Gare Colpo di scena ai campionati italiani maschili: vince Conca dello Swatt Club

bianco222

Maglia Amarillo
24 Giugno 2013
8.240
7.067
Visita sito
Bici
Olmo ZeroTre Disc
Chiaro.
La mia è un'impressione dettata dalla mia esperienza, tra l'altro non ho abitato in tutto il regno unito, ma solo in un posto...

L'atteggiamento degli automobilisti li però mi ha sempre fatto pensare all'espressione Road Rage, che non a caso è roba loro.

In Italia non sono certo meglio per risultati, ma appunto, solo perché non gliene fotte niente. Per dirla papale. Nemmeno si pongono il problema del ciclista.
Qua scaturisce il dubbio filosofico. È peggio se ti odio o se ti ignoro? :mrgreen:
 
  • Haha
Reactions: Marmuel

robeambro

Velocista
25 Aprile 2018
5.596
7.261
Inghilterra
Visita sito
Bici
una con due ruote
Chiaro.
La mia è un'impressione dettata dalla mia esperienza, tra l'altro non ho abitato in tutto il regno unito, ma solo in un posto...

L'atteggiamento degli automobilisti li però mi ha sempre fatto pensare all'espressione Road Rage, che non a caso è roba loro.

In Italia non sono certo meglio per risultati, ma appunto, solo perché non gliene fotte niente. Per dirla papale. Nemmeno si pongono il problema del ciclista.

Eh beh allora questi inglesi sono rabbiosi ma imprecisi, se nonostante il dolo di ciclisti ne uccidano meno dei guidatori italiani che sono semplicemente strafottenti ;pirlùn^

Comunque, consapevole che siamo OT quindi torniamo a parlare di Swatt. Per continuare il parallelo Italia-UK, sembra quasi la "favola" del team HUUB, con ai tempi il mezzo-sconosciuto Dan Bigham che va a vincere in velodromo battendo i mostri sacri.

 

pedalone della bassa

Otztaler inside
9 Ottobre 2013
16.638
24.013
45
modena, ma col cuore, ed originario, di Reggio Emi
Visita sito
Bici
(advanced pro nox, argon 18 gallium), ora Cervèlo S3
Vero però la maggior parte dei morti in Italia sono in città (65%) dove, rispetto agli altri paesi europei, paghiamo tantissimo l'assenza di piste ciclabili.
Io ho pedalato davvero in mezzo mondo e in contesti extra urbani non ho mai notato grandi differenze. Lo stronzo che ti fa il pelo lo trovi tanto in Italia quanto in Norvegia o UK. Forse il paese dove ho notato più rispetto (però inficiato da una quantità smodata di camion lungo le strade) è la Colombia. Lì davvero la gente non ti passa se non ha tutta la strada aperta. Per contro credo che ci siano più camion in Colombia che pecore in Nuova Zelanda!


beh, strano, qui a Modena ci vantiamo di averne tantissime.......

1751287239289.png 1751287255837.png 1751287296645.png

veh, che sicurezza :==

chiedo scusa per l' o.t.
 

Maiella

Biker Maiellensis
28 Gennaio 2015
846
724
44
Abruzzo
Visita sito
Bici
Focus Izalco Max
Sono statistiche note, che conoscevo e che raccontano in maniera inequivocabile il triste primato italiano.
Tuttavia essere i peggiori di una graduatoria non significa che altrove le cose vanno meglio.
In UE ci sono ogni anno circa 2000 sinistri mortali in cui perdono la vita delle persone in bici. Di questi 2000 casi dell'UE, sono circa 200 i casi che registrano in Italia. Ciò significa che altri 1800 morti sono sparsi nel resto dell'Unione Europea. Svezia, Danimarca e Olanda impressionano per il numero basso di incidenti, ma tolti i circa 200 casi italiani, parliamo mediante comunque di altri 1800 morti provenienti dagli altri stati membri.
Sono numeri che si trovano online e che ci aiutano a riflettere sul fatto che l'Italia non è sicura, ma anche altrove, tolte alcune isole felici, le cose non è vero che vanno meglio. Sono numeri ugualmente gravi.
 

