Io piu’ continuo a pensarci e piu’ credo che tenere fisso l’angolo del ginocchio a ore 3 (quindi alzare e arretrare) sia sbagliato.
Ore 3 infatti non è una posizione particolarmente significativa per gli angoli del ginocchio, non è ne’ la massima estensione ne’ la massima flessione, è solo un angolo intermedio che l’articolazione farebbe comunque un po’ piu’ su o un po’ piu’ giu’ a seconda di quanto avanziamo/arretriamo.
Quello su cui invece incide l’arretramento sella in modo specifico e’ la posizione del bacino e la distribuzione dei pesi, per cui secondo me la cosa giusta da fare è alzare e avanzare, per mantenere invariati questi fattori.
Sì, diciamo che quello che a me stride in tutta la faccenda è il fatto che implicitamente con il secondo metodo si passi sopra al fatto che l’arretramento ha ripercussioni sulla guida e sull’interazione del ciclista con sella e manubrio (cosa che Neil Stanbury, “il secondo metodo”, ha più volte fatto presente).
Ore 3 é il punto( circa) di massima spinta, quindi la fase fondamentale della pedalata
Il consiglio di alzare e arretrare é un tentativo per mantenere le cose più simili possibile nei punti di massima spinta E massima estensione, sfruttando quindi a pieno il vantaggio di apertura dell'anca
certamente questa è la spiegazione più ovvia e ragionevole a cui ho sempre dato credito
Ovviamente resta che non siamo macchine ma dei sistemi abbastanza complessi e le variabili sulla posizione sono tante, uno potrebbe aver necessità di ridurre la massima estensione ad esempio o preferire una variazione diversa di arretramento o avanzare la sella e togliere spessori
infatti, c’è sia da considerare come poi reagisce la caviglia che il posizionamento del bacino a seguito del feedback che ha il corpo circa la nuova percezione della distanza del manubrio (sopratutto se non si apportano variazioni in quel settore).
I pochi mm di variazione della posizione della sella dubito siano vagamente percepibili nella distribuzione dei pesi, anche perché nella guida poi il peso lo spostiamo nolto più sui pedali e manubrio che non sulla sella
Da quel che ho capito/provato, l’arretramento serve non solo a cambiare il reclutamento dei muscoli della gamba, ma anche per il comfort/sostenibilità della posizione in quanto permette di scaricare un po’ il peso dalle mani Ho volutamente fatto un esempio forzato, ma che credo sia in realtà molto “reale”. Di gente che è passata da 172.5 a 165 ce ne è (ammetto però che molti dei miei riferimenti sono anche i social), ma basti pensare ad una donna che prende una XS/S e si ritrova di base con pedivelle da 170mm e magari poi fa il passaggio ad un 160mm. Con il “secondo metodo” alzando e arretrando si va indietro di molto (indicativamente nell’ordine dei 7-10mm), mentre con il “primo metodo” l’arretramento sarebbe più contenuto (nell’ordine di 1-2mm). Che poi sia chiaro, io sto semplificando e facendo riferimento al “primo metodo” come il metodo che ha come scopo quello di preservare la distanza bacino-MC, ma è una mia interpretazione (ed il risultato finale nello short non si sa bene con quale logica sia stato raggiunto). Insomma, al momento to penso che il secondi metodo sia quello globalmente più ragionevole (sarebbe per me inoppugnabile se dal punto di vista teorico non avesse la capacità di mandarti col buco dello gnauss quasi sopra al mozzo posteriore :-) )