Ciclisti over 50 (vol.3)

golias

Factotum :-)
28 Marzo 2018
36.276
27.127
.
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Bici
mia
Non ricordo chi tra di noi è esperto di piante ;nonzo%
Se ricordate un anno fa o poco più avevo postato la foto dell'albero di limoni che appariva sofferente ma qualche limone lo faceva, quest'estate di botto è partito a canna e si è infoltito da paura con getti che hanno superato il mt di lunghezza :shock:
Ma in pratica ha fatto solo rigetti e foglie belle verdi larghe.. limoni zero !!
Che faccio ?
Poto e lo riduco ?
Sarà il momento adatto ?
Perchè ho letto qualcosa in rete ma, come spesso accade, pareri contrastanti :roll:
 

VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
20.505
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Tecnotrat
E quali sarebbero le ruote degne di tale nome ? Le mie girano, sono abbastanza robuste e affidabili, dovrei spendere 450 Euro per due comandi, un pacco pignoni marcio, un deragliatore e un cambio ? Solo perchè c'è scritto Super Record ? Mah...... a me sembra una roba folle.
 

VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
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Tecnotrat
Non quelle che trovi accanto ad un cassonetto :-)xxxx
Certo che dovrai spendere.. anche se ti facessi fare solo il telaio gli schei li dovrai sganciare a meno che tu non vada al baratto :mrgreen:
Le ruote che ho trovato funzionano esattamente come le altre che ho. Non mi servono altre ruote. Non ho bisogno nemmeno di "apparire" o di sentirmi al passo con i tempi.
Quando deciderò di montarmi una bici nuova cercherò quello che serve.
 

Bert5quant1

Etiamsi omnes, ego non
5 Ottobre 2018
7.235
12.062
75
Gattinara (Vercelli)
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1) acciaio 1989 no brand, scassata, 2) entry level alu no brand, 3) Bianchi infinito cv telaio 2016
uscitina pre orario mutua

Stamattina avevo la visita di controllo con rimozione lamelle, oggi ho bissato con un paio d'ore, sembra che sia andato tutto bene
Allora sei libero da... infrastrutture!!!
 
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bob1972

Apprendista Scalatore
8 Maggio 2025
2.181
2.949
54
Moncalieri - TO
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In arrivo...

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
8.830
4.028
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Prima di tutto complimenti, quel tipo di circuito così breve non lo digerirei di sicuro, per fortuna qui non ne fanno.
Finalmente uno che si cimenta in un circuito, spero che non sia per te un' esperienza isolata ma l' inizio di una serie di corse e, conoscendo la tua preferenza per la salita, ti auguro che nella tua zona il prossimo anno organizzino qualcosa con quel tipo di difficoltà. Bravo, mi è piaciuto anche il racconto dettagliato. o-o

Per quanto riguarda la media, questo è un tipico esempio che fa capire quanto può essere stata dura e tirata, nonostante il chilometraggio limitato e l' assenza di dislivello. Molto più dura una corsa così che una con chilometraggio doppio ma più scorrevole, anche se fatta ad una media più elevata.

Vado......ho la frittata con gli asparagi che mi aspetta.
Ho piacere che tu abbia apprezzato! Alla fine su due km c’erano infatti 10 curve, 5 delle quali decisamente “chiuse”, le altre a volte bastava toccare poco i freni ed entravi ed uscivi bene. E c’erano tratti talmente stretti che ci stavano tre bici affiancate e basta!

Un collega, che poi è un dottorando di scienze motorie e allena atleti di varie categorie, ed è atleta lui stesso mi ha fatto i complimenti più belli, dicendomi che si vede che so stare in bici e so correre: stare dietro a me era un piacere, non ho sbagliato una linea, una traiettoria, tutto pulito cercando di non perdere mai velocità andando forte quando serve ma regolare anche quando è inutile spremersi. Mi fa: avrei potuto mettermi una benda sugli occhi tanto mi sentivo sicuro dietro di te!

E un po’ mi ha emozionato perché io, in quei momenti, mi sentivo esattamente così: sentivo di avere la responsabilità di chi era dietro e contava su di me, e che non potevo avere sbavature o incertezze perché ci saremmo fatti male. E volevo portarli con me al traguardo, perché nel gruppo che si era formato c’erano altri della mia squadra che erano partiti forte, troppo, e avevo raccattato durante i giri.

