Campy Compact

Spin

Apprendista Cronoman
19 Aprile 2004
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borg ha scritto:
@spin: premesso che non avevo voglia di verificare i tuoi conti :-), osserva che 11km/h a 60 pedalate al minuto si riferiscono al 10% medio. Ma se ci sono strappi al 15% che fai? Sali a 45 pedalate al minuto? Hmmm... :?
No bè ci mancherebbe, anzi una controllatina falla pure...sai mai (per lavoro i conti a volte li devo far tornare che non necessariamente significa farli correttamente :mrgreen: )
L'osservazione è assolutamente pertinente, infatti, se intendo bene il tuo messaggio è forse discutibile porre questi limiti di numero di pedalate (moda? Fortebraccio docet?) ovvio che se hai il 25 e ti trovi in un tratto oltre il pedalabile (a 60 rpm) o pedali a 50 dopo 10 mt sei alla canna del gas :wacko: per questo dicevo che fare salita con max il 25 o fai salite abbordabili o sei un cyBorg :mrgreen: :eek: (scusa mi è scappata)
Non a caso per le salite killer parto con la mia bella ruota libera 13 - 28, poi se non arrivo a mettere il 28 tanto meglio...ma è molto melgio averlo e non averne bisogno che averne bisogno e non averlo.
Scusa il ragionamento contorto ma sono appena tornato da un giro e tengo fame...
ciauz
 

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via col vento
16 Aprile 2004
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Castelnuovo d.G.
www.ciclomaniastore.com
Bici
Focus Izalco Sram Red
ragazzi, ma come, non mi dite che non vi capita mai di scendere sotto le 60 pedalate al minuto... mi spiegate allora come fate a pedalare in piedi sui pedali? 60 al minuto in piedi sono molto ma molto impegnative... io per esempio pedalo agilmente in piedi a 50 rpm... e scendere sotto non è certo un problema...
 

ilmioalterego

Novellino
20 Aprile 2004
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newbiker ha scritto:
ragazzi, ma come, non mi dite che non vi capita mai di scendere sotto le 60 pedalate al minuto... mi spiegate allora come fate a pedalare in piedi sui pedali? 60 al minuto in piedi sono molto ma molto impegnative... io per esempio pedalo agilmente in piedi a 50 rpm... e scendere sotto non è certo un problema...
mah, questo è molto personale...per me, meno di 60 rpm in piedi non vuol dire agile...agile per me vuol dire almeno sopra 60
 

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ilmioalterego ha scritto:
newbiker ha scritto:
ragazzi, ma come, non mi dite che non vi capita mai di scendere sotto le 60 pedalate al minuto... mi spiegate allora come fate a pedalare in piedi sui pedali? 60 al minuto in piedi sono molto ma molto impegnative... io per esempio pedalo agilmente in piedi a 50 rpm... e scendere sotto non è certo un problema...
mah, questo è molto personale...per me, meno di 60 rpm in piedi non vuol dire agile...agile per me vuol dire almeno sopra 60

anche quando pedali in piedi sui pedali?
 

albertop

Apprendista Scalatore
20 Aprile 2004
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a me sembra che borg sia quello che, in generale, fornisce giudizi più "calcolati" (nel senso che fa 4 calcoli e vede che rapporti gli servono), mentre altre volte si sentono anche giudizi (o pregiudizi) un pò soggettivi

non voglio dilungarmi eccessivamente, ma a tutto quello già detto aggiungerei un paio di cose:

quando mi alleno facendo salite di forza (sfr) pedalo a 35-40 rpm
qui leggo che alcuni giudicano normale pedalare a 45 rpm: mi stupisco

