Ni... anzi, su questo non sono d'accordo: in moto posso contare su una ciclistica di prim'ordine, dei freni degni di tal nome, di pneumatici di sezione adeguata e, last but not least, di tutti gli aiuti del caso come ABS (utilissimo in caso di emergenza) e altro. In bici mi sento MOLTO più instabile e, anche scendendo a "soli" 50 km/h in discesa, inizio a frenare con un km di anticipo se una vettura mette fuori il muso da una strada laterale. In moto, nonostante la velocità superiore, riesci ad intervenire prima e con maggiore efficacia.Direi che l'unico vantaggio che ha un motociclista (anche ex), è l'abitudine a prendere decisioni in fretta, decisamente più in fretta che non in bici, perchè quello che accade avviene dannatamente presto.
Ovviamente non mi riferisco al viaggiare ai 200 in una strada con limite 50 (qui ci credo che è tutto più veloe) ma a tenere una velocità "ragionevole", ancorché superiore ai limiti.
Qui sfondi una porta aperta. Un buon 80% di motocilisti non è in grado di guidare decentemente. Li trovi spessissimo a tagliare le curve, invadendo la corsia opposta sia allargando in entrata (curve a dx), sia in percorrenza tagliando proprio la curva (curva a sx) ma anche in uscita terminando tutto a sinistra (curve a dx). Io non sono un santo, sono consapevole di violare spesso il CdS (velocità e sorpassi) ma su una cosa proprio non transigo: MAI invadere la corsia opposta e non tagliare le curve! Nemmeno quando c'è piena visibilità.Per il resto, vedendo come la maggioranza di loro affronta le curve, direi che sarebbe meglio arrivare al ciclismo "vergini".
Purtroppo, noto con molto dispiacere che tale condotta di guida è attuata indifferentemente da tutti gli utenti della strada: oltre alle moto anche auto e pure bici. Più di una volta ho rischiato un frontale trovandomi una moto, un'auto ma anche una bici nelle mia corsia in curva.

