Pogacar accorcia le pedivelle...WTF !!

andry96

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Io piu’ continuo a pensarci e piu’ credo che tenere fisso l’angolo del ginocchio a ore 3 (quindi alzare e arretrare) sia sbagliato.

Ore 3 infatti non è una posizione particolarmente significativa per gli angoli del ginocchio, non è ne’ la massima estensione ne’ la massima flessione, è solo un angolo intermedio che l’articolazione farebbe comunque un po’ piu’ su o un po’ piu’ giu’ a seconda di quanto avanziamo/arretriamo.
Ore 3 é il punto( circa) di massima spinta, quindi la fase fondamentale della pedalata
Il consiglio di alzare e arretrare é un tentativo per mantenere le cose più simili possibile nei punti di massima spinta E massima estensione, sfruttando quindi a pieno il vantaggio di apertura dell'anca

Ovviamente resta che non siamo macchine ma dei sistemi abbastanza complessi e le variabili sulla posizione sono tante, uno potrebbe aver necessità di ridurre la massima estensione ad esempio o preferire una variazione diversa di arretramento o avanzare la sella e togliere spessori
Quello su cui invece incide l’arretramento sella in modo specifico e’ la posizione del bacino e la distribuzione dei pesi, per cui secondo me la cosa giusta da fare è alzare e avanzare, per mantenere invariati questi fattori.
I pochi mm di variazione della posizione della sella dubito siano vagamente percepibili nella distribuzione dei pesi, anche perché nella guida poi il peso lo spostiamo nolto più sui pedali e manubrio che non sulla sella
 

canserbero

los tigres no andan en manada
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Io piu’ continuo a pensarci e piu’ credo che tenere fisso l’angolo del ginocchio a ore 3 (quindi alzare e arretrare) sia sbagliato.

Ore 3 infatti non è una posizione particolarmente significativa per gli angoli del ginocchio, non è ne’ la massima estensione ne’ la massima flessione, è solo un angolo intermedio che l’articolazione farebbe comunque un po’ piu’ su o un po’ piu’ giu’ a seconda di quanto avanziamo/arretriamo.

Quello su cui invece incide l’arretramento sella in modo specifico e’ la posizione del bacino e la distribuzione dei pesi, per cui secondo me la cosa giusta da fare è alzare e avanzare, per mantenere invariati questi fattori.
Sì, diciamo che quello che a me stride in tutta la faccenda è il fatto che implicitamente con il secondo metodo si passi sopra al fatto che l’arretramento ha ripercussioni sulla guida e sull’interazione del ciclista con sella e manubrio (cosa che Neil Stanbury, “il secondo metodo”, ha più volte fatto presente).
Ore 3 é il punto( circa) di massima spinta, quindi la fase fondamentale della pedalata
Il consiglio di alzare e arretrare é un tentativo per mantenere le cose più simili possibile nei punti di massima spinta E massima estensione, sfruttando quindi a pieno il vantaggio di apertura dell'anca
certamente questa è la spiegazione più ovvia e ragionevole a cui ho sempre dato credito
Ovviamente resta che non siamo macchine ma dei sistemi abbastanza complessi e le variabili sulla posizione sono tante, uno potrebbe aver necessità di ridurre la massima estensione ad esempio o preferire una variazione diversa di arretramento o avanzare la sella e togliere spessori
infatti, c’è sia da considerare come poi reagisce la caviglia che il posizionamento del bacino a seguito del feedback che ha il corpo circa la nuova percezione della distanza del manubrio (sopratutto se non si apportano variazioni in quel settore).
I pochi mm di variazione della posizione della sella dubito siano vagamente percepibili nella distribuzione dei pesi, anche perché nella guida poi il peso lo spostiamo nolto più sui pedali e manubrio che non sulla sella
Da quel che ho capito/provato, l’arretramento serve non solo a cambiare il reclutamento dei muscoli della gamba, ma anche per il comfort/sostenibilità della posizione in quanto permette di scaricare un po’ il peso dalle mani Ho volutamente fatto un esempio forzato, ma che credo sia in realtà molto “reale”. Di gente che è passata da 172.5 a 165 ce ne è (ammetto però che molti dei miei riferimenti sono anche i social), ma basti pensare ad una donna che prende una XS/S e si ritrova di base con pedivelle da 170mm e magari poi fa il passaggio ad un 160mm. Con il “secondo metodo” alzando e arretrando si va indietro di molto (indicativamente nell’ordine dei 7-10mm), mentre con il “primo metodo” l’arretramento sarebbe più contenuto (nell’ordine di 1-2mm). Che poi sia chiaro, io sto semplificando e facendo riferimento al “primo metodo” come il metodo che ha come scopo quello di preservare la distanza bacino-MC, ma è una mia interpretazione (ed il risultato finale nello short non si sa bene con quale logica sia stato raggiunto). Insomma, al momento to penso che il secondi metodo sia quello globalmente più ragionevole (sarebbe per me inoppugnabile se dal punto di vista teorico non avesse la capacità di mandarti col buco dello gnauss quasi sopra al mozzo posteriore :-) )
 
