Opinione C'è ancora spazio per la passione condivisa nel ciclismo?

Zugnajima#11

Strat Twelve in Pit Lane
14 Giugno 2010
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Bici
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Secondo me oggi è tutto piü piatto, mi spiego, tutti sanno giä tutto di tutto ancor prima che esca...
Sono sul Forum da 15 anni, 15 anni fa appunto ero un novelino di internet, leggevo ancora le riviste, non sapevo tuttissimo, quando c'era qualcosa di nuovo eravamo piü stupiti, entusiasti o delusi.
Ecco allora che forse la vivevamo diversamente la nostra passione, piü terra terra e meno, per dire, con i messaggi del marketing che oggi fanno storcere il naso a molti.
Faccio un esempio di come i tempi cambiano, e secondo me "piallano" le emozioni (o passioni).
Quando ho visto al cinema Ritorno al Futuro parte 2, ero felicissimo, lo ricordo come se fosse ant., scusate, ieri!
Alla fine del Film, parte il Trailer della terza parte!
Lo scopro in quel momento!
Un momento epico!
Dei Film di oggi (ok, io non vedo un film nuovo dal 2000) si sa giä tutto prima, Teaser, Trailer, pubblicitä spammata eccetera, non c'è piü sorpresa...
Un poco al ciclismo e successo questo, ma forse proprio al nostro modo di vivere.
Non si è capito molto, ci ho provato...
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Domanda e riflessione un po' boomer e un po' Marzulliana allo stesso tempo, nel senso che se ti rileggi comprendi come la mancanza di una cosa, dal tuo punto di vista, sia dovuta ed esiste solo in relazione al fatto che la stessa era molto evidente in passato, vagheggiando così una sorta di età dell'oro. E qui cade il boomer...che è in ognuno di noi, mi viene da dire.

Comprendo che hai una visione molto più ampia e completa di tutti noi sul mondo bici, ciclismo etc., ma se posso azzardare è proprio questa quantità di informazioni e conoscenze a generare i tuoi mostri: come uno studioso tu scavi, cerchi collegamenti, motivazioni, e siccome hai un quadro veramente ampio, non ti fermi alla prima risposta, ma ti poni domande diverse, indaghi le zone grigie, non dai per scontato nulla, ma questo ti porta lontano dalle risposte semplici (ma non semplicistiche).

Non ricordo quale storico sostenesse (a ragione) che gli avvenimenti vanno contestualizzati, e cioè andrebbero sempre guardati ed interpretati con gli occhi del loro tempo. Dovremmo fare così anche per il ciclismo e la passione per esso, perché parliamo di un concetto astratto che può essere esplicitato in tanti modi, ma indubbiamente risente della società e dei tempi. Così era agli albori, quando qualcuno mise le gomme larghe a bici che venivano usate per tutt'altro, e così è ora. Quella cosa che chiamiamo ciclismo non è e non può essere che lo specchio dei nostri tempi: quindi sono vere tutte le cose che citi, anche a livello economico, ma la cosa certa è che non può essere che così. Ogni movimento, ogni passione, ogni ideologia, ogni scoperta scientifica, è realmente figlia del suo tempo, ed è al contempo anche evoluzione del passato da cui eredita ma da cui deve discostarsi poi per essere davvero innovativa. Penso al periodo fine '800 e primi del '900 quando ci fu un marcato interesse per lo sport anche da parte delle classi sociali medie: sono gli anni, tra l'altro, in cui nacque il Tour de France, poi seguito dal Giro d'Italia, gli anni delle esposizioni universali come quella storica di Parigi del 1900, anni in cui la società e la vita delle persone stava cambiando in un modo che sembrava, anche per il futuro, che il progresso e la tecnologia potessero dare certezze e benessere all'infinito. Invece a breve seguirono i più grandi e devastanti conflitti mondiali del pianeta, morirono quasi 37 milioni di persone, e la povertà e la distruzione della società che ne seguì fu veramente impressionante.