per decidere che rapporti servono, bisogna anche tenere in considerazione il tempo per il quale questi possono essere utilizzati
mi spiego meglio
se faccio una salita di 12 km con 1000 m di dislivello impiego circa 1 ora
dopo, faccio la discesa in circa 15 minuti
se in salita mi mancano uno o due rapporti (esempio: ho montato fino al 23, ma mi servirebbero anche il 26 e il 29) soffro per un'ora (o magari per mezz'ora, supponendo che per metà salita mi basti il 23)
se in discesa ho solo il 13 e mi servirebbe il 12, considerato che in curva non si pedala e, inoltre, dopo la curva bisogna rilanciare la bici, direi che il tempo per il quale potrei utilizzare il 12 è di 1 o 2 minuti
questo è un aspetto che non ho mai visto citare da nessuno, ma mi sembra molto importante

infine, sfido almeno il 98% degli stradisti a spingere in modo efficace un 53x14 su una strada assolutamente pianeggiante (ergo: un 48x13 è già sufficiente per la stragrande maggioranza dei ciclisti)
c'è anche l'altro 2%, è vero, però è una minoranza assolutamente esigua
 

Guest
qualcuno mi ha cercato? :-)
rispondo a tutti in un colpo solo. premetto che uso la tripla dal 97-98. ultimamante ho cambiato bici e mi sono nuovamente posto il dilemma tripla - doppia (compact); alla fine ho scelto nuovamente la tripla.
ecco perche':

1 - maggior estensione di rapporti e miglior spaziatura. con una 3x10 si hanno a disposizione 3x6= 18rapporti incrocando pochissimo la catena.
questa e' la scala ottenibile con un 50-40-30 + 13-14-15-16-17-18-19-21-23-26:
(30) 2.43-2.75-3.01-3.33-3.52-3.72
(40) 4.02-4.44-4.69-4.96-5.28-5.63
(50) 5.86-6.21-6.59-7.03-7.54-8.12

con una doppia al momento non c'e' verso di ottenere una spaziatura cosi' razionale ed adatta alla quasi totalita' di occasioni che si trova ad affrontare un granfondista. il tutto senza sostenere il costo di un secondo pacco pignoni...

2 - per me 60rpm sono davvero il minimo, la norma (guardate i prof o quelli che vanno forte in salita) sono 70-75rpm . da cio' mi pare chiaro che chi non e' un fenomeno (altrimenti non metterebbe la tripla) puo' utilizzare il 30 a partire dai 15.5km/h a scendere fino ai 9 allora (30/26 a 60rpm). personalmente ritengo che la maggior parte dei ciclisti viaggi spesso a queste velocita' su salite serie o ripetute. 1100m/h di vam sull'ultima salita della coppi o della maratona li fanno solo i primi 50......

3 - il fattore q imho e' trascurabile. milioni di ciclisti usano sia doppia che tripla sulla mtb senza evidenti problemi. volendo il fattore q puo' essere pressoche' eguagliato a quello della doppia agendo leggermente sulle tacchette.

4 - con la tripla non si cambia davanti cosi' frequentemente quanto si crede. di solito si mette il piccolo su salite lunghe ed impegnative, il medio in pianura da soli (fino a 33-34 all'ora) e su salite moderate, il grande quando si tira od in discesa. inoltre la spaziatura proposta sopra puo' essere ulteriormente estesa utilizzando incroci piu' accentuati (7 pignoni per corona) ma mai estremi. ad esempio, per brevi tratti o rampe improvvise, si puo' utilizzare senza problema il 40-23, scalare sul 30-17 non e' cosi' tassativo.

5 - la compact pesa meno ma non di molto anche perche' a parita' di rapporto minimo richiede una cassetta piu' pesante.

6 - la tripla dura di piu' perche' l'usura si ripartisce su piu' corone
 

Spin

Apprendista Cronoman
19 Aprile 2004
2.992
4
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albertop ha scritto:
a me sembra che borg sia quello che, in generale, fornisce giudizi più "calcolati" (nel senso che fa 4 calcoli e vede che rapporti gli servono), mentre altre volte si sentono anche giudizi (o pregiudizi) un pò soggettivi

non voglio dilungarmi eccessivamente, ma a tutto quello già detto aggiungerei un paio di cose:

quando mi alleno facendo salite di forza (sfr) pedalo a 35-40 rpm
qui leggo che alcuni giudicano normale pedalare a 45 rpm: mi stupisco

per decidere che rapporti servono, bisogna anche tenere in considerazione il tempo per il quale questi possono essere utilizzati
mi spiego meglio
se faccio una salita di 12 km con 1000 m di dislivello impiego circa 1 ora
dopo, faccio la discesa in circa 15 minuti
se in salita mi mancano uno o due rapporti (esempio: ho montato fino al 23, ma mi servirebbero anche il 26 e il 29) soffro per un'ora (o magari per mezz'ora, supponendo che per metà salita mi basti il 23)
se in discesa ho solo il 13 e mi servirebbe il 12, considerato che in curva non si pedala e, inoltre, dopo la curva bisogna rilanciare la bici, direi che il tempo per il quale potrei utilizzare il 12 è di 1 o 2 minuti
questo è un aspetto che non ho mai visto citare da nessuno, ma mi sembra molto importante

infine, sfido almeno il 98% degli stradisti a spingere in modo efficace un 53x14 su una strada assolutamente pianeggiante (ergo: un 48x13 è già sufficiente per la stragrande maggioranza dei ciclisti)
c'è anche l'altro 2%, è vero, però è una minoranza assolutamente esigua
"normale" pedalare a 45 rpm non credo lo sia e nemmeno credo che fosse il senso di quanto detto...(immagino io) può succedere...al di là di allenamenti specifici, per la pianura non mi pronuncio...sono 'na ciofeca che nemmeno si impegna nella disciplina o-o
ciauz
 

pe

Pignone
19 Aprile 2004
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30x26 ha scritto:
ops non mi ero loggato. l'anonimo sono io :-)

o-o
complimenti per l'esemplificazione;

anche se io resto poco fan della 42 :doh: ,

30-40-50 l'ho sempre letto sui cataloghi ma mai vista... potrebbe essere il futuro...
30-39-52 mi piace di +..... :mrgreen:
 

albertop

Apprendista Scalatore
20 Aprile 2004
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30x26 si è dilungato e ha scritto tutto quello che non avevo voglia e tempo di scrivere io
sottoscrivo in pieno

aggiungo anche un'altra cosa
il problema più importante, quando si parla di rapporti, è capire (e non tutti lo vogliono capire) che i rapporti DEVONO essere personalizzati in base alle capacità di ognuno

una doppia con 53x39 va senz'altro benissimo per i pro, e va altrettanto bene per quelli che potremmo chiamare "amatori evoluti" (cioè gli amatori agonisti che vincono le gran fondo o, perlomeno, si piazzano in buona posizione)
poi, man mano che cala il livello dell'atleta, cala la sua velocità e, quindi, dovrebbe parallelamente diminuire la lunghezza dei rapporti utilizzati
mi sembra ovvio, scontato, lapalissiano
e senza offesa per nessuno (non si può negare l'enorme disparità di valori fra chi va più forte e chi va più piano)
ma non è così ovvio per tutti, perchè se andate a guardare il topic "che rapporti usate?" che è stato fatto in mtb-forum, scoprite che la maggioranza usa 53-39 con pacchi pignoni che normalmente arrivano a 25 o 26
 

Spin

Apprendista Cronoman
19 Aprile 2004
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@albertop: io credo che tu abbia fondamentalmente ragione, però proprio perchè secondo me hai ragione quando dici giustamente di guardare alle proprie capacità mi viene da dire che, se c'è tanta gente che usa max il 25 o il 26 bisogna anche vedere che giri fanno, magari fanno tanta pianura o dislivelli dolci, magari anche qualche salita più impegnativa ma così di rado da non imporre la scelta di pignoni diversi o di una ruota dedicata.
La cosa importante è come dici tu capire quelle che sono le proprie capacità e le proprie esigenze, poi la scelta verrà da sola...
Riguardo la doppia...non sono sicuramente un amatore evoluto, non faccio gare, se le facessi dubito che le vincerei, anzi ne sono praticamente certo, però io con la le corone tradizionali non mi trovo affatto male, ovviamente cambio la ruota a seconda del percorso...(salita 13-28 ma con scala 13 14 16 18 20 22 24 26 28 che per me va da lusso...pago forse in discesa pianura ma non è lì che voglio "godere")
o-o
ciauz
 

pe

Pignone
19 Aprile 2004
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albertop ha scritto:
il problema più importante, quando si parla di rapporti, è capire (e non tutti lo vogliono capire) che i rapporti DEVONO essere personalizzati in base alle capacità di ognuno
...
ma non è così ovvio per tutti, perchè se andate a guardare il topic "che rapporti usate?" che è stato fatto in mtb-forum, scoprite che la maggioranza usa 53-39 con pacchi pignoni che normalmente arrivano a 25 o 26

quello che tu dici è sacrosanto.

riallacciandomi a quel che scrivi in questo post e in quello precedente riguardo al tempo che si passa in certe condizioni (che in quel contesto condivido solo in parte) vorrei aggiungere che lo stradista tipo (a meno di grandi fortune) vive in zone dove l'uscita pomeridiana non è fatta di gavia, mortirolo e giau....

io vivo a roma, tanti che vedo in giro fanno tanta pianura ed un paio di volte l'anno week-end con salite vere;

se si è mediamente allenati su salite non ripidissime e corte una velocità minima di 10kmh basta e avanza!

io personalmente avevo una tripla ma non sono mai riuscito a sposarmi col 42! non mi piace in funzione delle velocità a cui mi muovo abitualmente.
preferisco una doppia col 29 che una tripla che per il 90% del tempo lavora incrociato col 42 davanti oppure su e giù tra 42 e 52.
in più un 52 della tripla a parità di pignone posteriore lavora + incrociato che il 52( o 53 che sia) di una doppia...
 

Spin

Apprendista Cronoman
19 Aprile 2004
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pe ha scritto:
...vorrei aggiungere che lo stradista tipo (a meno di grandi fortune) vive in zone dove l'uscita pomeridiana non è fatta di gavia, mortirolo e giau....
Quotidianamente no, ma settimanalmente Mottarone, Oropa, Noveis, Bielmonte e compagnia bella :eek: :eek: :eek:
ciauz
 

Guest
pe ha scritto:
.....lo stradista tipo (a meno di grandi fortune) vive in zone dove l'uscita pomeridiana non è fatta di gavia, mortirolo e giau....

io vivo a roma, tanti che vedo in giro fanno tanta pianura ed un paio di volte l'anno week-end con salite vere;

se si è mediamente allenati su salite non ripidissime e corte una velocità minima di 10kmh basta e avanza!

io personalmente avevo una tripla ma non sono mai riuscito a sposarmi col 42! non mi piace in funzione delle velocità a cui mi muovo abitualmente.
preferisco una doppia col 29 che una tripla che per il 90% del tempo lavora incrociato col 42 davanti oppure su e giù tra 42 e 52.
in più un 52 della tripla a parità di pignone posteriore lavora + incrociato che il 52( o 53 che sia) di una doppia...

man mano che si sviluppa la discussione si toccano aspetti diversi ed è giusto che ognuno puntualizzi

divido in due la risposta

1 - percorsi con poche o tante salite
quello che dici è condivisibile, io nei miei post non lo avevo citato solamente perchè non ci si può ricordare di dire tutto

allora riporto la frase corretta:

i rapporti devono essere personalizzati in base alle capacità di ognuno ed al tipo di percorso


2 - tripla o doppia con 29

condivido anche questo, tant'è che su una bici precedente io avevo una doppia con corone di 44 e 29
se leggi attentamente i miei due post, io non ho detto che ci vuole la tripla per forza
ho detto che bisogna personalizzare i rapporti, il che significa fondamentalmente ridurre la dentatura della corona piccola rispetto al classico 39, indipendentemente dal fatto che le corone siano 2 o 3

ciao