Pro stagione 2025

dinute

Maglia Iridata
13 Maggio 2009
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Esatto,
se non sbaglio @Brambo88 ha detto che Conca ha subito un controllo a sorpresa proprio qualche settimana fa.
Quelli in gara ieri ad esclusione di graffuri sono già all’interno del sistema Adams e quindi del passaporto biologico. Compresi controlli a sorpresa. Graffuri entrerà dopo il risultato di ieri, credo. La squadra dilettantistica ha potuto correre la prova élite perché in stagione ha ottenuto più di 5 punti UCI (quindi in gare 1.2)
 
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dinute

Maglia Iridata
13 Maggio 2009
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Sul corriere a firma di Benarrigo (uno di queli "bravi") una serie di inesattezze e considerazioni sempliciotte. Credo che se un giornalista commentasse così il calcio sarebbe mandato a fare incidenti stradali in provincia.

Un "senza contratto" campione italiano: lo sconosciuto Conca vince a sorpresa

Ieri a Gorizia il ciclismo azzurro è rimbalzato indietro di cent'anni. Il titolo di campione italiano in linea professionisti (no, campionati su strada elite, fosse stato campionato professionista lo Swatt Team non avrebbe potuto correre) è andato (meritatamente, sia chiaro) al 26enne lecchese Filippo Conca che ha battuto Covi e Pesenti. Conca tecnicamente è un senza contratto (no, tecnicamente è un dilettante) gareggia con la maglia di un gruppo legato a un negozio di articoli sportivi (no, bastava aprire il cellulare), lo Swatt team, che aggrega corridori "rimasti a piedi" permettendo loro di gareggiare solo in corse di seconda e terza fascia (qua siamo allo spannometro ma nella brevità dell'articolo ci può stare). Era dai ruggenti anni trenta che un "isolato" (ancora...è un dilettante, ed erano in 5 in gara della stessa squadra) non vinceva il tricolore vestito da atleti del calibro di Bartali, Coppi, Gimondi, Moser e Nibali tra gli altri. Il lecchese è stato bravo ad approfittare di avversari stanchi con il grande favorito Milan che ha ceduto nel finale (Benarrigo non ha visto la gara). Il suo successo, però, segna il momento di massima depressione del nostro ciclismo (qui si può discutere ma è una bella lotta con i mondiali di Zurigo), incapace di onorare un appuntamento da sempre centrale nel calendario: se non troverà una squadra diversa dal meritevole Swatt club, Conca non potrà indossare il tricolore. Qualcosa non funziona nel reclutamento per le prove di campionato degli azzurri, (cosa?) la federciclismo e una Lega professionistica di cui non sono chiari gli intenti devono fare una profonda riflessione
 

jan80

Ammiraglia
3 Marzo 2008
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Colnago
Che poi oggi fa sorridere che sembra abbia vinto un'amatore.......ma ci si dimentica che solo 2 anni fa sempre al campionato italiano vinto da Velasco,Conca era arrivato 8° sempre davanti a Ganna o gente come Scaroni e Battistella......
Ripeto,la cosa strana era che Conca non avesse contratto a 26 non chee abbia vinto un italiano,dove si sono allineati i pianeti ed ha fatto il colpaccio!!!
Perchè sembra quasi che domenica abbiano corso e dominato gente che va a fare solo GF,cosa che non è cosi e pure lo stesso Gaffuri sta dimostrando di essere completamentee diverso a 2 anni fa.
 

marcus989

Apprendista Scalatore
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Carrera Estremo
Sul corriere a firma di Benarrigo (uno di queli "bravi") una serie di inesattezze e considerazioni sempliciotte. Credo che se un giornalista commentasse così il calcio sarebbe mandato a fare incidenti stradali in provincia.

