A tutti i condropatici

m-dis

Apprendista Scalatore
3 Aprile 2008
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Osimo
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Bici
tarmac
Maurizio®;2139141 ha scritto:
Ma...e se mi mettessi a fare SFR?In bici intendo...potrebbe essere una battua, ma anche no...di sicuro così manterrei il tono muscolare.

...e magari daresti il colpo di grazia alla cartilagine :wacko:

I Prof ortopedici consigliano allenameno leggero (tipo riabilitazione ) in isometria e con pochi gradi di flessione del gionocchio ( max 40°) e piscina ( no rana )...a parte il sottoscitto che ha un problema simile anche alle spalle :cry:
 

Death

Pedivella
30 Maggio 2009
416
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Torino
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cmq delle infiltrazioni di acido ianulorico me le sarei fatte molto volentieri, ho letto che posso servire nelle fasi iniziali (in teoria come la mia) e poco nelle fasi avanzate... ma a me non me le hanno prescritte :cry un pò di lubrificante non mi dispiacerebbe... quasi quasi che mi volevo mettere un pò di grasso aeronautico ;nonzo%
 

Sparrr

Pignone
13 Marzo 2010
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Rimini
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Bici
ROWA Pro 09
Oggi ho parlato con il prof. e mi ha detto che pensava peggio....mi ha detto di continuare a menarci sopra per vedere a che punto arriva, di andare a fare la Cassani e poi martedì vediamo se fare un' altra iniezione di acido e se drogare per bene il ginocchio con il cortisone...
Intanto oggi mi sono fatto 63 km in solitaria mettendoci dentro anche qualche bella salitaccia lunga, strappi e strappetti...sono arrivato a casa con i crampi anche dietro le orecchie,il ginocchio non mi ha dato grossi problemi se non quando spingevo come un baghino:mrgreen::mrgreen:...ovviamente in salita...adesso mi tocca anche imparare a frullare nelle ascese(che palle ..e io che spingevo anche col 53...:cry::cry:).
Giro finito con una media direi pessima.......31.02 km/h....(fino ad un mese fa 60 km me li bevevo e le medie erano moolto più elevate....).
In salita riesco ancora a dire la mia....due patacconi mi guardavano prima degli strappi e scattavano.....alla quarta volta non ci ho visto più ....come si sono girati non hanno fatto in tempo a guardare davanti che li ho bruciati:mrgreen:...quando mi sono girato erano spariti tra gli avvallamenti....cosa puo fare un condropatico con la tigna:cassius:
 

Sparrr

Pignone
13 Marzo 2010
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ROWA Pro 09
cmq delle infiltrazioni di acido ianulorico me le sarei fatte molto volentieri, ho letto che posso servire nelle fasi iniziali (in teoria come la mia) e poco nelle fasi avanzate... ma a me non me le hanno prescritte :cry un pò di lubrificante non mi dispiacerebbe... quasi quasi che mi volevo mettere un pò di grasso aeronautico ;nonzo%

Un mio amico sentendo tutto il casino che fanno le mie ginocchia mi ha detto che se voglio ci facciamo 2 buchini e ci pompiamo un pò di F15W40...un bel multigrado e viaaaaaaaaaa
 

Death

Pedivella
30 Maggio 2009
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Torino
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La cartilagine delle articolazioni è chiamata Ialina, ricopre le superfici articolari e ha la funzione di lubrificante per rendere fluido il movimento.

L'erosione di questo tessuto è una condropatia, cioè una patologia del tessuto cartilagineo, che non tende a guarire nel tempo perchè la cartilagine non può rigenerarsi, anzi può evolvere verso un quadro di ulcerazione con una parte di osso completamente priva del rivestimento cartilagineo.

La terapia per le lesioni cartilaginee è oggi oggetto di diverse ricerche scientifiche e uno degli argomenti più discussi nei congressi nazionali ed internazionali.

Nella zona lesionata si sviluppa un tessuto denominato fibrocartilagine che non ha l'elasticità e non è liscio come la cartilagine ialina, con il tempo esso tende a degenerare .