Alla fine ho fatto ciò che mi viene meglio, e non è la prestazione: ho analizzato la situazione, le variabili, ho provato il percorso prima e memorizzato tutte le linee da tenere e le criticità, ho fatto un riscaldamento perfetto e già in partenza avevo deciso che sarei andato all’attacco, ho chiesto pochi cambi, e quando cambiavo sono sempre stato nei primi tre, perché andar dietro con tutte le curve ed i rilanci era rischioso e avrei faticato senza trarne vantaggio. Invece volevo essere io a condurre la mia corsa, che poi è diventata un inseguimento (e perciò anche molto avvincente). E quando ho deciso che non avrei mollato fino alla fine non è stato per cocciutaggine, ma perché con un occhio davanti e uno alle velocità del mio gruppo, sapevo che avevamo possibilità di ricongiungimento ma solo ad alcune condizioni, e quelle condizioni in parte dipendevano da noi, o meglio da me, perché ero l’unico con quella visione: gli altri stavano o limitando i danni perché un po’ in affanno, o erano semplicemente contenti di aver trovato il gruppo buono con cui arrivare alla volata.

Per questo sono molto soddisfatto, e non mi interessa la prestazione in sé, ma il fatto che sono riuscito a fare quello che so fare meglio: non mi sarei mai accontentato di stare semplicemente lì in mezzo: volevo capire cosa stessi facendo e perché. Ed è successo. E come sempre mi accade, perché anche nella vita di tutti i giorni sono fatto così, non potevo non aiutare gli altri e così è stato: abbiamo piazzato 5 elementi nei primi 25, nessun altro Ateneo ha fatto di meglio, ed io ho contribuito a tenere insieme il gruppo.

Alla fine per me è la solita conferma: sarei un ottimo gregario :-)xxxx

Poi tu lo sai più di tutti: le corse non prendono sempre la piega che vuoi e a volte neanche un buon piano B aggiusta le cose. In primis se ti capita la giornata storta fisicamente sei costretto ad inseguire ma non è un inseguimento di gusto come quello che mi è capitato, lì soffri e né ti diverti e potresti anche essere poco lucido e quindi non fare le cose giuste in gruppo. E non va bene, serve per fare esperienza, ma in realtà vorresti semplicemente non essere lì.
 
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VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
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Tecnotrat
Ho i miei dubbi però se dici che girano ci credo.
Tolto che.. meglio se lasciamo perdere questo discorso visto come lo stai impostando e non ho voglia di stare a discutere inutilmente.
Ho già scritto in passato cosa rappresenta per me quella bicicletta, l' ho ribadito ieri sera, non ho mai cercato altro, la uso per fare ciò che mi diverte e non mi sento ne inferiore, ne "limitato" dal fatto di non avere componenti di alto livello.
E' inutile che continuiate a menarmelo con sta storia, quando sarà il momento se troverò quello che cerco ne monterò un' altra ma solo perchè questa, mal contati, ha 80/90000 km, forse di più ( è rimasta ferma 12 anni ), possibilmente RIM e meccanica. Se nel frattempo dovesse cedere prenderò quel che troverò....... al momento non esiste sul mercato una bici che mi faccia battere il cuore e per me è una cosa fondamentale, più della marca o del peso o di tante altre stronzate.
 

fabiopon

Besugo in bilico
19 Novembre 2009
12.714
13.590
62
Genova
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Specialized Roubaix SL2 + Olmo Zeffiro VCT + Rockraider 5.1
Non ricordo chi tra di noi è esperto di piante ;nonzo%
Se ricordate un anno fa o poco più avevo postato la foto dell'albero di limoni che appariva sofferente ma qualche limone lo faceva, quest'estate di botto è partito a canna e si è infoltito da paura con getti che hanno superato il mt di lunghezza :shock:
Ma in pratica ha fatto solo rigetti e foglie belle verdi larghe.. limoni zero !!
Che faccio ?
Poto e lo riduco ?
Sarà il momento adatto ?
Perchè ho letto qualcosa in rete ma, come spesso accade, pareri contrastanti :roll:
La potatura è quella cosa che se chiedi a cento persone hai cento pareri diversi, soprattutto per l'ulivo che per struttura "perdona" parecchio.
Taglia bene radente alla base qualche succhione non tutti, quelli più alti, con cesoie ben affilate e disinfettate con alcool. Cerca di fare in modo che il taglio sia netto senza sfilacciature.
E i rami secchi, quelli sempre.
 

VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
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Tecnotrat
Ho piacere che tu abbia apprezzato! Alla fine su due km c’erano infatti 10 curve, 5 delle quali decisamente “chiuse”, le altre a volte bastava toccare poco i freni ed entravi ed uscivi bene. E c’erano tratti talmente stretti che ci stavano tre bici affiancate e basta!

