Una giacca che poi in discesa ti obbliga a mettere un antivento, è un ibrido che a mio avviso serve a poco. Con l’aggiunta che in salita crea un accumulo di sudorazione non smaltita dalla traspirabilità, e quindi è insufficiente anche quando dovrebbe essere nel suo range di peculiarità. Alla fine meglio indossare una maglia leggera a manica lunga in merino o altro, con l’aggiunta di un gilet o giacca leggera per la discesa.Eccomi! Se puo' servire condivido la mia esperienza con la DoDiCi a maniche corte.
In settimana sono andato a pedalare sulla Großglockner Alpenstraße e ho usato per la prima volta questo capo (autoregalo di compleanno).
Giornata autunnale soleggiata, splendida, ma con vento molto teso in quota.
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Sulla carta la combinazione salite (3000m D+ in 70 km), temperature autunnali e vento in quota erano il banco di prova ideale per la giacca. Qualche foto per dare un'idea del contesto.
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Premessa: io in salita ODIO gli smanicati (qualunque, che sia l'Aria o il Perfetto), perché patisco molto il caldo sulla schiena, e, a meno che non piova, in salita, indipendentemente dalla stagione, solitamente DEVO avere le braccia scoperte e niente guanti per motivi di termoregolazione.
Ecco perché ho optato per la versione a maniche corte, che, accoppiata con manicotti in NanoFlex, mi da' la massima flessibilità.
La giacca e' decisamente pensata per temperature medio basse. Sono partito con 4 gradi in ombra e stavo molto bene, per quanto a pedalare in salita ci si scaldi subito. Due sono gli aspetti fondamentali, IMHO, perche' possa davvero favorire la traspirazione in condizione di alta intensità:
1. la giacca (per me taglia M, come tutti capi Castelli che ho) veste e va vestita più aderente di una Perfetto o di una Gabba;
2. va usata con un intimo leggero, preferibilmente a rete, preferibilmente a maglia larga.
Sarebbe da provare addirittura senza intimo, ma non mi sono azzardato.
Tiene decisamente l'aria, cosicché se c'e' da pedalare in salita con vento freddo (molto freddo, come mi e' capitato) non ci si ghiaccia assolutamente. In discesa e' sufficiente? Beh... qua, onestamente, secondo me no. Per quanto trattenga l'aria, in montagna, in autunno, a scendere "allegro" da quota 2500 ci vuole un capo aggiuntivo tipo mantellina leggera stile Hot Pack.
Personalmente, ci vedo due usi:
- Per giri in pianura o vallonati tra gli 8 e i 15 gradi (senza mantellina).
- Per giri con tanta salita in autunno / primavera e temperature fredde (5-10 gradi) + strato aggiuntivo antivento in discesa.
Da scordarsi l'idea che vestendo la DoDiCi in salita non ci si bagni... per quanto traspirante, almeno per la mia sudorazione, un accumulo di sudore c'e' sempre, che, tuttavia, sembra smaltirsi abbastanza velocemente, con il plus di offrire adeguata protezione dall'aria fredda in quota.
Nel weekend la provero' con 8-10 gradi e nuvolo nel classico giro vallonato attorno al lago di Starnberg.
Una giacca che poi in discesa ti obbliga a mettere un antivento, è un ibrido che a mio avviso serve a poco. Con l’aggiunta che in salita crea un accumulo di sudorazione non smaltita dalla trasportabilità, e quindi è insufficiente anche quando dovrebbe essere nel suo range di peculiarità. Alla fine meglio indossare una maglia leggera a manica lunga in merino o altro, con l’aggiunta di un gilet o giacca leggera per la discesa.
Davvero Castelli ha una giacca per ogni singolo grado di temperatura come ha ben detto @WNC2, ma solo sulla carta. Alla resa dei conti è una forzatura avere delle proposte così precise da sembrare assurde. E cerco di capire il fondamento dietro questa cosa, perché qualcuno avrà pensato questo sistema credendo fosse utile al ciclista, ma lo è davvero?!?
