Opinione C'è ancora spazio per la passione condivisa nel ciclismo?

mangiapolvere

Novellino
21 Maggio 2025
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Tra Milano ed il mondo
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C A N Y O N
Ma così si ritorna nel tranello inziale che @Ser pecora voleva evitare: che la passione ed i veri appassionati potessero essere solo quelli con bici in acciaio o alluminio non all'ultimo grido, no gps, no Strava, no sensori, magari le gabbiette ai piedi. Quelli sono certamente appassionati, ma sono dinosauri. Con questo parallelismo sembra che la tecnologia sia il diavolo, e tutto ciò che la evita l'acqua santa. Il rischio di andare a vivere con i Mormoni è dietro l'angolo, ragionando così... :))):

Come ti ho scritto prima, misurare la passione è impossibile: è un concetto intimo, astratto, qualcosa di metafisico che ti smuove l'anima e che prescinde dagli oggetti e dal loro costo. Il problema, semmai, è confondere i piani, scambiare una cosa per l'altra.
ma no ma non è una questione di "eroico" bici con gabbiette di 50 anni fa ecc... o di NO tecnologia. è proprio una questione se possiamo definire "romantica". ci sta che pedali sulla bici all'ultimo grido ultra leggera e hai un gps che ti monitora tutto, ma ecco... è lo spirito con cui spingi sui pedali che forse è cambiato. se prima facevo la salita tal dei tali per imitare qualche ciclista, ora lo faccio lo stesso, ma poi vado a vedere su strava il mio risultato in confronto al resto del mondo. Poi c'è il marketing che non ti da il tempo di sgodazzarti il tuo nuovo acquisto che già te ne propone uno nuovo di cui non puoi fare a meno, senza compromessi, 2 watt risparmiati, super leggero 2g in meno, ecc ecc ecc. cosa che in passato accadeva, ma meno aggressivamente.
 

bicilook

Ammiraglia
15 Giugno 2008
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Genova
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ORBEA Orca Omx -Colnago C60
Quindi, di fatto, è corretto dire che non c'è più spazio per la passione ma solo per il mezzo all'ultimo grido e che, in fondo, più costa e meglio è.
Secondo me vista in questo senso è sempre stato così...io gli appassionati della zona, fin da quando ero bambino li ho sempre visti su bici top o quasi...ora il top costa troppo? Si... però il vero appassionato è normale che vada alla ricerca della bici più bella, più leggera e tra virgolette "performante".
E' così in qualsiasi settore...auto,moto,sci,surf,canne da pesca etc.
A quanti serve una moto 1000 di cilindrata per andare su strada? però da quando motoGP e superBike sono 1000,la maggior parte degli appassionati di moto sportive ha, o ha come oggetto del desiderio una 1000 di quelle hypersport...poi la sfrutta se va bene 2 volte l'anno in pista, però la passione è sempre per l'oggetto più bello.
È cambiato a mio avviso il modo di vivere questa passione.
E poi ci sono i vari tipi di pedalatori.
Ci sono quelli che pedalano per la passione di pedalare ma qualsiasi bici và bene.
Ci sono quelli,come me,che amano pedalare ma hanno anche la passione per l'oggetto bicicletta e i suoi componenti,che gli piace montare, smontare,abbellire,alleggerire la sua bici...vedere cosa esce di nuovo,se una ruota è meglio di un altra...e allora qui entriamo in un altro settore di appassionati.
È fuori di dubbio che fino a un po' di anni fa,la novità veniva vissuta con più attesa e anche un po' di poesia...
Ora,rumors e il giorno dopo hai immagini,articoli on line,siti,social, video e la novità quando la riesci a vedere dal vivo non è già più una novità.
Secondo me è cambiato questo...la passione è sempre viva ma è cambiato il modo di viverla questa passione.
 
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green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Credo che @Ser pecora si riferisse al modo di percepire l'enfasi e la passione 15 anni fa e ora, per esempio;

2010 " oh è uscito il nuovo Campagnolo 11v, no ma è stupendo" "si si l'ho visto l'altro giorno, hai ragione è bellissimo, sarebbe un sogno averlo sulla mia bici!"

2025 "hei sono uscite le nuove scarpe Fizik" "si avevo letto l'anteprima su Instagram, quanti watt fanno risparmiare?"

Spero di aver reso l'idea della differenza di passione.....
Chiaro il tuo confronto.

