Ma quando mai avrei detto che uno è pieno. Al massimo sono io che devo fare una vita un filo più da sportivo. La sera prima della gara ho cenato con mezza bottiglia di rosso e al mattino prima di partire mi sono fatto due sigarilli.
Semplicemente ritengo ci sia un eccesso da parte di alcune persone e del movimento in genere. Ma non lo dico per invidia, ho 45 anni, dove vuoi che vado? Ne avessi 23 magari potrei sperare in un miracolo alla Gaffuri.
Non conosco così tanto il mondo amatoriale, ma così facendo due calcoli abbiamo atleti italiani che vincono in giro per il mondo, mondiali, GF internazionali, nel
gravel europei di categoria e piazzamenti super importanti. Insomma dietro tutto questo ci sono anche soldi, perché un conto è permetterti di allenarti ogni giorno come un semi prof e quindi un lavoro molto flessibile , un conto anche andare a New York, in Giappone, in ritiro estivo, in ritiro invernale, gare ovunque con soggiorni di giorni e giorni quando gli under partono se va di lusso il giorno prima e tornano dopo la gara, se va meno di lusso alle 4 del mattino. E se così tanti italiani sono al vertice una riflessione la faccio.
Sicuramente ogni azienda investe dove vuole. Ma nelle categorie giovanili c’è una crisi infinita, le squadre Junior decenti sono rimaste pochissime, alcune squadre prof femminili sono composte da un Ducato del 1999 e le ragazze che si cambiano in mezzo alla gente, ma abbiamo degli amatori fortissimi. O sbocciamo tardi noi italiani, o si sta investendo in modo poco costruttivo per il movimento ciclistico.
L’altra parte del mio discorso è che se oggi anche persone comuni come me, riescono a tenere valori una volta impensabili va proprio contro l’insinuazione del doping. Alimentazione e allenamento sono cambiati così tanto da alzare il livello in modo incredibile. Quindi proprio per quello che vedo su di me e su gente comune non ho dubbi su quello che poi fanno i veri professionisti che sono più forti di base, più giovani, più allenati e più attenti a tutto.