Oggi in TV vedevo che molti degli odierni manubri aero non consentono più la presa centrale e di tirare ai lati della zona di congiunzione con l'attacco. I corridori tenevano, più o meno obbligati, sempre le mani sui comandi anche con le pendenze oltre la doppia cifra.
Forse l'hanno sempre fatto, anche se io ricordo qualche professionista a tirare con le mani in presa centrale, ma il problema si pone per gli amatori, evoluti e non, visto che alcune biciclette hanno quel tipo di manubrio aero come scelta obbligata, essendo una prosecuzione del telaio stesso: tutti a scalare con le mani sui comandi anche con pendenze al 10% e più?
Un amatore in sella alla Colnago di Pogacar o alla Cervelo di Vingegaard, con quei manubri che sono utilizzabili solo dai comandi
o in presa bassa, davvero pedalerebbe bene con certe pendenze ostiche?
La presa centrale, soprattutto quella stretta (tipo crono) è quella che offre la maggiore rigidità, la maggiore efficienza e il maggiore confort quando ti devi aggrappare al manubrio sulle salite impervie, io non rinuncerei al mio manubrio Deda 35 che svolge un ottimo lavoro
con la sua sezione frontale maggiorata (fregandosene dell'aerodinamica) quando devo tirarlo per contrastare la gravità.
Mi sembra che questa aerodinamica esasperata (come gli studi di Cervelo sul flusso d'aria che deve attraversare il manubrio altrimenti non vai forte) tolga qualcosa, molto, alla fruibilità della bicicletta in situazioni diverse dal pedalare a determinate velocità, soprattutto per gli amatori.