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Allenamento
Metodologie di allenamento
Allenamento per diminuire bpm
Testo
<blockquote data-quote="ripari fausto" data-source="post: 7022020" data-attributes="member: 70744"><p>Ciao: il discorso e molto difficile perché medico-tecnico. </p><p>Posso dirti la mia esperienza di ciclista (quasi ex ciclista) di 75 anni che ha fatto agonismo fino a 10 anni fa cioa' a 65 anni sia granfondo che gare amatoriali. Poi ho smesso causa fibrillazione atriale e anche "raggiunti limiti di eta'" e ora pero' continuo ad andare in bicicletta per ca 5-6 mila km annui bdc piu' 1-2000 mtb adeguando i limiti a quanto consigliato dal cardiologo che mi conosce.</p><p></p><p>Per oltre 40 anni mi sono allenato in ogni minuto libero pur facendo un lavoro molto impegnativo. Sono arrivato dopo qq anno ad avere i "classici" 38-42 battiti a riposo (di notte scendevo anche a 28 battiti controllati con l'holter cardiaco fatto nelle visite complete annuali). Soto asforzo raggiungevo con estrema facilita' la soglia anaerobica sia in salita che in pianura (fra le due soglie c'e' una differenza di ca 5-6 battini in più nella soglia in salita). Avevo amici colleghi e avversari che avevano soglie diverse a parita' di prestazione, fatto dovuto al tipo di fisico diverso. Io sono un normolineo che e' ora a 75 anni 1,73 x69-70 kg. Al massimo della condizione anni fa arrivavo a 64 kg ed avevo circa 320 watt in soglia a 50 anni che reggevo per tempi notevolmente lunghi (anche circa 1 ora) arrivando per periodi piu' brevi di 10-20 minuti anche ai 360 watt. Il tutto era dato dall'allenamento che svolgevo in modo abbastanza scientifico con programmi Mapei e poi Carrera. Sono sempre stato un buon passista scalatore che raramente arrivava "esimo".</p><p></p><p>Quanto sopra per dire che la cosa e' molto personale: ovvio che l'allenamento aiuta ad abbasarti i battiti a riposo ma quello che conta maggiormente e' il recupero in gara e cioe' per esempio: salita di 2km al 10% arrivo in soglia dopo 200-300 metri e riesco a rimanerci o addirittura ad andare fuori soglia fino alla fine salita e poi dopo 1 minuto di discesa torno al valore che avevo prima di cominciare la salita. Questo e' il parametro che conta non tanto i battiti minimi a riposo che possono essere 40 ma anche 47-48 senza che la cosa cambi moltissimo. Ovviamente la prima cosa e' stabilire il peso forma, i carichi di allenamento per arrivarci e mantenerlo e i valori di soglia anaerobica ed aerobica nonché i massimali. </p><p></p><p>Ultimissima cosa senza volerti spaventare: lo sport fa bene, anzi benissimo ma non bisogna esagerare! A me e' venuta la fibrillazione atriale perché ero arrivato a fare 15/20000 km anno in bici (cioe' ogni minuto libero extra lavoro) poi d'inverno mi allenavo su mezze maratone e facevo qualche maratone e circa 1000 km sci da fondo e quindi per fare questo facevo allenamenti molto intensi. Questo ti porta ad essere con la pressione che sta per ore oltre i limiti fisiologici. Io ho sempre avuto a riposo 110-60 o max 120-70 ma quando sei sotto sforzo massimale e ci stai per molto tempo la pressione arriva tranquillamente a 220-230/90-95 e "alla lunga" le camere cardiache (atri e ventricoli) nonché i "setti interatriali e interventricolari" diventano piu' spessi in mm. Moltissimi sportivi ex agonisti hanno la fibrillazione atriale (Eddy Merckx per tutti). Si puo' controllare ma e' una rottura di scatole (anticoagulanti da prendere giornalmente ecc.). Ovvio che se ci si controlla annualmente (o semestralmente dopo una certa eta') si puo' continuare a fare sport in maniera piu' blanda e senza grossi rischi ma come gia' detto il troppo agonismo non e' salutare e qualche segno nel fisico lo lascia.</p><p></p><p>Quindi fai una visita fisiatrica e medico sportiva e poi fatti fare un programma di allenamento da gente seria che ti possa seguire nei progressi che fai e una volta raggiunto il peso forma vedrai che fisiologicamente i juoi battitit arriveranno ai minimi a riposo ed ai massimi di soglia e di fuori soglia in gara e allenamento.