Opinione C'è ancora spazio per la passione condivisa nel ciclismo?

4x16

Ammiraglia
21 Marzo 2010
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Rovigo
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Bici
Rewel Chorus 11; Vetta Centaur 10; Giant Athena 9; Bianchi Vento 602 Veloce 8; Benotto 900sp 300ex 7
L'apataia verso le novità credo sia riconducibili a due cose, fondamentalmente:
- le novità, proposte annualmente, di migliorie sui watt e aerodinamica e blablabla, manco 'ste cose le comprassero dei professionisti;
- i costi ormai spropositati per i telai, i componenti, l'elettronica, l'abbigliamento e tutto ciò che gira attorno.

In un mondo in cui tutto è standardizzato, come diceva giustamente qualcuno qualche messaggio prima, la novità in realtà non è una novità, quantomeno esclusiva, ma un qualcosa di condiviso e proposto a prezzi diversi.
In garage ho due bici "vecchie", degli anni 70, di mio padre: una Rivola (era quella da allenamento) ed una Vetta (era quella da gara) entrambe montate tutte Super Record e ti dirò che quando ci pedalo sopra (al momento ho restaurato solo la Rivola) mi sento "libero" di pedalare come quando ero un bambino, senza prendere tempi, battiti, prestazioni.
Le altre bici che ho: sì, mi piacciono ma sono "fredde" e non perchè fossero di mio padre, ma proprio la filosofia dietro la loro creazione (modalità boomer:ON") e se devo cambiarle non ho problemi ma quei due "ferri vecchi" li tengo volentieri.
Tra l'altro con Rivola ho ripreso a pedalare circa 11 anni fa dopo tanti anni di stop (e avversione) alla bici.
Penso che mettere le mani su una bici con cambio elettronico e freni a disco in confronto a una bici con cambio meccanico e freni rim sia come mettere le mani su una vecchia Panda 30 e una moderna Panda ibrida.....
 

jack.ciclista

Passista
29 Agosto 2012
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bici
Anche. Eppure funzionano meglio. Non mi pare ci siano dubbi. Vale per le auto come per le bici. E funzionano meglio e basta, senza se e ma. E' che forse per colmare i difetti e/o le mancanze del prodotto un po' ci dovevi mettere del tuo e questo ti inorgogliva....non lo so...
Probabile. Oggi le cose si comprano, si usano e poi si buttano per comprarne di nuove. Prima occorreva saperle sistemare, migliorarle, metterci le mani, e quando dedichi del tempo agli oggetti, questi prendono vita, diventano importanti, generano passione. Una volta chi sapeva metterci le mani condivideva, insegnava, trasmetteva la sua passione, oggi si va dal meccanico anche solo per cambiare le pastiglie dei freni.
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Il fatto che poi da più di un decennio buono si guardi sempre con nostalgia al passato, tra il ripescaggio continuo di auto retrò, magliette retrò, tutto neo-retrò (comprese ideuzze che uno sperava sepolte) non ci sia poi questa grande fiducia nel futuro. Quindi, ecco, forse si è perso questa...
Questa corsa al retrò, fatta nel modo che conosciamo, è solo marketing, serve a vendere cose prodotte ora per il mercato che c’è ora (quindi il target non siamo soltanto noi, nostalgici o meno): a volte è un retrò modernizzato, cioè qualcosa di moderno che strizza l’occhio al retrò o viceversa: fa vendere di più.

Ricordo che negli anni ‘90 quando uscì Pulp Fiction un professore di una università americana in un corso di storia del cinema, chiese ai suoi studenti quale fosse il film per loro più importante della storia del cinema. La maggioranza rispose ahimè Pulp fiction (che probabilmente avevano visto la settimana prima). Solo uno mi pare di ricordare si azzardò a dire Quarto Potere di Orson Welles…

Ogni generazione fa cilecca sulle passioni a modo suo, nel senso che confonde la massificazione con la passione, sbaglia idoli, non ha senso critico, ma c’è sempre qualcuno che cerca di avere una visione più ampia. Non serve far tornare i dinosauri in bici, per capire che di ciò che offre il mercato ora poco o nulla rimarrà emblematico e memorabile. Eppure non è questo il momento storico in cui ci sono veri e propri capolavori tecnologici di bici a prezzi esorbitanti? Lo è, ma tanti sono e tutti simili tra loro, con dietro tutto il codazzo dei cloni/plagi cinesi, che al loro valore monetario difficilmente corrisponderà un valore di unicità come mezzi che hanno segnato un’epoca.

