Benefici Z4 (soglia) vs Z5 (vo2max)

22 Marzo 2007
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human-powered
Ho appena sentito Giorgio Brambilla dire che il motore si sviluppa nell’adolescenza, dopo di che ci si tiene quello che si ha. In pratica conferma la mia teoria che allenarsi (da adulti) non serve quasi a un cazzo, e porta solo miglioramenti marginali. Diciamo che l’allenamento è l’arte del convincimento di poter migliorare. :mrgreen:
Che il guadagno (in particolare "aerobico") in una fase precoce sia importante, e che la resa dell'allenamento tenda a ridursi (non per nulla i professionisti devono sottostare ad una pratica massiccia talvolta con la speranza di guadagnare quell'ulteriore 1-2% che può fare la differenza a quel livello) siamo d'accordo, ma per il resto direi un pochino drastica come teoria :-)xxxx I casi documentati, anche fra chi abbia seguito tutta la trafila delle categorie agonistiche, sono abbastanza chiari in proposito.
 

cbr70

Scalatore
6 Giugno 2018
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genova
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Specy
Per fattore limitante intendevo l'aspetto che, per una certa intensità, ad un certo punto richiede l'intervento di un qualche meccanismo di compensazione per continuare a sostenere (ancora per un po') il livello di sforzo. Il motivo esatto può essere difficile da individuare, ma la categoria in cui ricade (ad esempio: trasporto vs utilizzo dell'ossigeno) è più fattibile.
Anche la capacità aerobica generale è condizionata da fattori limitanti; all'interno di una pratica adeguatamente costante e per un soggetto non estremamente allenato tendenzialmente più sul lato utilizzo dell'ossigeno (che è quindi certamente un elemento su cui ha senso investire tempo). La compensazione la vedi ad esempio analizzando quanto e quando intervengono deriva cardiaca e/o disaccoppiamento (probabilmente anche in un aumento della capacità di produrre lavoro in quell'ambito, o in ambiti vicini, o avere più margine per tollerare porzioni più intense). Se migliorano questi aspetti dovresti effettivamente avere una risposta favorevole a quello stimolo: se c'è mi sembra del tutto ragionevole sfruttarla. Quando si ridurrà potrai pensare a cosa modificare per provare a progredire ulteriormente su quell'aspetto, se è rilevante farlo :)
Ad altre intensità la situazione potrebbe essere parzialmente diversa, anche se in parte condizionata dai medesimi fattori limitanti: ad esempio quelli più tipicamente coinvolti nella z5 (pur con i limiti di usare la zona come riferimento) potrebbero non essere completamente raggiunti fino a quando non si sia sviluppato a sufficienza quello "primario" (quindi, ad esempio, potrebbe servirti relativamente poco volume di un certo esercizio perché aumenteresti la spesa e il guadagno che potresti ottenere è comunque limitato da altro). Sono considerazioni ipotetiche, servirebbero più informazioni.
Tutto ciò ovviamente non significa fare solo una cosa, perché anche mantenere/sviluppare i meccanismi di compensazione ha rilevanza. L'idea, a mio parere, è capire meglio il senso della ricetta che si applica (poi può certamente capitare che un'applicazione più caotica e casuale permetta comunque uno sviluppo del tutto adeguato, siccome il sistema si regola anche senza controllo, ma non trovo sbagliato cercare di tenere traccia di dove siamo) :)
grazie , sempre gentile e disponibile .
 

giogion

Gregario
13 Ottobre 2016
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Giant TCR
In realtà Seiler in una delle N interviste che ha rilasciato ha sottolineato un aspetto secondo me fondamentale del polarizzare e che non crea una dicotomia Z2-Z5. In parole semplici, si può anche fare del medio nel polarizzato, certo non gli “intervallini” 3x15’ in sweet spot, basta che la durata, o la permanenza in zona, sia abbastanza prolungata. Del resto, se pensi il polarizzato lo si può applicare anche ad altri sport, come la corsa, dove il medio risulta fondamentale (mica corri una maratona a vo2max).
Per il resto, come sempre @all_i_need_is_bike ha spiegato egregiamente la questione che, nel mio umile modo di pensare semplifico in “tenere vive tutte le componenti, concentrandosi di conta in volta dove c’è più busogno (in base agli obiettivi)”.

Lo scorso inverno avevo usato l’app alphaHRV, su intervals trovi una discussione dedicata alla quale partecipano gli sviluppatori. Nonostante i risultati del ramp test suggerito spesso siano in accordo con quelli del lattato, bisogna tenere conto che molti fattori possono influenzare il calcolo del coefficiente, come per esempio il modo in cui si respira (se non ricordo male il movimento della cassa toracica può influenzare la variabilità con cui si verificano i battiti del cuore). Ho sempre raccolto i dati dell’app, ma è da molto che non li guardo (e solitamente lo facevo post allenamento). Userei questo strumento solo come supporto ad altre misurazioni (FC, percezione) e il lattato come strumento per monitorare gli sviluppi del tempo di LT1, non come guida negli allenamenti (sia per questioni di costo che per difficoltà di fare delle rilevazioni valide).
ciao, ho installato da poc anche io l'app alphahrv. potresti darmi qualche indicazione su come leggere i dati che compaiono durante l'allenamento e nel riepilogo? grazie
 

canserbero

los tigres no andan en manada
17 Settembre 2017
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ciao, ho installato da poc anche io l'app alphahrv. potresti darmi qualche indicazione su come leggere i dati che compaiono durante l'allenamento e nel riepilogo? grazie
Mi dispiace ma è da anni che non uso la app e non seguo nemmeno gli aggiornamenti. In questa discussione puoi trovare degli spunti, so che all’epoca in cui seguivo tra i partecipanti c’erano anche gli sviluppatori della app per Garmin

 
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giogion

Gregario
13 Ottobre 2016
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Mi dispiace ma è da anni che non uso la app e non seguo nemmeno gli aggiornamenti. In questa discussione puoi trovare degli spunti, so che all’epoca in cui seguivo tra i partecipanti c’erano anche gli sviluppatori della app per Garmin

grazie ugualmente. ciao