News Pinarello lancia la nuova generazione della serie F

albertissimo

Passista
1 Settembre 2008
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Cannondale S6 Dura Ace
Per me la concorrenza, se leale, è sempre un bene.

Temo però che non farà scendere di molto i prezzi, nel senso che a parte il marketing (che comunque si paga su una bici di marchi noti) se ad un telaio per il mercato cinese inizi a metterci una rete di distribuzione europea, dei centri di assistenza nei vari paesi, dei distributori, dei magazzini ricambi che garantiscono l’assistenza di un determinato prodotto… il prezzo per forza di cose salirà. Non sarà a livello dei premium ma non sarà nemmeno così esageratamente basso.

Il problema del costo delle bici ce lo stiamo creando noi. Perché dei top di gamma non abbiamo bisogno.

Quando correvo e le bici me le dava la squadra io avevo solo top di gamma. Erano in comodato d’uso, andavano bene. Noi avevamo il Record e le Bora in carbonio, c’era chi aveva il Chorus e le ruote in alluminio e cambiava già poco allora. Ed eravamo dilettanti.

Figurati oggi che siamo amatori. Io ho una Prince del 2022, comprata 1 anno fa (credo smaltissero le scorte delle garanzie). Doveva essere Ultegra ed è arrivata con mezzo Dura Ace perché avevano finito i pezzi Ultegra 11V.

Potrei permettermi una dogma o un SWorks? Certo ma cosa me ne faccio? Non arrivo a 5 watt/kg di ftp
. Per me la bici è uno strumento, come le scarpe, il casco o le ruote. Mi porta in giro, non sono io che porto in giro lei per fare il figo al bar. Anche perché poi i soldi vanno anche spesi per pedali con misuratore, Garmin, scarpe, abbigliamento. Mi fa sicuramente andare meglio avere scarpe comode anche se costano 300 euro o 4/5 completi di abbigliamento veramente ben fatto.

Dovessi cambiarla domani mi compro una F5 con il 105di2. E già sono tanti soldi per una cosa che è più che sufficiente per me le mie esigenze.
Questo è un bel discorso sensato e che farei anche io. Complimenti.
TUTTAVIA, (e lo dico io che ho una Supersix hm montata Dura Ace 10v e ruote in alluminio Fulcrum Racing 0 Competizione dell'anno 2011 -le ruote sono più recenti perchè le Mavic di primo montaggio le ho usurate sulle piste frenanti) quando dovrò cambiare bici per raggiunta usura del mezzo, PURTROPPO (lo dico per me) prenderei una bici montata al top di un marchio top. Forse le ruote le prenderei asiatiche (ma sempre il top) se non riesco ad avere delle ruote italiane per dei canali che conosco.

Perchè ci ho tenuto a dire questo? Perchè alla fine è un bene voluttuario che ci induce a scelte emotive e non sempre (anzi quasi mai) razionali.
Verissimo che le nostre (le mie, in particolari) prestazioni non richiedono lo stesso materiale dei professionisti, ma vuoi mettere l'emozione di aprire il garage e vedere la nostra amata là, pronta a portarci in giro (come dici giustamente Tu).
Pensa che questa emozione la provo con la mia che oramai vedo da 15 anni e che apprezzo esteticamente come il primo giorno.
Anzi di più perchè oltre ad essere bella ha accumulato esperienze assieme a me ed emozioni belle (qualcuna anche di brutta).
Lo so, sono un sentimentale.

Tutto questo pippone per dire che la razionalità ci porterebbe a dover dire che una Pinarello F5 con 105di2 è ampiamente sufficiente ma l'irrazionalità ci porta a prendere decisioni diametralmente opposte.
Ovviamente volendo e soprattutto potendo spendere una somma importante per una bici da corsa.

Questi meccanismi sono ben conosciuti dalle case produttrici che compilano i loro listini in maniera sapiente.

Poi non dimentichiamoci che il Covid ha portato un'ondata di nuovi ciclisti (che forse si sta un po' esaurendo) e che quindi la platea si è estesa ricomprendendo statisticamente anche soggetti altospendenti (che brutta parola) che hanno fatto sballare i listini.

Sono molto curioso di vedere come la situazione dei marchi tradizionali e di quelli orientali si evolverà nei prossimi anni.
 

JamesHunt

via col vento
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Credo sia tutta una questione di come uno vede la bici.

