mchorney ha scritto:
qualcuno di Voi ha mai provato una bici da cronemetro? Ame piacerebbe moltisismo.
Chi ha avuto occasione di provarla mi spiega che differenze di sono nella guida rispetto una bivci normale? Eì vero che per le loro caratteristiche si guadagna moltisismo in velocità?
Normalmente le bici da crono vengono utilizzate per impiegare il minor tempo possibile a percorrere una distanza relativamente ridotta, e su percorsi di solito o pianeggianti o con dislivelli comunque contenuti, senza poter beneficiare di qualsiasi tipo di scia.
Lo sforzo è diverso da triathlon perchè è molto più intenso e di durata molto ridotta, in pratica occorre dare tutto e spremersi fino in fondo (e non è così banale come sembra).
Ovviamente, in funzione di questi aspetti, è importante:
1. l'aerodinamica, perchè alle alte velocità la principale resistenza all'avanzamento è l'attrito con l'aria;
2. un posizionamento degli arti inferiori che faciliti la massima erogazione di potenza, eventualmente anche a scapito del comfort e del rendimento sulla durata;
3. il tutto senza compromettere le capacità respiratorie.
Dei vari componenti specifici, secondo me il più importante è il manubrio perchè consente di migliorare sensibilmente l'aerodinamica del sistema bici + corridore. Le caratteristiche aero delle tubazioni, del reggisella, ma anche delle
ruote, vengono un po' dopo. Cioè io preferirei 1000 volte il manubrio da crono e le ruote a 36 raggi piuttosto che la curva da strada e due ruote a disco.
Il posizionamento è molto soggettivo, non esiste un criterio ben preciso. In linea di massima, tutti tendono ad avanzare ed alzare la sella (in pratica la sella "ruota" in avanti) per spostare tutto il corpo in avanti. La pedalata è meno fluida, ma più potente. Per limitare l'avanzamento la UCI ha posto dei limiti ben precisi sulla posizione della punta della sella (limiti spesso aggirati tagliando la punta della sella).
Purtroppo la ricerca della max aerodinamicità di solito fa a pugni con le capacità respiratorie, per cui è importante cercare un buon compromesso.
Spesso ci si deve abituare a respirare in maniera un po' diversa.
Per agevolare questa impostazione normalmente il piantone è più verticale, e si usano reggisella con avanzamento ridotto o nullo. Questo avanzamento dei pesi rende però la bici meno guidabile nel misto stretto e nelle discese tecniche, che però di solito non ci sono.
Si, ma alla fine quanto si guadagna rispetto alla bici da strada?
Secondo me tra posizione, manubrio, ruote etc etc, su una gara breve ed intensa, direi circa 3, anche 4 secondi al km (su una crono amatoriale di 20 km vuole dire vincere o arrivare 10°, tanto per avere un'idea).
Non mi risulta che da qualche parte si possano trovare delle bici da crono in affitto, soprattutto di un certo pregio.
Infine, non è assolutamente detto che la prima volta che ci monti sopra si possa andare più forte rispetto alla bici da strada, anzi spesso succede proprio il contrario.