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<blockquote data-quote="vaminga" data-source="post: 2180174" data-attributes="member: 22219"><p>Questo lo pensi tu, e molti altri, ma la questione (IMHO) non è andare agili o meno, ma pedalare ad un ritmo che sia compatibile con la gara, o l'uscita, che si deve fare.</p><p> Io non mi sono mai piantato sull'ultima salita da quando ho imparato a dosare le mie forze per ottenere il miglior risultato senza scoppiare. E questo senza curarmi se salivo a 60 o a 100 rpm (non te lo so dire).</p><p> </p><p></p><p> </p><p> </p><p></p><p> </p><p></p><p> Nessuno dice che ci si deve allenare a cazzum senza criterio, perché sono d'accordo che se ci si prepara bene poi ci si diverte di più (o si possono avere maggiori soddisfazioni agonistiche), ma questo non significa necessariamente adottare con rigore particolari allenamenti specifici (spesso noiosi e che richiedono grande determinazione) , ma uscire con regolarità ed impegno (cioè non passeggiando e/o mulinando inutilmente le gambe a 20-25 km/h) magari in compagnia alternando saliscendi e tirate a tratti al medio. Questo almeno fino ad un certo livello di preparazione abbastanza alto, poi ben vengano tecniche di allenamento più sofisticate e strutturate per fare l'ultimo salto di qualità (per chi è interessato). </p><p> </p><p> Per inciso R1 ha precisato <em>Ragazzi io non ho nessun obbiettivo,sono 5 anni che vado in bici con percorrenze medie dai 3/5.000 km.</em></p><p> </p><p></p><p> </p><p></p><p></p><p> Infatti mica si deve pedalare sempre di rapporto , come detto sopra occorre usare il rapporto giusto (né troppo agile né troppo duro), in relazione alla propria preparazione e attitudine!</p><p> In quanto alla cura dell'agilità può essere istruttiva la storia del mio inseparabile amico di allenamenti. </p><p> Dopo qualche anno di corse amatoriali (circuiti UDACE 50-60Km) con risultati poco più che modesti, come i miei, ha deciso con grande determinazione di incrementare la frequenza e l'intensità degli allenamenti. In particolare ha deciso di usare sempre il 52/14 per tutto l'inverno (e non solo), dandoci dentro, ed affrontando ogni salita come una sfr (era fresco il record di Moser...). Agilità zero totale.</p><p> Ebbene da quell'anno in poi ha cominciato a vincere diverse gare (fra l'altro il campionato regionale lombardo su strada e quello della montagna (FCI) di categoria ed il podio -3°- nel campionato italiano di categoria della montagna in Valcava). Per inciso è arrivato pure quinto nel lungo della GF Felice Gimondi (quando ancora non partecipavano gli ex pro ).</p><p> Significa che per andare forte bisogna allenarsi solo a 70rpm in pianura e a 40 in salita? Certamente no! (i suoi progressi sono attribuibili, io penso, ad un incremento significativo dell'intensità e della frequenza degli allenamenti). Ma neppure che per migliorare bisogna necessariamente effettuare uscite che allenano l'agilità!!</p><p> </p><p></p><p> </p><p> </p><p></p><p> Negli anni ho imparato che non è facile stabilire precise relazioni di causa-effetto specie nel ciclismo.........</p><p> </p><p></p><p> Quanto sopra senza alcuna polemica, ma solo per chiarire la mia opinione (discutibile ma confortata da diverse esperienze) un po' fuori dal coro.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="vaminga, post: 2180174, member: 22219"] Questo lo pensi tu, e molti altri, ma la questione (IMHO) non è andare agili o meno, ma pedalare ad un ritmo che sia compatibile con la gara, o l'uscita, che si deve fare. Io non mi sono mai piantato sull'ultima salita da quando ho imparato a dosare le mie forze per ottenere il miglior risultato senza scoppiare. E questo senza curarmi se salivo a 60 o a 100 rpm (non te lo so dire). Nessuno dice che ci si deve allenare a cazzum senza criterio, perché sono d'accordo che se ci si prepara bene poi ci si diverte di più (o si possono avere maggiori soddisfazioni agonistiche), ma questo non significa necessariamente adottare con rigore particolari allenamenti specifici (spesso noiosi e che richiedono grande determinazione) , ma uscire con regolarità ed impegno (cioè non passeggiando e/o mulinando inutilmente le gambe a 20-25 km/h) magari in compagnia alternando saliscendi e tirate a tratti al medio. Questo almeno fino ad un certo livello di preparazione abbastanza alto, poi ben vengano tecniche di allenamento più sofisticate e strutturate per fare l'ultimo salto di qualità (per chi è interessato). Per inciso R1 ha precisato [I]Ragazzi io non ho nessun obbiettivo,sono 5 anni che vado in bici con percorrenze medie dai 3/5.000 km.[/I] [I][/I] Infatti mica si deve pedalare sempre di rapporto , come detto sopra occorre usare il rapporto giusto (né troppo agile né troppo duro), in relazione alla propria preparazione e attitudine! In quanto alla cura dell'agilità può essere istruttiva la storia del mio inseparabile amico di allenamenti. Dopo qualche anno di corse amatoriali (circuiti UDACE 50-60Km) con risultati poco più che modesti, come i miei, ha deciso con grande determinazione di incrementare la frequenza e l'intensità degli allenamenti. In particolare ha deciso di usare sempre il 52/14 per tutto l'inverno (e non solo), dandoci dentro, ed affrontando ogni salita come una sfr (era fresco il record di Moser...). Agilità zero totale. Ebbene da quell'anno in poi ha cominciato a vincere diverse gare (fra l'altro il campionato regionale lombardo su strada e quello della montagna (FCI) di categoria ed il podio -3°- nel campionato italiano di categoria della montagna in Valcava). Per inciso è arrivato pure quinto nel lungo della GF Felice Gimondi (quando ancora non partecipavano gli ex pro ). Significa che per andare forte bisogna allenarsi solo a 70rpm in pianura e a 40 in salita? Certamente no! (i suoi progressi sono attribuibili, io penso, ad un incremento significativo dell'intensità e della frequenza degli allenamenti). Ma neppure che per migliorare bisogna necessariamente effettuare uscite che allenano l'agilità!! Negli anni ho imparato che non è facile stabilire precise relazioni di causa-effetto specie nel ciclismo......... Quanto sopra senza alcuna polemica, ma solo per chiarire la mia opinione (discutibile ma confortata da diverse esperienze) un po' fuori dal coro. [/QUOTE]
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