Mini pompe elettriche tascabili: addio definitivo a CO2 e pompette manuali?

26 Novembre 2020
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BMC slc01 Pro machine
Ciao a tutti,
Volevo lanciare un confronto su un accessorio che nell'ultimo periodo sta dividendo parecchio i ciclisti in officina e nelle uscite: i mini compressori portatili a batteria.
Per anni la scelta in caso di foratura è stata la classica pompetta manuale (comoda ma con il rischio di piegare la valvola e non raggiungere mai i PSI corretti) o la bomboletta di CO2 (veloce ma monouso, costosa e con il rischio di congelarsi le dita o sprecare la cartuccia).
Recentemente mi è passata tra le mani la nuova Peakpeak AS260PRO e devo dire che dal punto di vista puramente meccanico e logistico fa riflettere. Parliamo di un oggettino da appena 123 grammi (grande come un pacchetto di sigarette) che si infila in tasca o nella falsa borraccia senza accorgersene. Ha il manometro digitale, imposti la pressione e in meno di un minuto ti porta un copertone da strada a 80 PSI fermandosi da sola in automatico. La batteria copre circa 4-6 gonfiaggi completi.
Eliminare l'ansia della bomboletta monouso e avere una pressione chirurgica controllata dal display in strada, per chi viaggia spesso da solo, secondo me è un bel salto in avanti.
Sul mio blog ho buttato giù una recensione tecnica con i pesi reali, i tempi di ricarica USB-C e i pro e contro di questo sistema rispetto alla concorrenza. Se vi interessa approfondire i dati: L'Officina del Ciclista - Test e Recensione Mini Pompa Peakpeak AS260PRO


Voi siete ancora fedeli alla tradizione della bomboletta/pompetta vecchio stile o siete passati (o passereste) a questi mini compressori elettrici?
Un saluto,
Dario (L'Officina del Ciclista)
 
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mcacco67

Pignone
28 Luglio 2026
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Personalmente uso la pompa elettrica (ho cominciato in mtb dove capita di cambiare le pressioni in base al momento dell'uscita) da quando Xiaomi ha fatto una pompa elettrica, che al tempo era parecchio ingombrante, e ho trovato a parte il peso e l'ingombro solo vantaggi. Con la pompa manuale si sta lì a farsi un avambraccio gonfio così, per raggiungere pressioni ridicole in tantissimo tempo.
Ora ho la Turblo di Dynamic Bike Care, e dimensioni e peso sono tranquillamente accettabili, a fronte della comodità che offre. Coi tubeless poi è ancora più utile (se hai i copertoncini nuovi riesce anche a farli tallonare in caso di necessità di aprire il sistema copertone-cerchio, mentre se hanno qualche mese e si sono un po' allargati serve un compressore e tanta aria).
 
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Personalmente uso la pompa elettrica (ho cominciato in mtb dove capita di cambiare le pressioni in base al momento dell'uscita) da quando Xiaomi ha fatto una pompa elettrica, che al tempo era parecchio ingombrante, e ho trovato a parte il peso e l'ingombro solo vantaggi. Con la pompa manuale si sta lì a farsi un avambraccio gonfio così, per raggiungere pressioni ridicole in tantissimo tempo.
Ora ho la Turblo di Dynamic Bike Care, e dimensioni e peso sono tranquillamente accettabili, a fronte della comodità che offre. Coi tubeless poi è ancora più utile (se hai i copertoncini nuovi riesce anche a farli tallonare in caso di necessità di aprire il sistema copertone-cerchio, mentre se hanno qualche mese e si sono un po' allargati serve un compressore e tanta aria).
Hai centrato perfettamente il punto, mcacco67. L'evoluzione della specie in questo settore è stata impressionante: la prima Xiaomi ha fatto da apripista ma portarsi dietro quel "mattone" nella tasca della maglia non era il massimo della vita. Modelli attuali come la Turblo o la Peakpeak che citavo prima hanno cambiato le regole del gioco proprio sul rapporto peso/ingombro.
La questione del tallonamento sui sistemi tubeless in strada è il vero asso nella manica di questi oggettini. Con le pompette manuali standard è una battaglia persa in partenza perché serve una portata d'aria iniziale immediata che la forza delle braccia non può garantire. Sapere che con un flusso costante controllato dal micro-motore si può far tallonare un copertone nuovo in caso di emergenza senza dover cercare un'officina o un benzinaio è una sicurezza enorme per chi fa lunghe distanze o giri sperduti.
Il limite sui tubeless "snervati" o vecchi che citavi resta sacrosanto (lì serve la botta del compressore grande da officina o del serbatoio booster), ma per l'80% delle emergenze in strada la pompa elettrica tascabile ha ridefinito il concetto di autosufficienza del ciclista.
 