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Non ho capito il nesso, ti andrebbe di spiegare nuovamente il punto?
Partendo dal presupposto che se accorci le pedivelle in pratica per compensare le quote si dovrebbe alzare la sella e arretrarla in percentuale.. per ottenere grossomodo lo stesso risultato senza toccare altezza e arretramento sella avanzi il piede sul pedale cosicchè il bacino resta nella stessa posizione ma hai/avresti un apertura d'anca maggiore.
A mio avviso l'accorciamento pedivelle viene fatto in funzione di un minor uso di forza ma aumento delle rivoluzioni che sulle lunghe distanze affaticano meno la catena muscolare coinvolta.
 

canserbero

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Partendo dal presupposto che se accorci le pedivelle in pratica per compensare le quote si dovrebbe alzare la sella e arretrarla in percentuale.. per ottenere grossomodo lo stesso risultato senza toccare altezza e arretramento sella avanzi il piede sul pedale cosicchè il bacino resta nella stessa posizione ma hai/avresti un apertura d'anca maggiore.
A mio avviso l'accorciamento pedivelle viene fatto in funzione di un minor uso di forza ma aumento delle rivoluzioni che sulle lunghe distanze affaticano meno la catena muscolare coinvolta.
Intendi dire che se non modifichi altezza e arretramento andresti ad arretrare le tacchette? Poi sul minor utilizzo di forza può essere così dal punto di vista teorico, lato pratico bisogna vedere che quadra si trova con la rapportatura, sopratutto in salita
 

golias

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Intendi dire che se non modifichi altezza e arretramento andresti ad arretrare le tacchette? Poi sul minor utilizzo di forza può essere così dal punto di vista teorico, lato pratico bisogna vedere che quadra si trova con la rapportatura, sopratutto in salita
Beh si ovvio.. ma il rapporto lo guardi un funzione della coppia che riesci a sprigionare in teoria a un maggior numero di rivoluzioni risparmiando potenza.
 

Lumi

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Partendo dal presupposto che se accorci le pedivelle in pratica per compensare le quote si dovrebbe alzare la sella e arretrarla in percentuale.. per ottenere grossomodo lo stesso risultato senza toccare altezza e arretramento sella avanzi il piede sul pedale cosicchè il bacino resta nella stessa posizione ma hai/avresti un apertura d'anca maggiore.
A mio avviso l'accorciamento pedivelle viene fatto in funzione di un minor uso di forza ma aumento delle rivoluzioni che sulle lunghe distanze affaticano meno la catena muscolare coinvolta.
Secondo me cosi’ si fa solo casino.

