automobilisti Vs ciclisti (ancora - parte 2)

ernia

Apprendista Cronoman
28 Settembre 2005
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Non dice quasi nulla.....il ragazzo dove si trovava? Sul ciglio? La provinciale era alberata? C'è da dire, però, che alle 4:30 è ancora notte, se la strada non è illuminata e il pedone non ha una pettorina o una luce e anche se l'automobilista rispettava i limiti....hai voglia vedere un pedone specialmente se la strada era alberata come tante provinciali......
Non ci siamo
 
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Pingolo

Pignone
18 Gennaio 2024
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Non dice quasi nulla.....il ragazzo dove si trovava? Sul ciglio? La provinciale era alberata? C'è da dire, però, che alle 4:30 è ancora notte, se la strada non è illuminata e il pedone non ha una pettorina o una luce e anche se l'automobilista rispettava i limiti....hai voglia vedere un pedone specialmente se la strada era alberata come tante provinciali......
Non è alberata, è una strada con una corsia per senso di marcia, zero marciapiedi,praticamente zero lampioni.
Ci passavo in mtb, di giorno, in estate e già così avevi le auto a farti il contropelo al gomito.
 

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Ammiraglia
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Rewel Chorus 11; Vetta Centaur 10; Giant Athena 9; Bianchi Vento 602 Veloce 8; Benotto 900sp 300ex 7
Non è alberata, è una strada con una corsia per senso di marcia, zero marciapiedi,praticamente zero lampioni.
Ci passavo in mtb, di giorno, in estate e già così avevi le auto a farti il contropelo al gomito.
Terribile, se c'è il limite anche solo dei 70 con zero illuminazione è un suicidio anche fare solo pochi metri!!!
 
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bicilook

Ammiraglia
15 Giugno 2008
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ORBEA Orca Omx -Colnago C60
Ci sarebbe tanto da dire ma credo che il manifesto basti ed avanzi,

Vedi l'allegato 506220
Un bel "No ai marciapiedi" ci stava.
Mentre tutto il mondo va verso altre metodologie di mobilità... noi siamo a questo punto.
Ma è giusto così,siamo un popolo di rincoglioniti e ci meritiamo questo.
 

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Ecco.....ci mancava anche il sindacato dei medici contro le ciclabili!!!

 

ConteIgor

Pedivella
29 Agosto 2021
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Triban RC 520
Ecco.....ci mancava anche il sindacato dei medici contro le ciclabili!!!

Interessante esempio di giornalismo-propaganda di destra populista, che è l'area ideologica dove Il Dolomiti è emigrato da qualche tempo.
Si prende un tema a cuore dei cittadini (la sanità) e lo si usa per attaccare uno o più bersagli dell'avversario politico, in questo caso il sindaco (di "sinistra") e le ciclabili, un argomento-simbolo.
Il tutto intervistando un soggetto senza alcun contraddittorio e senza verifica delle affermazioni fatte, creando nessi inesistenti tra bici e medici e relegando a una riga alla fine l'elefante nella stanza: la sanità è competenza provinciale e la giunta attuale è leghista; ma su questo, ovviamente, si sorvola.
 

andrx

Apprendista Passista
11 Luglio 2013
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olympia speedy plus
Interessante esempio di giornalismo-propaganda di destra populista, che è l'area ideologica dove Il Dolomiti è emigrato da qualche tempo.
Si prende un tema a cuore dei cittadini (la sanità) e lo si usa per attaccare uno o più bersagli dell'avversario politico, in questo caso il sindaco (di "sinistra") e le ciclabili, un argomento-simbolo.
Il tutto intervistando un soggetto senza alcun contraddittorio e senza verifica delle affermazioni fatte, creando nessi inesistenti tra bici e medici e relegando a una riga alla fine l'elefante nella stanza: la sanità è competenza provinciale e la giunta attuale è leghista; ma su questo, ovviamente, si sorvola.
ho pensato la stessa cosa prima quando ho visto la notizia su Trentinotv....... peccato che oggi non ci fosse il giornalista/ciclista, perché sicuramente avrebbe commentato questa notiziona.....
 

