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calo annuale
Testo
<blockquote data-quote="Alfredo Panzini" data-source="post: 1734010" data-attributes="member: 16430"><p>Un calo fisico può avere origini diverse. Lo stato di forma di un atleta ha un andamento sinusoidale, fatto quindi di alti e bassi. Di solito, se uno è stato capace di allenarsi bene, si ha un picco della durata di 2/3 mesi al massimo, seguito da altri picchi di minore entità. Un secondo picco di forma può avvicinarsi al primo ma difficilmente gli altri saranno della stessa entità del primo.</p><p> </p><p>Per un cicloamatore (cicloamatore nel vero senso della parola, uno cioè che divide la propria attività sportiva con il lavoro, non un ex professionista che fa le gran fondo e che si allena come uno che lo fa di mestiere.. per intenderci. uno che non superi i 10/15.000 km l'anno) è già molto difficile raggiungere il primo picco di forma, figuriamoci raggiungere un superallenamento tale da giustificare un periodo di riposo.</p><p> </p><p>Il riposo, quindi, tranne i casi citati di superallenamento che può raggiungere un professionista dopo un giro a tappe di 3 settimane ed una attività logorante ed intensa, per un cicloamatore ha un significato più psicologico che fisico: far riposare la testa e staccare la spina coincide molto spesso con un benessere generale a livello fisico...non a caso si dice "mens sana in corpore sano". </p><p><img src="http://webmailvtin.alice.it/cp/imgvirgilio/s.gif" alt="" class="fr-fic fr-dii fr-draggable " style="" /> </p><p>A volte non è neanche del tutto facile rendersi conto se un calo delle prestazioni sia dovuto a fattori mentali o fisici. Occorre prima di tutto quindi riconoscerlo e saper valutare da che cosa derivi.</p><p>Normalmente i campanelli d'allarme che evidenziano un calo fisico sono: valori sanguigni sballati (calo emoglobina, ferro ecc.), valore della pressione arteriosa (minima che si alza), battiti a riposo più alti, difficoltà nel far aumentare i battiti sotto sforzo e nel lavorare fuori soglia.</p><p> </p><p>Se un atleta raggiunge uno stato di affaticamento, tre, quattro giorni, una settimana o più di riposo servono unicamente a ricaricare le batterie dal punto di vista mentale o per recuperare uno sforzo che il nostro fisico non ha ben smaltito esattamente come può succedere ad un muratore, ad uno scaricatore portuale o ad uno che lavora in fonderia (giusto per prendere come esempio dei mestieri duri dal punto di vista fisico) che si riposa durante il week end e torna fresco al lavoro il lunedì, <strong>sono invece inutili</strong> se si pensa che possano far ritrovare un nuovo picco di forma.</p><p> </p><p>Il nuovo picco di forma tornerà da solo anche se nel frattempo il corridore ha continuato la sua attività agonistica e di allenamento.</p><p>Per fare un esempio da juniores vinsi 5 gare nella prima parte della stagione. Arrivata l'estate mi sentivo un po' scarico e i risultati non venivano più come prima. Con il mio allora D.S. decidemmo di fare un periodo di riposo, ma prima di iniziarlo mi portò a fare la mia prima visita medica da quello che poi diventò il mio medico sportivo il quale visitandomi ci, quasi, rimproverò dicendo "macchè riposo e riposo, qui è il momento di tirarci dentro!" . Mi fece allenare di più e la settimana successiva correre sabato (arrivai 4°), domenica (2°) e martedì (1°) e da lì a fine stagione tornai a vincere altre 5 volte.</p><p>Questo solo per dire che molte volte cali che possono sembrare fisici hanno una natura totalmente diversa anzi, in certe occasioni possono celare uno stato di forma non ancora raggiunto. Saluti, A.P.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Alfredo Panzini, post: 1734010, member: 16430"] Un calo fisico può avere origini diverse. Lo stato di forma di un atleta ha un andamento sinusoidale, fatto quindi di alti e bassi. Di solito, se uno è stato capace di allenarsi bene, si ha un picco della durata di 2/3 mesi al massimo, seguito da altri picchi di minore entità. Un secondo picco di forma può avvicinarsi al primo ma difficilmente gli altri saranno della stessa entità del primo. Per un cicloamatore (cicloamatore nel vero senso della parola, uno cioè che divide la propria attività sportiva con il lavoro, non un ex professionista che fa le gran fondo e che si allena come uno che lo fa di mestiere.. per intenderci. uno che non superi i 10/15.000 km l'anno) è già molto difficile raggiungere il primo picco di forma, figuriamoci raggiungere un superallenamento tale da giustificare un periodo di riposo. Il riposo, quindi, tranne i casi citati di superallenamento che può raggiungere un professionista dopo un giro a tappe di 3 settimane ed una attività logorante ed intensa, per un cicloamatore ha un significato più psicologico che fisico: far riposare la testa e staccare la spina coincide molto spesso con un benessere generale a livello fisico...non a caso si dice "mens sana in corpore sano". [IMG]http://webmailvtin.alice.it/cp/imgvirgilio/s.gif[/IMG] A volte non è neanche del tutto facile rendersi conto se un calo delle prestazioni sia dovuto a fattori mentali o fisici. Occorre prima di tutto quindi riconoscerlo e saper valutare da che cosa derivi. Normalmente i campanelli d'allarme che evidenziano un calo fisico sono: valori sanguigni sballati (calo emoglobina, ferro ecc.), valore della pressione arteriosa (minima che si alza), battiti a riposo più alti, difficoltà nel far aumentare i battiti sotto sforzo e nel lavorare fuori soglia. Se un atleta raggiunge uno stato di affaticamento, tre, quattro giorni, una settimana o più di riposo servono unicamente a ricaricare le batterie dal punto di vista mentale o per recuperare uno sforzo che il nostro fisico non ha ben smaltito esattamente come può succedere ad un muratore, ad uno scaricatore portuale o ad uno che lavora in fonderia (giusto per prendere come esempio dei mestieri duri dal punto di vista fisico) che si riposa durante il week end e torna fresco al lavoro il lunedì, [B]sono invece inutili[/B] se si pensa che possano far ritrovare un nuovo picco di forma. Il nuovo picco di forma tornerà da solo anche se nel frattempo il corridore ha continuato la sua attività agonistica e di allenamento. Per fare un esempio da juniores vinsi 5 gare nella prima parte della stagione. Arrivata l'estate mi sentivo un po' scarico e i risultati non venivano più come prima. Con il mio allora D.S. decidemmo di fare un periodo di riposo, ma prima di iniziarlo mi portò a fare la mia prima visita medica da quello che poi diventò il mio medico sportivo il quale visitandomi ci, quasi, rimproverò dicendo "macchè riposo e riposo, qui è il momento di tirarci dentro!" . Mi fece allenare di più e la settimana successiva correre sabato (arrivai 4°), domenica (2°) e martedì (1°) e da lì a fine stagione tornai a vincere altre 5 volte. Questo solo per dire che molte volte cali che possono sembrare fisici hanno una natura totalmente diversa anzi, in certe occasioni possono celare uno stato di forma non ancora raggiunto. Saluti, A.P. [/QUOTE]
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