solo una considerazione, non per far polemica ma proprio per ragionare su quanto è vario il mondo:
dopo che leggo di 5 w/kg e passa...non so se ci rendiamo conto di quanto è distante il concetto di ciclismo di chi fa numeri da primi 50-100 posti in una granfondo così e la stragrande maggioranza della gente che va in bici, che a una granfondo neanche partecipa ed è già tanto se fa un colle alpino nelle giornate di chiusura al traffico.
penso che il paragone più azzeccato sia quello con chi corre da amatore in moto o in macchina. ovviamente in campo motoristico c'è un discorso di budget completamente diverso, ma a livello di prestazione sportiva penso che se 20 anni fa si fosse detto che 5,5 w/kg nella prima parte di una GF non di primissimo piano non sarebbero bastati neanche a stare nei primi 30, non ci avrebbe creduto nessuno.
C’è da dire che se uno sa un minimo allenarsi ed alimentarsi oggi si riescono a fare performance impensabili solo 10 anni fa, tanto a livello amatoriale quanto professionistico.
Io ad esempio “quei numeri” li faccio con un lavoro full
time di responsabilità e piuttosto impegnativo (non fisicamente), vita sociale ecc e 8/12 ore di allenamento a settimana, buona parte delle quali pedalate con calma con amici più vecchi di me, alcuni pensionati, con cui si riesce benissimo a convivere e passare del piacevole tempo insieme - conosco tanta gente che non corre ma pedala più o molto più di me.
In un quadro del genere l’anno scorso ho chiuso 64esimo, che nel mio piccolo fu un risultato super soddisfacente.
La cosa che è cambiata tanto è quanta gente fa la vita da pro senza esserlo (con il massimo rispetto - ognuno ha i propri contesti di vita e non voglio in alcun modo essere giudicante), quindi a parte i fortissimi che sono bene o male sempre gli stessi come numero si è ampliata a dismisura la categoria dei mediamente forti… e infatti ora si hanno valori come giustamente dici impensabili fino ad un po’ di anni fa a livello amatoriale.
Detto questo io sono super sostenitore, un po’ come dice
@TICR di fare una divisione netta almeno in griglia tra chi vuol fare la gara con spirito agonistico e chi invece ha piacere di farla a passeggio. Istituire griglie di merito sulla base delle classifiche degli anni precedenti in primis, e poi dare priorità a chi in fase di iscrizione richiede un posto più avanti “a scopi agonistici”.
Così facendo chi vuole fare la corsa è già davanti e non deve fare numeri folli e pericolosi a recuperare subito, mentre chi la fa da tranquillo è già dietro e non corre rischi inutili.
Valore aggiunto sarebbe così facendo la possibilità di arrivare quasi all’ultimo in griglia e non quando aprono, dovendo poi stare una vita fermi a raffreddarsi ed annoiarsi.
Il problema è che questa è utopia perché poi alle gare si vede veramente di tutto e chi accetta ragionamenti del genere con onestà intellettuale non penso sia la maggioranza degli iscritti, anzi…