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Ammiraglia
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Rewel Chorus 11; Vetta Centaur 10; Giant Athena 9; Bianchi Vento 602 Veloce 8; Benotto 900sp 300ex 7
Spero che i ciclisti romani gli organizzino una bella critical mass davanti, così gli si fondono i due neuroni superstiti a questi "automobilisti"
Come a Milano quando si sono messi a cordone lungo la bile line di, mo sembra, corso Buenosaires.....
 
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Marmuel

Velocista
5 Novembre 2022
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Orbea Orca, Cinelli Zydeco Lala
Se gente che passa la vita imbottigliato nel traffico desidera passare anche la domenica incolonnato in macchina a me sta bene, anzi spero lo organizzino tutte le settimane...si mai che prima o poi si rendono conto di quanto sono idioti :ueh:

In anteprima abbiamo già le prime immagini della manifestazione, cose mai viste fino ad ora sulle strade della capitale:vox:

roma_20_dicembre_nuovo_blocco_veicoli_inquinanti_12844.jpg

Battute a parte, qualche foto dell' "evento" gli amici romani potrebbero regalarcela :mrgreen:
 

iban

Apprendista Velocista
26 Maggio 2011
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Merida Scultura 6000\Giant tcr composite 1\Giant tcx slr 2
Un bel "No ai marciapiedi" ci stava.
Mentre tutto il mondo va verso altre metodologie di mobilità... noi siamo a questo punto.
Ma è giusto così,siamo un popolo di rincoglioniti e ci meritiamo questo.
Il paradosso è che più la manifestazione che hanno organizzato raccoglie adesioni e crea caos, più dimostra che le soluzioni che propongono non sono attuabili.
È come andare in biblioteca a protestare contro il divieto di parlare, urlando.
Ogni auto in più nel corteo, ogni clacson, ogni minuto di coda in un giorno festivo conferma che l’auto privata è il problema, non la soluzione.
La protesta finisce per riprodurre e amplificare il disagio che vorrebbe eliminare. Se non fosse una proposta reale mi verrebbe quasi da ridere: manifestare contro le ZTL diventando parte del traffico che criticano.
Purtroppo oggi l’auto non è più solo un mezzo. È diventato un simbolo identitario.
Da un lato la narrativa di libertà, resistenza, “le elites vogliono impedirci di guidare”.
Dall’altro, realtà: l’auto occupa spazio, inquina, riduce sicurezza e vivibilità.
Chi protesta così pensa di difendere la libertà. In realtà difende la propria pigrizia, il diritto a fare un km in auto come se fosse un’impresa epica.
E in tutto questo il ciclista è il bersaglio perfetto perchè è la dimostrazione che il loro modo di vivere non è sostenibile, rappresenta il crollo di tutte le loro certezze, e questo genera odio e frustrazione in chi non aveva altre certezze che quello in cui vive sia l'unico mondo possibile, e tutto finisce nel calderone: chi va in bici al lavoro, chi si allena la domenica, chi lo fa per necessità, chi per passione.
Il ciclista diventa simbolo, minaccia antropologica. La bici, cambiamento lento e silenzioso, diventa insopportabile per chi misura libertà in cavalli e decibel.
Quello che fa più schifo è la politicizzazione di tutto questo. L’auto è un oggetto neutro e banale, a volte utile a spostarsi altre volte no.
Ma diventa simbolo di libertà minacciata, pistola per sparare odio. Chi guida attacca chi prova alternative: l’odio verso ciclisti e piste ciclabili non è per traffico o pericolo, ma per chi non piega la propria vita intorno a un oggetto politicizzato.
Questa manifestazione non è che un gesto performativo, parla alla pancia, non alla testa.
Il modo di agire è sempre lo stesso, crei un nemico, semplifichi il problema, offri un’identità: “noi, gli automobilisti oppressi”.
Ma domenica, in fila con le macchine, dimostreranno solo perché le ciclabili, le zone 30 e le ZTL servono.
E come dice il professor Luciano Floridi, nella vita e negli scacchi vince chi vede il presente ma pensa al futuro. E in questo caso chi resta ancorato al passato, difendendo la propria “libertà automobilistica” come se nulla fosse cambiato, ha già perso prima di muovere il primo pezzo.
Domenica, tra clacson e ingorghi, si noterà solo una cosa: la partita della mobilità sostenibile è già in corso, e loro stanno giocando fuori tempo.
 

marcus989

Apprendista Scalatore
16 Luglio 2016
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Carrera Estremo
Il paradosso è che più la manifestazione che hanno organizzato raccoglie adesioni e crea caos, più dimostra che le soluzioni che propongono non sono attuabili.
È come andare in biblioteca a protestare contro il divieto di parlare, urlando.
Ogni auto in più nel corteo, ogni clacson, ogni minuto di coda in un giorno festivo conferma che l’auto privata è il problema, non la soluzione.
La protesta finisce per riprodurre e amplificare il disagio che vorrebbe eliminare. Se non fosse una proposta reale mi verrebbe quasi da ridere: manifestare contro le ZTL diventando parte del traffico che criticano.
Purtroppo oggi l’auto non è più solo un mezzo. È diventato un simbolo identitario.
Da un lato la narrativa di libertà, resistenza, “le elites vogliono impedirci di guidare”.
Dall’altro, realtà: l’auto occupa spazio, inquina, riduce sicurezza e vivibilità.
Chi protesta così pensa di difendere la libertà. In realtà difende la propria pigrizia, il diritto a fare un km in auto come se fosse un’impresa epica.
E in tutto questo il ciclista è il bersaglio perfetto perchè è la dimostrazione che il loro modo di vivere non è sostenibile, rappresenta il crollo di tutte le loro certezze, e questo genera odio e frustrazione in chi non aveva altre certezze che quello in cui vive sia l'unico mondo possibile, e tutto finisce nel calderone: chi va in bici al lavoro, chi si allena la domenica, chi lo fa per necessità, chi per passione.
Il ciclista diventa simbolo, minaccia antropologica. La bici, cambiamento lento e silenzioso, diventa insopportabile per chi misura libertà in cavalli e decibel.
Quello che fa più schifo è la politicizzazione di tutto questo. L’auto è un oggetto neutro e banale, a volte utile a spostarsi altre volte no.
Ma diventa simbolo di libertà minacciata, pistola per sparare odio. Chi guida attacca chi prova alternative: l’odio verso ciclisti e piste ciclabili non è per traffico o pericolo, ma per chi non piega la propria vita intorno a un oggetto politicizzato.
Questa manifestazione non è che un gesto performativo, parla alla pancia, non alla testa.
Il modo di agire è sempre lo stesso, crei un nemico, semplifichi il problema, offri un’identità: “noi, gli automobilisti oppressi”.
Ma domenica, in fila con le macchine, dimostreranno solo perché le ciclabili, le zone 30 e le ZTL servono.
E come dice il professor Luciano Floridi, nella vita e negli scacchi vince chi vede il presente ma pensa al futuro. E in questo caso chi resta ancorato al passato, difendendo la propria “libertà automobilistica” come se nulla fosse cambiato, ha già perso prima di muovere il primo pezzo.
Domenica, tra clacson e ingorghi, si noterà solo una cosa: la partita della mobilità sostenibile è già in corso, e loro stanno giocando fuori tempo.
C'è una proposta dell'Associazione "Bel Parcheggio" che vorrebbe 8 ore di guida in bici obbligatorie per chi deve fare la patente auto. Per me è una cosa molto difficilmente attuabile, ci sono persone che non sanno andare in bicicletta, e che mai ci andranno, sono a scuola guida per imparare a guidare l'auto, non la bici. Tuttavia il motivo è importantissimo, responsabilizzare gli utenti forti della strada; bene, vorrei che leggeste i commenti sulle pagine social di chi ha condiviso la notizia.