Fermamente convinto che le griglie per età non abbiano alcun senso.
La griglia di partenza dovrebbe servire come strumento per organizzare la gara, mettendo insieme persone con livello simile e non con gli stessi anni di nascita. Il problema vero delle granfondo è sempre lo stesso, da anni: i primi chilometri. Sono quelli più pericolosi, più nervosi, più caotici con il livello, e non l'età, a fare la differenza.
Il grosso vantaggio che vedo rispetto a 10-20 anni fa è un solo: i dati. La stragrande maggioranza dei partecipanti alle GF ha tempi certificati da chip ed è possibile elaborare una formula semplice e trasparente per "pesare" i risultati dell'atleta nel corso dei 3 anni (o 2 anni? o 5 anni?) precedenti e determinare quindi quale sarà la griglia di partenza. Questo è chiaramente un parametro oggettivo, verificabile (a condizione di avere una formula chiara ed uno sviluppo del calcolo altrettanto chiaro), poco incline a contestazioni e certamente molto più sensato dell'anno di nascita.
Il parametro dell'età lo terrei valido solo per classifiche e premiazioni varie, lì vediamo davvero chi va più forte a parità anagrafica. In partenza, dove conta migliorare sicurezza e qualità della gara, secondo me bisogna avere il coraggio di superare appunto il criterio anagrafico e ragionare in termini di prestazione.
Domanda: i comitati organizzatori delle nostrane GF, i qualinegli anni non hanno perso occasione per dimostrarsi estremamente campanilisti, sono pronti ad unirsi per ristrutturare e riformare il movimento e magari raccogliere qualche iscrizione in più?
Non penso che il problema sia la fattibilità tecnica, ma la volontà collettiva di cambiare.
Tornando a quanto scritto su, serve (molto) coraggio per superare tradizioni e comodità consolidate e puntare davvero a sicurezza, omogeneità e qualità della gara.