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Hai centrato perfettamente il punto, mcacco67. L'evoluzione della specie in questo settore è stata impressionante: la prima Xiaomi ha fatto da apripista ma portarsi dietro quel "mattone" nella tasca della maglia non era il massimo della vita. Modelli attuali come la Turblo o la Peakpeak che citavo prima hanno cambiato le regole del gioco proprio sul rapporto peso/ingombro.
La questione del tallonamento sui sistemi tubeless in strada è il vero asso nella manica di questi oggettini. Con le pompette manuali standard è una battaglia persa in partenza perché serve una portata d'aria iniziale immediata che la forza delle braccia non può garantire. Sapere che con un flusso costante controllato dal micro-motore si può far tallonare un copertone nuovo in caso di emergenza senza dover cercare un'officina o un benzinaio è una sicurezza enorme per chi fa lunghe distanze o giri sperduti.
Il limite sui tubeless "snervati" o vecchi che citavi resta sacrosanto (lì serve la botta del compressore grande da officina o del serbatoio booster), ma per l'80% delle emergenze in strada la pompa elettrica tascabile ha ridefinito il concetto di autosufficienza del ciclista.
Aggancio un dettaglio fondamentale a questa discussione: la pompa elettrica è il paracadute perfetto se si rimane a piedi, ma la vera officina si fa a casa prima di partire.
Personalmente ho un'attenzione maniacale per le gomme. Prima di ogni singola uscita pulisco sempre il battistrada con uno straccio per verificare che non siano rimasti piccoli frammenti di vetro o sassolini taglienti incastrati dall'uscita precedente, facendo un controllo visivo totale e verificando la giusta pressione. Sarà fortuna, ma con questa routine non ho mai forato in anni di pedalate.
La pompa a batteria la tengo in tasca proprio come ultima linea di difesa per le emergenze assolute. Ho riassunto questa mia routine di controllo pre-uscita in un mini-breviario sul blog, se vi può essere utile per salvare le coperture: L'Officina del Ciclista - Come evitare le forature in strada


 
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antban

Pignone
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mi a che le attuali pompette di buona fattura,piu o meno si equivalgono(anche come pesi e dimensioni)
da un paio d'anni uso una pompetta ellettrica marca coospo,forato due volte,,bordo strada cambio camera(tpu),usando la prolunghetta(moolto pratica),in 40 secondi (piu o meno)è la pompetta mi ha portato a 70 psi il copertone.senza scaldare piu di tanto.
la cosa fondamentale è verificare SEMPRE che la batteria sia al massimo.
 
26 Novembre 2020
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mi a che le attuali pompette di buona fattura,piu o meno si equivalgono(anche come pesi e dimensioni)
da un paio d'anni uso una pompetta ellettrica marca coospo,forato due volte,,bordo strada cambio camera(tpu),usando la prolunghetta(moolto pratica),in 40 secondi (piu o meno)è la pompetta mi ha portato a 70 psi il copertone.senza scaldare piu di tanto.
la cosa fondamentale è verificare SEMPRE che la batteria sia al massimo.
Grazie per aver condiviso la tua esperienza, antban, tocchi due punti fondamentali.
Sulla scelta del TPU mi trovi d'accordo al 100%: anche io uso da tempo le camere d'aria in TPU della Tubolito sulla mia bici. Oltre al risparmio di peso e spazio clamoroso nella tasca, il TPU ha un grande vantaggio tecnico quando si usa una pompetta elettrica: avendo un volume interno inferiore rispetto al classico butile pesante, il motorino fa molta meno fatica e impiega pochissimi secondi a raggiungere la pressione corretta (i tuoi 40 secondi lo confermano).
Il consiglio sulla batteria è lo scoglio più grande di questi accessori. Molti modelli hanno solo un piccolo LED colorato (verde/giallo/rosso) che spesso inganna, lasciandoti a piedi quando serve davvero. È proprio per questo che nella recensione della Peakpeak sul blog mettevo in evidenza la comodità del display digitale con la percentuale esatta della carica: sapere esattamente quanta autonomia ti resta ti evita brutte sorprese prima di uscire di casa.
La prolungetta flessibile poi, come giustamente notavi, è obbligatoria per non fare leva sulla valvola e rischiare di strapparla mentre il motorino vibra.
 