Un sistema si sta sgretolando per lasciare posto ad un altro, per l’ennesima volta. Le GF che stanno perdendo iscritti e che scompariranno sono solo uno degli indicatori, forse le sfide virtuali hanno cambiato tutto e non c’è più bisogno del confronto fisico fianco a fianco. La passione è migrata da una modalità all’altra: ora anche quelli che chiamavano semplicemente “rulli” costano un botto e fanno cose mirabolanti. Per la nostra generazione erano qualcosa da usare il meno possibile, un riempitivo in attesa di fare vera bici, all’aperto, con altre persone. Ora la vera passione è Zwift, e nessun molla un metro, le ore pedalate in virtuale sono diventate la normalità. E non ci sono più le mezze stagioni :))):
 

bicilook

Ammiraglia
15 Giugno 2008
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La passione ha un po' lasciato il posto al marketing e alla sovraesposizione mediatica a cui siamo sottoposti (internet,social,canali you tube etc)
Una volta c'erano le riviste specializzate del settore per informarsi...il mondo delle bici era fatto molto di artigiani e non da multinazionali...
La fiera delle bici era ogni 2 anni e ci trovavi veramente le Novità.
Credo sia naturale che pur permanendo la passione di molti,anzi sempre più tanta gente pedala e si è appassionata alla bici.
Però è innegabile che si sia perso un po',non direi la passione,ma il gusto della sorpresa...ormai esce un modello di bici,magari uno la compra e nel frattempo che gli arriva,escono già le prime foto del nuovo modello.
È tutto più frenetico, più industriale, più business e meno passione.
Secondo me segue un po' tutto il cambiamento che si sta verificando in ogni ambito...anche quando uno intraprende un viaggio,ormai se si mette a guardare internet,video ,info varie,parte che già un po' ha visto la meta del suo viaggio...un tempo era molto più bello il piacere di scoprire luoghi nuovi proprio nel momento in cui si visitavano fisicamente.
 

calmorr

Apprendista Scalatore
4 Novembre 2012
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Poche ciancie, il mondo della BDC ( e forse il mondo in generale ) non e' un paese per vecchi dinosauri. Ed e' giusto sia così. Il mondo attuale deve stare bene ai giovani, e' il loro mondo, la loro maniera di vivere e di appassionarsi alla vita. A loro sta bene ( li appassiona ) una BDC iper-tecnologica sempre piu' connessa che consente un'esperienza (!) piu' appagante della classica pedalata sul vecchio ferro con le ruote strette. E che sia
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Poche ciancie, il mondo della BDC ( e forse il mondo in generale ) non e' un paese per vecchi dinosauri. Ed e' giusto sia così. Il mondo attuale deve stare bene ai giovani, e' il loro mondo, la loro maniera di vivere e di appassionarsi alla vita. A loro sta bene ( li appassiona ) una BDC iper-tecnologica sempre piu' connessa che consente un'esperienza (!) piu' appagante della classica pedalata sul vecchio ferro con le ruote strette. E che sia
Non saprei, non sono così convinto che il mondo della bici attuale sia creato per appassionare i giovani e quindi a loro immagine: alla fine dietro le aziende, a fare le scelte che impattano sul mercato, ci sono CEO di 40 o 50 anni…

Ho come il sospetto che cavalchino passioni indotte, ben guidati nelle scelte, e che più di altre generazioni non sappiano distinguere ciò di cui hanno bisogno da ciò che gli viene offerto come imprescindibile.

La domanda vera da fare loro è una sola: perché? Se c’è una passione, la risposta la svelerà.

Aggiungerei che è vero che il mondo attuale deve star bene a loro, ma qualche dissidente a cui non sta bene e che vorrebbe qualcosa di diverso, sarebbe bene che ci fosse. Anche più di uno, direi.
 
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calmorr

Apprendista Scalatore
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Non saprei, non sono così convinto che il mondo della bici attuale sia creato per appassionare i giovani e quindi a loro immagine: alla fine dietro le aziende, a fare le scelte che impattano sul mercato, ci sono CEO di 40 o 50 anni…

Ho come il sospetto che cavalchino passioni indotte, ben guidati nelle scelte, e che più di altre generazioni non sappiano distinguere ciò di cui hanno bisogno da ciò che gli viene offerto come imprescindibile.

La domanda vera da fare loro è una sola: perché? Se c’è una passione, la risposta la svelerà.

