Boh, sono consapevole di essere strano, ma a me queste "imprese" inutili e fini a se stesse continuano sempre ad affascinare...
A me sono sempre piaciute le imprese inutili e fini a se stesse, ma ormai non è che se ne vedano più tante di "fini a se stesse": sono tutte sponsorizzate, reclamizzate, col vlog quotidiano e video finale a celebrazione.
YT trabocca di "imprese" di gente che ha "ritrovato se stessa" facendo questo e quello, o di altri che hanno fatto il record del record, inventandoselo di sana pianta, tipo la più veloce traversata da Varallo Pombia a Bojano...
La tizia che menziono nell'articolo non aveva certo il vlog quotidiano nel '38, ma la memoria dell'impresa resta. Anche perché non è che perché uno pedala deve anche avere qualcosa di interessante da dire ogni giorno...
Quindi per me va benissimo che uno voglia fare l'impresa: vai e pedala. Poi alla fine sono anche contento di sentire il racconto finale. Se invece uno per fare l'impresa di 2 mesi ne passa prima 12 a cercare gli sponsor per me sta facendo un lavoro.
Se poi uno ha bisogno di giustificare l'impresa con la scusa che raccoglie fondi per i malati di deficit di alfa-antripsina idem: sta solo coprendo una cosa inutile con il tappeto della beneficenza. Togliendo, per me, ogni senso all'impresa inutile (che ha senso proprio perché inutile) di cui in realtà si vergogna, perché oggi è veramente "inutile", nel senso più dispregiativo, se non ci metti i soldi di mezzo. Che per me è tristissimo.
Tant'è che ormai si "monetizzano" anche le foto dei piedi.