bianco70

Maglia Rosa
22 Agosto 2007
9.178
6.362
Bologna
Visita sito
Bici
Wilier 110 Air
Sono statistiche note, che conoscevo e che raccontano in maniera inequivocabile il triste primato italiano.
Tuttavia essere i peggiori di una graduatoria non significa che altrove le cose vanno meglio.
In UE ci sono ogni anno circa 2000 sinistri mortali in cui perdono la vita delle persone in bici. Di questi 2000 casi dell'UE, sono circa 200 i casi che registrano in Italia. Ciò significa che altri 1800 morti sono sparsi nel resto dell'Unione Europea. Svezia, Danimarca e Olanda impressionano per il numero basso di incidenti, ma tolti i circa 200 casi italiani, parliamo mediante comunque di altri 1800 morti provenienti dagli altri stati membri.
Sono numeri che si trovano online e che ci aiutano a riflettere sul fatto che l'Italia non è sicura, ma anche altrove, tolte alcune isole felici, le cose non è vero che vanno meglio. Sono numeri ugualmente gravi.
Andrebbe anche valutata la percentuale, in Olanda, Danimarca ecc le persone che usano quotidianamente la bici per gli spostamenti è molto più alta che in Italia, bisognerebbe innanzitutto valutare negli altri paesi quante persone usano la bici per gli spostamenti, se si guarda solo il numero assoluto la percezione potrebbe essere falsata.
 

bianco222

Maglia Amarillo
24 Giugno 2013
8.240
7.067
Visita sito
Bici
Olmo ZeroTre Disc
Sono statistiche note, che conoscevo e che raccontano in maniera inequivocabile il triste primato italiano.
Tuttavia essere i peggiori di una graduatoria non significa che altrove le cose vanno meglio.
In UE ci sono ogni anno circa 2000 sinistri mortali in cui perdono la vita delle persone in bici. Di questi 2000 casi dell'UE, sono circa 200 i casi che registrano in Italia. Ciò significa che altri 1800 morti sono sparsi nel resto dell'Unione Europea. Svezia, Danimarca e Olanda impressionano per il numero basso di incidenti, ma tolti i circa 200 casi italiani, parliamo mediante comunque di altri 1800 morti provenienti dagli altri stati membri.
Sono numeri che si trovano online e che ci aiutano a riflettere sul fatto che l'Italia non è sicura, ma anche altrove, tolte alcune isole felici, le cose non è vero che vanno meglio. Sono numeri ugualmente gravi.
Cosa hanno in comune quei tre paesi?
Le piste ciclabili! Tante e fatte bene. Il segreto (di pulcinella) è tutto lì.
 
  • Mi piace
Reactions: mikimetal91

Ser pecora

Diretur
Membro dello Staff
16 Aprile 2004
29.254
46.961
100
dove capita
Visita sito
Cosa hanno in comune quei tre paesi?
Le piste ciclabili! Tante e fatte bene. Il segreto (di pulcinella) è tutto lì.
Hanno anche un geografia ed un disegno dei centri urbani che lo facilita.

Detto questo distinguerei il ciclismo urbano da commuting & c. con il fenomeno della sicurezza per giovani che corrono e vogliono iniziare con il ciclismo. In questo caso le ciclabili non sono certo una soluzione. Allo stato attuale delle cose (numero di auto, geografia in genere, etc..) la soluzione sarebbero dei velodromi. Ma gli ostacoli sono evidenti.
 

andry96

Ammiraglia
23 Luglio 2018
24.753
39.871
Brescia
Visita sito
Bici
Mtb, holdsworth competition, Favaloro, cervelo
Hanno anche un geografia ed un disegno dei centri urbani che lo facilita.

Detto questo distinguerei il ciclismo urbano da commuting & c. con il fenomeno della sicurezza per giovani che corrono e vogliono iniziare con il ciclismo. In questo caso le ciclabili non sono certo una soluzione. Allo stato attuale delle cose (numero di auto, geografia in genere, etc..) la soluzione sarebbero dei velodromi. Ma gli ostacoli sono evidenti.
oltre ai velodromi anche qualche parchetto per mtb/cx in campo giovanile può fare molto e probabilmente attira più che girare in tondo sul cemento, peraltro abbiamo visto come le discipline off road e la multidisciplinarietà siano propedeutiche anche alla strada
 

bianco222

Maglia Amarillo
24 Giugno 2013
8.240
7.067
Visita sito
Bici
Olmo ZeroTre Disc
Hanno anche un geografia ed un disegno dei centri urbani che lo facilita.