Capisco l'osservazione. Ho provato anche a pedalare in salita, in montagna, in autunno, con manica lunga in merino (Rapha Brevet, oppure intimo Icebreaker con sopra maglia estiva): per me un disastroUna giacca che poi in discesa ti obbliga a mettere un antivento, è un ibrido che a mio avviso serve a poco. Con l’aggiunta che in salita crea un accumulo di sudorazione non smaltita dalla trasportabilità, e quindi è insufficiente anche quando dovrebbe essere nel suo range di peculiarità. Alla fine meglio indossare una maglia leggera a manica lunga in merino o altro, con l’aggiunta di un gilet o giacca leggera per la discesa.
Io onestamente li interpreto come valori di orientamento per capire la pesantezza relativa dei vari capi... per esperienza conta molto di più quanto uno suda e quale intensità si tiene. Diciamo che con un paio di capi si coprono comodamente la maggior parte delle situazioni che si possono incontrare e, per non prendere dei doppioni, puo' servire dare un occhio alle temperature di riferimento.Davvero Castelli ha una giacca per ogni singolo grado di temperatura come ha ben detto @WNC2, ma solo sulla carta. Alla resa dei conti è una forzatura avere delle proposte così precise da sembrare assurde. E cerco di capire il fondamento dietro questa cosa, perché qualcuno avrà pensato questo sistema credendo fosse utile al ciclista, ma lo è davvero?!?
Verissimo... poi uno si chiede perché si compra solo on-line...Sicuramente non è utile ai negozi che secondo castelli dovrebbero tenere 250 articoli in quattro o cinque taglie diverse e una decina di colori…
Io onestamente li interpreto come valori di orientamento per capire la pesantezza relativa dei vari capi... per esperienza conta molto di più quando uno suda e quale intensità si tiene. Diciamo che con un paio di capi si coprono comodamente la maggior parte delle situazioni che si possono incontrare e, per non prendere dei doppioni, puo' servire dare un occhio alle temperature di riferimento.
Capisco la montagna con la M maiuscola, però abito in Romagna e ora esco in maniche corte e gilet per le discese: con la DoDiCi faresti la sauna, credimi!Capisco l'osservazione. Ho provato anche a pedalare in salita, in montagna, in autunno, con manica lunga in merino (Rapha Brevet, oppure intimo Icebreaker con sopra maglia estiva): per me un disastro. Troppo caldo. Il merino si inzuppa in salita, ha senz'altro il vantaggio che non fa freddo a contatto con la pelle, ma se tira vento ci devi mettere sopra un ulteriore strato, che fa caldo, fa sudare ancora di piu', ecc. ecc.
Tuttavia, io sto parlando di Montagna con la M maiuscola, in Autunno, con zero termico sotto i 3000 m, per capirci. Se dovessi fare salita e discesa sui Colli Romagnoli, probabilmente adesso con la DoDiCi andrei benissimo.
questo è un confronto che avevo già postato tempo fa sulla diversità di dimensione tra la ROS 2 e la do.di.ci, entrambe taglia M
Vedi l'allegato 531199


Imho per salite lunghe e discese altrettanto diventa meglio poter togliere uno strato, le volte che ho fatto salite simili in questi periodi preferivo salire in estivo+intimo e manicotti o alla peggio con il gilet pur non amandolo e poi avere giacca( quantomeno la Idro o una più pesante imbottita di polartec alpha o giacca e gilet) e guanti per le disceseCapisco l'osservazione. Ho provato anche a pedalare in salita, in montagna, in autunno, con manica lunga in merino (Rapha Brevet, oppure intimo Icebreaker con sopra maglia estiva): per me un disastro. Troppo caldo. Il merino si inzuppa in salita, ha senz'altro il vantaggio che non fa freddo a contatto con la pelle, ma se tira vento ci devi mettere sopra un ulteriore strato, che fa caldo, fa sudare ancora di piu', ecc. ecc.
Tuttavia, io sto parlando di Montagna con la M maiuscola, in Autunno, con zero termico sotto i 3000 m, per capirci. Se dovessi fare salita e discesa sui Colli Romagnoli, probabilmente adesso con la DoDiCi andrei benissimo.
Io onestamente li interpreto come valori di orientamento per capire la pesantezza relativa dei vari capi... per esperienza conta molto di più quanto uno suda e quale intensità si tiene. Diciamo che con un paio di capi si coprono comodamente la maggior parte delle situazioni che si possono incontrare e, per non prendere dei doppioni, puo' servire dare un occhio alle temperature di riferimento.
