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Fonte: ASD Agrate Conturbia. Grazie!
Riprendiamo fedelmente, senza commenti, quanto riportato mel sito di ASD Agrate Conturbia per capire come la polemica sulla situazione UDACE sia tuttaltro che terminata.
Il 13 gennaio a Caltignaga si e' svolta la rituale riunione per la stesura del calendario interprovinciale con presenze dei due enti acsi e csain delle provincie di Novara e vco. il calendario e' stato steso in collaborazione alfine di evitare sovrapposizioni in ambito interprovinciale, ma dopo le dichiarazioni dell'avv. Borgna, con grande sorpresa, abbiamo visto che il calendario di seconda serie e' riservato ai soli tesserati UDACE.
Ci e' stato detto dal presidente provinciale ACSI, che l UDACE ha contratto una nuova assicurazione per la gestione di queste manifestazioni che contrastano con le dichiarazioni fatte dall'avv. Borgna da cui si evinceva che le gare sarebbero state aperte anche nella seconda serie laddove esistente tra gli enti ed eventualmente chiuse nei campionati di carattere regionale e nazionale.
Spiace ancora una volta che il libero ciclismo in questo caso della seconda serie, sia sopraffatto da illogiche azioni conservatrici e sotto il dettame di regia di qualcuno che tenta di tutto per evitare il crollo dei tesseramenti. Ora sara' opportuno valutare l'affidabilita' delle assicurazioni e se una libera unione puo' fare questo per la concessione delle autorizzazioni. Sicuramente e' un problema che l'avv. Borgna dovra' affrontare in consulta anche perche' se il dettame e' di totale apertura(fatta eccezione dei campionati interni su prova unica) nel calendario ACSI di nNvara ci sono ben 11 manifestazioni di seconda serie organizzate sotto egida UDACE.
Sono state asseverate tutte le date del controgiro e campionato italiano della consulta come gia' avevamo segnalato. Nel cicloturismo l'introduzione di nuove gare con il tratto libero, sara' sicuramente vincente per la partecipazione. Ora la parola passa alla stagione con qualche incertezza che abbiamo segnalato, chi di dovere dovra' prenderne atto per porre fine ad un ciclismo precluso.