Un collega, che poi è un dottorando di scienze motorie e allena atleti di varie categorie, ed è atleta lui stesso mi ha fatto i complimenti più belli, dicendomi che si vede che so stare in bici e so correre: stare dietro a me era un piacere, non ho sbagliato una linea, una traiettoria, tutto pulito cercando di non perdere mai velocità andando forte quando serve ma regolare anche quando è inutile spremersi. Mi fa: avrei potuto mettermi una benda sugli occhi tanto mi sentivo sicuro dietro di te!

E un po’ mi ha emozionato perché io, in quei momenti, mi sentivo esattamente così: sentivo di avere la responsabilità di chi era dietro e contava su di me, e che non potevo avere sbavature o incertezze perché ci saremmo fatti male. E volevo portarli con me al traguardo, perché nel gruppo che si era formato c’erano altri della mia squadra che erano partiti forte, troppo, e avevo raccattato durante i giri.

Alla fine ho fatto ciò che mi viene meglio, e non è la prestazione: ho analizzato la situazione, le variabili, ho provato il percorso prima e memorizzato tutte le linee da tenere e le criticità, ho fatto un riscaldamento perfetto e già in partenza avevo deciso che sarei andato all’attacco, ho chiesto pochi cambi, e quando cambiavo sono sempre stato nei primi tre, perché andar dietro con tutte le curve ed i rilanci era rischioso e avrei faticato senza trarne vantaggio. Invece volevo essere io a condurre la mia corsa, che poi è diventata un inseguimento (e perciò anche molto avvincente). E quando ho deciso che non avrei mollato fino alla fine non è stato per cocciutaggine, ma perché con un occhio davanti e uno alle velocità del mio gruppo, sapevo che avevamo possibilità di ricongiungimento ma solo ad alcune condizioni, e quelle condizioni in parte dipendevano da noi, o meglio da me, perché ero l’unico con quella visione: gli altri stavano o limitando i danni perché un po’ in affanno, o erano semplicemente contenti di aver trovato il gruppo buono con cui arrivare alla volata.

Per questo sono molto soddisfatto, e non mi interessa la prestazione in sé, ma il fatto che sono riuscito a fare quello che so fare meglio: non mi sarei mai accontentato di stare semplicemente lì in mezzo: volevo capire cosa stessi facendo e perché. Ed è successo. E come sempre mi accade, perché anche nella vita di tutti i giorni sono fatto così, non potevo non aiutare gli altri e così è stato: abbiamo piazzato 5 elementi nei primi 25, nessun altro Ateneo ha fatto di meglio, ed io ho contribuito a tenere insieme il gruppo.

Alla fine per me è la solita conferma: sarei un ottimo gregario :-)xxxx

Poi tu lo sai più di tutti: le corse non prendono sempre la piega che vuoi e a volte neanche un buon piano B aggiusta le cose. In primis se ti capita la giornata storta fisicamente sei costretto ad inseguire ma non è un inseguimento di gusto come quello che mi è capitato, lì soffri e né ti diverti e potresti anche essere poco lucido e quindi non fare le cose giuste in gruppo. E non va bene, serve per fare esperienza, ma in realtà vorresti semplicemente non essere lì.
Da quello che scrivi traspare la tua soddisfazione ed è giusto manifestarla, spero che anche altri provino a cimentarsi in questo tipo di manifestazioni. Non ho capito però se avevi già corso in passato o se è stato il tuo primo circuito, poi ho letto che hai preparato questa corsa per tre mesi....... fossi in te sfrutterei l' ottima condizione per farne altre, se in Squadra avete questa intesa magari nelle prossime occasioni potrebbero essere i compagni a farti da gregari, non come noi che sembriamo l' Armata Brancaleone.
Nell' ultima parte hai descritto perfettamente quello che succede a me quando non sono in forma......è solo una sofferenza e a volte staccarsi è una "liberazione" e quest' anno è successo solo 3 volte.
Poi domani se non vi annoio vi racconto anche come ho preparato la corsa negli ultimi 3 mesi, anche se la conferma alla mia partecipazione l’ho data ad inizio agosto perché prima non ero certo di essere libero a settembre.
Mah......guarda, a me interessa, probabilmente non abbiamo le stesse caratteristiche e, di conseguenza, gli stessi metodi, ma il confronto è sempre costruttivo e ci può essere qualcosa da cui prendere spunto. Qualcosa dovrò rivedere per il prossimo anno, perchè chi vince nella mia zona ( parlo sempre della 2^ serie, a quelli di 1^ non potrò mai avvicinarmi ) scatta a ripetizione finchè la fuga non se ne va ( successo anche sabato scorso ), mentre io fino all' inizio dell' estate avevo solo 3 cartucce....... sabato ne avevo una sola e l' ho sparata per chiudere un buco che avrebbe dovuto chiudere un mio compagno.....quando sono rientrato e sono tornato davanti è partito un Casalese che conosco bene insieme ad un altro, ma io non avevo la forza di andare con loro.
 
