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Acido lattico dovuto a FC o ai Watt
Testo
<blockquote data-quote="ReadyToRide" data-source="post: 3993594" data-attributes="member: 47124"><p>Nella prima parte si fa riferimento, in particolare, ai sistemi energetici ed ai diversi substrati ai quali attinge il nostro organismo:</p><p>- sistema energetico immediato (anaerobico alattacido) --> creatinafosfato</p><p>- sistema energetico "a breve termine" (anaerobico lattacido) --> glucidi</p><p>- sistema energetico "a lungo termine" (aerobico) --> glucidi e lipidi + ossigeno</p><p></p><p></p><p>Il riferimento è la soglia anaerobica. :)</p><p>La potenza sostenibile è strettamente legata alle capacità del nostro sistema cardio-respiratorio. A livello fisiologico i processi che si attivano e generano fatica sono i medesimi sia in riferimento al livello cardiaco che di potenza. La definizione che ho inserito di soglia anaerobica faceva poi riferimento alla seconda parte della risposta :)</p><p></p><p></p><p></p><p>Per quanto riguarda la seconda parte della risposta sono andato ad elencare diversi punti di vista portati da diverse ricerche: i fattori ambientali incidono sulla prestazione, ma non possono essere gli unici responsabili. Idratazione ed alimentazione giocano un ruolo anch'essi importante.</p><p>Allo stesso modo, è facilmente comprensibile come individuare nel lattato l'unico responsabile della fatica (intesa come incapacità di portare a termine un'attività/diminuzione della prestazione), alla luce delle ultime ricerche (e di quanto detto), appare limitante (<a href="http://www.sciencemag.org/content/305/5687/1112.summary" target="_blank">se non dubbia</a>). Esistono poi molte altre <a href="http://physrev.physiology.org/content/88/1/287.full" target="_blank">sostanze</a> la cui concentrazione nel muscolo cambia durante lesercizio fisico, e che riducono la prestazione.</p><p>Il nostro organismo è più complesso ed un'analisi del fenomeno "fatica" che prenda in considerazione diversi aspetti, tra cui i meccanismi mentali e fisiologici della percezione dello sforzo, rappresenta un buon punto di partenza per eventuali studi e sviluppi (partendo dal contribuito di Noakes & Marcora).</p><p>Allenamenti in Z6 consentono un allenamento specifico alla tolleranza lattacida, se correttamente impostati (in particolare lavorando sui tempi di recupero).</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="ReadyToRide, post: 3993594, member: 47124"] Nella prima parte si fa riferimento, in particolare, ai sistemi energetici ed ai diversi substrati ai quali attinge il nostro organismo: - sistema energetico immediato (anaerobico alattacido) --> creatinafosfato - sistema energetico "a breve termine" (anaerobico lattacido) --> glucidi - sistema energetico "a lungo termine" (aerobico) --> glucidi e lipidi + ossigeno Il riferimento è la soglia anaerobica. :) La potenza sostenibile è strettamente legata alle capacità del nostro sistema cardio-respiratorio. A livello fisiologico i processi che si attivano e generano fatica sono i medesimi sia in riferimento al livello cardiaco che di potenza. La definizione che ho inserito di soglia anaerobica faceva poi riferimento alla seconda parte della risposta :) Per quanto riguarda la seconda parte della risposta sono andato ad elencare diversi punti di vista portati da diverse ricerche: i fattori ambientali incidono sulla prestazione, ma non possono essere gli unici responsabili. Idratazione ed alimentazione giocano un ruolo anch'essi importante. Allo stesso modo, è facilmente comprensibile come individuare nel lattato l'unico responsabile della fatica (intesa come incapacità di portare a termine un'attività/diminuzione della prestazione), alla luce delle ultime ricerche (e di quanto detto), appare limitante ([URL="http://www.sciencemag.org/content/305/5687/1112.summary"]se non dubbia[/URL]). Esistono poi molte altre [URL="http://physrev.physiology.org/content/88/1/287.full"]sostanze[/URL] la cui concentrazione nel muscolo cambia durante lesercizio fisico, e che riducono la prestazione. Il nostro organismo è più complesso ed un'analisi del fenomeno "fatica" che prenda in considerazione diversi aspetti, tra cui i meccanismi mentali e fisiologici della percezione dello sforzo, rappresenta un buon punto di partenza per eventuali studi e sviluppi (partendo dal contribuito di Noakes & Marcora). Allenamenti in Z6 consentono un allenamento specifico alla tolleranza lattacida, se correttamente impostati (in particolare lavorando sui tempi di recupero). [/QUOTE]
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