Confesso che quando ho visto le scarpe Fizik rosa arancio, le Vento Powerstrap aeroweave, non ho pensato ai Watt :==
 
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Joop

Gregario
1 Ottobre 2019
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due
Passione condivisa?
Passione si, condivisa no perchè richiede del tempo.
Credo che ultimamente la passione si sia trasformata da candela a fiammifero. La fiamma è sempre quella ma finisce subito e devi accenderne un altro.
Le persone ormai sono abituate (ammaestrate?) a switchare contesto ogni 2x3, un mondo tiktokkiano insomma.

Ehh è un mondo difficile...

 
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green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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ma no ma non è una questione di "eroico" bici con gabbiette di 50 anni fa ecc... o di NO tecnologia. è proprio una questione se possiamo definire "romantica". ci sta che pedali sulla bici all'ultimo grido ultra leggera e hai un gps che ti monitora tutto, ma ecco... è lo spirito con cui spingi sui pedali che forse è cambiato. se prima facevo la salita tal dei tali per imitare qualche ciclista, ora lo faccio lo stesso, ma poi vado a vedere su strava il mio risultato in confronto al resto del mondo. Poi c'è il marketing che non ti da il tempo di sgodazzarti il tuo nuovo acquisto che già te ne propone uno nuovo di cui non puoi fare a meno, senza compromessi, 2 watt risparmiati, super leggero 2g in meno, ecc ecc ecc. cosa che in passato accadeva, ma meno aggressivamente.
La passione è nel come la fai la salita: se ti impegni perché il tuo approccio è che ti piace salire il più forte possibile, che la salita è una sfida, che ti senti in giornata buona e vuoi metterti alla prova, etc., è passione, il tuo spirito non è cambiato, non certo perché poi tu vai a posteriori a vederti su Strava. Un tempo non ci si cronometrava?!? Non si faceva caso ai rapporti usati, cercando di capire se si teneva un dente in più sulla tal salita?!?

Quelli che invece escono per 30-40 minuti per andarsi a prendere il segmento di 5 minuti o meno in Strava, a tutta, magari in giornata con vento molto molto forte a favore, quelli hanno altri obiettivi, a modo loro anche una passione sfrenata: per il proprio ego. Ne ricordo alcuni, di questi soggetti, per fortuna mi sono tolto da Strava, che va detto non ha colpe, come Facebook: era nato per acchiappare ragazze al college, alla presentazione della piattaforma in aula magna all'epoca c'erano sì e no 10 persone: sembrava un insuccesso. Poi come spesso accade, l'uso dei singoli l'ha fatto diventare ciò che è.

Spesso ci si dimentica che quella cosa chiamata marketing che molti tendono a tirare in ballo come il demonio, siamo noi stessi: le scelte dei singoli, le nostre preferenze, le abitudini, orientano il fenomeno e al tempo stesso lo legittimano.
 

Valerio_S

Apprendista Passista
8 Febbraio 2017
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L
Il ciclismo è diventato molto complesso (bici, allenamenti, alimentazione, tecnologie nuove ogni 3 anni)... Quando una cosa diventa troppo complessa, passa la passione
Ni.

Mi spiego meglio: stai esprimendo un concetto giustissimo, applicabile a molte altre passioni, sportive e non, e sempre con una forte/fortissima componente di "creazione del bisogno/necessità", ovvero alla fine una base economica.

Ma l'essere umano, almeno nelle proprie passioni, è autonomo e dotato di libero arbitrio, quindi la complessità eccessiva che annoia/stanca può semplicemente essere ritenuta non indispensabile e pertanto ridotta in qualsiasi misura lo si ritenga necessario. Una semplice scelta, alla fine.

Nessuno ci impedisce di continuare a pedalare con la bici "vecchia", di farsi pochi problemi con alimentazione/allenamento, di rifuggire certe soluzioni tecnologiche se ci stancano, di fregarsene di Strava e co, ecc ecc

Certo non sarà troppo immediato, né semplice, ma fattibile lo è eccome. E spesso è proprio la soluzione per una espressione più "genuina" della passione, ciclistica in questo caso.

Ho sintetizzato molto ma spero di aver reso il concetto
 

ConteIgor

Pedivella
29 Agosto 2021
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Triban RC 520
[...] Ne ricordo alcuni, di questi soggetti, per fortuna mi sono tolto da Strava, che va detto non ha colpe, come Facebook: era nato per acchiappare ragazze al college, alla presentazione della piattaforma in aula magna all'epoca c'erano sì e no 10 persone: sembrava un insuccesso. Poi come spesso accade, l'uso dei singoli l'ha fatto diventare ciò che è.