Qualcuno lo farà, forse la prossima generazione, o quella dopo ancora: cercheranno di capire come funzionasse la società dei social, e quali effetti ha avuto sulle persone e sulla società stessa. Noi ci siamo dentro, ma a leggere e sentire parlare quelli della mia generazione, dei cinquantenni o giù di lì, non è la nostra società, questa. E come potrebbe esserlo? Non abbiamo la visione per abbracciare questo tipo di società: i nostri discorsi, le nostre passioni, gli obiettivi, la visione del passato e del futuro, è diversa. E' una visione senza social (non solo in senso stretto, ma tutto ciò che ci gira intorno anche a livello educativo, economico, etc.), perché noi nati dopo gli anni '60 e che abbiamo vissuto tanti anni senza, fondamentalmente non ne abbiamo bisogno. Una mancanza che si trasforma in un punto di forza. Quando penso che ciò è capitato per puro caso, rifletto anche sul fatto che tanti non sfruttano questo punto in più che abbiamo guadagnato.
 

jokerout

Ammiraglia
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Forse tutto ciò trova spiegazioni anche nel modo di produrre le cose
Prima c’era molta più artigianalitá,adesso è tutto “standard”, più in “serie”,meno esclusivo riferendomi al ciclo di produzione utilizzato,e non esclusivo perché avendo un prezzo sopra ogni logica arriverà a pochi facoltosi utenti finali.

lo noto anche in altri ambiti,nelle auto,nei vestiti,in altri oggetti destinati agli sport….

Anche per le auto c’era un certo interessa,una passione vera verso quel mezzo,quel determinato modello!
Adesso ti compri un auto da 40.000€ e trovi che il pianale lo utilizzano altri 10 modelli di diversa marca e che costano la metà.
 

Zac36100

CANCELLO
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c'era anche gente che andava a vedere il passaggio del treno, tanto da diventare un passaggio iconico di "ragazzo di campagna" di Pozzetto.
Ora non c'è più.
I tempi cambiano...e cambieranno...

Sicuramente il ciclismo "di una volta" non ci sarà più e sarà molto + strava e + watt..
 

Ser pecora

Diretur
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vagheggiando così una sorta di età dell'oro. E qui cade il boomer...che è in ognuno di noi, mi viene da dire.

No dai, questo no...l'avro' scritto milioni di volte che non si stava meglio quando si stava peggio. Lo dico anche li che tanta roba del passato che oggi viene mitizzata era fatta male o ingenuamente. Idem anche per il mito del ciclismo eroico ed altre trovate retoriche senza fondamento.

Il punto che cerco di sollevare è la mancanza di entusiasmo condiviso che percepisco, a favore di critiche continue e sfiducia gli uni verso gli altri (aziende e clienti l'esempio). Una sfiducia che si è creata pian piano. Giustificata o meno. Mi interessano i motivi. Alcuni cerco di abbozzarli.

Forse tutto ciò trova spiegazioni anche nel modo di produrre le cose
Prima c’era molta più artigianalitá,adesso è tutto “standard”, più in “serie”,meno esclusivo riferendomi al ciclo di produzione utilizzato

Anche. Eppure funzionano meglio. Non mi pare ci siano dubbi. Vale per le auto come per le bici. E funzionano meglio e basta, senza se e ma. E' che forse per colmare i difetti e/o le mancanze del prodotto un po' ci dovevi mettere del tuo e questo ti inorgogliva....non lo so...

E' un po' come quella battuta di Bill Murray: uno smartphone oggi ha un processore con una capacità di calcolo svariati milioni di volte maggiore del computer usato dalla NASA negli anni '60. Con quello ci hanno mandato sulla luna, con lo smartphone lanciamo maiali sulle case (AndryBirds per i giovani). :-)xxxx
 
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green dolphin

Maglia Amarillo
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No dai, questo no...l'avro' scritto milioni di volte che non si stava meglio quando si stava peggio. Lo dico anche li che tanta roba del passato che oggi viene mitizzata era fatta male o ingenuamente. Idem anche per il mito del ciclismo eroico ed altre trovate retoriche senza fondamento.

Il punto che cerco di sollevare è la mancanza di entusiasmo condiviso che percepisco, a favore di critiche continue e sfiducia gli uni verso gli altri (aziende e clienti l'esempio). Una sfiducia che si è creata pian piano. Giustificata o meno. Mi interessano i motivi. Alcuni cerco di abbozzarli.



