Pro stagione 2025

bianco222

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Olmo ZeroTre Disc
Io non so se le nazionali abbiano il bus come i team ma come sono andati in Qatar, in Australia o negli USA (solo per citare gli ultimi anni) possono andare in Rwanda.
Sennò decidiamo che il ciclismo diventa (o meglio torna) uno sport puramente europeo e fine...
 

Ser pecora

Diretur
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Io non so se le nazionali abbiano il bus come i team ma come sono andati in Qatar, in Australia o negli USA (solo per citare gli ultimi anni) possono andare in Rwanda.
Sennò decidiamo che il ciclismo diventa (o meglio torna) uno sport puramente europeo e fine...

A me il problema sembra più politico che altro. Aldilà che il conflitto è si "al confine", ma la distanza tra Kigali ed il confine è 150km, non 1500..., la federazione rwandese è stata impelagata in vari scandali di corruzione l'anno scorso, senza contare i vari crimini di cui sono accusate le milizie supportate da Kigali, e mi sembra evidente che qualcuno all'UCi abbia voluto insistere con questa soluzione quando ad altri membri non andava bene. Che poi i motivi siano "di immagine" o genuina protesta contro corruzione e crimini di guerra non so.
A questo si aggiunge che un paese ciclisticamente importante come il Belgio non può che avere sugli zebedei un paese in (non ufficiale) guerra contro una sua ex colonia. Lo hanno anche ammesso.
 

pastronef

Apprendista Velocista
22 Luglio 2009
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A me il problema sembra più politico che altro. Aldilà che il conflitto è si "al confine", ma la distanza tra Kigali ed il confine è 150km, non 1500..., la federazione rwandese è stata impelagata in vari scandali di corruzione l'anno scorso, senza contare i vari crimini di cui sono accusate le milizie supportate da Kigali, e mi sembra evidente che qualcuno all'UCi abbia voluto insistere con questa soluzione quando ad altri membri non andava bene. Che poi i motivi siano "di immagine" o genuina protesta contro corruzione e crimini di guerra non so.
A questo si aggiunge che un paese ciclisticamente importante come il Belgio non può che avere sugli zebedei un paese in (non ufficiale) guerra contro una sua ex colonia. Lo hanno anche ammesso.

io sono a favore di un piano B a Martigny. sembrava andasse in quella direzione quando ci sono stati gli scontri al confine, ma adesso non se ne parla più. spiace per i tifosi ruandesi, ma siamo seri, l'UCI la mena con sta cosa, ma sappiamo che molti, corridori e federazioni, storcono il naso.
 

bradipus

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qualunquemente
Immagino che spostare mezzi e attrezzature in Rwanda costi un po' di più che non farlo da Belgio a Svizzera,ad esempio.
Al giorno d'oggi una squadra di ciclismo è un organismo complesso,i tempi del ciclista che prendeva il treno portandosi il telaio e trovava le ruote sul luogo di gara non esistono più.
Oltretutto parliamo di nazionali,che,forse,non hanno i budget di una squadra pro tour che va a correre il Tour Down Under.
Con questo non voglio dire che sia veramente il discorso costi quello che sta determinando questo disinteresse,ma se molte nazionali vanno in questa direzione credo che la scelta del Rwanda non sia stata la migliore.
I veicoli non li devi portare, sono forniti dall'organizzazione.
Come quando corrono il Down Under in Australia, o le due gare canadesi del WT, o quelle nella penisola araba, del resto: mica imbarcano su dei cargo le auto dei team, hanno mezzi reperiti in loco.
Lo stesso è avvenuto qualdo hanno fatto i mondiali in USA, Colombia, Giappone, Venezuela eccetera, e lo stesso avviene quando fanno i mondiali in Europa per i team non europei.
 

sembola

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verde
c'è di mezzo qualche intrigo e corruzione per spiegare il motivo del mondiale in Africa, a casa del regime ruandese
L'organizzazione a livello globale dello sport professionistico è da sempre "intrigo e corruzione"; per non dire che a casa di regimi conclamati si va da anni a gareggiare senza a fare un plissè. Forse è solo una questione di dimensione delle valigette.

@Ser pecora la questione Belgio - Rwanda è anche più complessa, il paese è stato una colonia belga di fatto dalla fine della prima guerra mondiale fino all' indipendenza e questa dominazione coloniale secondo gli storici ha contribuito a creare le condizioni per il genocidio del 1994. Il due paesi hanno interrotto le relazioni diplomatiche due mesi fa, per cui che la federazione belga sia un po' riluttante è del tutto comprensibile.
 

piripipiripipò

Pedivella
30 Dicembre 2010
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Ora zero
Da Taddeo mi sarei aspettato che potesse vincere una tappa simile, per me la sorpresa più grande è Vingegaard secondo. Non avendo visto la tappa, qualcuno può descrivere come si è svolta? Vedo da PCS che Pogacar, Vingegaard, Van der Poel, Evenepoel e Buitrago erano davanti al gruppo di 5" fino a poco dall'arrivo... Sono stati ripresi vicino allo striscione?
 

LAGEG

Pedivella
8 Settembre 2017
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ORBEA TERRA RACE - ORBEA ALMA - ENVE MELEE - ENVE MOG - ORBEA ORCA
Per loro è pianura, infatti sono arrivati in 80 con lo stesso tempo, tra cui Milan
Stavo guardando PCS, leggo “vinta come: volata di un piccolo gruppo”, vado a guardare. 79 corridori (+20 a 17”) su 153 arrivati :mrgreen:

praticamente Pogi ha vinto una volata di gruppo :-)xxxx e Vingo secondo…direi che per il tour sono pronti
 

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Teo66

Scavalcacavalcavia
4 Ottobre 2015
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MTB
Stavo guardando PCS, leggo “vinta come: volata di un piccolo gruppo”, vado a guardare. 79 corridori (+20 a 17”) su 153 arrivati :mrgreen:

praticamente Pogi ha vinto una volata di gruppo :-)xxxx e Vingo secondo…direi che per il tour sono pronti
In realtà il gruppo è arrivato sotto ai 5 sul traguardo.
Sono partiti in 4 (azione partita da Vingegaard) con RE che se ne stava tranquillo in pancia al gruppo, tanto era pianura. Poi alla radiolina gli avranno detto "oh, sveglia che son partiti Vinge e Pogacar", ha inserito il turbo e ha recuperato i 100 metri di distacco a velocità fotonica, hanno tirato fino ai -800 m (margine tra 5 e 10 sec. sul gruppo) fatta un po' di melina, partito VdP e volata vinta da Pogacar col gruppo rientrato sul traguardo.