antban

Pignone
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Grazie per aver condiviso la tua esperienza, antban, tocchi due punti fondamentali.
Sulla scelta del TPU mi trovi d'accordo al 100%: anche io uso da tempo le camere d'aria in TPU della Tubolito sulla mia bici. Oltre al risparmio di peso e spazio clamoroso nella tasca, il TPU ha un grande vantaggio tecnico quando si usa una pompetta elettrica: avendo un volume interno inferiore rispetto al classico butile pesante, il motorino fa molta meno fatica e impiega pochissimi secondi a raggiungere la pressione corretta (i tuoi 40 secondi lo confermano).
Il consiglio sulla batteria è lo scoglio più grande di questi accessori. Molti modelli hanno solo un piccolo LED colorato (verde/giallo/rosso) che spesso inganna, lasciandoti a piedi quando serve davvero. È proprio per questo che nella recensione della Peakpeak sul blog mettevo in evidenza la comodità del display digitale con la percentuale esatta della carica: sapere esattamente quanta autonomia ti resta ti evita brutte sorprese prima di uscire di casa.
La prolungetta flessibile poi, come giustamente notavi, è obbligatoria per non fare leva sulla valvola e rischiare di strapparla mentre il motorino vibra.
concordo su tutto.
la tpu per me ha un altro vantaggio importante(e ne va della sicurezza):quando fori(forellini nella norma)sgonfia gradualmente,praticamente le due volte che ho forato(con le tpu),il copertone si è afflosciato(non totalmente a terra) 200 metri dopo.in passato,forando col butile,il copertone mi cedeva di colpo(dopo pochi metri).la mia coospo ha display digitale con stato carica indicato da 4 barrette(carica max).e si puo impostare la pressione desiderata.la trovo utile da usare anche per verificare la semplice pressione dei copertoni.
 
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concordo su tutto.
la tpu per me ha un altro vantaggio importante(e ne va della sicurezza):quando fori(forellini nella norma)sgonfia gradualmente,praticamente le due volte che ho forato(con le tpu),il copertone si è afflosciato(non totalmente a terra) 200 metri dopo.in passato,forando col butile,il copertone mi cedeva di colpo(dopo pochi metri).la mia coospo ha display digitale con stato carica indicato da 4 barrette(carica max).e si puo impostare la pressione desiderata.la trovo utile da usare anche per verificare la semplice pressione dei copertoni.
Punto sacrosanto, antban. Quello dello sgonfiamento graduale è un plus lato sicurezza di cui si parla troppo poco. Il poliuretano (TPU) sotto l'azione di un corpo contundente microscopico tende a "stringersi" intorno al foro rallentando l'uscita dell'aria, mentre il butile si lacera strutturalmente facendo l'effetto palloncino che scoppia. In discesa questa differenza può salvarti da una brutta caduta.
Ottimo anche il fatto che la tua Coospo abbia l'indicazione dello stato di carica, significa che è già un modello evoluto rispetto a quelli con il singolo LED ingannevole.
Visto che usi il TPU con soddisfazione, ti lascio una dritta da officina per risolvere quello che è sempre stato il loro unico vero difetto: le micro-perdite d'aria localizzate sulla valvola. Spesso la perdita non è una foratura sul corpo, ma avviene nel punto di giunzione dove il filetto in metallo si avvita sul colletto in plastica nera termosaldato.
Io in officina ho risolto alla radice prima del montaggio: metto una goccia infinitesimale di colla cianoacrilica (tipo Super Attak) proprio sul filetto metallico prima di serrarlo a battuta sulla plastica nera. Fa da sigillante totale e permanente contro i cali di pressione.
Ho appena pubblicato una guida rapida sul blog dove spiego nel dettaglio questo trucco applicato sulla mia valvola Tubolito, se ti va di dargli un'occhiata per evitare noie con la pressione: L'Officina del Ciclista - Il trucco del meccanico per le valvole in TPU
Un saluto,
Dario https://lofficinadelciclista26.blogspot.com


 

antban

Pignone
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Punto sacrosanto, antban. Quello dello sgonfiamento graduale è un plus lato sicurezza di cui si parla troppo poco. Il poliuretano (TPU) sotto l'azione di un corpo contundente microscopico tende a "stringersi" intorno al foro rallentando l'uscita dell'aria, mentre il butile si lacera strutturalmente facendo l'effetto palloncino che scoppia. In discesa questa differenza può salvarti da una brutta caduta.
Ottimo anche il fatto che la tua Coospo abbia l'indicazione dello stato di carica, significa che è già un modello evoluto rispetto a quelli con il singolo LED ingannevole.
Visto che usi il TPU con soddisfazione, ti lascio una dritta da officina per risolvere quello che è sempre stato il loro unico vero difetto: le micro-perdite d'aria localizzate sulla valvola. Spesso la perdita non è una foratura sul corpo, ma avviene nel punto di giunzione dove il filetto in metallo si avvita sul colletto in plastica nera termosaldato.
Io in officina ho risolto alla radice prima del montaggio: metto una goccia infinitesimale di colla cianoacrilica (tipo Super Attak) proprio sul filetto metallico prima di serrarlo a battuta sulla plastica nera. Fa da sigillante totale e permanente contro i cali di pressione.
Ho appena pubblicato una guida rapida sul blog dove spiego nel dettaglio questo trucco applicato sulla mia valvola Tubolito, se ti va di dargli un'occhiata per evitare noie con la pressione: L'Officina del Ciclista - Il trucco del meccanico per le valvole in TPU
Un saluto,
Dario https://lofficinadelciclista26.blogspot.com


uso tpu cylcami(le verdi da 38gr),con valvola in metallo,il corpo valvola filettata si puo svitare dalla camera??non ci ho mai fatto caso.
non ho mai notato cali improvvisi di pressione...certo dopo 3-4 giorni una pompata(poco)gli va data.
le camere che uso sono queste:
 
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uso tpu cylcami(le verdi da 38gr),con valvola in metallo,il corpo valvola filettata si puo svitare dalla camera??non ci ho mai fatto caso.
non ho mai notato cali improvvisi di pressione...certo dopo 3-4 giorni una pompata(poco)gli va data.
le camere che uso sono queste:
Ciao antban! Sulle Cyclami verdi (ottime camere tra l'altro, molto resistenti) la struttura è leggermente diversa rispetto alle Tubolito, ma il trucco funziona lo stesso.
Il colletto esterno in metallo è stampato nella plastica e non si muove, ma il meccanismo interno della valvola (il "core" Presta, la parte interna color argento o nera che tieni svitata quando gonfi) è assolutamente smontabile. Se ci fai caso, nella confezione delle Cyclami c'è sempre una micro-chiavetta nera in plastica con una fessura geometrica.
Puoi usare quella chiavetta (o una pinza a becchi piatti) per svitare il core interno in senso antiorario. Il trucco della colla qui lo applichi proprio sulla filettatura di quel meccanismo interno prima di riavvitarlo forte. Spesso è proprio da quel filetto minuscolo che si creano i micro-trafilamenti invisibili che ti costringono a ridare una pompata ogni 3 o 4 giorni come dicevi!
Facendo questa operazione terrai la pressione stabile per settimane.
Prova e fammi sapere.
 
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antban

Pignone
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Ciao antban! Sulle Cyclami verdi (ottime camere tra l'altro, molto resistenti) la struttura è leggermente diversa rispetto alle Tubolito, ma il trucco funziona lo stesso.
Il colletto esterno in metallo è stampato nella plastica e non si muove, ma il meccanismo interno della valvola (il "core" Presta, la parte interna color argento o nera che tieni svitata quando gonfi) è assolutamente smontabile. Se ci fai caso, nella confezione delle Cyclami c'è sempre una micro-chiavetta nera in plastica con una fessura geometrica.
Puoi usare quella chiavetta (o una pinza a becchi piatti) per svitare il core interno in senso antiorario. Il trucco della colla qui lo applichi proprio sulla filettatura di quel meccanismo interno prima di riavvitarlo forte. Spesso è proprio da quel filetto minuscolo che si creano i micro-trafilamenti invisibili che ti costringono a ridare una pompata ogni 3 o 4 giorni come dicevi!
Facendo questa operazione terrai la pressione stabile per settimane.
Prova e fammi sapere.
ok tutto chiaro,ora ho capito meglio.proverò su una tpu vecchia.
 

