Vedremo, per ora tutto benissimo a livello di amicizie, pensa che l'altro giorno per il compleanno ha voluto organizzare un'uscita al cinema con il suo gruppo di amici più stretti dovendo per motivi organizzativi e logistici restringere al massimo la cerchia, erano comunque in 6/7...altrimenti di solito l'abbiamo organizzata sempre in parchi attrezzati con giochi e quella ventina di bimbi c'era sempre (un lavoraccio

). Per adesso siamo in terza elementare e tutto è regolare, vedremo come procede
L'età delle elementari non ha questo tipo di drammi. Metti i bimbi insieme, governano le cose i genitori, e di solito funziona. Ci sono si dei problemini, ma nulla di che. I primi segni si sono visti in 5 elementare, dove le bimbe più furbe cominciavano a bullizzare pesantemente i maschietti. Io ho fatto tutti i compleanni delle elementari in cui i genitori, noi compresi, decidevano gli inviti e organizzavano tutto.
E questo probabilmente è uno dei problemi; organizzando il tempo libero e l'attività sociale dei bimbi i genitori, questi non sviluppano le capacità di farlo in autonomia.
Ricordo un episodio simbolico; vediamo degli amici che vivono a una cinquantina di km da casa un paio di volte l'anno, con una figlia coetanea del mio. Fintanto che erano età elementari, si vedevano e sparivano a giocare. Poi c'è stato il covid, ci siamo rivisti dopo la seconda media, e la ragazza NON HA RIVOLTO una sola parola a mio figlio, come se fosse trasparente.
Ma l'idea
non mi considerano fatti loro, funziona per noi adulti. Per un adolescente l'accettazione sociale è fondamentale, senza la quale si sentono malissimo. Non per nulla ragazzini e ragazzine del medesimo ambiente si vestono come fotocopie. E ripeto, chi oggi fa elementari e medie e quindi non ha vissuto il covid hardcore, potrebbe avere figli più sociali di quelli mio o di grandeciclista.
Secondo me la colpa delle famiglie sta nell'aver organizzato loro una vita di bimbo dove tutto era preordinato, tutto preorganizzato; giornate piene fatte di corsi, lezioni, appuntamenti, con bimbi senza tempo per loro stessi, e quel tempo libero spesso speso sui dispositivi eletttonici (soprattutto i maschietti). Altra colpa è un aspetto culturale inesistente ai miei tempi, imposto dagli adulti, in cui le relazioni sociali tra bimbi e bimbe, ragazzi e ragazze, debbano esser per forza essere di tipo sentimentale. Giochi con un ragazzo/a, sei la sua fidanzata/o; quelle battutine idiote di genitori e nonni impattano pesantemente sui ragazzi, aiutano la separazione tra i generi, e alimentano poi i meccanismi anche tra i gruppi; se esco con quello/a, anche solo per un gelato, deve essere figo/a. Poi sai, se mi vede la nonna, mi chiede perché esco con quello/a. Ammetto che quando i miei suoceri fanno battute idiote a riguardo a mio figlio li minaccio di morte. Oltre al fatto che noi adulti rivendichiamo prestazioni sociali e sessuali di quando eravamo adolescenti di solito totalmente inventate.
Ma una colpa gigante la ha anche la scuola che non si occupa di educare ed è la prima a gestire le relazioni sociali tra i ragazzi. Io mio figlio lo lascio alle 7 e lo rivedo alle 19, nel mezzo ci sono le ore scolastiche in cui mentre è con i compagni, gli adulti di riferimento sono altri.