Aggiungerei che è vero che il mondo attuale deve star bene a loro, ma qualche dissidente a cui non sta bene e che vorrebbe qualcosa di diverso, sarebbe bene che ci fosse. Anche più di uno, direi.
Non ci possono essere dissidenti, sarebbero o dinosauri ( come lo siamo noi ) oppure disadattati . Le BDC moderne le progettano e le fanno evolvere tecnologicamente loro, esprimono il loro "Lebensgefuehl" ovvero sentimento di vita, la loro maniera d'interpretare la realtà ed il futuro . Magari mi sbaglio ma la vedo così. E se fossi chiamato io a progettare le BDC odierne non potrei che progettarle esattamente come sono e magari più estreme ( come saranno domani ) perché solo così potranno suscitare le passioni dei giovani ciclisti che dovrebbero decretarne il successo.
 

mugnaio

Pignone
22 Settembre 2009
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uhm beh l'articolo mi sembra avere un punto di vista molto parziale se non proprio limitato. Ci sono tantissimi argomenti dove ancora si dibatte (ad esempio, il thread su copertoni larghi/stretti su WW ha 36 pagine, 200 quello sui test in galleria del vento di Tour Magazin). Se non ci sono più i flame di una volta, è anche perche le persone hanno imparato a stare meglio su internet - ma la passione c'è tutta.

Riguardo i produttori che non ascoltano i clienti: di recente ho letto di Campagnolo che si è presentata ad un evento senza nessun prodotto ma solo con i progettisti che raccoglievano feedback. Basta fare un giretto ad una fiera grande e si vede molta attenzione da parte di chi progetta e produce verso chi compra e utilizza - ad aprile sono stato a Sea Otter, ma credo sia la stessa cosa a Shangai come a eurobike.

Riguardo poi all'innovazione: a me sembra che ci siano moltissimi cambiamenti guidati soprattutto dalla sperimentazione - mi vengono in mente le gravel, che ormai montano gomme da MTB e hanno sospensioni dedicate, ma pure l'aerodinamica, nuovi standard (UDH, 13 velocità), il sistema Classified, il flight attendant per le MTB). Per non parlare della cina che ha un mercato iper-competitivo e ha alzato l'asticella delle ruote in maniera impensabile cinque anni fa.

Insomma, per me succedono tantissime cose nel mondo delle bici - anzi, credo che non ci sia stata mai tanta passione come adesso.
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Non ci possono essere dissidenti, sarebbero o dinosauri ( come lo siamo noi ) oppure disadattati . Le BDC moderne le progettano e le fanno evolvere tecnologicamente loro, esprimono il loro "Lebensgefuehl" ovvero sentimento di vita, la loro maniera d'interpretare la realtà ed il futuro . Magari mi sbaglio ma la vedo così. E se fossi chiamato io a progettare le BDC odierne non potrei che progettarle esattamente come sono e magari più estreme ( come saranno domani ) perché solo così potranno suscitare le passioni dei giovani ciclisti che dovrebbero decretarne il successo.
Capisco il tuo concetto, ma alla fine essere dissidenti non è rifiutare la tecnologia e tutto ciò che è arrivato sul mercato bici, ma porsi domande sul modello proposto. Qualcuno ha fatto un elenco di quali e quante cose mirabili hanno le bici ora, sensori, freni a disco, Strava, Swift, etc., ma sono oggetti. L’essenza della passione dove è? Negli oggetti fine a se stessi?!?

Nel running è quasi uguale: dopo un periodo storico di scarpe strutturate, seguito dalla ubriacatura del barefoot, ora il modello sono scarpe da 300€ con la piastra in carbonio. E le hanno quasi tutti, anche i tapascioni che non avrebbero motivo. Ma questo è ciò che propone il mercato e la passione si è spostata sugli oggetti.

Questo, non solo nella bici, è una delle peculiarità del nostro tempo con cui dobbiamo fare i conti.
 
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Ser pecora

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Insomma, per me succedono tantissime cose nel mondo delle bici - anzi, credo che non ci sia stata mai tanta passione come adesso.

Io mica ho detto che non succedono cose nel mondo della bici....anzi, le Fat, le fixie, le ebike, l'aerodinamica, etc.. sono tutte cose successe in pochissimo tempo e spinte a manetta. Ma non è quello il punto. Né il loro successo o meno a livello vendite. Sarà che mi sbaglio, ma io tutta questa passione per l'aerodinamica, a parte qualche nicchia nerd qua e la, non la vedo da parte del grande pubblico. Per usare un eufemismo. Poi si, ci sono bici aero che vendono bene, ma dubito sia per i vantaggi che danno.
Anzi, in generale mi chiedo quanto sia frutto della "passione condivisa" (quella di cui parlo io), il fatto che il mercato sia stato segmentato in mille rivoli. Salvo poi fare marcia indietro ora che alcuni rivoli si seccano...

Spezzo una lancia a favore di Campagnolo invece. E' vero che hanno ascoltato i feedback dei consumatori per l'imminente 13V, e si vede. Ma finalmente direi...perché non è andata proprio cosi negli ultimi tempi.
 
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Ser pecora

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Poche ciancie, il mondo della BDC ( e forse il mondo in generale ) non e' un paese per vecchi dinosauri.

Negli ultimi anni gli ha strizzato l'occhio parecchio però. Se il modello attuale coi suoi prezzi, il neo-retrò pastello e la sbornia delle ebike strizza l'occhio ai giovani alzo le mani.

I numeri di adesione nelle giovanili sono li da vedere. Idem quelli delle GF.
 

axl

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ce l'ho
Basta avere un figlio per capire come sia la vita ad essere diventata apatica.
Sarà il benessere, sarà il consumismo, sarà....ferguson(battuta boomerissima).
Se facessimo vedere una delle nostre bici alla gente di un villaggio, chennesò del Madagascar, credo susciteremmo quelle emozioni che noi vivevamo 60 o 70 anni fa.
Ma è un problema dei boomer, mio figlio non sa questa cosa e vive bene uguale.
Io ieri sono andato a vedere il giro d'Italia, lui forse se l'è visto in TV o si è guardato una serie Netflix.
 
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axl

Squattarone
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ce l'ho
PS: c'era la gente a fare la fila al villaggio per un cappellino orrendo o una sacchetta che a casa ne abbiamo tutti 1000 e la Pinarello Dogma supermegacazzi non se la filava nessuno.
Detto tutto.
 

marco

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Poche ciancie, il mondo della BDC ( e forse il mondo in generale ) non e' un paese per vecchi dinosauri. Ed e' giusto sia così. Il mondo attuale deve stare bene ai giovani, e' il loro mondo, la loro maniera di vivere e di appassionarsi alla vita. A loro sta bene ( li appassiona ) una BDC iper-tecnologica sempre piu' connessa che consente un'esperienza (!) piu' appagante della classica pedalata sul vecchio ferro con le ruote strette. E che sia

ma chi si compra anche solo 6000 euro di bici, un ventenne che inizia a lavorare?
I prezzi folli hanno come target solo il signore di mezza età. Il resto è wishful thinking.
 

bicilook

Ammiraglia
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ma chi si compra anche solo 6000 euro di bici, un ventenne che inizia a lavorare?
I prezzi folli hanno come target solo il signore di mezza età. Il resto è wishful thinking.
Se il ventenne ha la passione per la bici se la compra eccome,magari anche da 10000.
Magari non la comprerà più quando metterà su casa, famiglia etc. e sarà costretto a destinare molti soldi alle necessità...e molti meno alle passioni e sfizi personali.
 
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marco

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Se uno lavora in regola, avrà un salario?...si spera.

certamente, ma visto che non si perde occasione di dire quanto i salari italiani siano stagnanti dagli anni 90 ad oggi, basta fare 2 conti per arrivare alla conclusione che la bici da 10.000 euro, con un salario da giovane, affitto e un'auto, te la sogni. A meno che non vivi con mammà e papà, in piena tradizione italica, fino a 40 anni.
 

bicilook

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certamente, ma visto che non si perde occasione di dire quanto i salari italiani siano stagnanti dagli anni 90 ad oggi, basta fare 2 conti per arrivare alla conclusione che la bici da 10.000 euro, con un salario da giovane, affitto e un'auto, te la sogni. A meno che non vivi con mammà e papà, in piena tradizione italica, fino a 40 anni.
Era sottinteso che a 20 anni in Italia sei già fortunato se hai un lavoro...e se ti togli qualche sfizio è perché vivi con mamma e papà e non hai altre spese.
Infatti ho anche scritto che sarà più difficile che si compri una bici nuova quando sarà più in là con l'età e avrà spese di casa,auto,famiglia etc.
 

marco

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Era sottinteso che a 20 anni in Italia sei già fortunato se hai un lavoro...e se ti togli qualche sfizio è perché vivi con mamma e papà e non hai altre spese.
Infatti ho anche scritto che sarà più difficile che si compri una bici nuova quando sarà più in là con l'età e avrà spese di casa,auto,famiglia etc.

scusami, ma che vita di merda è? Ti compri la bici con i soldi che ti darebbero finalmente indipendenza dai genitori?