevole mantenere stabilità metabolica a intensità più elevata in soggetti allenati) ed è più "compressa" solo la fascia superiore (probabile idea: minore deriva, maggiore controllo della gittata anche a intensità elevate in soggetti allenati).
Forse questo potrebbe descrive un po' il punto che sollevi relativamente alla risposta cardiaca (dimmi tu).
Mi riservo di aggiungere altro dopo ulteriori riflessioni :)
 
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Ok, faccio mea culpa e mi assumo le mie responsabilità :)
niente di male, mi dispiace solo non aver recuperato il grafico, era semplice è ad impatto, infinita meglio della mia descrizione
Nelle pochissime fonti che ho visto (ma non escludo che mi sia perso dei riferimenti) in cui si riporta esplicitamente una suddivisione in zone che utilizza la frequenza cardiaca e che sia volutamente differenziata fra "non allenati" e "allenati", pur senza introdurre una qualche individualizzazione (che per l'uso delle zone potrebbe anche non essere realmente necessaria, visto che in generale sono tipicamente più descrittive che prescrittive) le zone cardiache a bassa intensità hanno stessa ampiezza ma sono collocate un po' più in alto (probabile idea: è più agevole mantenere stabilità metabolica a intensità più elevata in soggetti allenati) ed è più "compressa" solo la fascia superiore (probabile idea: minore deriva, maggiore controllo della gittata anche a intensità elevate in soggetti allenati).
Forse questo potrebbe descrive un po' il punto che sollevi relativamente alla risposta cardiaca (dimmi tu).
Mi riservo di aggiungere altro dopo ulteriori riflessioni :)
Si, intendevo questo. Solo una precisazione: quando dici “più in alto” intendi, per esempio, ad una %FCMAX maggiore (ho preso FCMAX per fare un possibile ancoraggio e solo per semplicità), capisco bene?

Diciamo che il tutto continua ad essere contro intuitivo, probabilmente perché nella mia ignoranza collego il fatto che tendenzialmente ad una %FCMAX maggiore c’è un consumo di ossigeno maggiore; però riconosco che così in parte sto escludendo dai giochi le componenti periferiche: in maniera semplificata, prendendo spunto da parte della tua risposta, ci saranno delle zone del piano FC-Potenza in cui l’intero sistema potrebbe essere complessivamente più efficiente sebbene la FC si collochi ad una %FCMAX superiore.
 
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niente di male, mi dispiace solo non aver recuperato il grafico, era semplice è ad impatto, infinita meglio della mia descrizione
Era comunque migliorabile (dovrei ancora averlo) :)
Solo una precisazione: quando dici “più in alto” intendi, per esempio, ad una %FCMAX maggiore (ho preso FCMAX per fare un possibile ancoraggio e solo per semplicità), capisco bene?
Esatto: tipo 75-85 vs 65-75 rispettivamente in allenato e non allenato. Va da sé che è una differenziazione grezza, ma in fondo le zone sono un po' grezze (e servono solo per inquadrare la questione, ma da sole non definiscono lo stimolo, né lo quantificano).
Diciamo che il tutto continua ad essere contro intuitivo, probabilmente perché nella mia ignoranza collego il fatto che tendenzialmente ad una %FCMAX maggiore c’è un consumo di ossigeno maggiore; però riconosco che così in parte sto escludendo dai giochi le componenti periferiche: in maniera semplificata, prendendo spunto da parte della tua risposta, ci saranno delle zone del piano FC-Potenza in cui l’intero sistema potrebbe essere complessivamente più efficiente sebbene la FC si collochi ad una %FCMAX superiore.
C'è sicuramente un consumo maggiore di ossigeno, ma anche una sostenibilità maggiore di quella situazione (e quindi una "spesa fisiologica" minore) in soggetti più allenati (e in questo rientra certamente la questione efficienza, ad esempio).
Quella informazione descrive sempre come rispondo (da quel punto di vista) a tutto ciò che sta accadendo (sia interno, sia esterno), quindi è limitativo leggerla escludendo dai giochi qualche componente (es banale: perdo efficienza, oppure è più deriva da riduzione del volume plasmatico? Conoscendomi in un certo contesto posso intuirlo, ma servono appunto altri dati).
Situazione che dal punto di vista applicativo ulteriormente consiglia, se possibile, triangolazioni fra informazioni diverse.
Sono rimasto in tema? Non lo so :)
 
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