La teoria che so io è che per prima cosa si sistemano le tacchette guardando alla parte del piede che spinge, alla stabilita’ della caviglia e al movimemto laterale di ginocchia e talloni.

Poi si sistema altezza sella e arretramento guardando angoli ginocchia e stabilita’ del bacino.

Infine si sistema attacco e altezza manubrio per mettere a posto la posizione di busto, schiena e braccia.

Poi eventualmente si torna al primo passo per correggere se necessario.

Se invece regoli la tacchetta per sistemare l’arretramento non so cosa viene fuori.
 

golias

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La teoria che so io è che per prima cosa si sistemano le tacchette guardando alla parte del piede che spinge, alla stabilita’ della caviglia e al movimemto laterale di ginocchia e talloni.
Si questa in generale la prassi usata da circa un trentennio, ma come vedi molte cose sono cambiate.
Da considerare che ciò che ho scritto sono mie personali teorie (e un pò di pratica avendo fatto varie prove) quindi passibili di eventuali revisioni.
 

canserbero

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Beh si ovvio.. ma il rapporto lo guardi un funzione della coppia che riesci a sprigionare in teoria a un maggior numero di rivoluzioni risparmiando potenza.
Beh scusa, ovvio proprio no :-) son contento di averti chiesto chiarimenti così almeno è emersa un’altra prospettiva da cui guardare le cose. Secondo me comunque la questione principale è avere un obiettivo chiaro prima di fare il cambiamento (comfort, vantaggio aerodinamico, rendimento) e poi agire di conseguenza. Di sicuro arretrando le tacchette e accorciando le pedivelle si castra abbastanza lo sprint e la reattività, questultima intesa come capacità di produrre determinati valori di potenza per brevi periodi di tempo (perché a quel punto la richiesta muscolare diventa molto elevata).
 
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Beh scusa, ovvio proprio no :-) son contento di averti chiesto chiarimenti così almeno è emersa un’altra prospettiva da cui guardare le cose. Secondo me comunque la questione principale è avere un obiettivo chiaro prima di fare il cambiamento (comfort, vantaggio aerodinamico, rendimento) e poi agire di conseguenza. Di sicuro arretrando le tacchette e accorciando le pedivelle si castra abbastanza lo sprint e la reattività, questultima intesa come capacità di produrre determinati valori di potenza per brevi periodi di tempo (perché a quel punto la richiesta muscolare diventa molto elevata).
Per forza di cose il cambiamento lo fai per un obiettivo.. sennò per cosa lo faresti :-)xxxx
Da quel che si legge.. loro (i pro) lo fanno in funzione del rendimento legato anche all'aspetto areodinamico, meglio risparmiare energia ma al contempo avere un buon rendimento (stare ore in una determinata zona di potenza) magari a svantaggio di alcuni altri aspetti che riguardano il pedalare.
Comunque basta guardare come pedalano per capire come sono messi in sella.. poi noi possiamo stare qui a disquisire sui vari aspetti ma solo loro potrebbero dare risposte adeguate e concrete.. le nostre restano teorie, così come lo è da tempo la teoria che il ginocchio a ore 3 debba essere in linea col perno pedivella e come si vede non vale per chiunque sebbene noi lo adottiamo spesso.
 

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E Mr Burt nel caso di accorciamento pedivelle è della scuola di alzare la sella di un ammontare pari alla differenza di lunghezza e portare la sella avanti (assumo che intenda mantenere lo stesso arretramento che si aveva con pedivelle più lunghe). Se ne parla tra il minuto 8 e 9

 

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Boh gente, io più lo guardo e più davvero non mi capacito come sia messo sulla bici. E ok che qui sta andando a prendere il pane, ma il bacino è chiaramente piantato sulla sella; sarà che la magia nel cambio di interazione con la bici avviene a più alti regimi

 