Spesso ci si dimentica che quella cosa chiamata marketing che molti tendono a tirare in ballo come il demonio, siamo noi stessi: le scelte dei singoli, le nostre preferenze, le abitudini, orientano il fenomeno e al tempo stesso lo legittimano.
Senza voler divagare troppo aprendo un'altra discussione infinita, ci tengo a sottolineare che sì, i social sfruttano le tendenze già presenti nelle persone, ma non sono affatto privi di colpe o risultato passivo dell'uso: sono studiati con un livello di finezza difficile da immaginare per massimizzare il profitto, stimolando all'estremo qualsiasi comportamento che possa portare interazioni, tempo sullo schermo e in definitiva dati personali e inserzioni (cioè soldi). Lo si vede benissimo in Facebook oggi e in come è cambiato negli anni.
L'ho scritto non per polemica ma per rimettere correttamente i pesi tra mega-aziende con soldi infiniti e una singola persona in solitudine. Sono loro a comandare la partita e lo fanno con malizia, non crediamo che siano una specie di strumento neutro come un cacciavite.
 
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Zugnajima#11

Strat Twelve in Pit Lane
14 Giugno 2010
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Corratec CCT EVO Ultegra, Wilier Triestina Cento1 SLR Dura Ace
Ma è quello che succede.
La società è sempre più povera e spende sempre di più per il superfluo.. non ha i soldi per il dentista ma per l'ultimo iPhone si
Vero, gente che spende soldi per tatuaggi e telefoni, e poi ha il sorriso (tazadora) come la bandiera a scacchi...
 
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motogpdesmo16

via col vento
29 Ottobre 2008
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Trek Madone 4.7
Hai perfettamente ragione.....basta guarda quando si esce in bici (almeno dalle mie parti) le top le hanno 50/60 enni con la panza (senza offesa....sono anche io di quella categoria) mentre il ragazzetto di 20 anni.....boh e chi li vede più i 20 enni su una bici da corsa.....
Relativamente ai 20enni su una bici da corsa, si potrebbe aprire anche il discorso del ricambio generazionale, che non c'è (ancora) stato, dei partecipanti alle maggiori gran fondo italiane.
 
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green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Senza voler divagare troppo aprendo un'altra discussione infinita, ci tengo a sottolineare che sì, i social sfruttano le tendenze già presenti nelle persone, ma non sono affatto privi di colpe o risultato passivo dell'uso: sono studiate con un livello di finezza difficile da immaginare per massimizzare il profitto, stimolando all'estremo qualsiasi comportamento che possa portare interazioni, tempo sullo schermo e in definitiva dati personali e inserzioni (cioè soldi). Lo si vede benissimo in Facebook oggi e in come è cambiato negli anni.
L'ho scritto non per polemica ma per rimettere correttamente i pesi tra mega-aziende con soldi infiniti che e una singola persona in solitudine. Sono loro a comandare la partita e lo fanno con malizia, non crediamo che siano una specie di strumento neutro come un cacciavite.
Apprezzo che tu abbia chiarito che non avevi intento polemico. I pesi che dici ci stanno tutti, anche la malizia e la finezza che è un fenomeno ben studiato e che tutti dovrebbero conoscere prima di approcciarsi ai social. Io mi riferivo all’idea iniziale, di Strava, Facebook etc.: l’esempio era quello: chiaro non parliamo di onlus, il loro scopo è il profitto, ed infatti la storia di certe diatribe legali per alcune piattaforme e i successivi acquisti da parte di grossi gruppi per altre, rientrano in questa logica. Ma l’idea di partenza, quando ancora Strava non era Strava e via dicendo, era fare qualcosa di innovativo, fuori dal comune. Lo sviluppo che hai descritto tu è successivo. Il valore che gli abbiamo dato noi ciclisti pure è successivo e si è allontanato dall’idea iniziale. Sono stato su Strava dal 2011 ed i primi anni era come qui sul forum nei primi tempi: si stava da Dio! Se pensi che l’idea iniziale di Strava è stata di due ex studenti che volevano ripristinare il senso di comunità e competizione che avevano ai tempi dell’università. Non avevano idea né di quanto avrebbero potuto guadagnare, né che sarebbe diventato un fenomeno di massa. Semplicemente hanno trasformato la loro passione in qualcosa a cui nessuno aveva pensato!
 
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john.player

Passista
31 Agosto 2013
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Dirt & Clean
Noto però la presenza di anticorpi se intendiamo questa evoluzione in senso negativo: il fenomeno gravel ad esempio io lo riconduco a una ricerca, da parte dei praticanti, di un ciclismo dai contenuti più "umani": non interessa a nessuno quanti watt si risparmiano a 50 km/h perché non ci si arriva a quella velocità o sentirsi una pippa perché se guardi Strava il tuo tempo nel segmento e all'ultimo posto.
In questo caso si pedala per il piacere di pedalare e basta.
Infatti in gravel è il settore di maggior successo degli ultimi anni, perchè strizza l'occhio all'essenza della bici: dammi qualcosa per andare più o meno dove voglio, escludendo i trail scassati ed il downhill e a me basta.
Poi han cominciato a spingere sul lato agonistico e per me tra poco perderemo anche quello...

ps: mi sono avvicinato al ciclismo nel 2013 e la mia prima bici e ricerca è stata per quna bici che oggi definiremmo "gravel" ma che allora era rappresentato da solo due bici sul mercato, la Trek Crossrip e la Specialized Tricross.
 
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Corvo Torvo

Apprendista Passista
11 Aprile 2016
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Novara
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BMC TeamMachine SLR01
Oramai si scoprono le cose e si utilizzano e buttano via troppo velocemente, senza nemmeno consumarle o capire cosa si aveva per le mani.
Usciva un nuovo disco, ce lo ascoltavamo decine di volte perchè magari ne compravamo uno al mese. Adesso ti scarichi la canzone, la ascolti, e te ne scordi. E non è una questione di boomer o di giovani, lo fanno tutti. Infatti di tutto questo non ci rimarrà nulla.
 

giancarlo1959

Pignone
9 Giugno 2018
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Rosa'
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Corsa
Hai perfettamente ragione.....basta guarda quando si esce in bici (almeno dalle mie parti) le top le hanno 50/60 enni con la panza (senza offesa....sono anche io di quella categoria) mentre il ragazzetto di 20 anni.....boh e chi li vede più i 20 enni su una bici da corsa.....
Non sarei così pessimista. Abito vicino a Bassano del Grappa e sto partecipando ad una iniziativa di alcuni giovani imprenditori locali, ma anche appassionati di ciclismo, che ogni mercoledì sera propongono, nella doppia formula gravel e strada, uscite di gruppo con "terzo tempo" a base di pasta (gratis). L'iniziativa non a caso si chiama Carbo Ride. Obiettivamente la presenza di giovani supera abbondantemente quella dei vecchi. Parlando con i promotori ho riscontrato entusiasmo e passione in quello che fanno e questo va apprezzato.
 
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Ammiraglia
21 Marzo 2010
17.952
10.673
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Rovigo
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Rewel Chorus 11; Vetta Centaur 10; Giant Athena 9; Bianchi Vento 602 Veloce 8; Benotto 900sp 300ex 7
Non sarei così pessimista. Abito vicino a Bassano del Grappa e sto partecipando ad una iniziativa di alcuni giovani imprenditori locali, ma anche appassionati di ciclismo, che ogni mercoledì sera propongono, nella doppia formula gravel e strada, uscite di gruppo con "terzo tempo" a base di pasta (gratis). L'iniziativa non a caso si chiama Carbo Ride. Obiettivamente la presenza di giovani supera abbondantemente quella dei vecchi. Parlando con i promotori ho riscontrato entusiasmo e passione in quello che fanno e questo va apprezzato.
Mi fa molto piacere, qua a Rovigo no....
 

ciclettico

Apprendista Scalatore
23 Aprile 2004
2.482
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Ravenna
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BMC Team Machine SLR01
Ammetto che non sono certo di aver capito il succo del topic, che dovrebbe riguardare una sopravvenuta mancanza di "passione condivisa" da parte dei praticanti, ma più che altro legata all'acquisto o comunque al possesso e all'uso di determinate attrezzature ciclistiche.
Inoltre, leggendo i commenti è inevitabile percepire nostalgia, poca empatia con i tempi attuali, insomma una certa boomeritudine (sono fuori dalla categoria sociologica di solo 1 anno, quindi so di cosa parlo...)

Per dare un contributo di cosa possa essere anche, la bici adesso, posso solo citare il caso un amico (per la verità, figlio di un amico) che compie adesso 24 anni e va in bici da un paio.
All'inizio si è comprato una bici da corsa usatissima (carbonio, ma 10V, a credo 700 €) con il quale ha scorazzato un po' per l'appennino bolognese, nel tempo libero (già lavorava).

Poi ha trovato qualche coetaneo che andava in bici, ha scoperto il mondo dei praticanti, l'esistenza delle manifestazioni, competitive e non.
Dopo un paio di uscite con lui, ho cercato di coinvolgerlo in quello che facevo io (uscite medio lunghe collinari, più alcune granfondo l'anno), ma ho visto quasi subito che non gliene fregava nulla della bici da corsa e delle sue ossessioni : competizione e agonismo.

Si è comprato prima una singlespeed, poi una gravel (tutta roba economica) e con quest'ultima quando può, ci viaggia. Negli stacchi dal lavoro è' andato in Francia, nel Sud d'Italia, mi pare anche a fare il giro della Sardegna. fa tappe brevi, lunghe, se possibili in compagnia altrimenti da solo.

Non gliene frega nulla dell'allenamento e delle prestazioni, e relativamente poco anche dell'attrezzatura e degli oggetti ciclistici, ma usa la bici per scoprire il mondo, o forse anche sè stesso.

Bene, dal suo punta di vista, sarà davvero percepita quella perdita di passione condivisa di cui si parla qui? oppure in lui (e immagino in altri suoi coetanei) si coniuga in modo diverso, non tanto legata allo scoprire l'eccitazione per un mondo nuovo di "prodotti" (anche quelli del Mt Tam poi di fatto volevano venderci qualcosa, altrimenti nessuno avrebbe saputo che scendevano dai monti con le bici del postino...), ma nell'utilizzo della bicicletta, letteralmente, non come fine ma come "mezzo" per esplorare il mondo.

Io non ho ancora mai usato la bici per viaggiare, ma chi lo fa magari potrebbe dare un punto di vista utile.
 

Fill

Passista
23 Ottobre 2020
3.882
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Venezia
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Specialiezed
ma chi si compra anche solo 6000 euro di bici, un ventenne che inizia a lavorare?
I prezzi folli hanno come target solo il signore di mezza età. Il resto è wishful thinking.
Un ventenne se lavora, nelle mie zone di reddito puo' tranquillamente superare i 20ml anno.
Quindi volendo quellla cifra puo' permettersi di spenderla.
Poi magari si potrebbe ovviare che quella cifra sarebbe piu' appropriato dedicarla ad altro.
Ma non che non li abbia a disposizione..

Quelli piu' matusa come me a quell'età acquistavano la moto.
Non è poi cambiato chissà che cosa..

Quello che invece è cambiato che i ventenni sono spariti boom non ci sono piu'...
Sono cambiatii numeri, ci sono tanti 40-60 enni e quasi nessun ventenne...
Quindi se hai un'azienda che deve fare numeri, va da se che vai dove ce ne sono di piu'..
 
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marco

Diretur
Membro dello Staff
16 Aprile 2004
3.261
3.032
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www.bdc-mag.com
TC
KM Percorsi
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veloci e lente
Un ventenne se lavora, nelle mie zone di reddito puo' tranquillamente superare i 20ml anno.
Quindi volendo quellla cifra puo' permettersi di spenderla.
Poi magari si potrebbe ovviare che quella cifra sarebbe piu' appropriato dedicarla ad altro.
Ma non che non li abbia a disposizione..

Quelli piu' matusa come me a quell'età acquistavano la moto.
Non è poi cambiato chissà che cosa..

Quello che invece è cambiato che i ventenni sono spariti boom non ci sono piu'...
Sono cambiatii numeri, ci sono tanti 40-60 enni e quasi nessun ventenne...
Quindi se hai un'azienda che deve fare numeri, va da se che vai dove ce ne sono di piu'..

20.000 all'anno
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- affitto
- cibo
Voglio proprio vedere quale bici da 6000€ ti prendi
 

marco

Diretur
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KM Percorsi
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veloci e lente
Mi spiace un po' contribuire all'off-topic, ma sono curioso di fare una domanda. quanto era lo stipendio da neolaureato e quanto l'affitto di un bilocale, negli anni 90?
EDIT: se la domanda è indiscreta non c'è problema, capisco!

no problem, l'affitto era 1/4 dello stipendio.
E avevo un lavoro ben pagato per un neolaureato.
 
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