Bici da rando

Zonzolo

Apprendista Passista
19 Ottobre 2010
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Trek Madone /randomobile Specialized Roubaix
Come dice Parakito, quel che conta è la posizione e le gomme.
Un pneumatico da 25-28-30mm è più comodo di qualunque fisima sulle vibrazioni o il titanio, etc.. secondo me.

Verissimo, l'elemento fondamentale per la comodità è la pressione di gonfiaggio dei pneumatici; e più le gomme sono grandi meno occorre gonfiarle.
Le gomme da 23mm io le gonfio a 7 bar, quelle da 25 a 6-6,5 bar e fra le due la differenza di comodità si percepisce subito, indipendentemente dal telaio e dalle ruote sulle quali sono montate.

Naturalmente ci sono telai e materiali più e meno comodi, ma secondo la mia esperienza contano molto meno della pressione di gonfiaggio delle gomme.
 

brucorando

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6 Maggio 2012
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www.voglioessererandonneur.wordpress.com
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Stevens Xenon Velvet Black in randonneuse! - Atala Olympic (1984?) in fissa - Agordina acciaio eroic
Per "lunghe distanze" le case produttrici non intendono le rando. Ma le GF lunghe (200km + o -).

E' chiaro che queste bici, solo per il fatto di non avere una posizione da cacciabombardiere siano meno "faticose" di quelle racing (schiena molto piegata e polsi e mani molto caricati).

Come dice Parakito, quel che conta è la posizione e le gomme.
Un pneumatico da 25-28-30mm è più comodo di qualunque fisima sulle vibrazioni o il titanio, etc.. secondo me.

Fatte salve bici come la Domane col sistema Isospeed o la Roubaix col reggisella COBL, che sono ammortizzatori veri e propri (e cmq possono montare pneumatici da 28 o anche 30mm).

Poi dipende molto da come uno va. Quelli che fanno una PBP in 50h possono anche tenersi il caccia a reazione :-)

Verissimo, l'elemento fondamentale per la comodità è la pressione di gonfiaggio dei pneumatici; e più le gomme sono grandi meno occorre gonfiarle.
Le gomme da 23mm io le gonfio a 7 bar, quelle da 25 a 6-6,5 bar e fra le due la differenza di comodità si percepisce subito, indipendentemente dal telaio e dalle ruote sulle quali sono montate.

Naturalmente ci sono telai e materiali più e meno comodi, ma secondo la mia esperienza contano molto meno della pressione di gonfiaggio delle gomme.

D' accordo sul fatto che copertoncini più larghi e non con una pressione altissima rendono la bici più comoda, però anche il cerchio e i raggi hanno la loro importanza e anche il telaio, la posizione, la geometria e il materiale. Altrimenti sembra quasi che si possa salire in groppa alla bici più "stinca" che c' é e basta abbassare la pressione su un copertoncino da 28 per renderla comoda....
 

brucorando

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la zero dal sito, è senza freni a disco. certo che vista così, non è niente male!
che poi si parla di bici per lunghe distanze, ma a me insegnano che ad esempio la forcella dritta come la zero genera un assorbimento delle vibrazioni minore rispetto alle forcelle leggermente arcuate (spero di spiegarmi).
quindi? è una bici da lunghe distanze (sempre che esistano) oppure no?

Credo, gennant, che il discorso della comodità sia in fondo come quasi tutto a questo mondo, del tutto relativo. Per te, magari, abituato a pedalare su delle "sbarre" (non so, ma fingiamo), una bici pur con la forcella dritta ti può sembrare comoda per altri particolari. Per me, che ho avuto problemi alla schiena, la comodità ha altri parametri.
Altro principio: generalmente la comodità é tendenzialmente (quindi non saltatemi addosso) inversamente proporzionale alla reattività. Siete d' accordo sul principio? Se poi esiste una bici comodissima (concetto relativo) e reattiva, beh, allora.
Inoltre i concetti esposti, come accennato, hanno secondo me senso solo se calati su un singolo ciclista: per me una bici che per te é "molla" è troppo dura, magari. QUindi credo che se sia difficile definire in assoluto una bici comoda o scomoda, reattiva o meno.
Ecco, ora se volete saltatemi pure addosso, io ho solo esposto il mio pensiero. Sono pronto, mirate al petto, risparmiate il volto!:lookaround::afraid::asd::cassius::rosik::twisted::mitra::prega:
 

Ser pecora

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Altrimenti sembra quasi che si possa salire in groppa alla bici più "stinca" che c' é e basta abbassare la pressione su un copertoncino da 28 per renderla comoda....

