News 15enne morta in allenamento in Trentino

pshyco otter

Cronoman
28 Gennaio 2019
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Genova, Liguria, Italy
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Orbea orca
Unica soluzione per mitigare il problema , ed è già stato detto, auto a guida autonoma.
Ma ci si arriverà al 100%, basta sedersi in riva al fiume..
E magari poi anche le bici a guida autonoma? possibile che non si riesca più a immaginare un futuro in cui venga ampliata la coscienza delle persone anziché rendere il mondo una distopia alla Orewelliana in nome della sicurezza?
 

sartormassimo

Apprendista Cronoman
27 Aprile 2013
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TREVISO
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bella è bella...
E magari poi anche le bici a guida autonoma? possibile che non si riesca più a immaginare un futuro in cui venga ampliata la coscienza delle persone anziché rendere il mondo una distopia alla Orewelliana in nome della sicurezza?
qualcosa si sta già muovendo...

 

bach7

Velocista
10 Gennaio 2011
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Pinifarina
E magari poi anche le bici a guida autonoma? possibile che non si riesca più a immaginare un futuro in cui venga ampliata la coscienza delle persone anziché rendere il mondo una distopia alla Orewelliana in nome della sicurezza?

si andrà purtroppo sempre più verso un mondo votato all'individualismo nel senso peggiore del termine... e ciò non è arrestabile perché va di pari passo con lo sviluppo tecnologico.
Mi rattrista vedere l'attesa messianica delle magiche auto a guida autonoma e praticamente nessuna menzione sul trasporto pubblico, che a mio parere andrebbe fortemente potenziato e una volta che raggiunge una certa capillarità, reso più obbligatorio. Meno auto sulle strade, meno pericolo.

il trasporto pubblico porta con sé tanti problemi: innanzitutto economico.

trattandosi di un servizio è a "perdere". ampliarlo vorrebbe dire sostenere altri costi già oggi insostenibili.

la soluzione sarebbe la liberalizazzione del settore. ma l'Europa in generale non è culturalmente il terreno più adatto.

il futuro immaginato dai nostri rappresentanti a Bruxelles vede la fine del mezzo privato, e la diffusione di servizi di car (ma anche "air") sharing.

in pratica dal nostro divano "ordineremo" la macchina per andare a lavoro o in centro.

è chiaro che questa visione potrebbe funzionare nelle capitali europee, molto meno nelle province del sud Europa... ma la strada è ormai tracciata.

la bici fortunatamente rimarrà, e forse sarà cambiato il modo di vedere i ciclisti su strada
 
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ConteIgor

Pedivella
29 Agosto 2021
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Triban RC 520
si andrà purtroppo sempre più verso un mondo votato all'individualismo nel senso peggiore del termine... e ciò non è arrestabile perché va di pari passo con lo sviluppo tecnologico.


il trasporto pubblico porta con sé tanti problemi: innanzitutto economico.

trattandosi di un servizio è a "perdere". ampliarlo vorrebbe dire sostenere altri costi già oggi insostenibili.

la soluzione sarebbe la liberalizazzione del settore. ma l'Europa in generale non è culturalmente il terreno più adatto.

il futuro immaginato dai nostri rappresentanti a Bruxelles vede la fine del mezzo privato, e la diffusione di servizi di car (ma anche "air") sharing.

in pratica dal nostro divano "ordineremo" la macchina per andare a lavoro o in centro.

è chiaro che questa visione potrebbe funzionare nelle capitali europee, molto meno nelle province del sud Europa... ma la strada è ormai tracciata.

la bici fortunatamente rimarrà, e forse sarà cambiato il modo di vedere i ciclisti su strada
Devo dire che sono in disaccordo totale, anche se non vorrei dirottare troppo la discussione. Il punto del costo è falso, la spesa dipende da dove si vuole investire, infatti per sperperi e rendite di posizione miliardarie le risorse ci sono. Sulla privatizzazione come soluzione direi che la storia ha già parlato (come con le ferrovie inglesi), il servizio pubblico è pubblico o non è perché il privato cerca il profitto non il bene collettivo.
Ultima cosa, immaginare non costa nulla, ma non mi è chiaro perché al trasposto pubblico collettivo si incolpi di costare troppo e non si faccia lo stesso con quello privato, che tra infrastrutture, incentivi a pioggia, sgravi fiscali, contributi ecc. ecc. magari costa anche di più.

Ma forse il punto è che in realtà cerchiamo solo una scusa per non fare nulla: intervenire dove si può per ridurre OGGI i morti in strada costringerebbe ad agire e fare scelte, sognare la macchina intelligente che ci viene a prendere rimanda tutto a un futuro indefinito, permettendoci di lasciare tutto com'è.

Scusate la divagazione.
 

bach7

Velocista
10 Gennaio 2011
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Pinifarina
Devo dire che sono in disaccordo totale, anche se non vorrei dirottare troppo la discussione. Il punto del costo è falso, la spesa dipende da dove si vuole investire, infatti per sperperi e rendite di posizione miliardarie le risorse ci sono. Sulla privatizzazione come soluzione direi che la storia ha già parlato (come con le ferrovie inglesi), il servizio pubblico è pubblico o non è perché il privato cerca il profitto non il bene collettivo.
Ultima cosa, immaginare non costa nulla, ma non mi è chiaro perché al trasposto pubblico collettivo si incolpi di costare troppo e non si faccia lo stesso con quello privato, che tra infrastrutture, incentivi a pioggia, sgravi fiscali, contributi ecc. ecc. magari costa anche di più.

Ma forse il punto è che in realtà cerchiamo solo una scusa per non fare nulla: intervenire dove si può per ridurre OGGI i morti in strada costringerebbe ad agire e fare scelte, sognare la macchina intelligente che ci viene a prendere rimanda tutto a un futuro indefinito, permettendoci di lasciare tutto com'è.

Scusate la divagazione.

liberalizazzione e privatizzazione non sono la stessa cosa...

e sui costi per la collettività di esempi ne abbiamo a bizzeffe (di fatto ogni società che gestisce il trasporto pubblico nelle nostre città e comuni).

ovviamente il tema è ampio e complesso. Ho però sottolineato che si tratta di un servizio, ovvero la collettività è disposta a spendere per averlo (come la sanità).

tornando al tema, se si hanno soldi e tempo si può fare tutto...

ma I soldi non ci sono e di tempo neanche a parlarne.

tecnicamente ogni soluzione deve tenere in considerazione il contesto in cui viene proposta: il territorio europeo (quello italiano in modo particolare) non permette interventi infrastrutturali incisivi.

di fatto, oltre ai sopracitati costi, la sensibilità generale su temi come la salvaguardia del territorio, l'uso delle superfici "libere" ecc. rende quasi impossibile la realizzazione di qualsiasi opera.

e la rete stradale che abbiamo è stata per lo più progettata ormai quasi un secolo fa, quando le auto erano poco più grandi di uno scooter 3 ruote attuale...

l'unica soluzione percorribile trovata dai tecnici è lo "scoraggiamento" dell'uso dell'auto privata.

in teoria ciò si potrebbe fare migliorando appunto il servizio pubblico, ma già oggi brucia 12 miliardi all'anno in italia... migliorare il servizio per renderlo più appetibile aumenterebbe ancor di più questo costo...
 

charlietrotter

Apprendista Velocista
8 Febbraio 2011
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Romagna
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In Italia la guida autonoma? Non ci credo nemmeno se lo vedo.
Siamo il paese della Ferrari ricordiamocelo: la vedete "la rossa" con la guida autonoma?
Io poi che abito in Emilia Romagna; la motor valley in Emilia e donne e motori in rumagna!
(mai guidato nemmeno un Ciao e sono l'unico da queste parti credo; quando lo dico mi guardano di traverso come se fossi un extraterrestre).
In questi gg. ho sentito tutti parlare della "Ferrari Luce" (solo perche' e' l'ultima...) appena uscita, ma proprio tutti, da mio padre (che ha 91 anni, e'senza patente, e non esce piu' di casa), dai ciclisti in gruppo, alla siura in coda col carrello al supermercato...
Questo solo per fare un esempio di quali sono i pensieri di tutti a proposito di mobilita'.
L'auto e' ancora al centro dei ragionamenti del consumatore italico.
La societa' poi ci propina modelli di auto da desiderare perche' puoi andare da 0 a 100 in 3 secondi, ci insegna che sfrecciare per le strade in barba ad ogni altro occupante di essa e' figo (se non lo fai sei un vecchio rincoglionito), ci bombarda di pubblicita' di auto nuove (altro che mobilita' sostenibile, mezzi pubblici o bici per andare al lavoro...), alla sera sulle tv generaliste (quando il target e' il maschio alfa) una pub su 2 e' un auto nuova! e tanti altri esempi piu' o meno tristi e volgari di quanto siamo (sono) AUTOCENTRICI.
E voi vorreste fare perdere il gusto di GUIDARE sfidando gli altri in strada, rispettando le regole, andando ai 70 in tangenziale e 50 nei centri urbani, fermandosi prima delle striscie pedonali, svoltando con cautela e passando a 1,50 mt per sorpassare una ciclista? ( etc, etc, etc..). NON ESISTERA' mai in questo paese.
Togliete l'auto all'italiano medio (oppure limitategli l'uso con dispositivi di guida autonoma) e questo si suicida piuttosto.
Senza contare che (nonostante i tempi siano cambiati) in Italia e' ancora un potente status symbol che identifica lo stato sociale e la ricchezza da ostentare: (vado in giro col Porsche Cayenne; sono un figo, un facoltoso imprenditore, anche se in realta' non e mio e l'ho preso a nolo per una settimana...); vado in giro con la vecchia Punto di 23 anni (IO)? sei un morto di fame, un immigrato, senza una lira, e molto probabilmente ci dormi pure dentro....BARBONE!
Anni e anni di diseducazione stradale (e sociale) non si cancelleranno mai.
Nessun politico/partito potrebbe sostenere una cosa cosi' impopolare. Sarebbe morto politicamente ancora prima di arrivare alle elezioni se presentasse un progetto di guida autonoma in questo paese.
 
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ConteIgor

Pedivella
29 Agosto 2021
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Triban RC 520
liberalizazzione e privatizzazione non sono la stessa cosa...

e sui costi per la collettività di esempi ne abbiamo a bizzeffe (di fatto ogni società che gestisce il trasporto pubblico nelle nostre città e comuni).

ovviamente il tema è ampio e complesso. Ho però sottolineato che si tratta di un servizio, ovvero la collettività è disposta a spendere per averlo (come la sanità).

tornando al tema, se si hanno soldi e tempo si può fare tutto...

ma I soldi non ci sono e di tempo neanche a parlarne.

tecnicamente ogni soluzione deve tenere in considerazione il contesto in cui viene proposta: il territorio europeo (quello italiano in modo particolare) non permette interventi infrastrutturali incisivi.

di fatto, oltre ai sopracitati costi, la sensibilità generale su temi come la salvaguardia del territorio, l'uso delle superfici "libere" ecc. rende quasi impossibile la realizzazione di qualsiasi opera.

e la rete stradale che abbiamo è stata per lo più progettata ormai quasi un secolo fa, quando le auto erano poco più grandi di uno scooter 3 ruote attuale...

l'unica soluzione percorribile trovata dai tecnici è lo "scoraggiamento" dell'uso dell'auto privata.

in teoria ciò si potrebbe fare migliorando appunto il servizio pubblico, ma già oggi brucia 12 miliardi all'anno in italia... migliorare il servizio per renderlo più appetibile aumenterebbe ancor di più questo costo...
Ma perché "brucia"? Sono soldi usati per permettere alle persone di spostarsi, non sono "bruciati". E le "infrastrutture" di cui ha bisogno il trasporto pubblico secondo me sono solo in parte quelle classiche di asfalto e cemento, ma in modo maggiore autisti, mezzi, studi per ottimizzare tempi e percorsi, riduzione dei costi di abbonamento, ammodernamento dell'esistente...
Io credo che un secolo di dominio dei gruppi auto abbia fatto un ottimo lavoro nel farlo sembrare inutilizzabile, inefficiente e costoso. Ma è come con l'auto privata, se lo Stato non avesse investito risorse pubbliche incalcolabili nel creare autostrade e nel costante ampliamento, ammodernamento e manutenzione della rete viaria sarebbe chiaro che è inutilizzabile. Bisognerebbe iniziare a considerare il trasporto collettivo allo stesso modo.

EDIT: il succo del mio discorso è che "i soldi non ci sono" è in buona parte sbagliato. Sono stati e sono usati molto più per le auto (e camion ecc.) che per il trasporto pubblico, quello collettivo, la rotaia. Ma sono scelte che si possono cambiare, non postulati immutabili.
 
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iban

Apprendista Velocista
26 Maggio 2011
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Merida Scultura 6000\Giant tcr composite 1\Giant tcx slr 2
Davanti alla tragedia di Adele (mi fa malissimo solo a pensarci), ho letto dei commenti in giro che fanno venire i brividi.
Secondo me il vero problema qui è l'ipocrisia totale della gente e di come i media gestiscono la percezione delle cose.
Facciamo un gioco e ribaltiamo lo scenario: immaginate che la dinamica fosse stata esattamente la stessa, stesso posto, stessa macchina che invade la corsia, stesse persone e stesso tragico esito, ma che dietro ci fosse stata la premeditazione di un fidanzatino o di un pretendente che ha usato l'auto apposta, camuffando l'omicidio da incidente stradale.
Cosa sarebbe successo? Oggi Lavis sarebbe invasa dalle telecamere, avremmo i plastici in tv, talk show h24 e i politici a cavalcare l'emergenza nazionale per settimane.
Invece, siccome alla guida c'era "solo" un automobilista che correva troppo, la notizia passa in sordina sulla cronaca locale e specialistica come una 'tragica fatalità'. Alla fine della fiera, della vittima in sé non importa niente a nessuno; quello che fa la differenza è la strumentalizzazione politica e mediatica che si può fare del corpo di una donna. Lì c'è un ritorno ideologico, qui invece c'è solo un problema scomodo da insabbiare. E sia chiaro, il punto non è sminuire una tragedia sacrosanta come quella dei femminicidi, ma smascherare il cinismo dei media e dei politicanti che cos' indirizzano l'opinione pubblica secondo i loro bisogni. Le conseguenze reali sono le stesse, ma l'impatto pubblico si ribalta completamente
L'osservatorio ASAPS dice che da inizio anno siamo a 101 ciclisti morti in Italia. Di questi, ben 24 sono solo in Lombardia. Parliamo di una sola regione e di una nicchia ristretta di persone che va in bici, eppure i morti quasi si pareggiano con i femminicidi (27 secondo Non una di meno) di tutta Italia.
Matematicamente è una strage strutturale, ma per l'opinione pubblica non è un'emergenza. Perché per fermare la strage stradale la politica dovrebbe prendere decisioni scomode: toccare i voti, abbassare i limiti, togliere spazio alle auto e fare controlli veri.
La cosa che mi fa più imbestialire è la scusa del rischio dell'andare in bici. Ho letto commenti del tipo: "Eh, la strada è un posto intrinsecamente pericoloso, lo sai quando esci in bici". Questa è una balla colossale che usiamo per lavarci la coscienza. La strada non è una giungla amazzonica o un evento atmosferico inevitabile; è uno spazio pubblico antropizzato, regolato da leggi e progettato dall'uomo. Se è pericolosa, è solo perché abbiamo deciso deliberatamente di tollerare la distrazione, la velocità e l'impunità di chi guida una tonnellata di ferro.
Usiamo il concetto di "rischio intrinseco" come un'arma di colpevolizzazione della vittima. Ancora una volta vi ripropongo il gioco mentale, provate mentalmente a fare lo stesso identico discorso a una donna dicendo: "Il mondo là fuori è un posto intrinsecamente pericoloso per una donna, lo sai quando esci di casa, fa parte del rischio esterno". Scoppierebbe il putiferio giustamente, perché significherebbe giustificare l'aggressore e dire alla vittima che se l'è cercata. Invece se muore un ciclista questo cinismo diventa la norma accettata da tutti, come se pedalare fosse una colpa o una roulette russa che ti cerchi da solo.
Finché continuiamo a chiamarli "incidenti", a parlare di sfortuna e a considerare la strada come proprietà privata delle auto, non cambierà mai nulla.
Un pensiero ad Adele e alla sua famiglia.
 

gibo2007

Passista
30 Agosto 2015
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Canyon
E magari poi anche le bici a guida autonoma? possibile che non si riesca più a immaginare un futuro in cui venga ampliata la coscienza delle persone anziché rendere il mondo una distopia alla Orewelliana in nome della sicurezza?
Orsù per un virus che aveva una mortalità risibile rispetto le grandi pandemie del passato e colpiva con effetti gravi solo una fascia della popolazione ci siamo chiusi in casa; offendendo persone che andavano a prendere una boccata d'aria o portavano a spasso i propri figli e gli si correva dietro con l'elicottero. Orwell è già stato superato da un pezzo.
Questo sarebbe il minore dei mali senza dubbio. E probabilmente quella ragazzina di 15 anni sarebbe ancora in vita.
 

iban

Apprendista Velocista
26 Maggio 2011
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Merida Scultura 6000\Giant tcr composite 1\Giant tcx slr 2
E magari poi anche le bici a guida autonoma? possibile che non si riesca più a immaginare un futuro in cui venga ampliata la coscienza delle persone anziché rendere il mondo una distopia alla Orewelliana in nome della sicurezza?
Mi rattrista vedere l'attesa messianica delle magiche auto a guida autonoma e praticamente nessuna menzione sul trasporto pubblico, che a mio parere andrebbe fortemente potenziato e una volta che raggiunge una certa capillarità, reso più obbligatorio. Meno auto sulle strade, meno pericolo.

Esclusa la guida sportiva in pista o la passeggiata domenicale in cabriolet, tutti gli altri spostamenti che facciamo quotidianamente in auto sono un enorme spreco di tempo e di risorse mentali. È attenzione ed energia che potremmo impiegare per fare altro, e che invece siamo costretti a buttare nel traffico. Tant'è vero che chi può permetterselo, da sempre, ha sì l'auto ma ha soprattutto l'autista, proprio per poter dedicare quel tempo a cose più gratificanti, redditizie o importanti. La guida autonoma non sarà un mezzo distopico, ma un ausilio che libererà preziose risorse mentali e ci farà guadagnare ore di vita. Pensa solo a poter utilizzare il tempo del tragitto casa-lavoro per leggere, studiare, rilassarti o fare cose che oggi non hai mai il tempo di fare.
Per quanto riguarda il trasporto pubblico, purtroppo sbatte contro la realtà della nostra conformazione territoriale e della distribuzione della popolazione. Fuori dai grandi contesti urbani non è efficace, e non perché sia sottopotenziato, ma perché è proprio il concetto a non essere efficiente in quelle aree. Se da un piccolo borgo di 100 abitanti si spostano 50 persone dirette in 10 mete diverse, le opzioni sono due: o metti 10 mezzi pubblici differenti per 10 destinazioni (un suicidio in termini di costi e risorse), oppure crei degli hub nelle città più grandi in cui far confluire le persone dai borghi per poi smistarle (un suicidio in termini di tempo per l'utente).
L'auto a guida autonoma (e idealmente condivisa) sarà la soluzione ottimale per chi deve o vuole spostarsi fuori città, ottimizzando i flussi e azzerando l'errore umano. Fermo restando che, per quanto mi riguarda, l'auto privata andrebbe totalmente bandita dai centri abitati.
 

Ser pecora

Diretur
Membro dello Staff
16 Aprile 2004
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dove capita
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Pensa solo a poter utilizzare il tempo del tragitto casa-lavoro per leggere, studiare, rilassarti o fare cose che oggi non hai mai il tempo di fare.

Siamo realisti :mrgreen:

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ConteIgor

Pedivella
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Esclusa la guida sportiva in pista o la passeggiata domenicale in cabriolet, tutti gli altri spostamenti che facciamo quotidianamente in auto sono un enorme spreco di tempo e di risorse mentali. È attenzione ed energia che potremmo impiegare per fare altro, e che invece siamo costretti a buttare nel traffico. Tant'è vero che chi può permetterselo, da sempre, ha sì l'auto ma ha soprattutto l'autista, proprio per poter dedicare quel tempo a cose più gratificanti, redditizie o importanti. La guida autonoma non sarà un mezzo distopico, ma un ausilio che libererà preziose risorse mentali e ci farà guadagnare ore di vita. Pensa solo a poter utilizzare il tempo del tragitto casa-lavoro per leggere, studiare, rilassarti o fare cose che oggi non hai mai il tempo di fare.
Per quanto riguarda il trasporto pubblico, purtroppo sbatte contro la realtà della nostra conformazione territoriale e della distribuzione della popolazione. Fuori dai grandi contesti urbani non è efficace, e non perché sia sottopotenziato, ma perché è proprio il concetto a non essere efficiente in quelle aree. Se da un piccolo borgo di 100 abitanti si spostano 50 persone dirette in 10 mete diverse, le opzioni sono due: o metti 10 mezzi pubblici differenti per 10 destinazioni (un suicidio in termini di costi e risorse), oppure crei degli hub nelle città più grandi in cui far confluire le persone dai borghi per poi smistarle (un suicidio in termini di tempo per l'utente).
L'auto a guida autonoma (e idealmente condivisa) sarà la soluzione ottimale per chi deve o vuole spostarsi fuori città, ottimizzando i flussi e azzerando l'errore umano. Fermo restando che, per quanto mi riguarda, l'auto privata andrebbe totalmente bandita dai centri abitati.
Non è che non sia d'accordo con la visione, sto solo facendo una distinzione tra qualcosa che esiste e andrebbe fortemente migliorato (il trasporto pubblico) e un sogno molto distante da qualsiasi reale applicazione (automobili autonome e condivise).
In pratica il tuo discorso è che il trasporto pubblico, che già oggi realizza il "sogno" di non dover guidare, è limitato alle zone ad alta densità e non risponde alle esigenze dei piccoli centri. Il punto è che NELLA REALTA' non lo fa nemmeno la macchina autonoma condivisa: le 50 persone con 10 mete diverse (stima molto ottimista, tutte le auto sono piene al 100%, ipotesi irreale) richiederebbero che 10 automobili andassero dal centro urbano, dove devono stare logicamente, fino al paesino, prelevare le persone, portarle a destinazione, e da lì forse avere altre chiamate. Con la percorrenza e il tempo, per andare in profitto dovrebbe costare chissà quanto. E ripeto stiamo parlando di una situazione irreale, nella realtà le 50 persone avrebbero bisogno di 40 o più auto per spostarsi la mattina dal paesino. Autonome forse, condivise non credo. Funziona eventualmente come già c'è con i noleggi a brevissimo termine nelle grosse città.
Non è che non mi piaccia fantasticare eh, ma ripeto mi sembra un grande specchio per le allodole: tipico dei venditori di tecnologia che presentano un'idea mirabolante dopo l'altra, sempre dietro l'angolo, pur di non agire nel presente (come l'hyperloop di Musk, esempio lampante).
 

jacknipper

Diversamente scalatore
9 Febbraio 2013
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Colnago per la strada & Kona per il fango
Non è che non sia d'accordo con la visione, sto solo facendo una distinzione tra qualcosa che esiste e andrebbe fortemente migliorato (il trasporto pubblico) e un sogno molto distante da qualsiasi reale applicazione (automobili autonome e condivise).
In pratica il tuo discorso è che il trasporto pubblico, che già oggi realizza il "sogno" di non dover guidare, è limitato alle zone ad alta densità e non risponde alle esigenze dei piccoli centri. Il punto è che NELLA REALTA' non lo fa nemmeno la macchina autonoma condivisa: le 50 persone con 10 mete diverse (stima molto ottimista, tutte le auto sono piene al 100%, ipotesi irreale) richiederebbero che 10 automobili andassero dal centro urbano, dove devono stare logicamente, fino al paesino, prelevare le persone, portarle a destinazione, e da lì forse avere altre chiamate. Con la percorrenza e il tempo, per andare in profitto dovrebbe costare chissà quanto. E ripeto stiamo parlando di una situazione irreale, nella realtà le 50 persone avrebbero bisogno di 40 o più auto per spostarsi la mattina dal paesino. Autonome forse, condivise non credo. Funziona eventualmente come già c'è con i noleggi a brevissimo termine nelle grosse città.
Non è che non mi piaccia fantasticare eh, ma ripeto mi sembra un grande specchio per le allodole: tipico dei venditori di tecnologia che presentano un'idea mirabolante dopo l'altra, sempre dietro l'angolo, pur di non agire nel presente (come l'hyperloop di Musk, esempio lampante).
concordo, tra l'altro pensare di trovare un'unica soluzione al traffico è alquanto ingenuo, semplicemente perchè anche se la si trovasse, essendo la popolazione in aumento esponenziale non faremmo in tempo a stare dietro con nessuna tecnologia
l'unica è trovare più soluzioni, tra cui sicuramente il trasporto pubblico, il car sharing, il remote\smart working e tanto altro, compreso la guida autonoma quando arriverà ma che non deve essere motivo per continuare a produrre e usare auto come unica soluzione
 

faberfortunae

Scalatore
30 Settembre 2011
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Modena
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sempre una in meno...
Orsù per un virus che aveva una mortalità risibile rispetto le grandi pandemie del passato e colpiva con effetti gravi solo una fascia della popolazione ci siamo chiusi in casa; offendendo persone che andavano a prendere una boccata d'aria o portavano a spasso i propri figli e gli si correva dietro con l'elicottero. Orwell è già stato superato da un pezzo.
Questo sarebbe il minore dei mali senza dubbio. E probabilmente quella ragazzina di 15 anni sarebbe ancora in vita.
ma vai ancora avanti?