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Passista
8 Agosto 2007
4.396
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Piemonte
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green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Ho già scritto in passato cosa rappresenta per me quella bicicletta, l' ho ribadito ieri sera, non ho mai cercato altro, la uso per fare ciò che mi diverte e non mi sento ne inferiore, ne "limitato" dal fatto di non avere componenti di alto livello.
E' inutile che continuiate a menarmelo con sta storia, quando sarà il momento se troverò quello che cerco ne monterò un' altra ma solo perchè questa, mal contati, ha 80/90000 km, forse di più ( è rimasta ferma 12 anni ), possibilmente RIM e meccanica. Se nel frattempo dovesse cedere prenderò quel che troverò....... al momento non esiste sul mercato una bici che mi faccia battere il cuore e per me è una cosa fondamentale, più della marca o del peso o di tante altre stronzate.
Ogni cosa bene o male fa quello che deve fare, ma l'importante è che ognuno scelga in base a ciò di cui sente di aver bisogno. Ci sono delle differenze tra i prodotti che usi tu (e anche io, a casa un paio di assemblate in alluminio a 32 raggi con incrocio in terza che hanno anni le ho e le uso d'inverno) e quelli che ci sono in commercio ora? Sì, perché è cambiata la tecnologia, i materiali, etc.: insomma, poche cose ma significative, e al di là del giudizio dell'utilizzatore finale (si va più forte, si risparmiano watt, son più leggere, son più rigide, etc.), la realtà è solo questa: sono qualcosa di diverso. E su questo non c'è bisogno di convincere nessun, parlano i fatti.

Per le scelte invece parla il cuore, e nel tuo caso anche il portafoglio :))):: non è detto che solo perché venga proposto questo tipo di nuovo prodotto, uno non possa scegliere altro. E nel tuo caso deve essere così, perché ti vedo moooolto scoglionato all'idea di fare un cambiamento di bici, sistema ruote, etc., e non c'è cosa peggiore che essere scoglionati all'idea di avere una bici nuova (poi chiaro, sei veramente particolare, la maggioranza dei ciclisti gioisce come un bambino quando sceglie e fa un acquisto di un mezzo nuovo).

Quindi per me fai bene, se devi essere così turbato all'idea di, non ha senso fare qualcosa che va contro la propria natura.
Però resto dell'idea che ogni tanto bisogna osare, il cambiamento è la cosa più difficile (soprattutto alla nostra età), ma ci toglie dal pantano di essere sempre fedeli ai noi stessi.
 

fabiopon

Besugo in bilico
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Se togli uno spessore da sotto lo stem ti abbassi e ti allunghi un filo, oppure sostituisci il manubrio.
Io non cambierei la bici che già la tua è recente e nuova solo per risparmiare magari mezzo kg quando ne dovresti invece togliere al tuo fisico.
Chi con impegno si è messo di buzzo buono per calare magari anche solo quei 4-5 kg sa bene come cambi la situazione in salita.. altro che 6-700 gr risparmiati sul mezzo.
Quando tu vai in negozio a vedere una bici ti parte la scimmia, che di solito non ha quasi mai nessuna forma di razionalità. Non doveva andare e basta. Oramai il guaio è fatto.
 
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Maglia Amarillo
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Da quello che scrivi traspare la tua soddisfazione ed è giusto manifestarla, spero che anche altri provino a cimentarsi in questo tipo di manifestazioni. Non ho capito però se avevi già corso in passato o se è stato il tuo primo circuito, poi ho letto che hai preparato questa corsa per tre mesi....... fossi in te sfrutterei l' ottima condizione per farne altre, se in Squadra avete questa intesa magari nelle prossime occasioni potrebbero essere i compagni a farti da gregari, non come noi che sembriamo l' Armata Brancaleone.
Nell' ultima parte hai descritto perfettamente quello che succede a me quando non sono in forma......è solo una sofferenza e a volte staccarsi è una "liberazione" e quest' anno è successo solo 3 volte.

