In realtà Seiler in una delle N interviste che ha rilasciato ha sottolineato un aspetto secondo me fondamentale del polarizzare e che non crea una dicotomia Z2-Z5. In parole semplici, si può anche fare del medio nel polarizzato, certo non gli “intervallini” 3x15’ in sweet spot, basta che la durata, o la permanenza in zona, sia abbastanza prolungata. Del resto, se pensi il polarizzato lo si può applicare anche ad altri sport, come la corsa, dove il medio risulta fondamentale (mica corri una maratona a vo2max).
Per il resto, come sempre
@all_i_need_is_bike ha spiegato egregiamente la questione che, nel mio umile modo di pensare semplifico in “tenere vive tutte le componenti, concentrandosi di conta in volta dove c’è più busogno (in base agli obiettivi)”.
Lo scorso inverno avevo usato l’app alphaHRV, su intervals trovi una discussione dedicata alla quale partecipano gli sviluppatori. Nonostante i risultati del ramp test suggerito spesso siano in accordo con quelli del lattato, bisogna tenere conto che molti fattori possono influenzare il calcolo del coefficiente, come per esempio il modo in cui si respira (se non ricordo male il movimento della cassa toracica può influenzare la variabilità con cui si verificano i battiti del cuore). Ho sempre raccolto i dati dell’app, ma è da molto che non li guardo (e solitamente lo facevo post allenamento). Userei questo strumento solo come supporto ad altre misurazioni (FC, percezione) e il lattato come strumento per monitorare gli sviluppi del tempo di LT1, non come guida negli allenamenti (sia per questioni di costo che per difficoltà di fare delle rilevazioni valide).