Un "senza contratto" campione italiano: lo sconosciuto Conca vince a sorpresa

Ieri a Gorizia il ciclismo azzurro è rimbalzato indietro di cent'anni. Il titolo di campione italiano in linea professionisti (no, campionati su strada elite, fosse stato campionato professionista lo Swatt Team non avrebbe potuto correre) è andato (meritatamente, sia chiaro) al 26enne lecchese Filippo Conca che ha battuto Covi e Pesenti. Conca tecnicamente è un senza contratto (no, tecnicamente è un dilettante) gareggia con la maglia di un gruppo legato a un negozio di articoli sportivi (no, bastava aprire il cellulare), lo Swatt team, che aggrega corridori "rimasti a piedi" permettendo loro di gareggiare solo in corse di seconda e terza fascia (qua siamo allo spannometro ma nella brevità dell'articolo ci può stare). Era dai ruggenti anni trenta che un "isolato" (ancora...è un dilettante, ed erano in 5 in gara della stessa squadra) non vinceva il tricolore vestito da atleti del calibro di Bartali, Coppi, Gimondi, Moser e Nibali tra gli altri. Il lecchese è stato bravo ad approfittare di avversari stanchi con il grande favorito Milan che ha ceduto nel finale (Benarrigo non ha visto la gara). Il suo successo, però, segna il momento di massima depressione del nostro ciclismo (qui si può discutere ma è una bella lotta con i mondiali di Zurigo), incapace di onorare un appuntamento da sempre centrale nel calendario: se non troverà una squadra diversa dal meritevole Swatt club, Conca non potrà indossare il tricolore. Qualcosa non funziona nel reclutamento per le prove di campionato degli azzurri, (cosa?) la federciclismo e una Lega professionistica di cui non sono chiari gli intenti devono fare una profonda riflessione
Sembra scritto da una IA
 

gibo2007

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Canyon
Sul corriere a firma di Benarrigo (uno di queli "bravi") una serie di inesattezze e considerazioni sempliciotte. Credo che se un giornalista commentasse così il calcio sarebbe mandato a fare incidenti stradali in provincia.

Un "senza contratto" campione italiano: lo sconosciuto Conca vince a sorpresa

Ieri a Gorizia il ciclismo azzurro è rimbalzato indietro di cent'anni. Il titolo di campione italiano in linea professionisti (no, campionati su strada elite, fosse stato campionato professionista lo Swatt Team non avrebbe potuto correre) è andato (meritatamente, sia chiaro) al 26enne lecchese Filippo Conca che ha battuto Covi e Pesenti. Conca tecnicamente è un senza contratto (no, tecnicamente è un dilettante) gareggia con la maglia di un gruppo legato a un negozio di articoli sportivi (no, bastava aprire il cellulare), lo Swatt team, che aggrega corridori "rimasti a piedi" permettendo loro di gareggiare solo in corse di seconda e terza fascia (qua siamo allo spannometro ma nella brevità dell'articolo ci può stare). Era dai ruggenti anni trenta che un "isolato" (ancora...è un dilettante, ed erano in 5 in gara della stessa squadra) non vinceva il tricolore vestito da atleti del calibro di Bartali, Coppi, Gimondi, Moser e Nibali tra gli altri. Il lecchese è stato bravo ad approfittare di avversari stanchi con il grande favorito Milan che ha ceduto nel finale (Benarrigo non ha visto la gara). Il suo successo, però, segna il momento di massima depressione del nostro ciclismo (qui si può discutere ma è una bella lotta con i mondiali di Zurigo), incapace di onorare un appuntamento da sempre centrale nel calendario: se non troverà una squadra diversa dal meritevole Swatt club, Conca non potrà indossare il tricolore. Qualcosa non funziona nel reclutamento per le prove di campionato degli azzurri, (cosa?) la federciclismo e una Lega professionistica di cui non sono chiari gli intenti devono fare una profonda riflessione
"LO SVUOT CLEB" cit.
 
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Zugnajima#11

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Sul corriere a firma di Benarrigo (uno di queli "bravi") una serie di inesattezze e considerazioni sempliciotte. Credo che se un giornalista commentasse così il calcio sarebbe mandato a fare incidenti stradali in provincia.

Un "senza contratto" campione italiano: lo sconosciuto Conca vince a sorpresa

Ieri a Gorizia il ciclismo azzurro è rimbalzato indietro di cent'anni. Il titolo di campione italiano in linea professionisti (no, campionati su strada elite, fosse stato campionato professionista lo Swatt Team non avrebbe potuto correre) è andato (meritatamente, sia chiaro) al 26enne lecchese Filippo Conca che ha battuto Covi e Pesenti. Conca tecnicamente è un senza contratto (no, tecnicamente è un dilettante) gareggia con la maglia di un gruppo legato a un negozio di articoli sportivi (no, bastava aprire il cellulare), lo Swatt team, che aggrega corridori "rimasti a piedi" permettendo loro di gareggiare solo in corse di seconda e terza fascia (qua siamo allo spannometro ma nella brevità dell'articolo ci può stare). Era dai ruggenti anni trenta che un "isolato" (ancora...è un dilettante, ed erano in 5 in gara della stessa squadra) non vinceva il tricolore vestito da atleti del calibro di Bartali, Coppi, Gimondi, Moser e Nibali tra gli altri. Il lecchese è stato bravo ad approfittare di avversari stanchi con il grande favorito Milan che ha ceduto nel finale (Benarrigo non ha visto la gara). Il suo successo, però, segna il momento di massima depressione del nostro ciclismo (qui si può discutere ma è una bella lotta con i mondiali di Zurigo), incapace di onorare un appuntamento da sempre centrale nel calendario: se non troverà una squadra diversa dal meritevole Swatt club, Conca non potrà indossare il tricolore. Qualcosa non funziona nel reclutamento per le prove di campionato degli azzurri, (cosa?) la federciclismo e una Lega professionistica di cui non sono chiari gli intenti devono fare una profonda riflessione
Complimenti vivissimi per l'articolo...
 

