Han preso un leva anche da cavallini...
http://www.playfull.it/v5/articles.asp?id=354
Inserito il 26 aprile 2012 alle 19:28:33 da Enrico Cavallini.
Caso UDACE: sarebbe ora di finirla!
I ciclisti cominciano ad averne abbastanza della situazione UDACE o non UDACE. Gli organizzatori sono presi tra l'incudine e il martello e chi si dovrebbe muovere, resta ben saldo sul proprio orgoglio. A Miane si è rasentata la guerra civile.
26 aprile 2012 – I ciclisti cominciano ad averne veramente le scatole piene della situazione UDACE, così come le hanno piene anche gli organizzatori, che si trovano presi tra l'incudine e il martello.
Da una parte i ciclisti UDACE si sentono scomodi o di “Serie B”, come si è letto sulla Gazzetta dello Sport dello scorso 26 aprile in un articolo di Fausto Narducci, relativamente ai recenti fatti accaduti a Miane (TV) in occasione della Prosecchissima.
Dall'altra ci sono gli organizzatori che si trovano questa patata bollente da gestire. Per l'organizzatore un iscritto è un iscritto, indipendentemente dal tesserino. Il suo ente però gli vieta di accettare tesserati UDACE. Cosa deve fare quindi il povero organizzatore che già di suo ha mille gatte da pelare? Trovare un'escamotage per potere fare correre anche gli “udacini” che, ricordiamo, ad oggi sono loro ad essere fuori regola e non l'organizzatore.
Quando i ciclisti si sono iscritti, tanto tempo fa, l'organizzatore non era a conoscenza del fatto che UDACE fosse fuori regola (ricordiamo che il veto è dello scorso 26 febbraio derogato al 9 aprile), ma l'UDACE lo era (è consapevole della sua situazione già dal 17 ottobre 2010!) e se ne è guardata bene dall'avvisare gli aspiranti tesserandi della situazione di non conformità.
“Sono arrabbiatissimo, perchè questa situazione sta creando grossi grattacapi a tutti. Ribadisco che i problemi non sono nostri ma dell' Udace o Acsi che non si vuole mettere in linea con quanto richiesto dal CONI. Noi del CRVeneto stiamo cercando di lavorare affinché la situazione si risolva al più presto, perché così non si può andare avanti. Io sono un uomo di sport e sono il primo a dire che il ciclismo deve essere di libero accesso a tutti, ma rispettando le regole.” sono le parole del Presidente Regionale della FCI Veneta Bruno Capuzzo, rilasciate alla rivista online
www.solobike.it, in riferimento al caso “Prosecchissima”.
Ma perchè UDACE non si sbriga a portare il tutto in ACSI e questa non si sbriga a tornare nel “cerchio magico” della Consulta, che così si sistema la situazione e tutto torna a posto?
Ora, nonostante alcuni dirigenti UDACE mi tacciano di essere il nemico, solo per il fatto di scrivere sull'argomento e di non tacere, io non ho assolutamente nulla contro l'Unione, tanto da avere un tesserino Udace nel portafoglio e, da oggi, anche quello ACSI che lo andrà a sostituire (fino a che non mi verrà sospeso, così come mi successe alcuni anni orsono, reo di avere creato Assoteam).
Però non posso nascondere il mio disappunto contro questa lentezza nelle operazioni, CHE DOVEVANO GIA' ESSERE EFFETTUATE A NOVEMBRE 2011, che stanno distruggendo tutto quello che è stato creato in 60 anni. Creato, sì dai dirigenti nazionali, ma soprattutto da tutti quei bravi dirigenti provinciali senza i quali l'Unione non avrebbe mosso un passo. “Non vogliamo perdere la nostra identità: noi siamo l'UDACE”. Queste prove di orgoglio, se protratte ancora, porteranno a non avere neanche più i tesserati con i quali dimostrare il proprio orgoglio... attenzione!
Esorto i ciclisti “udacini” a non prendersela con gli organizzatori i quali NON hanno nessun potere decisionale in merito. Quello che può fare ogni singolo CO è di tirare fuori dei soldi, procedere ad una nuova affiliazione in modo di potere tutelare la partecipazione di chi NON ha in tasca un tesserino valido!
Sperando che la situazione si risolva ne più breve tempo possibile, auguro a tutti un buon ponte del 1° maggio.
enrico cavallini