Il rischio è che le ossa scorrano l'una sull'altra come un ingranaggio senza olio, quindi si sviluppa molto attrito che può causare l'infiammazione dell'articolazione.

Questa patologia può derivare da un trauma oppure dalla degenerazione dovuta all'usura. Le lesioni della cartilagine possono colpire soggetti di tutte le età, i giovani che ne soffrono, generalmente, hanno subito un infortunio, ma possono anche essere sportivi che sollecitano troppo l'articolazione, la quale è soggetta ad invecchiamento precoce. :cry (nessun infortunio x me)

Tra i fattori predisponenti alla condropatia del ginocchio possono esserci anche dei malallineamenti dello scheletro come per esempio il varismo delle ginocchia oppure la sindrome femoro rotulea, l'obesità, l'età...
 

Death

Pedivella
30 Maggio 2009
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Torino
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Come si cura questa patologia?

In passato, raramente si è assistito per patologie ortopediche, in così breve tempo, ad un susseguirsi ed un evolversi di tante metodiche chirurgiche, biotecnologiche e farmacologiche con numerosi protocolli di riabilitazione.

Il problema del tessuto cartilagineo è che non si ripara come, ad esempio, l'osso.
L'obiettivo della terapia è di bloccare l'evolversi della patologia che porta alla scomparsa della cartilagine articolare, quindi allo strofinarsi delle ossa durante il movimento.
Si può tentare un trattamento farmacologico con infiltrazioni intra-articolari di Acido Jaluronico che è un componente della cartilagine, in questo modo si può probabilmente rinviare l'intervento che è l'unica terapia efficace in questi casi.

Tralasciando tecniche come la condroabrasione perchè gli studi effettuati non hanno portato risultati apprezzabili, attualmente si utilizzano le microfratture, la mosaicoplastica e il trapianto autologo di condrociti.
La tecnica delle microfratture è stata inventata da Steadman, egli “trapanava” l'osso a livello della superficie articolare non ricoperta da cartilagine. Questo danno stimolava le cellule mesenchimali che davano vita a un tessuto fibrocartilagineo al posto della cartilagine erosa. Questo tessuto neoformato non è elastico e levigato come quello cartilagineo, quindi non lubrifica altrettanto bene il ginocchio.

La tecnica della Mosaico Plastica è stata inventata dall'ungherese Hangody, egli asportava una parte di osso con il tessuto cartilagineo che lo ricopre da una zona di ginocchio non sottoposta a carico e la impiantava nell'area lesa.
I risultati sono buoni, ma è necessario che il paziente si sottoponga ad un lungo percorso di fisioterapia per fissare completamente il tessuto trapiantato.

Esiste anche il trapianto autologo di condrociti, lo svedese Peterson e la sua equipe hanno ideato questa tecnica in cui si preleva un frammento di cartilagine sana da inviare in laboratori specializzati dove viene trattato per isolare i condrociti e farli crescere in modo da averne a disposizione in quantità molto maggiore.
Successivamente, 1-2 mesi dopo il primo intervento, il chirurgo fa un incisione e impianta i condrociti dove la cartilagine è lesa per rigenerarla.
Questo trapianto è possibile solo in certi soggetti che rispettano certe caratteristiche.
A cinque anni dall'operazione gli studi mostrano buoni risultati, si può considerare una tecnica affidabile.
Questa tecnica e' stata migliorata diverse volte, ad esempio, il materiale da utilizzare per mantenere i condrociti in sito, ma il principio è rimasto lo stesso


I pazienti candidati al trapianto autologo di condrociti devono rispettare i seguenti requisiti:
  • Età inferiore ai 40 anni.
  • La cartilagine lesa dev'essere quella che ricopre i condili femorali
  • L'evento che ha provocato la lesione dev'essere un trauma o un'osteoartrite dissecante.
  • I Menischi del paziente devono essere intatti.
  • Non possono essere presenti difetti di asse del ginocchio.
  • Si escludono i pazienti in sovrappeso, colpiti da artrosi o con patologie reumatiche, metaboliche e infettive.
 
Ultima modifica:

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Pedivella
30 Maggio 2009
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stavo crcando delle figure per farvi fare una prova con un esercizio, e per caso mi sono trovato questo articolo, ho deciso di riportarlo quasi interamente, il motivo è che ne ho letti tanti tanti, ma questo mi è piacuto particolarmente....

Come conferma a ciò che già sapevo x me non esiste ancora niente per curarmi, visto che quello che secondo loro è la migliore soluzione io non ci rientro pienamente... :cry

La cosa brutta è che questo articolo non porta nulla di buono se non che delle prime frasi che ho evidenziato dice che ne parlano molto nei convegni...

:cry::cry::cry::cry:

va bhe se trovo l'immagine provo a farvi fare una cosa....
 

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Pedivella
30 Maggio 2009
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aggiungo il resto
La riabilitazione

leg%20press%20fatta%20da%20me%20isometrica%202.JPG

Leg-press per il rinforzo in catena cinetica chiusa.
La riabilitazione è molto lunga, per i primi 30-40 giorni non si può appoggiare il peso del corpo sull'arto operato, il ritorno allo sport è previsto non prima di 10 mesi dall'intervento.
L'obiettivo è il rinforzo muscolare e il recupero della completa articolarità dell'arto inferiore malato.
All'inizio si devono eseguire esercizi di mobilizzazione attiva e attiva assistita senza carico per l'articolazione del ginocchio come la cyclette senza resistenza, in caso di bisogno si possono svolgere terapie fisiche per il dolore e la tumefazione.


L'anca e la caviglia, per quanto possibile, iniziano precocemente il rinforzo muscolare in palestra.
Appena il chirurgo lo permette si inizia il lavoro di rinforzo muscolare in palestra ed eventualmente in acqua.
I primi due mesi di rinforzo muscolare devono essere fatti con esercizi in catena cinetica chiusa (come la Leg-press o lo squat), successivamente si può passare al lavoro in catena cinetica aperta ( tipo leg- extension).


MA COME POSSONO DIRE DI FARE LO SQUAT ALCUNE VOLTE SEMBRA VERAMENTE CHE MI PRENDANO PER IL CUxO!!!
 

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Pedivella
30 Maggio 2009
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si certo forse facevo anche prima ma visto che non c'era solo questo nell'articolo ho deciso di postarlo meglio...

comunque c'è ancora una parte sull'artrosi... se volete potete leggerla nel sito... oggi giornata di brutte notizie :bua:

[URL]http://fisioterapiarubiera.blogspot.com/2009_06_01_archive.html

Se leggete dall'articolo (vi consiglio un ctrl+f e scrivete condropatia) noterete che sulla parte della condropatia non c'è la parte in cui dice il tempo per ritornare all'attività sportiva... nelle altre ho visto di si... chissà perchè...[/URL]
 

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Pedivella
30 Maggio 2009
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ah ecco questo non lo avevo letto


Quali sono i sintomi?
I sintomi di una lesione della cartilagine non sono proporzionali alle dimensioni del danno, una piccola lesione potrebbe dare molto dolore o viceversa.
Si potrebbe avvertire dolore nella zona rotulea o interna del ginocchio, scrosci articolari, tumefazione e limitazione del movimento.
Le lesioni cartilaginee nei pazienti sintomatici non premettono di svolgere attività sportive.
Il dolore insorge durante il movimento, soprattutto nei movimenti di flessione come accovacciarsi, mentre a riposo dovrebbe sparire.


con questo penso di aver dato la mazzata finale... scusate :cry :cry
 

m-dis

Apprendista Scalatore
3 Aprile 2008
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Bici
tarmac
Già alla 1a visita dal 1° Prof ( ne ho sentiti 3 diversi ) me lo aveva chiaramente detto " fermati , tanto non hai scampo " :cry ... e gli altri non sono stati da meno !