Lumi

Maglia Gialla
8 Novembre 2020
10.882
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Italia
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Colnago V3Rs
L’attrezzatura da gonfiaggio portatile deve essere una sicurezza al 100%.

La pompetta elettrica è comoda (ma non piu’ della co2 se la si sa usare) ma:
  1. La batteria è una incognita, se non la si controlla quella volta all’anno che si buca è mezza scarica, e comunque la maggior parte dei modelli possono gonfiare due o tre copertoni, quindi non molto piu’ delle bombolette a parita’ di peso e ingombro
  2. La guarnizione del pistone è il punto debole di molti modelli, dopo tot gonfiaggi cede e la pompetta è da buttare e bisogna trovare una soluzione per tornare a casa
  3. Molti modelli scaldano molto, e con le camere in tpu (che uso io) è un problema

quindi io mi porto dietro pompa manuale per sicurezza 100%, piu’ a meno di avere problemi di peso e ingombro (quasi mai) ho sempre dietro co2 per comodita’ al bisogno
 
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L’attrezzatura da gonfiaggio portatile deve essere una sicurezza al 100%.

La pompetta elettrica è comoda (ma non piu’ della co2 se la si sa usare) ma:
  1. La batteria è una incognita, se non la si controlla quella volta all’anno che si buca è mezza scarica, e comunque la maggior parte dei modelli possono gonfiare due o tre copertoni, quindi non molto piu’ delle bombolette a parita’ di peso e ingombro
  2. La guarnizione del pistone è il punto debole di molti modelli, dopo tot gonfiaggi cede e la pompetta è da buttare e bisogna trovare una soluzione per tornare a casa
  3. Molti modelli scaldano molto, e con le camere in tpu (che uso io) è un problema

quindi io mi porto dietro pompa manuale per sicurezza 100%, piu’ a meno di avere problemi di peso e ingombro (quasi mai) ho sempre dietro co2 per comodita’ al bisogno
Obiezioni sacrosante, Lumi. Tocchi i tre veri punti deboli storici di questi oggettini quando sono nati, ed è giustissimo diffidare se l'attrezzatura deve darti sicurezza al 100%. Da meccanico, però, ti dico che nell'ultimo anno la micromeccanica ha fatto passi da gigante proprio su questi tre limiti, distinguendo i "giocattoli" dagli strumenti affidabili.
  1. Il problema batteria: Verissimo per i vecchi modelli con celle cinesi scadenti che soffrivano di autoscarica. I modelli ottimizzati di ultima generazione usano batterie al litio stabili che mantengono la carica per mesi e, soprattutto, hanno il display con la percentuale esatta. Se vedi 90% prima di uscire, resta 90%. Inoltre, una pompa moderna da 120 grammi fa 4-6 gonfiaggi completi da zero: molto più di due bombolette di CO2 a parità di ingombro in tasca.
  2. La guarnizione del pistone: Nei modelli super economici da 15 euro il cilindro è in plastica e la guarnizione si squaglia. Nei modelli professionali (come la Peakpeak che uso io) il corpo del cilindro è in alluminio aeronautico anodizzato con guarnizioni ad alta tolleranza termica nate per durare nel tempo, non per essere usa e getta.
  3. Il calore e il TPU: Questo è il punto più critico. Il compressore scalda per forza fisica, e il calore eccessivo sulla valvola in plastica del TPU può letteralmente fondere il colletto della camera. I produttori seri hanno risolto inserendo una guarnizione isolante in silicone termico e, soprattutto, una prolunga flessibile in tessuto tecnico che allontana il corpo pompa rovente dalla valvola in plastica della camera.
Il tuo approccio "vecchia scuola" (manuale + CO2) resta il più sicuro in assoluto a livello di zero elettronica, ma ti assicuro che la tecnologia attuale ha colmato quel gap, rendendo questi mini compressori dei paracadute affidabili a tutti gli effetti.
Se ti interessa vedere i dati strutturali e come sono isolati termicamente i modelli di ultima generazione, ho analizzato proprio questi dettagli tecnici nella recensione sul mio blog:
Un saluto,
Dario (L'Officina del Ciclista)
 

oberti

Apprendista Velocista
29 Maggio 2008
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Bunat Sura ( BG )
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Con 2 ruote.....
Anche io come @Lumi preferisco portarmi 2 camere e 2 bombolette nella falsaborraccia dove in pratica dovrei/vorrei mettere anche la minipompa e della quale mi scorderei di verificare il livello di batteria con il rischio di trovarla scarica al momento del bisogno.
 