Se parliamo di possesso di un bene è ovvio che una top di gamma appaga. E' come andare in giro su una Golf o su una Porsche Carerra rispettando il codice della strada, ovvero non guadagnando nulla in termini di prestazioni.

Personalmente non vedo la bici come un bene da sfoggiare o che mi possa appagare (magari lo faccio con altro, assolutamente anche quello non necessario).

La bici è uno degli strumenti che uso per fare il mio sport, mi deve appagare, ma devo anche essere in grado di metterci le mani sopra (per questo al momento non sento l'esigenza di dischi o elettronico).

Ci sta che alla partenza del giro o alla pausa caffè le varie S-works o Dogma o V5rs siano una cosa diversa.

Però a me interessa divertirmi con il mio sport, il che vuol dire andare a fare anche un pò di prestazione. E quella non la fai con il mezzo.

La fai con la preparazione. Se ti bruci tutto per la top di gamma e poi non tocchi la bici per tutto l'inverno perchè i rulli costano cari, Zwift è una ladrata, il power meter serve a nulla. Per non parlare di quelli che hanno 2 salopette usurate (ma Assos sia chiaro) e le scarpe da 50 euro. Che non usano le barrette carbo perchè costano un botto e quelle del supermecato più o meno sono la stessa cosa.
 
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andry96

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Ma sei sicuro?

So che in passato Colnago si era affidato a Giant ma parliamo di 20 anni fa. Le bici da crono erano praticamente le stesse.

Poi magari la partnership continua, anche perchè Giant è un colosso e sicuramente ha una produzione "conto terzi". Come vediamo però i comparti sono abbastanza stagni.
Si
Giant è il piu grosso terzista del settore in pratica
E addict rc e tcr sl
 
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JamesHunt

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Se non ci fossero queste, chiamiamole sinergie anche se non lo sono, quanto costerebbe e come sarebbe oggi un telaio top Colnago? Per rimanere momentaneamente sul quel Marchio. Ancora col carbitubo ? :mrgreen:

Direi che dovresti prendere come riferimento un OM (Officine Mattio). Che fa produrre i telai a Pedemonte.

Però a quello va sommato il marketing e la ricerca e sviluppo. Prezzi insostenibili. Già oggi costano più dei marchi premium.
 

mika

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Direi che dovresti prendere come riferimento un OM (Officine Mattio). Che fa produrre i telai a Pedemonte.

Però a quello va sommato il marketing e la ricerca e sviluppo. Prezzi insostenibili. Già oggi costano più dei marchi premium.
Oppure tipo Sarto, che dicono produrre in Italia.


Comunque la produzione in carbonio l'abbiamo tentata anche con loro...
 

Fill

Passista
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Oppure tipo Sarto, che dicono produrre in Italia.


Comunque la produzione in carbonio l'abbiamo tentata anche con loro...
Sarto fa tutto internamente,
Acquista solo la pelle di composito, poi ha tutto il ciclo interno compreso autoclave.
Sarto da questo punto di vista, ha la fortuna di essere in un territorio che se attraversa la strada ha solo da scegliere chi gli fa lo stampo.
Dietro casa una degli R&D piu' quotati in Europa per settore ciclo, se poi non dovesse piacergli quella soluzione ne ha diverse altre nel raggio di 40-50km compreso chi fa le Grafiche a Giant.....

Ma Sarto è un Artigiano con 10-15 dipendenti...
C'entra assolutamente nulla con Aziende di cui stiamo parlando.
 

JamesHunt

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Il problema degli artigiani italiani è che non si possono permettere gli studi aerodinamici (oltre che la manodopera a basso costo). Quello dei telaisti cinesi ad oggi è che sono sicuramente in possesso delle tecnologie per lavorare la fibra di carbonio ottimamente e a prezzi competitivi.

Ma l'innovazione nella bici negli ultimi anni è stata aerodinamica in primis. Ok i raggi in carbonio, quando e se saranno una tecnologia su cui puntare i grandi brand ci metteranno 5 minuti a produrle. Idem compomenti ultraleggeri.

Se però guardiamo la direzione che stanno prendendo le bici, dalle dimensioni dei cerchi alla forma dei telai da chi arrivano le innovazioni?