Non so per la bici "stinca", ma, parere mio, un copertoncino da 28mm a parità di geometria della bici la rende molto più comoda che non cambiare il materiale del telaio.
Per quanto riguarda le ruote ci sono differenze maggiori, ma anche li: tra cambiare il tipo di incrocio e cambiare la sezione del pneumatico secondo me non c'è storia :-)
 

brucorando

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Non so per la bici "stinca", ma, parere mio, un copertoncino da 28mm a parità di geometria della bici la rende molto più comoda che non cambiare il materiale del telaio.
Per quanto riguarda le ruote ci sono differenze maggiori, ma anche li: tra cambiare il tipo di incrocio e cambiare la sezione del pneumatico secondo me non c'è storia :-)

Ah, adesso ho capito, si vede che sono rintronato ed é solo mercoledì. COncordo che cambiare il copertoncino per uno di sezione maggiore e gonfiarlo meno sia il rimedio più immediato e meno costoso per addolcire le sensazioni.
Se parliamo a parità di telaio e geometrie...:yoga:
 

Zonzolo

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D' accordo sul fatto che copertoncini più larghi e non con una pressione altissima rendono la bici più comoda, però anche il cerchio e i raggi hanno la loro importanza e anche il telaio, la posizione, la geometria e il materiale. Altrimenti sembra quasi che si possa salire in groppa alla bici più "stinca" che c' é e basta abbassare la pressione su un copertoncino da 28 per renderla comoda....

Definire cosa influenza il confort su una bicicletta è complicato; penso che dipenda dalla forza massima che viene trasmessa alla schiena dopo un urto (buca), dall'attitudine del materiale utilizzato a smorzare le vibrazioni ad alta frequenza e dalla possibilità di assumere in sella una posizione che sia ergonomicamente confortevole.

Naturalmente tutto concorre a rendere una bicicletta più o meno confortevole; più che il materiale e la geometria del telaio però credo che sia importante la posizione in sella. Se hai un dislivello sella manubrio da professionista, senza esserlo, è inevitabile avere problemi alla schiena/collo/mani.

Ovviamente un carro posteriore più lungo è un poco più comodo di uno "racing", però pensiamo al rapporto che ci può essere fra la deformazione sotto carico dell'insieme telaio/ruota e quella di un copertoncino da 25 mm gonfiato a 6 bar.
La gomma trovando un ostacolo si deforma ben prima che il telaio inizi a farlo, e lo stesso vale per le ruote.

Non ho mai provato una buona gomma da 28 mm, ma ho l'impressione che si possa gonfiare a 5-5,5 bar; a quella pressione aumenta ancora di più il rapporto fra le rigidezze dei due sistemi ed il telaio dovrebbe essere ancora meno importante.

Fai caso alle ultime tendenze sulle bici che utilizzano i professionisti: bici con telaio e ruote rigidissimi, per non disperdere energia in deformazioni durante la pedalata, ma rese più confortevoli con gomme da 24-25 mm tutto l'anno, mica solo al Fiandre o alla Roubaix!
 

Zonzolo

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Ecco, ora se volete saltatemi pure addosso, io ho solo esposto il mio pensiero. Sono pronto, mirate al petto, risparmiate il volto!:lookaround::afraid::asd::cassius::rosik::twisted::mitra::prega:

Se tutti la pensassimo allo stesso modo, sai che noia!

Confrontandosi civilmente con chi vede le cose in un modo diverso si possono scoprire aspetti del problema che prima non si conoscevano, ben venga la discussione.

E poi, non riesco proprio a capire chi "spara" contro quelli che non la pensano come lui!

o-o
 

parakito

Passista
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Scott cr1pro,Cannondale cad3,NSR,Litespeed Archon ,Rewel titanio,Treck fuel,Kona Stinky,Bianchi,ecc
A parità di geometrie, ma non di materiale.
Sfido cambiando sezione di gomme a vedere se uno si accorge se sotto il sedere ha un titanio o un alu :-)

La pensiamo uguale , spezzo una lancia sui telai fatti su misura non solo di centimetri ma sulle caratteristiche desiderate di deformazione quindi comodità fatto da ormai pochi artigiani che sanno il fatto loro , riescono a farti un telaio che si comporterà come preferisci , io ho scelto il titanio solo per un fattore vantaggioso di peso , ma sono sicuro che avrei avuto un telaio con medesime caratteristiche fatto in qualsiasi altro matteriale se fatto da mani sapienti l'unica differenza sarebbe stata il perso finale .
Credo che sia difficile pedalando su un telaio al buio capire il materiale che lo compone , ma capire che tipo di ruote e coperture sempre alla cieca ci metti un attimo .
In primis comunque è sempre la posizione in sella che conta e dipende da persona a persona , per esempio io viaggio con un dislivello sella manubrio essaggareto se guardi la bici , addirittura con appendici da triatlon quelli omologati , e sto in quella posizione per 85% del tempo in un over 1000 , senza nessun problema anzi riposo mani e schiena diminuiscono in battiti e in più guadagno 3 Km/h .
Non è una cosa comune infatti siamo tutti diversi e quando la bici la cavalchi per 24ore quasi no stop deve essere cone un vestito su misura .
La cura dei piccoli dettagli sono quelli che ti consentono di fare le grandi distanza sensa dolori .

Purtroppo questi piccoli dettagli non te li può dare il biomeccanico ma derivano da prove ce consistono nel variare componenti o regolazioni anche un solo millimetro poi fare un test di almeno 3/400 KM e avere la giusta sensibilità nel capire se si ha milgliorato o peggiorato la situazione , si capisce che per trovare la posizione perfetta a volte ci volgliono anni di continui tentativi .
A volte scostandosi anche parecchio dalle posizioni canoniche vedi rotazione sella a destra o sinistra , che mai nessun biomeccanico ti indicherebbe .
Detto ciò : quelo che compone una bici extra telaio possono dare più o meno comodità di quella che ti può dare un telaio , la mia Scott cr1 è letteralmente una lama nel bene e nel male specialmente in discesa ma ci ho montato delle xentis mark 1 full carbon tubolare gonfiati a 12 ed è diventata un agnello .
Potrei pesino farci qualche rando sino a 600 km .
Altra considerazione sulla sezzione delle coperture è vero che le dimensioni maggiori sono più comode , ma sono anche meno scorrevoli .
Personalmente penso che se si dispone di un telaio e relativi componenti assemblati badando al confort : e in questo , il tipo e modello di forcelle anteriori conta moltissimo , allora ci si può permettere di usare le misure classiche , anche se per le esperienze fatte ho trovato il migliore compromesso con abbinata 24 posteriore e 20 /21 anteriore che al contrario di quello che verrebbe da pendare migliora molto la tenuta anteriore sul bagnato , motlo dipende dal peso e dove è caricato , premetto che io sono 85 kg più bici carica totale altri 18/19 Kg per lo più in borse laterali posteriori , in questo modo riesco ad avere uns bici talmente equilibrata che spesso la guido per lunghi tratti senza mani compreso curve leggere .
 

genannt vince

Scalatore
15 Aprile 2007
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bici, macchina, scooter: c'ho tutto!
Che poi spesso si pensa che questo derivi tutto da telaio , im realtà è sbagliatissimo , al massimo vale per il 30% .
L'importante è la combinazione dei componenti .

Come dice Parakito, quel che conta è la posizione e le gomme.

ragazzi, guardate che stiamo dicendo la stessa cosa

intendo dire che la bici più comoda di altre non credo esista .

io qui mi riferivo al telaio, appunto: non credo che esista un telaio che faccia veramente la differenza in confortevolezza

Fatte salve bici come la Domane col sistema Isospeed o la Roubaix col reggisella COBL, che sono ammortizzatori veri e propri

però qui mi spiazzi: allora la roubaix ha i suoi perchè in fatto di comodità, ma non dipende da quegli orrendi forcellini .... infafti io della roubaix ho detto che

ho visto in giro diverse specialized roubaix, e chi la ha l'esalta! io diffido, .

Per me, che ho avuto problemi alla schiena, la comodità ha altri parametri.

bruco, se parliamo di problemi alla schiena, ti sfido: tanto per dire, giocavo a pallone e me lo proibirono, mi consigliarono talmente tanti divieti a 35 anni, per via della schiena, che mi davano per finito a quell'età.
mi sconsigliarono/vietarono assolutamente la bici: un giorno a 39 anni, per ripicca ed incazzato nero verso la sorte e verso i medici, mi feci imprestare un rampichino ed uscii con un collega a fare 20 km nel bosco. oggi faccio le rando con una normalissima bici.
 

genannt vince

Scalatore
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A parità di geometrie, ma non di materiale.
Sfido cambiando sezione di gomme a vedere se uno si accorge se sotto il sedere ha un titanio o un alu :-)

COncordo che cambiare il copertoncino per uno di sezione maggiore e gonfiarlo meno sia il rimedio più immediato e meno costoso per addolcire le sensazioni.
Se parliamo a parità di telaio e geometrie...:yoga:

si vabbè, ragazzi, "evviva le gomme larghe e sgonfie": però mi viene male a pensare di fare una 1000 con 3 kg di peso dietro e la bici "sgonfia". alla prima salita importante mi chiederei non se ho un titanio o un alu sotto il culo, ma se hanno asfaltato la strada con la nutella!

In primis comunque è sempre la posizione in sella che conta e dipende da persona a persona , per esempio io viaggio con un dislivello sella manubrio essaggareto se guardi la bici , addirittura con appendici da triatlon quelli omologati , e sto in quella posizione per 85% del tempo in un over 1000 , senza nessun problema anzi riposo mani e schiena diminuiscono in battiti e in più guadagno 3 Km/h . .

confermo, visto io: ed in pianura tiene medie da ironman (ricordo che mi hai fatto proprio scoppiare nel tentativo di starti a ruota alla 400 di corsico. infatti dopo un tot ti ho dovuto proprio mollare!!! :wacko: mi avevi bruciato, tu davanti a tirare ed io a ruota.

A volte scostandosi anche parecchio dalle posizioni canoniche vedi rotazione sella a destra o sinistra , che mai nessun biomeccanico ti indicherebbe ..
oh la, eccoti: io ho provato anche questa, a spsotare lateralmente la punta della sella, convinto dalle senszioni che per la mia rotazione del bacino, potesse essere una soluzione ... però non mi pareva una grande idea. tu invece ....?
 
Ultima modifica:

Midama

Pignone
24 Maggio 2011
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qui, adesso.
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...clettando
Personalmente penso che se si dispone di un telaio e relativi componenti assemblati badando al confort : e in questo , il tipo e modello di forcelle anteriori conta moltissimo.
Cosa significa?
Ossia, che differenza ci può essere tra una forcella "dritta" di una Colnago CX zero e quella Onda di una Pinarello? Quale dovrebbe risultare più "comoda"?
 

parakito

Passista
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si vabbè, ragazzi, "evviva le gomme larghe e sgonfie": però mi viene male a pensare di fare una 1000 con 3 kg di peso dietro e la bici "sgonfia". alla prima salita importante mi chiederei non se ho un titanio o un alu sotto il culo, ma se hanno asfaltato la strada con la nutella!



confermo, visto io: ed in pianura tiene medie da ironman (ricordo che mi hai fatto proprio scoppiare nel tentativo di starti a ruota alla 400 di corsico. infatti dopo un tot ti ho dovuto proprio mollare!!! :wacko: mi avevi bruciato, tu davanti a tirare ed io a ruota.


oh la, eccoti: io ho provato anche questa, a spsotare lateralmente la punta della sella, convinto dalle senszioni che per la mia rotazione del bacino, potesse essere una soluzione ... però non mi pareva una grande idea. tu invece ....?

La rotazione della sella io non la uso , ma ad alcune persone ho consigliato di usarla , in realtà basta starci a ruota per alcuni minuti e capisci subito cosa serve , nel caso sella , serve a compensare un difetto fisico naturale o post trauma , a volte si recupera anche un problema ginocchio .
Devo dire che raramente do consigli sulla posizione in bici se non specificatamente richiesti , primo perché non sono un biomeccanico , secondo esiste la forte probabilità che uno si offenda .
In realtà un po di esperienza c'è , chi meglio di quello che pedala fianco a te per ore puo vedere quello che anche il migliore biomeccanico non vedrebbe mai neanche se pedali giorni sui rulli .
Poi serve dire che alle volte un stravolgimento importante di una posizione sbagliata che si usa da tempo con una più corretta , inizialmente ti troverai sempre peggio sentenziando che non va per nulla bene di fatto scartandola .
Le cattive abitudini sono dure a morire .
La domanda giusta è : per quante ore riesci stare in sella non stop prima di avvertire dolori ?
Per come la vedo io la risposta dovrebbe essere tutte quelle che servono .
Inoltre una posizione volta alla comodità non corrisponde a quella volta a spremere le massime prestazioni che è quella maggiormente suggerita dal biomeccanico .
Nel tuo caso Vincenzo valuterei di testare pedivelle piu corte magari da 170 , ancora meglio 165 mm , e corone Rotor ma per queste ammetto che sono di parte .
E per tutti una bella piega in carbonio di quelle che flettono facili ammortizzano molto le asperità della strada traferendone molte meno alle mani braccia e spalle ma soprattutto alla schiena .
 

Ser pecora

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Altra considerazione sulla sezione delle coperture è vero che le dimensioni maggiori sono più comode , ma sono anche meno scorrevoli

si vabbè, ragazzi, "evviva le gomme larghe e sgonfie": però mi viene male a pensare di fare una 1000 con 3 kg di peso dietro e la bici "sgonfia". alla prima salita importante mi chiederei non se ho un titanio o un alu sotto il culo, ma se hanno asfaltato la strada con la nutella!


Queste sono leggende metropolitane. Quello che alcuni percepiscono come minor scorrevolezza è il maggior peso della gomma. Ma non certo su una differenza di 2mm di gomma come alcuni vorrebbero far credere.

Per quanto riguarda la pressione: non si tratta di andare in giro con le gomme sgonfie, ma di adeguare la pressione alla sezione, cosa che infatti c'è ben scritta sulle spalle degli pneumatici. La regola generale è che la gomma deve cedere sotto il peso di bici+ciclista del 15% della propria (del pneumatico) altezza.
Chiaramente questo cedimento cambia sia in rapporto al peso del ciclista, che dell'equipaggiamento e della distribuzione dei pesi (borse avanti/retro e geometrie telaio). Trovata la giusta pressione per far "cedere" il pneumatico del 15% la resistenza al rotolamento è pressoché identica (test di laboratorio alla mano) anche con sezioni 35mm! Ovviamente cambia il peso del pneumatico ed è quello che viene percepito (negativamente).

Le idee che più le gomme sono gonfie o strette e più sono scorrevoli sono deliri che esistono solo tra i ciclisti. Altrimenti gonfiate pure le gomme dell'auto a 4bar per risparmiare benzina...:mrgreen:

però qui mi spiazzi: allora la roubaix ha i suoi perchè in fatto di comodità, ma non dipende da quegli orrendi forcellini .... infafti io della roubaix ho detto che

Infatti io non ho parlato di forcellini, ma di questo:

euro12-bigsgoblr.jpg


18mm di escursione secondo me sono più "efficaci" di qualunque titanio o forcella dritta o storta.
ps
Per rando io utilizzo due bici in titanio (robuste e non fanno ruggine :-) )
 

genannt vince

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Le idee che più le gomme sono gonfie o strette e più sono scorrevoli sono deliri che esistono solo tra i ciclisti. Altrimenti gonfiate pure le gomme dell'auto a 4bar per risparmiare benzina...:mrgreen:)

:cry mi hai quasi convinto ... quasi! :mrgreen:



Infatti io non ho parlato di forcellini, ma di questo:

euro12-bigsgoblr.jpg


18mm di escursione secondo me sono più "efficaci" di qualunque titanio o forcella dritta o storta.
ps
Per rando io utilizzo due bici in titanio (robuste e non fanno ruggine :-) )

questo è il reggisella della roubaix? non l'ho notato su quelle che ho visto ... è di serie?
 

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Per quanto riguarda la pressione: non si tratta di andare in giro con le gomme sgonfie, ma di adeguare la pressione alla sezione, cosa che infatti c'è ben scritta sulle spalle degli pneumatici. La regola generale è che la gomma deve cedere sotto il peso di bici+ciclista del 15% della propria (del pneumatico) altezza.
Chiaramente questo cedimento cambia sia in rapporto al peso del ciclista, che dell'equipaggiamento e della distribuzione dei pesi (borse avanti/retro e geometrie telaio). Trovata la giusta pressione per far "cedere" il pneumatico del 15% la resistenza al rotolamento è pressoché identica (test di laboratorio alla mano) anche con sezioni 35mm! Ovviamente cambia il peso del pneumatico ed è quello che viene percepito (negativamente).

Le idee che più le gomme sono gonfie o strette e più sono scorrevoli sono deliri che esistono solo tra i ciclisti. Altrimenti gonfiate pure le gomme dell'auto a 4bar per risparmiare benzina...:mrgreen:

Negli anni '90 si usavano i primi copertoncini da 19-20mm e chi usava la misura da 23 mm era considerato un eccentrico un poco bolso, poi però ha preso piede la sezione da 23 mm ed ora si sta andando verso quella da 25 mm.
Ogni volta ho sentito gli stessi dubbi "deve essere meno scorrevole!", ma ormai le gomme da 20 mm non le usa quasi più nessuno.

Se anche i professionisti, che sono i più attenti alla scorrevolezza dei pneumatici, usano misure da 24-25 mm, probabilmente i test di laboratorio hanno ragione... :mrgreen:

Poi è anche vero che, durante le accelerazioni, si percepisce il diverso peso della gomma, ma a velocità costante la differenza che si avverte fra le due sezioni è solo sul confort, che è migliore.
 

Ser pecora

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Se anche i professionisti, che sono i più attenti alla scorrevolezza dei pneumatici, usano misure da 24-25 mm, probabilmente i test di laboratorio hanno ragione... :mrgreen:

Una volta ho parlato col capo ingegnere di Hutchinson e col loro responsabile dei team sponsorizzati: Mi hanno detto che sono 10 anni che martellano i loro pro dicendogli che usare copertoncini da 23mm non ha senso, anzi, che sono meno scorrevoli dei 25mm, ma che non c'è niente da fare. E solo ora le cose stanno un po' cambiando proprio grazie al fatto che i Pro più giovani sono più "aperti" mentalmente.

Tanto per far capire la mentalità dei Pro: con la prima fornitura di tubolari che hanno dato ad Armstrong lo stesso ha vinto il suo primo Tour. Da allora al Tour ha usato solo i tubolari di quella prima fornitura "perché portavano bene", tenendoli in cantina al buio.

Il responsabile ridendo mi ha detto: "ha vinto 7 Tour con tubolari vecchi, gli è andata bene si".
 

genannt vince

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