Che rapporto avete voi con la fatica?

teofly

Pignone
9 Ottobre 2007
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quoto a mille
 

phanther68

Scalatore
2 Aprile 2008
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Io mi aiuto con gli 8 tempi, quelli che utilizzo quando faccio le sedute di spinning. Mentalmente associo i numeri da 1 a 8 alle pedalate, ogni volta che arrivo a 8 riparto da 1, fino a quando termino la salita o lo sforzo. Poi naturalmente tutto dipende anche da come mi sento in quel momento, perchè se non ho energie, altro che contare fino a 8.
 

canzo

Apprendista Velocista
15 Gennaio 2008
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Orbetello (GR)
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Ho sempre pensato che fare troppa fatica sia controproducente e mi scontro parecchie volte con amici che invece sostengono il contrario... in pratica preferisco uscire da solo ed evitare gli amici "smanettoni"
beh, non è che la fatica te la devi cercare per forza, se però hai sbagliato e hai speso troppo all'inizio poi almeno a casa ci devi tornare, e se c'è da fare na salita o sei controvento TI DEVI misurare con la fatica.
Quando mi succede io cerco la "trance", mi isolo cioè nella mia sofferenza, cercando di vederla comunque "bella" ("sìì, mi fa male tutto ma ancora gliela fo'! E in fondo non vado nemmeno male" (mentendo a me stesso )). La tattica di porsi dei traguardi intermedi la uso solo come distrazione, perché comunque in quello stato mi rendo conto che manca sempre troppo alla fine. Altra distrazione sono i moccoli e gli accidenti a qualsiasi cosa ("ma guarda se 'sta buchetta proprio dove passo io doveva stà!")
Mi fermo solo quando vedo che sto per lasciarci le penne (stomaco e trachea che bruciano, il cuore che ti esce dal petto e ti guarda dal manubrio, Santo Stefano Protomartire che ti chiede se vuoi un po' d'acqua...).
 

maxTN

Pignone
25 Maggio 2008
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Trento
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non ho ben capito questa cosa degli 8 tempi
 

Lookup

Pedivella
30 Maggio 2005
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Brianza & Langhe
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Io sono sempre più convinto che l'aspetto mentale sia di fondamentale importanza. La predisposizione alla fatica non è solo qualcosa di fisico. Ad esempio, se una persona fà un lavoro relativamente pesante, ossia per esempio lavora in una ditta di traslochi, è "abituato" a fare una certa quantità di fatica durante il giorno, mentre chi come me stà 12 ore seduto davanti ad uno schermo già fare le scale diventa uno stress (senza portare un divano o un frigo sulle spalle ).
Quindi ai piedi di una ipotetica salita i due partono con atteggiamenti differenti, per uno manca il frigo quindi pensa che la fatica sarà quantomeno sopportabile, mentre all'altro manca la sedia quindi pensa subito che farà fatica e pure per molto tempo.
Tutto questo imho, ma soprattutto provato sulla mia pelle :eek:
 

gio89

Maglia Rosa
14 Settembre 2005
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alu
Oppure chi è abituato a fare fatica durante il giorno arriva all'allenamento stanco di testa e quindi senza voglia di fare fatica ma più che altro di rilassarsi. Il contrario invece per l'altro caso che si riposa tanto e quindi ha più volglia di faticare......per assurdo
 

phanther68

Scalatore
2 Aprile 2008
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BMC Teammachine SLR01 Stealth
Meglio così....è una gran boiata

Invece anche io a volte, lo faccio, però conto fino a 50 e poi si ricomincia, che scemata
Gli 8 tempi sono quelli che si contano per dare il ritmo in attività aerobiche, e tra queste lo spinning. In pratica, se lo aveste fatto lo sapreste (e comunque lo spinning lo trovo molto utile come allenamento), lo spinning viene fatto a tempo di musica, dove gli 8 tempi sono scanditi generalmente da una base data dal tamburo (strumento musicale). Ecco io nei momenti di fatica associo il contare da 1 a 8 alla cadenza di pedalata che cerco di tenere, e devo dire che per me funziona, poi se pensi che sia una BOIATA:angrymod:non ci posso far niente.
 

loba

Novellino
11 Giugno 2008
86
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Il rapporto con la fatica, a parer mio, passa obbligatoriamente per la testa...
più si riesce ad isolarsi, a tenere al di fuori i vari crucci che ci affliggono, e più si riesce a sopportare la fatica.
Io poi la paragono anche allo stato di tensione che si ha nel pregara/prepartita...
è una sensazione che non si vorrebbe provare...ma che quando poi si lascia lo sport manca...
idem per la fatica...quando la stai facendo imprechi, hai voglia di rallentare, ma quando poi finisci l'allenamento..beh...che goduria aver sofferto ma aver tenuto duro!!!
Io per la bici sono un neofita...
i paragoni li faccio con il nuoto/pallanuoto che ho fatto per anni a livello agonistico...
negli allenamenti più duri...
entravo in una specie di limbo mentale...tenevo tutto fuori...avevo solo il ritmo della bracciata, della respirazione, del dolore alle spalle, alle braccia...
ma se era una giornata no...e in quel limbo non entravo...beh...mi sembrava di avere sulla schiena un trattore...e potevo provare quanto volevo ad andar più forte ma non ci riuscivo in nessun modo.
In bici cerco di fare uguale...
aiutato anche dalla musica...che già mi aiuta ad isolarmi dai rumori esterni...
e per il resto fisso la strada...pedalata...pedalata...pedalata...pedalata..fino a quando non arrivo in cima!!!
ma poi che goduria!!!