Mah......guarda, a me interessa, probabilmente non abbiamo le stesse caratteristiche e, di conseguenza, gli stessi metodi, ma il confronto è sempre costruttivo e ci può essere qualcosa da cui prendere spunto. Qualcosa dovrò rivedere per il prossimo anno, perchè chi vince nella mia zona ( parlo sempre della 2^ serie, a quelli di 1^ non potrò mai avvicinarmi ) scatta a ripetizione finchè la fuga non se ne va ( successo anche sabato scorso ), mentre io fino all' inizio dell' estate avevo solo 3 cartucce....... sabato ne avevo una sola e l' ho sparata per chiudere un buco che avrebbe dovuto chiudere un mio compagno.....quando sono rientrato e sono tornato davanti è partito un Casalese che conosco bene insieme ad un altro, ma io non avevo la forza di andare con loro.
Già, sono soddisfatto perché ho tirato fuori il meglio da ciò che avevo a disposizione, compreso me stesso. E per me la parte più importante è questa. E mi capita anche quando le cose vanno male: lo scorso anno sempre campionati universitari di podismo 10 km, in salita e discesa come piace a me, ho dovuto mollare per una contrattura: ho fatto l'ultimo km camminando praticamente. Però ho corso all'attacco e in crescendo sempre, non potevo che essere soddisfatto: non contano le posizioni che ho perso, e ne ho perse parecchie.

Correvo anche circuiti fino al 2012 circa, ultima gara Gran Fondo del Prosecco 2013 sotto la pioggia battente: anche lì grande soddisfazione, mi sono fermato ad aiutare un amico che aveva forato, poi l'ho portato al traguardo, cioè ad un certo punto in tutti quei saliscendi (che erano il mio pane) nessun riusciva a darmi il cambio e me ne sono andato via da solo dal gruppo. Poi poco prima della linea del traguardo mi sono fermato e l'ho aspettato, 2-3 minuti, e siamo arrivati insieme. In questo modo ho perso la griglia di merito per l'anno successivo perché avrei fatto un buon tempo, ma io ero felice così.

Comunque non farò altre gare in bici quest'anno, ora riprenderò a correre a piedi, ho due o tre appuntamenti che mi interessano tra ottobre e novembre.

E' vero che il rischio di sembrare un armata Brancaleone e non coordinarsi è sempre dietro l'angolo: io non conoscevo le caratteristiche dei miei compagni e le loro capacità, ma dopo 2-3 giri insieme avevo già fotografato la situazione, e anche con l'umiltà di sapere che da solo non sarei andato troppo lontano, ho cercato di essere il collante e non il disgregante: era l'unica cosa sensata da fare. Per dire, l'Ateneo di Milano a parte uno arrivato nei primi 10, ha 6 ciclisti tutti insieme dal 30esimo al 36esimo posto. Ma possibile che in 6 non riuscissero a coordinarsi e fare qualcosa di meglio? Il mio gruppo era poco davanti a loro, 6 della stessa squadra, con cambi regolari ma tenendo alto il ritmo quindi senza cucinarsi, potevano fare ciò che volevano e rientrare già a metà corsa.
 
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loiety

Passista
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Sì mi ricordo... :-(
Adriano è stato un nome che ha avuto il suo angolo nella storia dell'alpinismo, aprendo molte vie molto impegnative. Ho fatto un po' di cose con lui quando era molto giovane e io cercavo di "calmarlo", ed aveva una gestione delle calorie che qua farebbe inorridire, ovvero mangiava moltissimo e poi faceva attività ad altissimo consumo per ore senza portarsi dietro quasi nulla, ma aveva una prestanza fisica superiore alla media, se la cavava anche in bici. Ovviamente bruciava più di una ferrari e anche le sue assurdità alimentari venivano sistematicamente compensate. In una vacanza fatta con lui, in cui per una settimana feci tutti i giorni durissime (perlomeno per me) vie in Verdon, io PRESI un chilo, questo per capire come i nostri metabolismi non siano tutti uguali. E' morto come è vissuto, a velocità doppia, e in rete si trovano diversi articoli su di lui. In cima, prima di scendere, incontrò un nostro amico personaggio abbastanza noto della valle perché sino ad età avanzata ha sempre fatto gare di skialp e granfondo, e a sapere di essere stato l'ultimo a parlargli lo ha fatto star male ma davvero tanto.