Anche. Eppure funzionano meglio. Non mi pare ci siano dubbi. Vale per le auto come per le bici. E funzionano meglio e basta, senza se e ma. E' che forse per colmare i difetti e/o le mancanze del prodotto un po' ci dovevi mettere del tuo e questo ti inorgogliva....non lo so...

E' un po' come quella battuta di Bill Murray: uno smartphone oggi ha un processore con una capacità di calcolo svariati milioni di volte maggiore del computer usato dalla NASA negli anni '60. Con quello ci hanno mandato sulla luna, con lo smartphone lanciamo maiali sulle case (AndryBirds per i giovani). :-)xxxx
Ma ho capito ciò che hai scritto, avere una visione mitizzata non vuol dire per forza non riconoscere le magagne del passato: le hai elencate e ci stanno tutte. Resta il fatto che è in quel “non so che di passione” di cui lamenti la mancanza, che scatta l’operazione nostalgia. E ci sta, perché in parte dipende dalla tua storia personale, in parte è un dato di fatto che se intervisti i tuoi coetanei, è assodato anche per loro. È lì che inciampa il boomer, non è una critica, è proprio che la mia, la tua, e la percezione che abbiamo come generazione, non possono che farci vedere le cose a quel modo. Ma è un filtro, è questo che intendo, ed è difficile aggirarlo. Anche se so che fai di tutto per scrivere in modo oggettivo, analitico ed imparziale.

Piuttosto sì, mi soffermerei su questa rinnovata aggressività e questo continuo criticare (a sproposito ) che pare essere il nuovo mood dei tempi: non è solo nel settore bici, lo avrai notato, ma non è che siccome è un mal comune dobbiamo gioirne come fosse una mezza vittoria. Al contrario, c’è di che preoccuparsi perché questa modalità è il contrario della passione nel senso più romantico del termine. Qualcuno un tempo disse che un uomo senza passioni è come un pene moscio. Una frase un po’ maschilista, ma se tali passioni debbono diventare motivo di critiche continue, discussioni sterili, cattiverie gratuite, convinzioni ad aver sempre ragione, sarebbe bene chiamarle in un altro modo. Con buona pace del romanticismo!
 
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ConteIgor

Pedivella
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Ma questo quindi dipende dal filtro mio/tuo o è oggettivo?
Io penso sia oggettivo e figlio del fatto che parte delle relazioni si sono spostate dal fisico al virtuale e, come accade in altri ambiti, il tono generale delle interazioni via Web (che sia social, Strava, forum ecc.) tende a essere peggiore rispetto a quello di persona: più negativo, critico, abrasivo... Forse la passione è meno condivisa proprio perché è meno esercitata in gruppo, con tutto quel che ne consegue in termini relazionali; o anche solo serenamente in solitudine godendosi il propri giro. Invece c'è un ibrido strano fatto di notifiche, record, numeri che premono, algoritmi, tutto a mediare dei simulacri di relazione con altri ciclisti mai visti.
 

Fill

Passista
23 Ottobre 2020
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Bici
Specialiezed
O semplicemente oramai il prodotto della Bici Road Off Road et similari.
E' un è un prodotto consolidato, maturo dicono quelli bravi.
Con Professionalità consolidate per quanto riguarda la progettazione e i vari temi della vendita.
Con questo non vuol dire che non facciano, faranno cazzate.. Anzi.. :shock:

Tornado a 50 anni Fa.
Semplicemente questo mondo non esisteva, era un foglio in bianco.
Chi ora con piu' di 70 primavere si trova a capo di aziende da 9 zeri..
A quei tempi era un ragazotto che andava in giro a fare ambulante e cercava di sbarcare lunario con questa simil professione,
Probabilmente faceva questo come rifugioper non impazzire dietro ad una oscura scrivania..
Tanta passione, Tanta determinazione e probabilmente tanta incoscienza hanno fatto il resto..

Ma vale in questo campo come puo' valere nella moda dal dopo guerra a fine anni 90...
Se uno ha seguito la storia di quel settore ci sono delle analogie..
Con meno Argent a disposizione ma analogie si..

Compresi i Pannolatì:clown:
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jokerout

Ammiraglia
1 Dicembre 2009
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Il punto che cerco di sollevare è la mancanza di entusiasmo condiviso che percepisco, a favore di critiche continue e sfiducia gli uni verso gli altri (aziende e clienti l'esempio). Una sfiducia che si è creata pian piano. Giustificata o meno. Mi interessano i motivi. Alcuni cerco di abbozzarli.



