Intervista Brent Copeland (Jayco): "bisogna fare qualcosa prima che la bolla del ciclismo esploda"

Ser pecora

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Il mondo dei Podcast spesso non offre grandi, se non nessuno, spunto giornalistico, ma in alcuni casi invece fornisce comunque il punto di vista di alcuni personaggi meno sotto i riflettori di certi ambienti. Se uno di questi è Brent Copeland, Team Manager della Jayco (sia femminile che maschile) diventa molto interessante ascoltarlo, essendo Copeland persona molto preparata e professionale, nonché caratterialmente lontana da eccessi.

 

mauretto

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un onesto ferro
Sono d'accordo specialmente sulla gestione economica.
Esempio. Motogp, Formula1, principali leghe calcistiche mondiali, da quando è stato introdotto il budget cap stanno diventando sempre più popolari con un seguito mediatico che è in continua ascesa dopo anni di chiaroscuro o addirittura periodi di buio. Perchè adesso la competizione è più equilibrata e combattuta anche se alla fine vincono più o meno sempre quelli. Però negli anni c'è comunque un turnover di protagonisti e in ogni caso il quarto, il quinto, il decimo classificato non stanno ad anni luce dal primo.
Anche nel ciclismo ci vorrebbe una Liberty Media FORTE E AUTORITARIA che raccoglie tutte le squadre, tiene i rapporti con gli organizzatori delle corse, detta le regole economiche da rispettare, distribuisce gli utili sì in base ai risultati ma comunque in maniera tutto sommato equa. Nel senso che se il primo prende 100, l'ultimo non prende 1
 

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Sono d'accordo specialmente sulla gestione economica.
Esempio. Motogp, Formula1, principali leghe calcistiche mondiali, da quando è stato introdotto il budget cap stanno diventando sempre più popolari con un seguito mediatico che è in continua ascesa dopo anni di chiaroscuro o addirittura periodi di buio. Perchè adesso la competizione è più equilibrata e combattuta anche se alla fine vincono più o meno sempre quelli. Però negli anni c'è comunque un turnover di protagonisti e in ogni caso il quarto, il quinto, il decimo classificato non stanno ad anni luce dal primo.
Anche nel ciclismo ci vorrebbe una Liberty Media FORTE E AUTORITARIA che raccoglie tutte le squadre, tiene i rapporti con gli organizzatori delle corse, detta le regole economiche da rispettare, distribuisce gli utili sì in base ai risultati ma comunque in maniera tutto sommato equa. Nel senso che se il primo prende 100, l'ultimo non prende 1
Liberty Media è quella che ha trasformato gli sport motoristici sempre più in uno show e sempre meno in sport, percui non sai mai quanto i risultati siano dovuti al bisogno di vendere il prodotto e quanto sia reale: ma almeno negli sport motoristici la compnente show è sempre stata presente, in misura inferiore magari ma presente
davvero vogliamo che si trasformi così anche il ciclismo?
 

bad

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Ci sono ormai solo 2 squadre su 18 che sono fermamente opposte al tetto di spesa.

Suppongo che una sia la UAE, ma l'altra chi è? Ineos, RedBull?

Stiamo sempre costantemente cercando sponsor, partner, finanziatori, ed è cosi per tutti i team. Anzi, per tutti tranne 3.

Chi sono le 3? UAE (ovviamente) e poi Bahrein?
 

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Liberty Media è quella che ha trasformato gli sport motoristici sempre più in uno show e sempre meno in sport, percui non sai mai quanto i risultati siano dovuti al bisogno di vendere il prodotto e quanto sia reale: ma almeno negli sport motoristici la compnente show è sempre stata presente, in misura inferiore magari ma presente
davvero vogliamo che si trasformi così anche il ciclismo?
Uno show sportivo però, non il circo Orfei. Io in pista e sui campi le battaglie, lo spettacolo sportivo, lo vedo spesso.
Se il ciclismo ha bisogno di soldi, tanti soldi, la strada è quella. Più spettacolarizzazione=più audience=più interesse da parte degli sponsor e piattaforme mediatiche=più soldi.
Altrimenti se decidi di rimanere uno sport di nicchia seguito da pochi appassionati va benissimo, però poi non lamentarti che ci sono due dominatori straricchi che si dividono il bottino e tutti gli altri sono alla canna del gas
 
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mauretto

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un onesto ferro
Che nel ciclismo non esistono (se non per 3 organizzatori). Quindi partiamo già bene :mrgreen:
Eh già. Se un circuito vuole organizzare una gara di Motomondiale/F1 deve sborsare a Liberty delle cifre che prevedono la presenza alle loro spalle dello stato e di fior di sponsor. Idem se Sky, Mediaset Amazon vogliono trasmettere l'evento devono sborsare a Liberty valanghe di milioni. E' così che girano i soldi, denaro genera denaro e il circolo chiamiamolo "virtuoso" si chiude.
In confronto l'organizzazione di Tour, Giro, Vuelta, sono da sagra di paese. E i risultati sono quelli che sottolinea Copeland