Concordo in tutto con Bdiegoz. Senza contare che "idee nuove ed innovative" non è cascano dal pero o vengono solo perché si è giovani. Oltretutto poi bisogna "implementarle" e per farlo serve esperienza e conoscenza. Ripeto, fior di telaisti ci hanno messo decenni a fare qualcosa di nuovo con non poche prove andate male nel frattempo. E nel mondo dell'acciaio non so quanto ricettività ci sia per "il nuovo", quando anche solo a leggere questa sezione si vede sempre come "si stava meglio quando si stava peggio".
E sarà vecchia, ma due risate amare le strappa sempre: [URL="http://antoniomenna.com/2011/10/08/se-steve-fosse-in-provincia-di-napoli/"][URL="http://antoniomenna.com/2011/10/08/se-steve-fosse-in-provincia-di-napoli/"][url]http://antoniomenna.com/2011/10/08/se-steve-fosse-in-provincia-di-napoli/[/URL][/URL][/URL]
Quindi auguri a Ferriveloci, già bravi ad esserci.
Beh se è così, allora a questo punto bisognerebbe elencare i motivi per cui un cliente potrebbe voler acquistare una bicicletta marchiata Ferriveloci
Perché, se diciamo che il 90% guarda la scritta sull'obliquo, stiamo già segando la potenziale clientela del 90% appunto.
Dal rimanente 10% (forse meno), vogliamo trovare una quota di mercato aggredibile?
Beh, iniziamo a togliere quelli a cui non piace il vintage o il richiamo al vintage, poi togliamo quelli a cui piacciono il design e i colori sgargianti, poi togliamo quelli che non l'apprezzano perché hanno un'età che i telai anni '90 non c'erano già più, chi resta? E soprattutto, quanti ne restano?
Forse resta l'avvocato (o professionista in genere) snob che non vuole andare in ufficio con la bici nota, e quindi vuole la fixed sconosciuta, per fare il diverso?
Il pistard anticonformista?
e poi?
Ne abbiamo contato 10 (dieci eh, non 11) in tutta Italia?
A questo punto, il dubbio opposto è che sia gente che non ha bisogno di lavorare, a pensarla da padre di famiglia quale sono. Buon per loro eh! Intendiamoci.