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15 Giugno 2008
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Boh gente, io più lo guardo e più davvero non mi capacito come sia messo sulla bici. E ok che qui sta andando a prendere il pane, ma il bacino è chiaramente piantato sulla sella; sarà che la magia nel cambio di interazione con la bici avviene a più alti regimi

Da vedere non è per niente bello in bici... però è tremendamente efficiente... è seduto praticamente in linea col movimento centrale.
È talmente avanzato che non riesce nemmeno ad abbassare più di tanto il busto per avere più aerodinamica.
Probabilmente una posizione così avanzata richiede essa stessa delle pedivelle più corte.
È tutta un alchimia tra l'altezza sella e l'avanzamento...e di base c'è sempre la potenza fuori categoria che sprigiona lui sui pedali,magari per lui si efficienta meglio così...per altri no.
 

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Da vedere non è per niente bello in bici... però è tremendamente efficiente... è seduto praticamente in linea col movimento centrale.
È talmente avanzato che non riesce nemmeno ad abbassare più di tanto il busto per avere più aerodinamica.
Probabilmente una posizione così avanzata richiede essa stessa delle pedivelle più corte.
È tutta un alchimia tra l'altezza sella e l'avanzamento...e di base c'è sempre la potenza fuori categoria che sprigiona lui sui pedali,magari per lui si efficienta meglio così...per altri no.
Abbassarsi si abbassa quando vuole, li non sta nemmeno fingendo di fare fatica, ha le mani tutte indietro sui comandi giusto per prendere un po di aria e non pedalare troppo a vuoto
 

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Da vedere non è per niente bello in bici... però è tremendamente efficiente... è seduto praticamente in linea col movimento centrale.
È talmente avanzato che non riesce nemmeno ad abbassare più di tanto il busto per avere più aerodinamica.
Probabilmente una posizione così avanzata richiede essa stessa delle pedivelle più corte.
È tutta un alchimia tra l'altezza sella e l'avanzamento...e di base c'è sempre la potenza fuori categoria che sprigiona lui sui pedali,magari per lui si efficienta meglio così...per altri no.
Le pedivelle corte sicuramente agevolano ad avere una posizione molto avanzata dal momento che le gambe restano più basse al pms. Quel che a me fa rabbrividire di quella posizione, e in quel filmato specifico, è tutto il carico passivo sulla bassa schiena: come dicevo bacino piantato sul sellino e braccia estese. Di sicuro non è una posizione che tiene per ore o che tiene in gara, però mi chiedo comunque come possa funzionare - in termini di problemi/dolori - una posizione di questo genere presa nel suo complesso (tenendo conto di allenamento e altro)
 

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Si va beh ... però non è mai basso basso col busto... È sempre abbastanza poco aerodinamico...pensa se fosse anche aerodinamico...
Solo sulla bici da crono gli hanno migliorato molto la posizione aerodinamica,ma sulla bici normale è sempre abbastanza alto.
Le pedivelle corte sicuramente agevolano ad avere una posizione molto avanzata dal momento che le gambe restano più basse al pms. Quel che a me fa rabbrividire di quella posizione, e in quel filmato specifico, è tutto il carico passivo sulla bassa schiena: come dicevo bacino piantato sul sellino e braccia estese. Di sicuro non è una posizione che tiene per ore o che tiene in gara, però mi chiedo comunque come possa funzionare - in termini di problemi/dolori - una posizione di questo genere presa nel suo complesso (tenendo conto di allenamento e altro)
Sembra che sia sulle scale con un sacco di cemento sulla schiena.
 
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Apprendista Scalatore
12 Giugno 2008
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649
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Sto prendendo la bici nuova e mi trova a dover scegliere la lunghezza pedivelle.
Ora ho le 172.5 ma, vista la tendenza attuale, mi piacerebbe accorciare. Sono 183 x 76 kg attualmente.
che vantaggi avrei? se prendo le 170 cambierebbe poco? le 165 sarebbe troppo arrivando dalle 172.5? quando si dovrebbero scegliere quelle corte?