bradipus

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Sul corriere a firma di Benarrigo (uno di queli "bravi") una serie di inesattezze e considerazioni sempliciotte. Credo che se un giornalista commentasse così il calcio sarebbe mandato a fare incidenti stradali in provincia.

Un "senza contratto" campione italiano: lo sconosciuto Conca vince a sorpresa

Ieri a Gorizia il ciclismo azzurro è rimbalzato indietro di cent'anni. Il titolo di campione italiano in linea professionisti (no, campionati su strada elite, fosse stato campionato professionista lo Swatt Team non avrebbe potuto correre) è andato (meritatamente, sia chiaro) al 26enne lecchese Filippo Conca che ha battuto Covi e Pesenti. Conca tecnicamente è un senza contratto (no, tecnicamente è un dilettante) gareggia con la maglia di un gruppo legato a un negozio di articoli sportivi (no, bastava aprire il cellulare), lo Swatt team, che aggrega corridori "rimasti a piedi" permettendo loro di gareggiare solo in corse di seconda e terza fascia (qua siamo allo spannometro ma nella brevità dell'articolo ci può stare). Era dai ruggenti anni trenta che un "isolato" (ancora...è un dilettante, ed erano in 5 in gara della stessa squadra) non vinceva il tricolore vestito da atleti del calibro di Bartali, Coppi, Gimondi, Moser e Nibali tra gli altri. Il lecchese è stato bravo ad approfittare di avversari stanchi con il grande favorito Milan che ha ceduto nel finale (Benarrigo non ha visto la gara). Il suo successo, però, segna il momento di massima depressione del nostro ciclismo (qui si può discutere ma è una bella lotta con i mondiali di Zurigo), incapace di onorare un appuntamento da sempre centrale nel calendario: se non troverà una squadra diversa dal meritevole Swatt club, Conca non potrà indossare il tricolore. Qualcosa non funziona nel reclutamento per le prove di campionato degli azzurri, (cosa?) la federciclismo e una Lega professionistica di cui non sono chiari gli intenti devono fare una profonda riflessione
Anche sul titolo ci sarebbe qualcosa da dire...
1751358029478.png

Mi piacerebbe sapere quali sarebbero questi 'presunti campioni'... di quelli che hanno preso il via domenica, tolti Milan (che ha fatto una buona prova su un percorso non adatto a lui) e Ganna, quali altri corridori che militano in squadre WT partono anche solo occasionalmente come capitani in gare di livello almeno discreto? Tolte alcune 'vecchie glorie', oramai sulla strada del prepensionamento dopo aver dato tanto al ciclismo nostrano (Viviani, Trentin, De Marchi, Ulissi, Caruso: grazie per tutto quello che avete fatto nelle vostre splendide carriere!), mi pare che tutti, chi più chi meno, siano abituati a fare (quasi sempre bene, peraltro) dell'onesto gregariato...
 

Masao1

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Anche sul titolo ci sarebbe qualcosa da dire...
Vedi l'allegato 493120

Mi piacerebbe sapere quali sarebbero questi 'presunti campioni'... di quelli che hanno preso il via domenica, tolti Milan (che ha fatto una buona prova su un percorso non adatto a lui) e Ganna, quali altri corridori che militano in squadre WT partono anche solo occasionalmente come capitani in gare di livello almeno discreto? Tolte alcune 'vecchie glorie', oramai sulla strada del prepensionamento dopo aver dato tanto al ciclismo nostrano (Viviani, Trentin, De Marchi, Ulissi, Caruso: grazie per tutto quello che avete fatto nelle vostre splendide carriere!), mi pare che tutti, chi più chi meno, siano abituati a fare (quasi sempre bene, peraltro) dell'onesto gregariato...
Dai, sinceramente Diego Ulissi poteva tranquillamente ambire a vestire la maglia tricolore....
 

bradipus

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Dai, sinceramente Diego Ulissi poteva tranquillamente ambire a vestire la maglia tricolore....
Certo, e anche qualcuno degli altri che ho citato. Però non definirei 'campione' di chi magari lo è stato, o è stato vicino ad esserlo, ed ora è alla fine di un'onesta e gloriosa carriera (Ulissi compirà trentasei anni tra un paio di settimane).
 

