Bisognerebbe aggiornarlo il codice della strada, ad esempio inserendo i "ciclisti sportivi". Che una squadra delle giovanili o di pro debba sottostare alle stesse regole della sciura Maria con il cestino ed il campanello è senza senso.
A meno che non si voglia mettere fuori legge il ciclismo sportivo (quantomeno di gruppo) su strade aperte*. Allora basta dirlo ed agire di conseguenza.
Di fatto è vero che in pratica è già fuori legge: fila indiana obbligatoria fuori dai centri urbani (nei centri urbani invece in 2 si può

), campanelli, catarinfrangenti, distanze di sicurezza, gruppi numerosi vietati...se si rispettassero alla lettera l'attività su strada di n centinaia di società cesserebbe all'istante.
*per certi versi assurdo, ma per me se ne può anche parlare. Il contesto attuale è talmente ostile alla pratica e pericoloso per che tanto vale affrontarlo radicalmente.