Dipende dal sistema energetico a cui si fa riferimento in quello specifico momento.
Nel sistema anaerobico (l'ossigeno non interviene per ossidare alcun substrato energetico) alattacido (
non influenza il rilascio di acido lattico) l'organismo utilizza le scorte di creatinafosfato per i processi di risintesi energetica: questo è un processo estremamente rapido in grado, però, di fornire energia per
periodi di tempo molto brevi (difficilmente superiore agli 8'').
Diversamente, la produzione di acido lattico si ha nel sistema aerobico lattacido (in grado di fornire risorse per un periodo di tempo di circa 50-80''): attraverso la glicogenolisi si ha l'impiego del glicogeno muscolare sotto forma di glucosio che, attraverso la glicolisi, produce molecole di ATP (la molecola energetica coinvolta nell'attività muscolare) e piruvato. Se quest'ultimo non viene utilizzato aerobicamente nel ciclo di Krebs (processo aerobico alattacido), può subire un processo di fermentazione che lo converte in acido lattico. Nel caso in cui la produzione di acido lattico non sia copiosa, esso viene ossidato alla medesima velocità con la quale si forma (processo di glicolisi aerobica), pertanto non vi è accumulo.
Diversamente si fa riferimento al concetto di soglia anaerobica intesa come la frequenza cardiaca (o range di frequenza) oltre la quale si verifica un accumulo progressivo di lattato nel sangue, rendendo poi difficile - se non impossibile - la prosecuzione dell'attività* (vedi risposta seguente).
Attraverso test specifici (per esempio Conconi o Mader) è possibile andare ad individuare sia la frequenza cardiaca che la potenza alla soglia.
Le ricerche hanno evidenziato una molteplicità di possibili cause:
- In linea generale si è sempre ritenuto che la causa dell'affaticamento muscolare sia la presenza, in grandi quantità, di acido lattico che
acidificando l'ambiente muscolare rende impossibile la contrazione muscolare.
- Ulteriori condizioni che influenzano l'affaticamento muscolare sono le condizioni ambientali nelle quali ci si viene a trovare, in particolare la
temperatura.
- La
mancata o errata idratazione.
-
L'accumulo di ioni d'idrogeno e di fosfato inorganico.
- deplezione dei substrati energetici (glicogeno e glucosio).
- Interessante la teoria elaborata da Noakes sul Central Governor: le varie parti del corpo inviano al cervello informazioni relative alla condizione durante lo sforzo, inconsciamente il cervello elabora le informazioni e sceglie il proseguimento - o riduzione - del ritmo di attività, in modo da preservare l'omeostasi. La fatica non trova origine a livello muscolare, in quanto è la risultate delle percezioni consce e dell'elaborazione inconscia del cervello. (
(
Link 1) - (
Link 2) - (
Link 3 - spiegazione completa)
- simile alla teoria del Central Governor quella psicobiologica elaborata da Marcora (
riferimenti: Link). La base teorica, come detto, è molto simile: la differenza sta nell'intervento inconscio del cervello che non rallenta/blocca l'attività all'esaurimento dei substrati energetici o eccessivo accumulo di metaboliti; ma ben prima. Ciò spiega perché, grazie ad un'alta motivazione, si è in grado di superare la sensazione di fatica e riprendere l'attività.
Come vedi la letteratura è ampia e non ha trovato un'unica spiegazione; certo è che, a parer mio, la più completa rappresenta quella in grado di considerare e prendere in esame i diversi aspetti che influenzano la performance, sia fisiologici che psicologici. :)