Detto questo distinguerei il ciclismo urbano da commuting & c. con il fenomeno della sicurezza per giovani che corrono e vogliono iniziare con il ciclismo. In questo caso le ciclabili non sono certo una soluzione. Allo stato attuale delle cose (numero di auto, geografia in genere, etc..) la soluzione sarebbero dei velodromi. Ma gli ostacoli sono evidenti.
Ma se leggi le statistiche la maggior parte dei morti sono tutti in città. Un po' ovunque. Sarei curioso di vedere una statistica differenziata dove si confrontino i morti per paese di ciclisti che lo fanno per sport e non per commuting urbano. Perché in quel caso (parere empirico di esperienza personale e non supportato da statistiche) le differenze tra i vari paesi sarebbero molto diverse secondo me.
 

bianco222

Maglia Amarillo
24 Giugno 2013
8.240
7.067
Visita sito
Bici
Olmo ZeroTre Disc
oltre ai velodromi anche qualche parchetto per mtb/cx in campo giovanile può fare molto e probabilmente attira più che girare in tondo sul cemento, peraltro abbiamo visto come le discipline off road e la multidisciplinarietà siano propedeutiche anche alla strada
Parchi per MTB negli ultimi anni ne stanno spuntando parecchi però! Io ne ho visti parecchi nelle zone che frequento.
 

Ser pecora

Diretur
Membro dello Staff
16 Aprile 2004
29.254
46.961
100
dove capita
Visita sito
oltre ai velodromi anche qualche parchetto per mtb/cx in campo giovanile può fare molto e probabilmente attira più che girare in tondo sul cemento, peraltro abbiamo visto come le discipline off road e la multidisciplinarietà siano propedeutiche anche alla strada

Sicuramente sono meno costosi da realizzare di un velodromo. Il loro appeal però mi sembra limitato. In generale la Mtb sta vivendo uno dei periodi meno floridi della sua storia (sul perché sorvoliamo).

Sulla questione della multidisciplina....non sono cosi convinto. Mi pare più uno slogan recente che altro. In particolare da quando c'è il triumvirato MvdP/Wout/Pidcock, ma poi a guardare bene...boh...già attorno ai 14 anni il tempo per fare tutto e bene scarseggia. Imho la pista è più propedeutica alla strada che non mtb e cx.
 

pedalone della bassa

Otztaler inside
9 Ottobre 2013
16.638
24.013
45
modena, ma col cuore, ed originario, di Reggio Emi
Visita sito
Bici
(advanced pro nox, argon 18 gallium), ora Cervèlo S3
Parchi per MTB negli ultimi anni ne stanno spuntando parecchi però! Io ne ho visti parecchi nelle zone che frequento.

Ne hanno aperto uno giusto un annetto fà nel paese dove lavoro, a fianco di dove abito, dove, la stessa società, ha fatto anche una pista "chiusa" di 400 mt circa dove girano i bambini

Ed ecco però che mi chiedo, anche se siamo o.t., ok, il ciclismo su strada è pericoloso e non vogliamo che i "ns figli" lo facciano, ma la MTB? Cioè, quella, è pericolosa tanto quanto uno sport "classico" come calcio/rugby/basket.........
Ed allora, perchè anche quella non "viene considerata" dai ragazzini?

Secondo me, manca proprio progettualità, organizzazione, competenza.........
 

charlietrotter

Apprendista Velocista
8 Febbraio 2011
1.689
1.152
Romagna
Visita sito
Bici
vbr066 + og evkin cf025 disc + wcb r 085
Hanno anche un geografia ed un disegno dei centri urbani che lo facilita.
Esatto e non solo. Tempo addietro ho visto una puntata di report che parlava di mobilita' sostenibile in Europa; mi e' rimasto impressa Copenaghen e dintorni. Li' e' proprio impossibile usare l'auto per andare al lavoro. Devi spostarti proprio e SOLO con i mezzi pubblici o in BICI. E alla mattina e' tutto uno scampanellio di uomini/ragazzi e DONNE che sfrecciano in bici; devi proprio stare attento alle bici e molti incidenti sono scontri tra ciclisti e/o pedoni!
 

Ser pecora

Diretur
Membro dello Staff
16 Aprile 2004
29.254
46.961
100
dove capita
Visita sito
Ne hanno aperto uno giusto un annetto fà nel paese dove lavoro, a fianco di dove abito, dove, la stessa società, ha fatto anche una pista "chiusa" di 400 mt circa dove girano i bambini

Ed ecco però che mi chiedo, anche se siamo o.t., ok, il ciclismo su strada è pericoloso e non vogliamo che i "ns figli" lo facciano, ma la MTB? Cioè, quella, è pericolosa tanto quanto uno sport "classico" come calcio/rugby/basket.........
Ed allora, perchè anche quella non "viene considerata" dai ragazzini?