Anche. Eppure funzionano meglio. Non mi pare ci siano dubbi. Vale per le auto come per le bici. E funzionano meglio e basta, senza se e ma. E' che forse per colmare i difetti e/o le mancanze del prodotto un po' ci dovevi mettere del tuo e questo ti inorgogliva....non lo so...


E' un po' come quella battuta di Bill Murray: uno smartphone oggi ha un processore con una capacità di calcolo svariati milioni di volte maggiore del computer usato dalla NASA negli anni '60. Con quello ci hanno mandato sulla luna, con lo smartphone lanciamo maiali sulle case (AndryBirds per i giovani). :-)xxxx
Non ho toccato proprio il punto se funzionano o meglio o peggio,parlavo di artigianalità e costruzioni industrializzate.
Senza ombra di dubbio oggi funziona meglio….ma durerà sicuramente meno quell’oggetto.
 

eluigi

Gregario
29 Luglio 2008
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Colnago V4 RS
Forse un po' della perdita di passione dipende anche dalla percezione che le ultime innovazioni non sono così impattanti, sono molto costose e sembrano determinate solo dalla volontà di farci spendere un po' di più e non da una reale spinta innovativa.
Ieri dopo molto tempo (anni) ho ripedalato su una mia bici senza cambio elettromeccanico. Forse sembrerò un "giapponese" ma non ho grandissime differenze. Niente a che vedere con il passaggio dall'acciaio, all'alluminio al carbonio. Forse sarò un boomer anch'io....
 
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green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Ma questo quindi dipende dal filtro mio/tuo o è oggettivo?
Ah, domandona. C'è dietro un filone sociologico che sta raccogliendo materiale, pubblicazioni, analisi dei dati etc.: al momento lo spartiacque sembra il Covid e tutto quello che ha causato questa situazione. Sembra che ci sia del vero, che non sia solo una mia o tua percezione (del resto anche in un micro cosmo come questo forum non sono l'unico ad aver notato questa "deriva", e gli esempi sono quotidiani). Se a questo aggiungi la cassa di amplificazione che possono fare i social ed il sistema di informazione che abbiamo, si comprende bene come risulti ormai ben evidente anche per tanti altri.

Riguardo le passioni è come la musica: ogni generazione ha la sua, e ha i propri stimoli e la propria modalità di fruizione. Io continuo a pensarla e a viverla come ho sempre fatto, la acquisto, la voglio possedere, magari in forma di vinile. Se chiedi alle mie nipotine per loro è tutto il contrario: non è il possesso il fulcro, ma l'accesso, la fruizione (anche mordi e fuggi), che vuol dire anche poter ascoltare la musica ovunque a prescindere dal supporto, cosa che con il mio giradischi Thorens non posso fare. Chi ha più passione, io o loro? Loro non farebbero cambio con me, né io con loro. Quindi in parallelo mi aspetto ciclisti "contemporanei" che abbiano personali modalità di passione e stimoli, anche in base alle possibilità del mercato. Qualcosa hanno perso rispetto a noi? Oggettivamente sì, per guadagnare qualcosa che è solo loro. Soggettivamente, invece, mi verrebbe da dire: tanto, tantissimo ;-)
 
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Ser pecora

Diretur
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Ah, domandona. C'è dietro un filone sociologico che sta raccogliendo materiale, pubblicazioni, analisi dei dati etc.: al momento lo spartiacque sembra il Covid e tutto quello che ha causato questa situazione. Sembra che ci sia del vero, che non sia solo una mia o tua percezione (del resto anche in un micro cosmo come questo forum non sono l'unico ad aver notato questa "deriva", e gli esempi sono quotidiani). Se a questo aggiungi la cassa di amplificazione che possono fare i social ed il sistema di informazione che abbiamo, si comprende bene come risulti ormai ben evidente anche per tanti altri.

