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Allenamento
Metodologie di allenamento
allenamento in quota
Testo
<blockquote data-quote="all_i_need_is_bike" data-source="post: 2377048" data-attributes="member: 5183"><p>Durante la permanenza in quota la minore pressione parziale dell'ossigeno in aria rende l'allenamento ed il recupero più difficoltosi.</p><p>Con una permanenza in altura si dovrebbe osservare un aumento della frequenza cardiaca, una riduzione della gittata, variazioni enzimatiche muscolari favorevoli al metabolismo aerobico, oltre alle modificazioni nei parameti ematici (volume del plasma, ematocrito, emoglobina), ovviamente di entità dipendente da quota, durata del soggiorno, adattabilità del singolo. Trattandosi di adattamenti fisiologici che richiedono il ristabilirsi dell'omeostasi avvengono su periodi mediamente lunghi (si trovano indicazioni secondo cui i vantaggi di un soggiorno della durata di 18 giorni si manifestano a partire da 15 giorni dopo la fine dello stesso, probabilmente una volta che si è smaltito l'accumulo di fatica supplementare indotto).</p><p>Nel breve periodo (ovvero durante il soggiorno, in particolare nei primi giorni) gli effetti sono invece di un peggioramento delle condizioni di recupero e nella necessità della riduzione di volume e intensità dell'allenamento, almeno fino a quando l'adattamento non è completo. Per questo di solito si sceglie di allenarsi a bassa quota e trascorrere il resto del tempo ad alta quota, in modo da poter continuare a disporre della normale pressione di ossigeno durante le sessioni di allenamento, anche se l'affaticamento aggiutivo temporaneamente indotto potrebbero comunque non consentire di svolgere i lavori nelle modalità usuali.</p><p> </p><p>PS come ogni metodologia, l'efficacia è comunque da valutare in relazione alla risposta soggettiva del singolo.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="all_i_need_is_bike, post: 2377048, member: 5183"] Durante la permanenza in quota la minore pressione parziale dell'ossigeno in aria rende l'allenamento ed il recupero più difficoltosi. Con una permanenza in altura si dovrebbe osservare un aumento della frequenza cardiaca, una riduzione della gittata, variazioni enzimatiche muscolari favorevoli al metabolismo aerobico, oltre alle modificazioni nei parameti ematici (volume del plasma, ematocrito, emoglobina), ovviamente di entità dipendente da quota, durata del soggiorno, adattabilità del singolo. Trattandosi di adattamenti fisiologici che richiedono il ristabilirsi dell'omeostasi avvengono su periodi mediamente lunghi (si trovano indicazioni secondo cui i vantaggi di un soggiorno della durata di 18 giorni si manifestano a partire da 15 giorni dopo la fine dello stesso, probabilmente una volta che si è smaltito l'accumulo di fatica supplementare indotto). Nel breve periodo (ovvero durante il soggiorno, in particolare nei primi giorni) gli effetti sono invece di un peggioramento delle condizioni di recupero e nella necessità della riduzione di volume e intensità dell'allenamento, almeno fino a quando l'adattamento non è completo. Per questo di solito si sceglie di allenarsi a bassa quota e trascorrere il resto del tempo ad alta quota, in modo da poter continuare a disporre della normale pressione di ossigeno durante le sessioni di allenamento, anche se l'affaticamento aggiutivo temporaneamente indotto potrebbero comunque non consentire di svolgere i lavori nelle modalità usuali. PS come ogni metodologia, l'efficacia è comunque da valutare in relazione alla risposta soggettiva del singolo. [/QUOTE]
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