Non c'è paragone.
In Mtb (tolta la DH e certe gare di Enduro, che però sono statisticamente insignificanti per i giovanissimi) puoi cadere e farti male, ma raramente ti fai malissimo.

In Bdc rischi proprio le penne ed anche una caduta (seppur più rara) ha conseguenze più importanti. A cominciare dalle velocità in gioco.
30kmh sono già una velocità molto elevata in Mtb (Xc), li fai giusto in qualche pezzetto in discesa. Una gara intera su strada di esordienti (13-14 anni) è già una cosa al filo dei 40kmh...prova anche solo una scivolata a quella velocità su asfalto...

In allenamento in XC puoi romperti classicamente scafoide e clavicola. Su strada se ti centra un'auto....

Poi come detto sopra, è una questione di "appeal" di uno sport. Che dipende dal campione nazionale di turno, se è di moda quello sport o meno, etc..
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
2.343
Visita sito
Bici
n+1
Sulla questione della multidisciplina....non sono cosi convinto. Mi pare più uno slogan recente che altro. In particolare da quando c'è il triumvirato MvdP/Wout/Pidcock, ma poi a guardare bene...boh...già attorno ai 14 anni il tempo per fare tutto e bene scarseggia. Imho la pista è più propedeutica alla strada che non mtb e cx.
Non così recente, qualcuno si era posto il quesito/"soluzione" già 20+ anni fa (link autoreferenziale però questo avevo fatto ).

Secondo me è uno dei temi che quanto avvenuto ieri invece dovrebbe proprio mettere sul tavolo. Se, e solo se, si vuole cogliere quanto avvenuto come punto di svolta, "rivoluzione" (termine eccessivo?) del sistema ciclismo in Italia.
Evitando in primis però il "salto sul carro dei vincitori" perché questo è il ns. vero sport nazionale.
E i temi, i primi che mi vengono in mente, sicuramente non tutti, sono questi:
- reclutamento e gestione dei talenti in Italia <16 anni. Target Federazione e Istituzioni. C'è un buco enorme rispetto al passato. Paradossalmente (ma parlo per esperienza limitata a dove abito) ci sono anche gli sponsor....ma non ci sono ragazzi che a questa età sono attratti da uno sport considerato comunque rischioso (per vari motivi), su tutti quello del dover circolare su strade.
- rafforzamento (vabè il tema proprio non esiste lo so per esperienza diretta) di temi legati alla sicurezza stradale nelle scuole. Target Istituzioni
- gestione degli atleti >16 anni perché il salto prestazionale, negli ultimi anni, è stato evidente ma non lo è stato di pari passo lo svecchiamento di chi li gestisce. Target Federazione
- gestione non settoriale delle sotto discipline (vedasi multidisciplinarità): a differenza di 20 anni fa includendo "alla pari" quanto emerge dal bacino online (non secondario e in quanto gamification, appetibile più di altri contesti) Zwift, MyWhoosh...altre piattaforme sono in questo inesistenti o quasi. Questo punto si sovrappone allo svecchiamento gestionale sopra. Qui il target unico è ancora a livello federale.
Il resto, parere personale, viene a cascata, perché nessuna azienda investe in uno sport a livello "pesante" (WT) senza un consolidamento di queste basi.
 

leandro_loi

via col vento
20 Luglio 2019
6.762
6.209
56
dovunque si possa pedalare
Visita sito
Bici
mia
A parte questo nuovo progetto, che è tutto da vedere che vita avrà, lo Swatt è un team di amatori, se e quando il team elite avrà fatto una decina d'anni di corse tra i pro potremo dire se veramente sia meglio delle varie continental che ora vengono tanto bistrattate.
intanto hanno una bella maglia di campione italiano
Mah, rimango abbastanza perplesso leggendo certi commenti.
La vittoria di Conca può far piacere per la storia in sè, ed ovviamente vanno fatti i complimenti a lui ed alla squadra.
Da qui a dire però che lo Swattclub sia meglio delle varie Continental ce ne passa. In fin dei conti parliamo di una squadra che corre gran fondo e che ha fatto la corsa della vita, imbroccando la giornata giusta e sapendo cogliere l'occasione che le si è presentata.
Ieri è stato migliore
Io penso che se un ragazzo fa alcuni anni da pro e poi non trova più nessuno che gli faccia un contratto, e non parliamo di gente capitata nel ciclismo per caso ma di team che competono nel WT da anni, qualcosa manchi al ragazzo in questione. Gambe, testa, entrambi, non lo possiamo sapere, ma se fosse stato un corridore solido, e non dico un vincente, le squadre non lo avrebbero accantonato.
ma perchè, solo le squadre hanno occhio e capacità di capire quando un ragazzo può far bene o meno, e gli altri invece sono tutti con le fette di prosciutto agli occhi?
 