Riguardo le passioni è come la musica: ogni generazione ha la sua, e ha i propri stimoli e la propria modalità di fruizione. Io continuo a pensarla e a viverla come ho sempre fatto, la acquisto, la voglio possedere, magari in forma di vinile. Se chiedi alle mie nipotine per loro è tutto il contrario: non è il è il possesso il fulcro, ma l'accesso, la fruizione (anche mordi e fuggi), che vuol dire anche poter ascoltare la musica ovunque a prescindere dal supporto, cosa che con il mio giradischi Thorens non posso fare. Chi ha più passione, io o loro? Loro non farebbero cambio con me, né io con loro. Quindi in parallelo mi aspetto ciclisti "contemporanei" che abbiano personali modalità di passione e stimoli, anche in base alle possibilità del mercato. Qualcosa hanno perso rispetto a noi? Oggettivamente sì, per guadagnare qualcosa che è solo loro. Soggettivamente, invece, mi verrebbe da dire: tanto, tantissimo ;-)

Si, ma ribadisco che io non ho nostalgia delle bici URT né voglio tornare a qualche epoca d'oro immaginaria. Continuo a vedere una contraddizione tra la "deriva" e questa modalità di fruizione di cui dici tu, che non mi sembra tanto serena né foriera di entusiasmi condivisi.
Il fatto che poi da più di un decennio buono si guardi sempre con nostalgia al passato, tra il ripescaggio continuo di auto retrò, magliette retrò, tutto neo-retrò (comprese ideuzze che uno sperava sepolte) non ci sia poi questa grande fiducia nel futuro. Quindi, ecco, forse si è perso questa...
 

doublet

Pedivella
22 Gennaio 2013
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specy
ricordo che il sostantivo passione ha due accezioni... emozione e sofferenza
e chi ha la passione vera del ciclismo le ha provate entrambe e continua a provarle
 
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Ammiraglia
21 Marzo 2010
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Rovigo
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Bici
Rewel Chorus 11; Vetta Centaur 10; Giant Athena 9; Bianchi Vento 602 Veloce 8; Benotto 900sp 300ex 7
Io ho notato che la passione che animava le discussioni 15 anni fa (Campagnolo vs Shimano vs Sram, 50/34 vs 53/39, col 12-25 vai ovunque e poi rim vs disc) ha lasciato il posto alla maleducazione, all'arroganza e al poco rispetto; sembra che i leoni da tastiera non stiano solo dietro a FB, Instagram, Tik Tok, Reddit ecc ecc......
 
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Railspike

Biker Blasphemius
26 Agosto 2015
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in attesa
...

E' un po' come quella battuta di Bill Murray: uno smartphone oggi ha un processore con una capacità di calcolo svariati milioni di volte maggiore del computer usato dalla NASA negli anni '60. Con quello ci hanno mandato sulla luna, con lo smartphone lanciamo maiali sulle case (AndryBirds per i giovani). :-)xxxx
Se ti legge Andry si potrebbe "arrabbiare" :))):
 
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Railspike

Biker Blasphemius
26 Agosto 2015
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in attesa
L'apataia verso le novità credo sia riconducibili a due cose, fondamentalmente:
- le novità, proposte annualmente, di migliorie sui watt e aerodinamica e blablabla, manco 'ste cose le comprassero dei professionisti;
- i costi ormai spropositati per i telai, i componenti, l'elettronica, l'abbigliamento e tutto ciò che gira attorno.

In un mondo in cui tutto è standardizzato, come diceva giustamente qualcuno qualche messaggio prima, la novità in realtà non è una novità, quantomeno esclusiva, ma un qualcosa di condiviso e proposto a prezzi diversi.
In garage ho due bici "vecchie", degli anni 70, di mio padre: una Rivola (era quella da allenamento) ed una Vetta (era quella da gara) entrambe montate tutte Super Record e ti dirò che quando ci pedalo sopra (al momento ho restaurato solo la Rivola) mi sento "libero" di pedalare come quando ero un bambino, senza prendere tempi, battiti, prestazioni.
Le altre bici che ho: sì, mi piacciono ma sono "fredde" e non perchè fossero di mio padre, ma proprio la filosofia dietro la loro creazione (modalità boomer:ON") e se devo cambiarle non ho problemi ma quei due "ferri vecchi" li tengo volentieri.
Tra l'altro con Rivola ho ripreso a pedalare circa 11 anni fa dopo tanti anni di stop (e avversione) alla bici.