Ma tu non fai testo perche' sei troppo potente! Con i Wattazzi che fai sul Rombo hai bisogno del sistema di raffreddamento di uno ScaniaImho per salite lunghe e discese altrettanto diventa meglio poter togliere uno strato, le volte che ho fatto salite simili in questi periodi preferivo salire in estivo+intimo e manicotti o alla peggio con il gilet pur non amandolo e poi avere giacca( quantomeno la Idro o una più pesante imbottita di polartec alpha o giacca e gilet) e guanti per le discese
La perfetto light e soluzioni simili comunque su altri percorsi sono ottime alternative ma se devo salire tanto tanto alla fine con quelle sudi e poi non è il top a scendere
Ah beh... se e' cosi' allora senz'altro sarebbe esagerata.Capisco la montagna con la M maiuscola, però abito in Romagna e ora esco in maniche corte e gilet per le discese: con la DoDiCi faresti la sauna, credimi!
E questa e' la teoria... poi ce la pratica di come pedali, dove pedali, quanto/come ti fermi, ecc. Sul fatto che servano nell'armadio 2-3 pesantezze diverse sono d'accordo.La Rapha Brevet è tutt’altro che una maglia leggera e prettamente autunnale, per queste temperature (un poco sopra la media) ci sono la lightweight o la midweight a manica lunga da abbinare ad un gilet, ma la seconda è già di troppo nelle ore centrali.
Per la perfetto light manica corta uso un intimo sempre manica corta della Assos molto leggero che se anche sudo asciuga molto in fretta. Tenendo presento che in salita tiro sempre un pò giu la cerniera della Perfetto. Poi cmq mi capita di metterci sopra uno smanicato in discesa ma in genere in questo periodo sto sui colli dove le salite sono di 3-4 km.Ma tu non fai testo perche' sei troppo potente! Con i Wattazzi che fai sul Rombo hai bisogno del sistema di raffreddamento di uno Scania
Io, invece, che sudo tanto ma evidentemente non troppo per le potenze ridicole che produco e mi fermo a fare le foto per perculare colleghi in ufficio e amici, mi accontento di uno strato singolo che non mi faccia prendere aria.
Onestamente, tra salire in estivo+intimo+manicotti con giacca (ed eventualmente gilet) nelle tasche, non mi sono trovato male a salire con Do.Di.Ci e HotPack appresso. Ammetto che se avessi dovuto fare una cronoscalata secca, probabilmente avrei optato per il tuo stesso assetto.
Oggi la provo in contesto completamente diverso. Per me la cosa piu' difficile da centrare con questa giacca e' la scelta dell'intimo.
sicuramenteho usato la
ho usato la foto di wnc2 perchè io ho solo la 12, ma il confronto sembra interessante



Sì sì, il contesto era chiarissimo, c'è troppa differenza tra i due contesti: per dire, sono uscito ieri qui in Romagna alle 16 e c'erano 20 gradi. Tornato alle 18 e ce ne erano 17, ho messo giusto il gilet in discesa. Al mattino ero a fare trekking a circa 1000 mt. ed in maniche corte si sudava in salita. Temperature quindi davvero anomale, o meglio: molto simili a quelle degli ultimi anni in ottobre.Ah beh... se e' cosi' allora senz'altro sarebbe esagerata.
Considera che Ottobre sul Großglockner non e' esattamente come Ottobre sulla Ciola... ma mi sembrava di avere contestualizzato con le foto la mia esperienza
E questa e' la teoria... poi ce la pratica di come pedali, dove pedali, quanto/come ti fermi, ecc. Sul fatto che servano nell'armadio 2-3 pesantezze diverse sono d'accordo.
Aggiungo che a parere mio c'è tanta differenza se c'è il sole. Domenica mattina sono partito alle 9 ed era nuvoloso e 14 gradi alle 10 è uscito il sole e ci saranno stati 20 gradi.Sì sì, il contesto era chiarissimo, c'è troppa differenza tra i due contesti: per dire, sono uscito ieri qui in Romagna alle 16 e c'erano 20 gradi. Tornato alle 18 e ce ne erano 17, ho messo giusto il gilet in discesa. Al mattino ero a fare trekking a circa 1000 mt. ed in maniche corte si sudava in salita. Temperature quindi davvero anomale, o meglio: molto simili a quelle degli ultimi anni in ottobre.