Ser pecora

Diretur
Membro dello Staff
16 Aprile 2004
29.254
46.961
100
dove capita
Visita sito
Non così recente, qualcuno si era posto il quesito/"soluzione" già 20+ anni fa (link autoreferenziale però questo avevo fatto ).

Secondo me è uno dei temi che quanto avvenuto ieri invece dovrebbe proprio mettere sul tavolo. Se, e solo se, si vuole cogliere quanto avvenuto come punto di svolta, "rivoluzione" (termine eccessivo?) del sistema ciclismo in Italia.
Evitando in primis però il "salto sul carro dei vincitori" perché questo è il ns. vero sport nazionale.
E i temi, i primi che mi vengono in mente, sicuramente non tutti, sono questi:
- reclutamento e gestione dei talenti in Italia <16 anni. Target Federazione e Istituzioni. C'è un buco enorme rispetto al passato. Paradossalmente (ma parlo per esperienza limitata a dove abito) ci sono anche gli sponsor....ma non ci sono ragazzi che a questa età sono attratti da uno sport considerato comunque rischioso (per vari motivi), su tutti quello del dover circolare su strade.
- rafforzamento (vabè il tema proprio non esiste lo so per esperienza diretta) di temi legati alla sicurezza stradale nelle scuole. Target Istituzioni
- gestione degli atleti >16 anni perché il salto prestazionale, negli ultimi anni, è stato evidente ma non lo è stato di pari passo lo svecchiamento di chi li gestisce. Target Federazione
- gestione non settoriale delle sotto discipline (vedasi multidisciplinarità): a differenza di 20 anni fa includendo "alla pari" quanto emerge dal bacino online (non secondario e in quanto gamification, appetibile più di altri contesti) Zwift, MyWhoosh...altre piattaforme sono in questo inesistenti o quasi. Questo punto si sovrappone allo svecchiamento gestionale sopra. Qui il target unico è ancora a livello federale.
Il resto, parere personale, viene a cascata, perché nessuna azienda investe in uno sport a livello "pesante" (WT) senza un consolidamento di queste basi.

Io personalmente partirei dal fondo: le aziende che oggi investono "pesante" nel ciclismo quali sono e perché lo fanno? I "soldi veri" chi li sta mettendo nel ciclismo oggi? Siamo sicuri che chi li mette lo faccia su quelle basi li?

Nel senso: io credo che lo sport venga strutturato dall'economia dello stesso, non il contrario. In tutte le federazioni del mondo ci possono essere le migliori persone con le migliori intenzioni (e spesso ci sono, checché se ne dica), ma senza pecunia niente fai. Far collimare il ritorno economico di un'azienda con la progettualità di una federazione non è facile (San Brailsford).

Quello che penso è che con l'ingresso di questi nuovi player (coi loro interessi specifici) si dovrà andare per forza verso un accentramento del sistema. Nel senso che oggi ci sono troppe microsocietà, soprattutto giovanili, con anche 1-2-3- atleti...per forza di cose gestite "alla buona" dal volontario di turno (magari anche "illuminato", ma più probabile, no). Chiaro che serve lo svecchiamento, ma intanto la generazione che gestisce è quella li...non si può buttar fuori a calci.

Cosa che già si vede con le Devo. Non tanto le conti, ma a livello juniores. Ormai il "collo di bottiglia" arriva a livello allievi (15-16 anni) e non viene gestito dalle federazioni, ma in forma "privata", con tutto quello che ne consegue. Alla fine anche lo Swatt Club non è che sfugge a questo, anzi.

Quindi lo spazio per le federazioni si restringe, imho.

Sarà un bene? Non lo sarà? Boh, non lo so. Vedremo.

Poi sicuramente ci sono gli altri punti sollevati: sicurezza, appeal, etc...

In generale comunque mi sembra che le sfide siano le stesse di ogni altro settore: paesi di tradizione che fanno fatica nella transizione, con paesi emergenti che si fanno strada velocemente ed in modo aggressivo, e che proprio perché non di tradizione non hanno zavorre culturali e status quo da preservare, quindi molto più liberi.

Se avevi già detto tutto nella tesi...sorry :-)xxxx Ora mi costringi a leggerla....:prega: