bikeporn - acciaio (parte terza)

Mardot

Velocista
25 Febbraio 2008
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Mia
Puoi affermare con certezza che quelle bici degli anni 50 e 60 fossero fatte da loro o si tratta di un prodotto marchiato?
Certo che no, del resto è tipico vedere nelle officine i poster delle bici fatte da altri.

Nella tua ricostruzione storica trovo parecchi shortcuts che non mi convincono...ma tant'è.
Non avevo dubbi, infatti mi domandavo il perché della domanda...ma tant'è.
 

Gamba_tri

via col vento
29 Marzo 2005
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Genova
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Barco Spirit-Xcr - Cannondale Synapse carbon
ho capito....anche perché se fosse come dite voi la Cicli Pinarello avrebbe fatto un "incauta assunzione" ovvero per progettare i telai avrebbe dovuto assumere i Barco....o-oo-o

non ho capito il legame tra Barco e Pinarello, comunque io non ho nessun intento polemico ne dico di conoscere la storia dei Barco, mi piace solo valorizzare il lavoro di bravi artigiani che nel loro logo riportano di essere in attività dal 1947, in che forma societaria non so ne mi interessa più di tanto, a me piacciono i loro prodotti e come si rapportano con il cliente.
 

MarognaSeverino

Novellino
10 Giugno 2013
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arrugginita
La storia non la si è mai scritta a rovescio, quando si tratta di produrre con le proprie mani e la propria testa.

Se un'azienda diventa (diventa, non nasce) il terzista n.1 di riferimento per diversi marchi top, in un periodo in cui le bici in acciaio le saldavano anche alla mutua, i motivi sono che quell'azienda aveva già allora le carte in regola, a differenza di altri, per far fronte alla costruzione dei prodotti in quel momento necessari e, soprattutto, allo sviluppo dei nuovi.

Barco è nata nel 1947 e sicuramente per un bel po' di anni è cresciuta senza farsi conoscere granché al grande pubblico, ma nell'ambiente dei costruttori evidentemente non è stato così, tant'è che negli anni '80-'90 ha iniziato a costruire per i noti marchi che tutti conosciamo. E non si tratta di un lavoro fatto c/o terzi, ma erano il vero reparto R&D dei loro committenti, altrimenti non avrebbero avuto bisogno di quel popo' di officina.

E questo, merito della capacità della famiglia di dotarsi di macchine utensili d'avanguardia e, in seguito, di una gestione totalmente elettronica del progetto. Il che ha conferito al prodotto finale ancor maggiore qualità e stabilità.

In pratica, erano *anche* la mente, non *solo* il braccio.

Un telaio come quello lì, mix carbon e steel, ma anche gli altri che sono stati prodotti per i notissimi nomi del mercato, non sono nati completamente nella testa del committente famoso, anzi, è l'esatto contrario. Il committente spesso ha messo sul tavolo un mazzo di idee, un "concept", e loro prima le hanno verificate, calcolate, sviluppate, poi le hanno testate a livello di prototipo, e quindi le hanno rese dei prodotti, a quel punto con il nome di chi era il committente.

Nessuno, in Italia, è tuttora in grado di affrontare un progetto ciclistico in questo modo. Gli unici che avrebbero potuto arrivare ad esserlo erano Colnago e Pinarello, quindi non proprio sconosciuti, e invece hanno optato per far fare tutto a artigiani, con il risultato di disperdere totalmente il loro know, oltre che ritrovarsi spesso con bici della stessa taglia e misure dei tubi diverse.

E oggi, che il terzismo è praticamente finito, se si va in officina da Barco si vedono moltissimi esperimenti in corso (ndr: non solo "road" tra l'altro), alcuni dei quali ormai in fase di prodottizzazione, vedi la forca inox a steli dritti, con testa ricavata dal pieno. Non proprio una sciocchezzuola da realizzare sotto la scala.

Non sono molti anni che stanno in piedi da soli, e non puntano solo al road race come dicevo, nonostante ciò un pezzo come quella forca non ce l'hanno tutti a catalogo (e il forcellino dell'R8, e il reggisella dell'EOS l'hanno inventati sempre loro, altri esempi).

Partendo sempre da questo tipo di approccio:

IMG_6843.JPG


Per arrivare a questi prodotti:

im8pqw.jpg


Mi pare di essere stato abbastanza esauriente, e comunque di più non potrei esserlo, quindi a chi desidera saperne di più, consiglio sicuramente di andare a trovarli. Penso che non c'è modo migliore per capire cos'è una bici prodotta bene, con metodo.

Sintetizzando, si può dire che "la forza di Barco è l'anticipo, nel senso che hanno anticipato i tempi, e di molto", come dimostrano il forcellino dell'R8, il reggisella dell'EOS e la forcella inox.
:mrgreen:

Scusa per l'estrema sintesi, anzi ti ringrazio per quanto hai scritto sopra; su per giù quanto pensi possa pesare quella forcella in inox?
Secondo te è una raffinatezza estetica dal sapore un po' vintage o ha ancora un senso, tecnicamente parlando, nel 2014?
 

Mardot

Velocista
25 Febbraio 2008
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Bici
Mia
ho capito....anche perché se fosse come dite voi la Cicli Pinarello avrebbe fatto un "incauta assunzione" ovvero per progettare i telai avrebbe dovuto assumere i Barco....o-oo-o
A parte che non ho ben compreso il senso del raffronto con Pinarello, magari c'è dietro una polemica che non capisco e a cui non mi aggancio, ma non scherziamo, il termine "progetto" nel senso tecnico del termine non è così facile e immediato associarlo al prodotto Pinarello.

E te lo dice uno che ha corso sulla Montello SLX, quindi conosco molto bene il loro mezzo.

Per Pinarello hanno saldato in millemila, millemila ripeto, partendo da nomi del calibro di Milani, DeRosa, Galmozzi, e più in seguito Pegoretti, per arrivare a artigiani di dimensioni microscopiche, praticamente sottoscalisti, questo proprio negli anni '90 quando hanno avuto il boom e vendevano Pine come se piovesse. Peccato non aver avuto lo smartphone negli anni '90, altrimenti sai quante foto avrei fatto ai foglietti trovati dai vari artigiani qui nel nord-ovest, con le specifiche Pina, DeRosa, Colnago.... ma stiamo appunto parlando di un foglio di carta con misure e angoli, stop. Altro che progetto.

Il fatto stesso che un prodotto sia fabbricato da così tanti e diversi centri di servizio rende difficile catalogarlo come il frutto di un vero e proprio progetto. Nulla a che vedere con lo sviluppo fatto tutto in casa, dal concept (compasso d'Oro) al prototipo e poi alla produzione, che realizzavano Scapin/Barco, nelle più variegate forme societarie che nulla mi interessano.
 

Mardot

Velocista
25 Febbraio 2008
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Bici
Mia
Scusa per l'estrema sintesi, anzi ti ringrazio per quanto hai scritto sopra; su per giù quanto pensi possa pesare quella forcella in inox?
Me l'avevano pure detto, ma onestamente non lo ricordo. Ricordo che dalla versione che avevo visto io, c'era ancora la possibilità di togliere 160g, ma non ricordo il peso di partenza.

Secondo te è una raffinatezza estetica dal sapore un po' vintage o ha ancora un senso, tecnicamente parlando, nel 2014?
Per me, su strada, il meglio resta la forca in carbonio.
Ma di forche in carbonio ce ne sono milioni.
Questa qui sicuramente è una bella forca, e avendo le testa inox con la giunzione sopra lo steerer, probabile che sia bella tosta a livello di rigidità, sarei curioso di provarla.
 

walterlugs

Apprendista Scalatore
12 Settembre 2012
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Langhe
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Cletta
non ho capito il legame tra Barco e Pinarello, comunque io non ho nessun intento polemico ne dico di conoscere la storia dei Barco, mi piace solo valorizzare il lavoro di bravi artigiani che nel loro logo riportano di essere in attività dal 1947, in che forma societaria non so ne mi interessa più di tanto, a me piacciono i loro prodotti e come si rapportano con il cliente.

Nessuna polemica e anzi complimenti per la scelta di una bici Barco...che come ho scritto godono di una (giustamente meritata) ottima fama...ricordati le foto quando ti arriverà il telaio!!

Volevo solo dire che, visto che Stefano Scapin è da qualche anno alle dipendenze di Cicli Pinarello come sviluppatore/disegnatore (termine sicuramente improprio spero renda l'idea), mi sembra strano che un Azienda come quella assuma una persona del genere quando questa, a sentire voi, ha avuto un ruolo marginale nel disegnare i telai che portavano il suo nome. Tutto qui. Ringrazio te e Mardot per la passione che ci mettete nei vostri interventi. Viva il made in Italy.o-o
 

bdiegoz

Purple Mod
4 Novembre 2007
4.227
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non ho capito il legame tra Barco e Pinarello, comunque io non ho nessun intento polemico ne dico di conoscere la storia dei Barco, mi piace solo valorizzare il lavoro di bravi artigiani che nel loro logo riportano di essere in attività dal 1947, in che forma societaria non so ne mi interessa più di tanto, a me piacciono i loro prodotti e come si rapportano con il cliente.

Pinarello ha assunto Stefano Scapin come progettista (ad esempio, la dogma xc è sua, così come la biammortizzata, che riprende nella sospensione posteriore lo schema già usato per la ottobulloni e di brevetto scapin)
 

walterlugs

Apprendista Scalatore
12 Settembre 2012
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Cletta
Me l'avevano pure detto, ma onestamente non lo ricordo. Ricordo che dalla versione che avevo visto io, c'era ancora la possibilità di togliere 160g, ma non ricordo il peso di partenza.


Per me, su strada, il meglio resta la forca in carbonio.
Ma di forche in carbonio ce ne sono milioni.
Questa qui sicuramente è una bella forca, e avendo le testa inox con la giunzione sopra lo steerer, probabile che sia bella tosta a livello di rigidità, sarei curioso di provarla.

Ma la forcella è già ordinabile/prenotabile o quella che si vede nel loro sito è ancora allo stadio prototipale? Per quale tipologia di bici è stata pensata?
 

Mardot

Velocista
25 Febbraio 2008
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Bici
Mia
Pinarello ha assunto Stefano Scapin come progettista (ad esempio, la dogma xc è sua, così come la biammortizzata, che riprende nella sospensione posteriore lo schema già usato per la ottobulloni e di brevetto scapin)

....insomma non proprio una "seconda scelta" direi...o-o
Più che progettista, questa esperienza lo ha visto come "designer". Un prodotto il Dogma che non ha molto a che vedere con la produzione di un telaio in ferro, come progetto intendo.