Operacion Puerto

albertop

Apprendista Scalatore
20 Aprile 2004
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comunque il ragioniere non ha mai fatto record nelle gare che ha disputato.

provo ad azzardare una speigazione: ha sempre corso per vincere campionatyi e olimpiadi varie, non si è cimentato in meeting alla ricerca dei record
e, si sa, il record del mondo in gare di mezzofondo si fa nei meeting, dove ti preparano il terreno: lepre, poca concorrenza, ecc. ecc.


coumnque, non era mia intenzione puntere il dito contro di lui, quanto piuttosto rimarcare ulteriormente (lo accennava già qualcun altro) il "contributo" che ha dato conconi allo sport italiano
 

diplo

Apprendista Velocista
25 Aprile 2007
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imperia
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Gazzetta.it:
MILANO - Il tedesco Joerg Jaksche e' stata squalificato per un anno per doping dalla federazione austriaca. Jaksche e' stato il primo ciclista ad aver ammesso l'uso di emotrasfusioni preparate dal medico Eufemiano Fuentes nell'ambito dell'Operacion Puerto. Gernot Schaar, presidente della commissione antidoping, ha spiegato che la sanzione avra' effetto fino al 2 luglio 2008. Jaksche e' stato sospeso dal suo team, la Tinkoff Credit Systems, a maggio. Il ciclista 30enne, che vive a Kitzbuehel ed e' tesserato con la federazione austriaca, si e' detto disposto a testimoniare presso la Wada, l'Uci e la giustizia ordinaria. (Agr)

Forse si smuoverà qualcosa...almeno l'intervista e Der Spiegel, riportata su Tuttobici, non è stata solo la confessione per guadagnare un po' di soldi...
 

senna977

Ammiraglia
14 Ottobre 2005
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26/11/2007 Lettera aperta di Giampaolo Caruso: chiedo giustizia

Mi chiamo Giampaolo Caruso, sono un ciclista professionista di 27 anni nativo e residente a Siracusa, sono stato medaglia d'argento ai mondiali Under 23 di Lisbona nel 2000 e sono passato al professionismo nella squadra spagnola della Once, poi diventata Liberty Seguros, nel 2006 sono giunto undicesimo nella classifica finale del Giro d'Italia e ora corro in Italia nella Lampre. O almeno dovrei correre...

Caro direttore, a tutti gli sportivi, a qualsiasi persona che mi possa aiutare...,
Vi scrivo questa lettera a cuore aperto perche ormai penso di essere arrivato alla follia totale, mi sento vittima dei poteri forti e nel braccio di ferro tra Coni, Federazione, Uci.
Non percepisco stipendio da 6 mesi, non gareggio da cinque mesi, da quando è scoppiato il caso Fuentes ho corso saltuariamente (per la verità mi hanno fatto cadere nel limbo già dal giugno 2006 a febbraio 2007, in tutto praticamente ho già "scontato" 14 mesi di inattività) e forse perché sono uno "non famoso" non posso avere voce in capitolo e sono stato lasciato nel limbo. Mi trovo in una situazione pazzesca e assurda: qui di seguito riepilogo i vari passaggi:

Giugno 2006 scoppia il caso FUENTES: vengo incluso in una prima lista di proscrizione perché faccio parte della squadra di Manolo Saiz e sono sospeso dalle competizioni per 3-4 mesi. Unico indizio a mio carico è un programma di allenamento di Saiz e un foglio-calendario di corse della mia squadra in cui anch'io ovviamente sono convocato in diverse competizioni, rinvenuti nello studio del medico Fuentes.
Incontro gli avvocati dell'Uci, spiego loro la mia situazione e mi rassicurano dicendomi di non preoccuparmi, che ho il diritto di correre in qualsiasi team, che non debbo ritenermi coinvolto nell’Operazione Puerto. Ma alle parole non seguono i fatti: non riesco a correre.
A luglio 2006 la situazione è questa: nessun organismo sportivo mi chiama perché io dia spiegazione alcuna delle circostanze, e quando la Federazione Ciclistica Spagnola emette un documento a mio favore, nel quale si dichiara che nei miei confronti non c'è alcuna inibizione a partecipare a gare ciclistiche, la Federazione Ciclistica Internazionale mi blocca senza indugio stavolta inserendomi nelle "liste di proscrizione" dell'Operacion Puerto: sono anch'io un appestato del ciclismo.
Così per avere un briciolo di voce in capitolo (da non-famoso quale sono) scrivo a tutti gli sportivi una prima lettera pubblicata da alcuni giornali e siti internet tra i quali tuttobiciwe b.it: voglio che chiunque sappia che non ho niente da nascondere, che non ho mai messo piede nello studio medico del dott. Fuentes, che non ho alcuna intercettazione video a mio carico presso i suoi studi a Madrid, che non ho telefonate né sms con quel medico e soprattutto che non esistono mie sacche di sangue in giro per il mondo, né in Spagna, né altrove.
Scrivo perché voglio giustizia, perché voglio mi sia reso il mio lavoro e soprattutto la mia dignità di Uomo: io da Fuentes NON ci sono mai andato e non per un caso fortuito della mia carriera... no.
Non ci sono andato per scelta anche se - la cosa è oggi di dominio pubblico anche se allora direttamente non ne ero affatto al corrente - lui era il medico di riferimento della mia squadra: a me non sono mai piaciute le chiacchiere che già allora si facevano su quel medico. A quel punto ancora non so se siano solamente chiacchiere o ci sia del vero, ma io non voglio aver nulla a che fare con lui, non giudico chi lo sceglie come proprio consulente, ma io preferisco andare diritto per la mia strada, quella del mio ciclismo.
A settembre 2006 incontro Saronni, team manager della Lampre: