Se lo chiedi a me non ho una risposta. Io ho parlato di correttezza certa. Posso presumere che se usano questo metodo hanno verificato che sia di correttezza certa. In ogni caso a parlarne DOPO di una regola che si sa da PRIMA non ci si fa bella figura. Se non ci fosse correttezza certa non sarebbero Skardy e Maccarello a dover chiedere giustizia ma i protagonisti delle gare.La domanda a questo punto è: il margine di incertezza o imprecisione della misurazione dello strumento è più o meno grande dei pochi millimetri o millesimi di secondo che avrebbero separato i due?
Evidentemente non c'è lì una correttezza certa del millesimo. Basta magari (ipotizzo) che lo sci spari avanti un cristallo di neve che passa sul fotofinish prima dello sci.Fatto l'esempio dello sci perchè anche li volendo si possono usare i millesimi x decidere il vincitore, ma nn lo si fa......
Era Barshim l'altro. La ho sempre considerata una cosa ridicola quella contro ogni logica sportiva e in quel caso anche mediatica per lo spettatore. Si va avanti a saltare finchè uno salta una misura e l'altro no. Fosse una misura più alta o la stessa. A oltranza. No che si mettono d'accordo fra loro. Ma quando mai. Ne guadagnerebbe lo sport e pure lo spettacolo. Una volta che le due cose si coniugano non lo facciamo?Nel caso più noto (perchè accaduto con un italiano alle Olimpiadi di Tokyo) è quello del salto in alto , dove conta prima la misura massima raggiunta e successivamente il numero di errori, prima nell'ultima misura saltata e poi in totale: Tamberi, Essim ed il bielorusso avevano tutti saltato 2,37 al primo tentativo, il bielorusso aveva più errori ed ha preso il bronzo mentre Tamberi ed Essim erano perfettamente alla pari; hanno deciso di non saltare più e hanno preso entrambi l'oro.
Per i salti in lungo ed i lanci a parità vale la miglior misura e così via, l'ex-aequo è previsto ma statisticamente abbastanza improbabile.

