- 25 Novembre 2007
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- Bici
- S3, R3, P3C, SLC-SL TdF, Cinelli Willi'n, Cinelli Experience
Dopo aver letto alcune cose interssanti sull'argomento, e dopo aver rielaborato alcuni concetti sulla potenza e sulla soglia, ho concluso che il miglior modo per sfruttare un misuratore di potenza sarebbe quello di calcolare le zone di potenza critica e conseguentemente allenarsi su quei valori.
Premesso che ormai un pò tutti ritengono che la c.d. soglia di fatto non esiste, questa semplice verità sarebbe applicabile anche alla potenza di soglia. Infatti per i test di potenza esistono diversi protocolli, ognuno valido rispetto alla misura che si vuole ottenere.
Ma in realtà quello che conta alla fine è quanto tempo si riesce a mantenere una potenza X, da quì nasce la specializzazione nel ciclismo, ad esempio uno scattista puro potrà fare 1200w per 20" mentre un passista non riese a farli, ma di contro il passista sarà capace di tenere 350w per un'ora mentre lo scattista li tiene 20'.
I software che normalmente si usano per valutare le prestazioni, tipo poweragent (che arriva con i PT) o altri, danno l'idicazione dei picchi di potenza media generati nel corso dell'uscita. Ad esempio poweragent dà i picchi sui 5", 30", 1', 5', 10',30', 60' e 120'.
A mio parere, a partire da quei valori, l'allenamento più utile sarebbe quello di allenarsi su valori di potenza del 90-95% rispetto ai vari range, tenendo presente che ogni intervallo di lavoro allena una specifica qualità. Chiaramente se uno ha bisogno di fare intervalli diversi deve fare misurazioni specifiche, e calcolare eventualmente l volume complessivo del lavoro, certamente 10 ripetute da 5' andrebbero fatte a potenza un pò inferiore rispetto ad un volume di 5 ripetute, ad esempio una serie di 10 ripetute da 5' potrbbe essere fatta alla potenza critica dei 30'.
In alternativa si può sempre misurare la potenza critica sui vari intervalli ed allenarsi di conseguenza.
Concludo chiedendo ai possessori di misuratore se al momento possono confrontare test fatti a distanza di almeno 6 mesi, e quali sono i risultati.
Premesso che ormai un pò tutti ritengono che la c.d. soglia di fatto non esiste, questa semplice verità sarebbe applicabile anche alla potenza di soglia. Infatti per i test di potenza esistono diversi protocolli, ognuno valido rispetto alla misura che si vuole ottenere.
Ma in realtà quello che conta alla fine è quanto tempo si riesce a mantenere una potenza X, da quì nasce la specializzazione nel ciclismo, ad esempio uno scattista puro potrà fare 1200w per 20" mentre un passista non riese a farli, ma di contro il passista sarà capace di tenere 350w per un'ora mentre lo scattista li tiene 20'.
I software che normalmente si usano per valutare le prestazioni, tipo poweragent (che arriva con i PT) o altri, danno l'idicazione dei picchi di potenza media generati nel corso dell'uscita. Ad esempio poweragent dà i picchi sui 5", 30", 1', 5', 10',30', 60' e 120'.
A mio parere, a partire da quei valori, l'allenamento più utile sarebbe quello di allenarsi su valori di potenza del 90-95% rispetto ai vari range, tenendo presente che ogni intervallo di lavoro allena una specifica qualità. Chiaramente se uno ha bisogno di fare intervalli diversi deve fare misurazioni specifiche, e calcolare eventualmente l volume complessivo del lavoro, certamente 10 ripetute da 5' andrebbero fatte a potenza un pò inferiore rispetto ad un volume di 5 ripetute, ad esempio una serie di 10 ripetute da 5' potrbbe essere fatta alla potenza critica dei 30'.
In alternativa si può sempre misurare la potenza critica sui vari intervalli ed allenarsi di conseguenza.
Concludo chiedendo ai possessori di misuratore se al momento possono confrontare test fatti a distanza di almeno 6 mesi, e quali sono i risultati.