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Anche io come @Lumi preferisco portarmi 2 camere e 2 bombolette nella falsaborraccia dove in pratica dovrei/vorrei mettere anche la minipompa e della quale mi scorderei di verificare il livello di batteria con il rischio di trovarla scarica al momento del bisogno.
Giro di boa comprensibilissimo, oberti! La falsaborraccia attrezzata "alla vecchia scuola" con due camere e la CO2 resta una certezza matematica che non si scarica mai, ed è un'ottima routine di sicurezza quando si esce per giri lunghi.
La paura di dimenticarsi la batteria ed è lo scoglio mentale più grande per molti. Il bello però dei modelli di ultima generazione con il display a percentuale (e non il semplice LED colorato che inganna) è che l'autoscarica spontanea quando la pompetta è ferma in garage è praticamente vicina allo zero grazie alle nuove celle al litio.
Basta letteralmente un secondo prima di infilare la pompetta in tasca: dai un colpo di click, vedi il numero esatto (es. 90%) e parti senza ansie. Alla fine occupa lo stesso identico spazio di due bombolette di CO2 e dell'erogatore, ma con il vantaggio che se becchi la giornata sfortunata dove fori tre volte, non rimani a piedi perché non hai finito il gas!
Un saluto,
Dario (L'Officina del Ciclista)
 
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Lumi

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Giro di boa comprensibilissimo, oberti! La falsaborraccia attrezzata "alla vecchia scuola" con due camere e la CO2 resta una certezza matematica che non si scarica mai, ed è un'ottima routine di sicurezza quando si esce per giri lunghi.
La paura di dimenticarsi la batteria ed è lo scoglio mentale più grande per molti. Il bello però dei modelli di ultima generazione con il display a percentuale (e non il semplice LED colorato che inganna) è che l'autoscarica spontanea quando la pompetta è ferma in garage è praticamente vicina allo zero grazie alle nuove celle al litio.
Basta letteralmente un secondo prima di infilare la pompetta in tasca: dai un colpo di click, vedi il numero esatto (es. 90%) e parti senza ansie. Alla fine occupa lo stesso identico spazio di due bombolette di CO2 e dell'erogatore, ma con il vantaggio che se becchi la giornata sfortunata dove fori tre volte, non rimani a piedi perché non hai finito il gas!
Un saluto,
Dario (L'Officina del Ciclista)
Aprire la falsa borraccia prima di ogni giro per controllare è un no-show per me ... non so nemmeno l'ultima volta che la ho aperta per controllare, siccome è tutto impaccato alla perfezione, poi per richiuderla mi ci vuole una fatica pazzesca ... :-)xxxx
 
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Aprire la falsa borraccia prima di ogni giro per controllare è un no-show per me ... non so nemmeno l'ultima volta che la ho aperta per controllare, siccome è tutto impaccato alla perfezione, poi per richiuderla mi ci vuole una fatica pazzesca ... :-)xxxx
Ahahah Lumi, come darti torto! Penso che quello del "Tetris" dentro la falsaborraccia sia un dramma condiviso dal 90% del gruppo. Una volta che riesci a incastrare tutto al millimetro senza far sbatacchiare gli attrezzi, l'ultima cosa che vuoi è aprirla per controllare se la camera d'aria si è screpolata o se le bombolette si sono allentate. Si preferisce viaggiare sulla fiducia!
È proprio per questo che molti stanno lasciando la falsaborraccia sigillata solo per le emergenze estreme (tipo la seconda foratura della giornata) e preferiscono tenere in tasca questi mini compressori digitali come il Peakpeak di cui parlavo nella recensione.
Essendo grandi come un accendino, li infili nella maglia prima di uscire, dai un'occhiata alla percentuale della batteria sul display in un millisecondo senza dover smontare o scassinare nulla in garage e hai la certezza di gonfiare 4 o 5 volte di fila senza sforzo. Ti risparmia quel "lavoraccio" di rincastrare tutto a bordo strada sotto il sole o con le mani fredde!
 
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NCC1701

Passista
4 Aprile 2017
4.630
2.002
Sul terzo pianeta dal Sole
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Cinesi, e italiane, non sono schizzinoso
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