Masao1

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Certo, e anche qualcuno degli altri che ho citato. Però non definirei 'campione' di chi magari lo è stato, o è stato vicino ad esserlo, ed ora è alla fine di un'onesta e gloriosa carriera (Ulissi compirà trentasei anni tra un paio di settimane).
Si certo, il discorso se vogliamo associarlo alle parole dell'articolo, ok, ci sta. Ma Ulissi secondo me quest'anno la maglia tricolore aveva un po' il dovere di prenderla.... E non possiamo dire che a 36 anni sia un corridore da buttare, anzi, quest'anno ha vestito la maglia rosa, ha vinto il giro dell'Appennino. Mi sembra ancora un corridore che potesse tranquillamente ambire al tricolore
 
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grimpeur75

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Anche sul titolo ci sarebbe qualcosa da dire...
Vedi l'allegato 493120

Mi piacerebbe sapere quali sarebbero questi 'presunti campioni'... di quelli che hanno preso il via domenica, tolti Milan (che ha fatto una buona prova su un percorso non adatto a lui) e Ganna, quali altri corridori che militano in squadre WT partono anche solo occasionalmente come capitani in gare di livello almeno discreto? Tolte alcune 'vecchie glorie', oramai sulla strada del prepensionamento dopo aver dato tanto al ciclismo nostrano (Viviani, Trentin, De Marchi, Ulissi, Caruso: grazie per tutto quello che avete fatto nelle vostre splendide carriere!), mi pare che tutti, chi più chi meno, siano abituati a fare (quasi sempre bene, peraltro) dell'onesto gregariato...
Infatti ha messo presunti tra parentesi…x dire che campioni nn sono…Milan a parte probabilmente che è un signor velocista ma basta una salitella un po più dura x farlo fuori…
 

turo91

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9 Ottobre 2015
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Infatti ha messo presunti tra parentesi…x dire che campioni nn sono…Milan a parte probabilmente che è un signor velocista ma basta una salitella un po più dura x farlo fuori…

Oddio non direi, per essere un velocista regge molto bene, quando salta lui di solito gli altri velocisti sono già belli e che saltati.
Anche agli italiani ha fatto un recupero notevole in salita
 

mikimetal91

Velocista
10 Agosto 2010
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Pellegrino proto01
per me, i ciclisti "top" in Italia sono:
Milan agli sprint, per me 2° al mondo al momento
Ganna a crono, sempre per me 2° a crono al momento
Pellizzari nei GT, 8°-10° al mondo ad oggi ma con grosse prospettive.


Come punte non siamo messi bene ma neanche malissimo, ci manca un Bettini per le classiche rispetto ai tempi d'oro ma ci sono nazioni come la Francia che si leccherebbero i gomiti per essere nella nostra situazione.
Quello che ci manca è il movimento, perchè dietro a loro 3 c'è il nulla cosmico
 

pastronef

Apprendista Velocista
22 Luglio 2009
1.516
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ciclicamente leggo notizie sulla crisi del ciclismo pro italiano, sull'assenza di squadre, di basi, di un progetto. sono il meno nazionalista che ci sia, non guardo la bandiera tipo De Luca ;pirlùn^e la crisi del ciclismo italiano non mi tocca minimanente, non sento la mancanza di una squadra WT o di un nuovo Nibali, non necessito di vedere un corridore italiano per appassionarmi alle corse.
ma ogni tanto mi domando "se io, da tifoso, da appassionato, fossi preoccupato per questa cosa, per la crisi del movimento italiano, cosa potrei fare? cosa può fare di concreto il tifoso italiano?"
 
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bradipus

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Si certo, il discorso se vogliamo associarlo alle parole dell'articolo, ok, ci sta. Ma Ulissi secondo me quest'anno la maglia tricolore aveva un po' il dovere di prenderla.... E non possiamo dire che a 36 anni sia un corridore da buttare, anzi, quest'anno ha vestito la maglia rosa, ha vinto il giro dell'Appennino. Mi sembra ancora un corridore che potesse tranquillamente ambire al tricolore
Il mio discorso era proprio riferito al titolo, appunto... Ulissi vicino ad essere un campione lo è stato un po' di anni fa, oggi non lo definirei certo tale, anche se ha appena vinto un giro dell'Appennino (battendo un ucraino di una squadra continental: le corse, come le cose in genere, vanno sempre contestualizzate).
Per il ciclismo italiano ritengo sia comunque meglio che il titolo lo abbia vinto un ventiseienne che potrebbe rilanciarsi ed avere qualche chance in più per il proseguimento della carriera, rispetto ad un trentaseienne che quello che poteva dare lo ha già dato.