Sul corriere a firma di Benarrigo (uno di queli "bravi") una serie di inesattezze e considerazioni sempliciotte. Credo che se un giornalista commentasse così il calcio sarebbe mandato a fare incidenti stradali in provincia.
Un "senza contratto" campione italiano: lo sconosciuto Conca vince a sorpresa
Ieri a Gorizia il ciclismo azzurro è rimbalzato indietro di cent'anni. Il titolo di campione italiano in linea professionisti
(no, campionati su strada elite, fosse stato campionato professionista lo Swatt Team non avrebbe potuto correre) è andato (meritatamente, sia chiaro) al 26enne lecchese Filippo Conca che ha battuto Covi e Pesenti. Conca tecnicamente è un senza contratto
(no, tecnicamente è un dilettante) gareggia con la maglia di un gruppo legato a un negozio di articoli sportivi
(no, bastava aprire il cellulare), lo Swatt team, che aggrega corridori "rimasti a piedi" permettendo loro di gareggiare solo in corse di seconda e terza fascia
(qua siamo allo spannometro ma nella brevità dell'articolo ci può stare). Era dai ruggenti anni trenta che un "isolato"
(ancora...è un dilettante, ed erano in 5 in gara della stessa squadra) non vinceva il tricolore vestito da atleti del calibro di Bartali, Coppi, Gimondi, Moser e Nibali tra gli altri. Il lecchese è stato bravo ad approfittare di avversari stanchi con il grande favorito Milan che ha ceduto nel finale
(Benarrigo non ha visto la gara). Il suo successo, però, segna il momento di massima depressione del nostro ciclismo
(qui si può discutere ma è una bella lotta con i mondiali di Zurigo), incapace di onorare un appuntamento da sempre centrale nel calendario: se non troverà una squadra diversa dal meritevole Swatt club, Conca non potrà indossare il tricolore. Qualcosa non funziona nel
reclutamento per le prove di campionato degli azzurri, (cosa?) la federciclismo e una Lega professionistica di cui non sono chiari gli intenti devono fare una profonda riflessione