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Cardio frequenzimetro...come usarlo?
Testo
<blockquote data-quote="vulcan" data-source="post: 3629805" data-attributes="member: 39196"><p>Ho sempre usato il cardiofrequenzimetro per curiosità; i ritmi durante le salite ho imparato a gestirli in base alle sensazioni provenienti dal mio fisico. Sono anche dell'idea che i battiti cardiaci non siano altro che un numero che può confermare una determinata condizione fisica, ma non condizionarla, come (mi sembra) molti sono portati a credere.</p><p></p><p>Detto questo, stabilire 'a priori' una determinata percentuale di FC nell'affrontare una salita (o comunque uno sforzo fisico intenso e prolungato), senza peraltro avere alcuna idea dei propri valori limite, è esercizio inutile e rischia di condizionare negativamente l'uscita. Soprattutto, ripeto, si corre il rischio di affidarsi al numero dimenticandosi che il nostro fisico non è una macchina che funziona sempre allo stesso modo.</p><p></p><p>L'unica utilità che riconosco al cardiofrequenzimetro è la possibilità di verifica, al termine dello sforzo intenso (ad es. al termine di una salita), dei tempi di recupero necessari ad un rientro ad una frequenza cardiaca ottimale (o, comunque, che io ritengo come tale).</p><p><img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/beer.gif" class="smilie" loading="lazy" alt="o-o" title="Beer o-o" data-shortname="o-o" /></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="vulcan, post: 3629805, member: 39196"] Ho sempre usato il cardiofrequenzimetro per curiosità; i ritmi durante le salite ho imparato a gestirli in base alle sensazioni provenienti dal mio fisico. Sono anche dell'idea che i battiti cardiaci non siano altro che un numero che può confermare una determinata condizione fisica, ma non condizionarla, come (mi sembra) molti sono portati a credere. Detto questo, stabilire 'a priori' una determinata percentuale di FC nell'affrontare una salita (o comunque uno sforzo fisico intenso e prolungato), senza peraltro avere alcuna idea dei propri valori limite, è esercizio inutile e rischia di condizionare negativamente l'uscita. Soprattutto, ripeto, si corre il rischio di affidarsi al numero dimenticandosi che il nostro fisico non è una macchina che funziona sempre allo stesso modo. L'unica utilità che riconosco al cardiofrequenzimetro è la possibilità di verifica, al termine dello sforzo intenso (ad es. al termine di una salita), dei tempi di recupero necessari ad un rientro ad una frequenza cardiaca ottimale (o, comunque, che io ritengo come tale). o-o [/QUOTE]
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