Pinarello che avuto un sacco di know-how dalla collaborazione con Sky e Jaguar

Specialized che produce una bici all round spettacolare come la Tarmac

Colnago che ora può sfruttare centri emiratini di aerodinamica e CFD

Cervelo

Factor che nasce proprio nella terra dell'aerodinamica pura

Giant che è un colosso ma siamo già qualche step indietro

I telaisti cinesi (buona parte) si ispirano a... al momento saltano a pie pari tutte le complicazioni del perchè la bici a cui si ispirano è così.

Quando inizieranno ad innovare veramente potranno dire la loro.

Io di una simil Specialized SL8 ottimizzata in leggerezza me ne faccio poco. Sono certo che Specialized ha avuto centinaia di feedback sul perchè la SL8 deve essere così, sia da atleti che da chi l'ha progettata. Avessero voluto farla 100 grammi più leggeri lo facevano ma a scapito di qualcosa.
 

Bond

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C'è assolutamente scritto sopra che è fatta a Taiwan.

Il fatto che un telaio sia prodotto a Taiwan o a Busto Arsizio a me cambia relativamente poco. Quel telaio è stato sviluppato, progettato, testato, sono state date istruzioni sulla posa delle pelli di carbonio, sulle tolleranze, sugli spessori. Insomma c'è dietro solo la manodopera più che altro perchè le aziende specializzate e più all'avanguardia sulla lavorazione del carbonio arrivano da li.

Ma stampare un telaio è relativamente semplice e poco oneroso. Quello che costa è svilupparlo.

Colnago era rimasta un pò indietro. Ora che ha i soldi UAE e le competenze, guarda come sono cambiate le bici.

In linea di principio sarei d'accordo, ma per esperienza diretta ti posso assicurare che per studiare/sviluppare/testare/migliorare un prodotto è necessario essere a strettissimo contatto (anche fisico) con la produzione.

Altrimenti il "made in Italy" di cui tanto ci facciamo vanto diventa solo una formula vuota...
Le vere competenze le acquisisce chi invece si "sporca ancora le mani" con la produzione.

Noi potremo magari essere ancora i più bravi a proporre i colori più accattivanti per i nostri telai, ma per progettarli/svilupparli ci dobbiamo necessariamente appoggiare a chi ha le competenze (ed i macchinari) per produrli.
 
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JamesHunt

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In linea di principio sarei d'accordo, ma per esperienza diretta ti posso assicurare che per studiare/sviluppare/testare/migliorare un prodotto è necessario essere a strettissimo contatto (anche fisico) con la produzione.

Altrimenti il "made in Italy" di cui tanto ci facciamo vanto diventa solo una formula vuota...
Le vere competenze le acquisisce chi invece si "sporca ancora le mani" con la produzione.

Noi potremo magari essere ancora i più bravi a proporre i colori più accattivanti per i nostri telai, ma per progettarli/svilupparli ci dobbiamo necessariamente appoggiare a chi ha le competenze (ed i macchinari) per produrli.

Infatti Pinarello ad esempio ha una sorta di “antenna tecnologica” a Taiwan. Nel senso che a quanto so io ha rapporti con fornitori che lavorano praticamente in esclusiva per lei (infatti prodotti cinesi simili non ne trovi molti). Probabilmente ci ha anche smenato soldi per sviluppare queste aziende. Infatti Pinarello stesso non si dice affatto preoccupato della fedeltà dei suoi partner

Specialized credo sia avvantaggiata dal fatto che fa parte di Merida.

Colnago si appoggia a Giant.

Trek non ne ho idea ma potrebbe avere anche lei una sorta di antenna tecnologica la.

Ovvio sono rimasti fuori marchi storici italiani che oggi si limitano purtroppo a comprare prodotti ottimi ma non sviluppati da loro.
 
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Ser pecora

Diretur
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Pinarello che avuto un sacco di know-how dalla collaborazione con Sky e Jaguar

Specialized che produce una bici all round spettacolare come la Tarmac

Colnago che ora può sfruttare centri emiratini di aerodinamica e CFD

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Factor che nasce proprio nella terra dell'aerodinamica pura

Giant che è un colosso ma siamo già qualche step indietro

I telaisti cinesi (buona parte) si ispirano a... al momento saltano a pie pari tutte le complicazioni del perchè la bici a cui si ispirano è così.

Ma smetterla di inventare cose a caso no? :roll: