Che poi chissà a cosa serve.. quando:
Un anno di esercizio aerobico
Per verificare l’effetto dell’attività fisica, i ricercatori hanno reclutato 130 persone tra i 26 e i 58 anni che conducevano una vita sedentaria. All’inizio dello studio tutti i partecipanti sono stati sottoposti a una risonanza magnetica e a una serie di valutazioni, tra cui capacità aerobica, pressione arteriosa, indice di massa corporea e altri parametri di salute. Metà del gruppo ha poi iniziato un programma supervisionato di esercizio aerobico. Due volte alla settimana i partecipanti si allenavano in laboratorio per circa un’ora utilizzando tapis roulant, cyclette e altri
attrezzi. Le sedute erano impegnative, ma non estreme, ed erano basate soprattutto sulla camminata veloce e sulla corsa leggera. A queste si aggiungevano altri allenamenti svolti a casa, fino a raggiungere almeno 150 minuti di attività fisica settimanale.
I risultati dello studio
Dopo dodici mesi,
chi si era allenato aveva migliorato la propria forma fisica. Ma il dato più interessante è emerso dalle immagini cerebrali: in media,
l’età biologica del cervello si era ridotta di circa sette mesi. Nel gruppo di controllo, invece, le scansioni mostravano il normale invecchiamento atteso nell’arco di un anno. "Può sembrare un cambiamento modesto", osserva Erickson, "ma nel tempo l’effetto cumulativo dell’attività fisica potrebbe tradursi in una riduzione dell’età cerebrale di diversi anni".