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="ripari fausto, post: 7022020, member: 70744"] Ciao: il discorso e molto difficile perché medico-tecnico. Posso dirti la mia esperienza di ciclista (quasi ex ciclista) di 75 anni che ha fatto agonismo fino a 10 anni fa cioa' a 65 anni sia granfondo che gare amatoriali. Poi ho smesso causa fibrillazione atriale e anche "raggiunti limiti di eta'" e ora pero' continuo ad andare in bicicletta per ca 5-6 mila km annui bdc piu' 1-2000 mtb adeguando i limiti a quanto consigliato dal cardiologo che mi conosce. Per oltre 40 anni mi sono allenato in ogni minuto libero pur facendo un lavoro molto impegnativo. Sono arrivato dopo qq anno ad avere i "classici" 38-42 battiti a riposo (di notte scendevo anche a 28 battiti controllati con l'holter cardiaco fatto nelle visite complete annuali). Soto asforzo raggiungevo con estrema facilita' la soglia anaerobica sia in salita che in pianura (fra le due soglie c'e' una differenza di ca 5-6 battini in più nella soglia in salita). Avevo amici colleghi e avversari che avevano soglie diverse a parita' di prestazione, fatto dovuto al tipo di fisico diverso. Io sono un normolineo che e' ora a 75 anni 1,73 x69-70 kg. Al massimo della condizione anni fa arrivavo a 64 kg ed avevo circa 320 watt in soglia a 50 anni che reggevo per tempi notevolmente lunghi (anche circa 1 ora) arrivando per periodi piu' brevi di 10-20 minuti anche ai 360 watt. Il tutto era dato dall'allenamento che svolgevo in modo abbastanza scientifico con programmi Mapei e poi Carrera. Sono sempre stato un buon passista scalatore che raramente arrivava "esimo". Quanto sopra per dire che la cosa e' molto personale: ovvio che l'allenamento aiuta ad abbasarti i battiti a riposo ma quello che conta maggiormente e' il recupero in gara e cioe' per esempio: salita di 2km al 10% arrivo in soglia dopo 200-300 metri e riesco a rimanerci o addirittura ad andare fuori soglia fino alla fine salita e poi dopo 1 minuto di discesa torno al valore che avevo prima di cominciare la salita. Questo e' il parametro che conta non tanto i battiti minimi a riposo che possono essere 40 ma anche 47-48 senza che la cosa cambi moltissimo. Ovviamente la prima cosa e' stabilire il peso forma, i carichi di allenamento per arrivarci e mantenerlo e i valori di soglia anaerobica ed aerobica nonché i massimali. Ultimissima cosa senza volerti spaventare: lo sport fa bene, anzi benissimo ma non bisogna esagerare! A me e' venuta la fibrillazione atriale perché ero arrivato a fare 15/20000 km anno in bici (cioe' ogni minuto libero extra lavoro) poi d'inverno mi allenavo su mezze maratone e facevo qualche maratone e circa 1000 km sci da fondo e quindi per fare questo facevo allenamenti molto intensi. Questo ti porta ad essere con la pressione che sta per ore oltre i limiti fisiologici. Io ho sempre avuto a riposo 110-60 o max 120-70 ma quando sei sotto sforzo massimale e ci stai per molto tempo la pressione arriva tranquillamente a 220-230/90-95 e "alla lunga" le camere cardiache (atri e ventricoli) nonché i "setti interatriali e interventricolari" diventano piu' spessi in mm. Moltissimi sportivi ex agonisti hanno la fibrillazione atriale (Eddy Merckx per tutti). Si puo' controllare ma e' una rottura di scatole (anticoagulanti da prendere giornalmente ecc.). Ovvio che se ci si controlla annualmente (o semestralmente dopo una certa eta') si puo' continuare a fare sport in maniera piu' blanda e senza grossi rischi ma come gia' detto il troppo agonismo non e' salutare e qualche segno nel fisico lo lascia. Quindi fai una visita fisiatrica e medico sportiva e poi fatti fare un programma di allenamento da gente seria che ti possa seguire nei progressi che fai e una volta raggiunto il peso forma vedrai che fisiologicamente i juoi battitit arriveranno ai minimi a riposo ed ai massimi di soglia e di fuori soglia in gara e allenamento. [/QUOTE]
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